Confusione creata ad arte sulla immigrazione

Le aspettative per il nuovo Governo.

Leggevo un editoriale insignificante di Lerner su Repubblica. La morale della favola si riassume con “stiamo a vedere questo Governo cosa farà con gli immigrati”. Ovvia minaccia sospesa nell’aria. O promessa, a seconda di quanto uno è pazzo.

L’editoriale, scritto coi piedi, contiene tutta una serie di menzogne e paradossi che hanno due scopi, ingenerare confusione nelle menti deboli della famosa “base” e alimentare il famoso “senso di colpa” che porta i figli della Borghesia a sognare la rivoluzione e gli Europei a sognare la moglie a letto con il nero.

Prima menzogna, gli immigrati “fuggono”. Lerner sostiene che se fuggono, non importa quale sia la ragione, tanto qualunque sia la ragione è colpa nostra e dobbiamo rimediare se non espiare. In realtà, come dovrebbero sapere tutti se solo cercassero di informarsi e ragionare, gli immigrati “illegali” sono relativamente benestanti perché devono raccogliere somme ingenti per pagare il viaggio. Fanno questo investimento perché vengono convinti da una propaganda creata ad arte per il loro reclutamento, che in Europa tutti siano ricchi, che lussi inimmaginabili siano disponibili a chiunque senza fatica.

Seconda menzogna, gli immigrati sono “africani”. Questa menzogna ovviamente serve per alimentare lo “storytelling” sulla tratta degli schiavi e sul colonialismo. Oltre che seguire le linee di tutta la narrativa sulla “integrazione razziale” che è specifica degli USA ma che ci viene imposta da tutta la produzione di film e telefilm come parte della colonizzazione culturale senza che la gente ne sia consapevole. Con esiti veramente ridicoli, infatti si afferma contemporaneamente che l’Italia è stata terra di poveri emigrati e terra di biechi schiavisti e colonizzatori. Gli immigrati vengono da tutto il mondo. Se esco di casa, dall’altra parte della strada trovo il fornaio arabo. A destra il bar dei cinesi con la ragazza scosciata per inspirare una scintilla di vita nelle mummie che vi soggiornano. Se vado in piazza la sera sono tutti stranieri ma di “africani” nel senso di neri, non ne vedo. Sono in maggioranza magrebini e c’è qualche capannello di Slavi. Quelli sono gli stranieri con la famiglia, che sono relativamente “integrati”.

Terza menzogna, la “integrazione”. Nella mia regione gli stranieri immigrati ufficialmente sono quasi il 20% della popolazione. Lo so che sembra una cifra enorme rispetto alla propaganda per cui “non esiste nessuna invasione”. La maggior parte conduce la stessa vita degli autoctoni, lavora, affitta una casa, manda i figli a scuola. Ma gli immigrati non sono tutti uguali. Per questo è incredibilmente stupido mettere insieme gli energumeni ospitati nei “centri di accoglienza” e le badanti ucraine, alla voce “fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare”. Non solo la maggior parte degli stranieri si trova in Italia con tutti i documenti e i permessi, quelli che vengono sapendo cosa aspettarsi, con aspettative realistiche, hanno gli stessi problemi degli Italiani. Quelli che invece vengono come immigrati “illegali”, mossi come dicevo sopra dalla idea che l’Europa sia il Paese dei Balocchi, si trovano senza mezzi di sussistenza che non siano quelli dei “centri” in cui sono stivati e nutriti. Se non parli l’italiano, non sai leggere e scrivere, non sai fare niente di utile, l’unica cosa che puoi fare per non vivere come un emarginato o come un recluso ma procurarti qualcuno di quei lussi che sognavi quando eri nel tuo villaggio, è darti al crimine. Poi ci sono anche quelli che pensano che non sono venuti in Italia per spaccarsi la schiena in una fonderia.

Quarta menzogna, la “bomba immigrazione” da disinnescare. Tutta la commedia delle ONG è organizzata per creare la finta emergenza dei “naufragi”. Quello che ancora Lerner evita di dire è che gli immigrati “illegali” pagano profumatamente e che la maggior parte arriva in Italia senza problemi, passando sotto il radar. Il “naufragio” non avviene per accidente, è predeterminato alla partenza, quando serve, previo accordo con tutto il macchinario del “soccorso”. Semplicemente per ragioni di propaganda e la propaganda serve per giustificare la “politica”.

Legalizzare l’immigrazione.

La soluzione di Lerner, che il nostro sostiene da decenni ormai, di concerto con l’ONU del tristemente famoso “Global Compact”, per capire a che livello si colloca l’intera operazione, è quella di “legalizzare” l’immigrazione africana. Sorvoliamo sulla ovvia considerazione che non puoi discriminare l’immigrato africano dall’immigrato eschimese. Lo scopo della “legalizzazione” non è “salvare delle vite”, tanto meno fa qualsiasi differenza rispetto ai luoghi di origine degli immigrati. Lo scopo di tutta la propaganda sulla “immigrazione” è il famoso “superamento dello Stato Nazionale”.

Scontro tra Stato e migranti.

Non serve scervellarsi, è tutto scritto nero su bianco in questo editoriale della signora Di Cesare, che dice “il gesto discriminatorio che rivendica a sé il luogo in modo esclusivo. Il problema è lo Stato nazionale. Quello che viviamo è uno scontro epocale fra lo Stato e i migranti“.

Il progetto di scardinamento degli Stati segue diverse direttive contemporaneamente. Se in alto, a livello dei Governi, si sottoscrivono i famosi “trattati internazionali” che assurdamente hanno la priorità sulle singole Costituzioni nazionali e tolgono autorità ai Parlamenti, quindi tolgono sovranità ai Popoli, se a livello intermedio si procede con la Di Cesare a svuotare di significato e trasformare in lettera morta la Legge, anche tramite l’azione consapevole dei Magistrati, ancora esautorando il Parlamento e togliendo la sovranità al Popolo, a livello della strada si procede con la semplice demografia.

Il meticciato.

Ancora, non serve scervellarsi, è scritto nero su bianco da questo editoriale del signor Scalfari. Notare, ancora, la confusione e le menzogne, si parte dicendo “è un fenomeno che dobbiamo governare“, si passa attraverso un delirio che associa l’immigrazione alla “deriva dei continenti” al tempo dei dinosauri e si conclude affermando “la vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio … il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato … questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana“.

Perché la “sinistra” deve porsi questo compito? Risposta relativamente banale, perché la “sinistra”, nei suoi vertici di estrazione borghese o alto-borghese, ha sempre temuto e disprezzato il “popolo”. La “sinistra” moderna ha scelto di proposito, attorno agli Anni Settanta, di lasciare il “marxismo-leninismo” alla “base” ignara per farsi agente delle Elite Apolidi e del loro progetto mondialista. Quindi, il compito della sinistra di Scalfari è quello di attuare e portare a compimento il progetto delle Elite Apolidi, adoperando l’arma biologica della immigrazione per creare il “popolo unico”. I riccastri delle Elite e anche i loro funzionari non discriminano certo per etnia, lingua, religione, si dividono tra di loro sulla base dei metri di lunghezza e tonnellaggio dello yacht. Non hanno il problema di mangiare la merda del discount o della consegna a domicilio, vanno a cena dallo “stellato” oppure hanno il cuoco personale. Sono “cittadini del mondo” e non capiscono davvero cosa ci sia da perdere eliminando i concetti di Popolo, Nazione e Stato. La plebe si agita? Dosare carota e bastone.

Un’altra cosa. L’altro giorno alla radio sentivo un tale che esclamava, con voce rotta dall’emozione “combattere la povertà, non i poveri”. Bello slogan. Adesso spiegami come si combatte la povertà. Perché se la soluzione è rendere tutti ugualmente poveri tramite la “collettivizzazione”, che poi è una variante del “meticciato” scalfariano, a me continua a sembrare non solo una scemenza ma un sintomo di malattia mentale, sia nel merito che nella ripetizione infinita. Questa idea di “giustizia” per cui si alleviano le sofferenze degli storpi storpiando tutti allo stesso modo, tranne ovviamente i capoccioni, è veramente demenziale.

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