Tutto quello che sapete è sbagliato, tutto quello che vedete è falso

Lo studioso partigiano lotta insieme a noi.

Cominciamo da un video apparentemente innocuo. Un signore di mezza età suona la chitarra. Guardando meglio, il signore in questione è Roberto Gualtieri, allora “eurodeputato” del PD e attuale Ministro della Economia. Cosa suona? Le “bionde trecce” di Battisti? No, suona Bella Ciao in stile “bossa nova”. Adesso, domandiamoci perché. Vi do il proverbiale e meridionale “aiutino”:

La formazione di Gualtieri non è da economista, ma da studioso di storia contemporanea (è professore associato alla Sapienza di Roma). Come accademico ha pubblicato una ricostruzione della vicenda politica della democrazia post-bellica in Italia, con molta attenzione ai rapporti fra Democrazia cristiana e Partito comunista italiano, del quale prese la tessera giovanissimo negli anni ’80.

… ha fatto parte della commissione di “saggi” nominata da Romano Prodi che ha redatto il “Manifesto” per il Partito democratico.

La carota dello storytelling e il bastone della repressione.

Vi domanderete vabè, cosa c’entra? Eh, se ve lo domandate a questo punto significa che avete la propensione a votare Cinque Stelle. Allora vi do un altro “aiutino”:

La stimolazione cerebrale non invasiva contro pregiudizi e stereotipi sociali.

Per far fronte a questo problema, i ricercatori negli ultimi 20 anni hanno cercato di creare degli interventi che siano in grado di modificare tali stereotipi e pregiudizi. Per esempio, è stato scoperto che è possibile ridurre il pregiudizio etnico/razziale, fornendo delle informazioni che vanno contro lo stesso pregiudizio, come per esempio presentare uno scenario relativo a un’aggressione, in cui un uomo bianco interpreta il ruolo dell’aggressore e un uomo di colore interpreta il ruolo del soccorritore.

Uno “scenario”, un uomo “interpreta”. Se poi non vi basta essere bombardati dalla propaganda attraverso i film e serial televisivi , che vi “forniscono informazioni contro il pregiudizio”, si può ricorrere a misure più efficaci, come:

L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi. In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze. … inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.

Cosa facevano in Unione Sovietica coi dissidenti? Dato che solo un pazzo poteva negare i progressi del “socialismo reale”, li rinchiudevano in certi “istituti psichiatrici”. Ecco, se non vi convincete con gli “scenari” e i personaggi “interpretati” dagli attori, se non vi bastano queste “informazioni”, si può sempre ricorrere ad un TSO, un trattamento sanitario obbligatorio.

La Rete.

Adesso veniamo agli aspetti tecnici. La “Rete”, con cui realizzare la “democrazia diretta” e la “partecipazione” dei cittadini alla politica.

La “Rete”, come ho già detto, nasce in un momento in cui Mario aveva un computer e voleva collegarlo al computer di Luigi. Mario prendeva il telefono, alzava la cornetta, componeva il numero di Luigi. Luigi sentiva suonare il suo telefono, alzava la cornetta per rispondere. A quel punto Mario appoggiava la sua cornetta sopra un aggeggio chiamato “accoppiatore acustico” e il suo computer ci parlava dentro. Dentro la cornetta, come una persona. Lo stesso faceva Mario e a quel punto i due computer si parlavano via telefono. Non a parole, ovviamente, con dei trilli e dei fruscii.

Celebre scena dal film War Games, connessione dial-up.

Oggi la “Rete” è completamente diversa. Per farla semplice, è stata modificata da grandi aziende, gruppi di interesse (lobby) e Governi per funzionare come un sistema di sorveglianza e raccolta di informazioni a livello planetario. La “Internet delle cose”, dove tutto è collegato a tutto e le persone sono “always on”, cioè vivono “connesse”. Anzi, essere “connessi” è un “diritto”, il “diritto alla cittadinanza elettronica”. Queste informazioni vengono poi vendute e comprate per essere usate da aziende, gruppi di interesse (lobby) e Governi nel modo che vi ho illustrato sopra, cioè per manipolare le persone “fornendo informazioni” e, quando serve, per la soppressione del dissenso.

Non ci vuole un genio a capire che Google gestisce la maggior parte della “pubblicità” sulla “Rete” e nello stesso momento fornisce il motore di ricerca più usato, il Sistema Operativo degli “smartphone”, Android e fornisce il browser più usato per accedere ad Internet, Chrome. Controlla anche tutto l’ecosistema delle “app”. Non basta, Google fa in modo che tutti i siti Web contengano degli script che interagiscono col browser e consentono di identificare l’utente, osservare quali contenuti guarda e seguirlo mentre va da un sito ad un altro. Lo stesso “modello di business” sostiene i cosiddetti “social”, voi venite indotti a buttarci dentro la vostra vita e la vita dei vostri parenti, quella dei vostri amici e l’azienda che sta dietro il servizio raccoglie tutte le informazioni, le rivende perché siano usate per “fornire informazioni” a voi e a tutti gli altri. Quando serve, anche per identificarvi e perseguirvi, sia in termini di legge, sia con la “pressione mediatica”.

Si straparla di “fake news”. In inglese significa “notizie false”. Una cosa che ho sempre trovato spassosa e insieme tragica è che chi si lagna delle “fake news” sulla “Rete” in realtà è agente delle Elite Apolidi che costruiscono e usano la “Rete” per gli scopi che ho appena descritto.

Non ci dobbiamo preoccupare delle “notizie false” ma del fatto che l’intera realtà che conosciamo è frutto studiato, pianificato, di una manipolazione. La nostra realtà è un artificio, una costruzione fittizia. Non solo, ci dobbiamo anche preoccupare che la Rete viene usata per identificarci, monitorare le nostre vite e, come ho detto, per sopprimere il dissenso.

Il dissenso rispetto allo “storytelling” circa le fantastiche sorti progressive del Mondo Nuovo, come descritto nell’articolo citato sopra:

Nel corso degli ultimi decenni, la globalizzazione ha portato a un’intensificazione degli scambi internazionali nella nostra società, favorendo su una scala senza precedenti il crescere dell’economia mondiale e la coesistenza di differenti gruppi socioculturali. … aspetti positivi molto rilevanti per l’evoluzione della società moderna come il superamento dei confini spazio-temporali, la velocità e la circolazione delle comunicazioni, e l’arricchimento culturale …

Il dissenso e la devianza rispetto al pensare e comportarsi come automi inconsapevoli. Prendiamo l’esempio della “ecologia”, un intero racconto sulla realtà che è completamente fasullo. Leggo il solito articolo-marchetta su Greta che attraversa l’oceano sulla barca da regata del principe di Monaco. L’articolo si lamenta della polemica scoppiata perché in una fotografia si vede una bottiglia di plastica appesa dietro Greta. Dimostrazione di quanto sia stupida e condizionata la “massa”. Infatti tutto quello che si vede nella fotografia, tranne Greta, cioè la barca, l’arredamento, gli strumenti, i vestiti, sono tutti di plastica. Perché Greta non è andata da dei mastri d’ascia danesi a farsi costruire un drakkar di legno di abete, non è andata dalle donne del villaggio a farsi tessere una vela in fibre vegetali. Non è andata dal pastore a farsi dare la lana e poi dalla filatrice e poi dalla tessitrice per farsi un mantello. Il principe monegasco non naviga orientandosi con sole, luna e stelle. La bottiglia è un automatismo creato dallo “storytelling” della apocalisse. La bottiglia inquina l’oceano. La bottiglia crea le “microplastiche” che sono nell’acqua e nell’aria. La bottiglia non è una bottiglia, è un input a cui segue meccanicamente un output, stimolo e reazione programmata, condizionata.

Cosa fare?

Da un punto di vista tecnico vi posso dire di non adoperare o di adoperare il meno possibile i prodotti e servizi delle grandi aziende come Google. Adottate le misure che riducono la vostra esposizione sulla “Rete” (bloccare gli script non necessari nei siti Web, anonimizzare il vostro IP address quando possibile, non fornire informazioni personali ai “social”). Purtroppo non so come aiutarvi con lo smartphone, perché quello, al contrario dei PC, è uno strumento progettato apposta per il monitoraggio delle persone e per la somministrazione delle “informazioni”.

Ovviamente, siate consapevoli che tutti i film e tutto quello che vedete in TV ad oggi sono solo propaganda, condizionamento, lavaggio del cervello. Sono tutte cose studiate a tavolino e ingegnerizzate per indurre la gente ad una certa percezione della realtà, quindi a determinati pensieri e reazioni.

3 thoughts on “Tutto quello che sapete è sbagliato, tutto quello che vedete è falso”

    1. Se i Parlamentari rappresentano i cittadini, quindi non devono avere competenze specifiche, che all’occasione possono chiedere a dei consulenti, i Ministri invece dovrebbero amministrare le cose di competenza del Ministero e quindi essere competenti in materia. Però, ammettiamo pure che una persona parta come “storico” si faccia una sua cultura sulle materie economiche, adeguata a ricoprire l’incarico. Qui la faccenda è tutta un’altra. Nell’interesse di chi il signor Gualtieri è stato incaricato e amministrerà l’economia nazionale? Del Popolo italiano o di altri? Che poi è la stessa domanda che io mi faccio a proposito dell’intero Governo, a partire dal signor Conte.

      1. Ricordo il video dell’intervista al signor Prodi in cui il nostro rideva beato mentre si vantava di avere demolito lo Stato togliendogli una delle sue ragioni d’essere, cioè la Moneta (l’altra è l’Esercito, dove sono a buon punto) e di essere andato in giro per l’Europa a sottoscrivere trattati internazionali allo scopo consapevole di creare il “laboratorio dei destini del mondo”. Discorsi da Dottor Male, che pure passano in cavalleria nello “storytelling” della “sinistra”. Adesso ci risiamo, come puoi leggere sopra, il signor Gualtieri è della medesima parrocchia.

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