Masochismo

Antefatto: un immigrato illegale marocchino prende a pugni una donna incontrata per strada, una attrice. Ecco il commento di lei:

odio il chiacchiericcio da bar alla Salvini e sono rimasta molto colpita da alcuni commenti che ho letto online, riferiti alla cronaca di quanto mi è successo.

Penso che sia molto ingiusto quanto è accaduto a me, ma credo che anche questa persona abbia subito delle ingiustizie nella vita, e non abbia ricevuto amore. Mi sono chiesta perché vomitasse questa rabbia addosso alle persone e quali fantasmi avesse dentro. Sicuramente è un uomo che non sta bene e che non sa gestire un disagio.

ho letto che alcune persone sostengono che ora tutti i marocchini debbano tornare al proprio paese. Per me, che lui fosse tunisino o svizzero, non cambia.

Cara signora, in questo caso devo dire che meglio che i pugni li abbia presi lei di qualcun altro. Gli Svizzeri non si introducono illegalmente in Italia perché non ne hanno bisogno. Quando vengono, sono turisti o gente che lavora, con tutte le carte a posto e i soldi in tasca. La Svizzera si prende cura dei propri delinquenti e dei propri malati di mente, non spalanca le celle per scaricarceli addosso. Non ci sono migliaia di Svizzeri nelle carceri italiane, non ci sono migliaia di Svizzeri negli ospedali italiani, non ci sono capannelli di Svizzeri nei giardinetti e negli angoli bui delle piazze italiane.

Sopratutto, non ci sono soldati italiani di guardia per le vie d’Italia con le armi in pugno per rispondere alla minaccia di attacchi terroristici compiuti dagli Svizzeri.

Riguardo le ingiustizie che ha subito il signore che l’ha picchiata e l’amore che gli è stato negato, nessuno le impedisce, cara signora, di trasferirsi in Marocco e accudire amorevolmente tutti i malcapitati che incontra. Potrebbe magari chiedere la cittadinanza del Marocco e non tornare mai più.

Prima però le farei guardare, cara signora, il video in cui quattro signori marocchini, anche loro vittime di ingiustizia e privati dell’amore, decapitano con un coltellaccio due incaute turiste scandinave le quali avevano la stessa visione del mondo che ha lei.

Pace e amore.

11 thoughts on “Masochismo”

  1. Il plagio e il condizionamento del fondamentalismo del politicamente corretto e del razzismo anti sono talmente profondi e pervasivi che la signora Cuminetti continua a credere alla sua fede, senza se e senza ma.
    Tempo addietro ci fu una kompagna tedesca che venne stuprata e poi uccisa da un camionista (marocchino se ricordo bene). Tutto quello che seppero fare i parenti SPiDioti fu… di recitare la solita litania autocolpevolizzante, autorazzista, terzomondista e le sbrodolate di sloga e frasi fatte.
    Osservo, quindi, che plagio e condizionamento sono talmente gravi ed estesi che anche “botte assai piu’ forti” non svegliano quelle piccole menti scadenti dal loro fanatismo ottuso e autodistruttivo.
    Le accoglienze, le uguglianze, le kulture altre.
    Ecco, pure l’Amooore. Gia’
    La demenza e la follia crescono senza limiti.

    1. Se la signora fosse andata a farsi scannare in Marocco, mi dispiacerebbe ma ne farei una ragione. Ma lei è disposta a farsi scannare qui in casa mia, pur di impormi l’invasore, il “meticciato” e il Mondo Nuovo. E’ una forma di auto-immolazione per l’ideale che ci spiazza e non a caso, è uno degli effetti calcolati del Piano.

  2. Posso dare il link del (tuo) blog a una persona che conosco bene, di elevata intelligenza, di idee non certo liberal e che credo, ne meriti la lettura?

    1. Più gente lo legge, tanto meglio. Non importa selezionare il lettore e lo “anonimato” serve proprio a questo, a controbattere la censura di chi vorrebbe controllare il pensiero degli altri. Io non ti chiedo nessun dato per scrivere i commenti e potresti mascherare l’IP usando Tor Browser.

      I commenti sono moderati. Significa che io li leggo e decido se meritano di essere pubblicati. Ci sono due discriminanti, la prima è che il commento non deve essere una idiozia, la seconda è che non deve essere la ripetizione ennesima dei luoghi comuni di Repubblica.

      A me piacerebbe che questo blog o un blog figlio di questo, avesse altri “contributori”, cioè altre persone oltre me che scrivono dei post, perché mi preme promuovere la “resistenza” al “pensiero unico” e non mi interessa tanto la mia esibizione personale.

  3. Siamo al delirio totale, questa viene menata e ringrazia pure giustificando il picchiatore di turno con la “mancanza di amore”.
    Tra l’altro, anche la signora di Lecco mi sembra abbia detto cose simili.

    Non mi capacito.
    Mazel tov

    1. Io invece mi capacito, purtroppo.
      Si incontrano due perversioni. La prima è quella del “progressista” che interpreta tutto in funzione del “fine” che, appunto, “giustifica i mezzi”. Non ti sfugga che il ragionamento della signora è reversibile, lei accetta di essere pestata dall’immigrato ergo chiunque può e deve essere pestato dall’immigrato. In nome della realizzazione dell’ideale. Ideale paradossale, illogico e fondato su menzogne, implica pensieri e azioni illogiche e fondate su menzogne. Basti pensare cosa sarebbe successo se invece che da immigrati queste donne fossero state pestate da energumeni di CasaPound. La seconda perversione è il classico masochismo femminile. La donne hanno sia la propensione a farsi pestare “per amore”, sia la totale assenza di reazione territoriale. E’ il risultato di centinaia di migliaia di anni di evoluzione in cui le donne sono state “passive” rispetto agli eventi e trattate come una risorsa da tesaurizzare. Questo è risaputo, per primo dalle Elite Apolidi che non a caso ci invadono con legioni di immigrati tutti uomini nel fiore degli anni, sapendo che le nostre donne non li disdegnano affatto e non vedono neanche cosa si portano dietro.

    1. La “donna forte e indipendente” è una invenzione recentissima. Per tutta la storia della Umanità le donne avevano una sola leva per farsi valere, la patata. Cito questo esempio: Cecilia Gallerani. Leggendo la sua storia, si apprende come, trovandosi in una società imperniata sulle necessità e politiche del “clan familiare”, Cecilia sedicenne dovesse farsi amante del Duca, avendo come alternativa il convento. Venendo ai giorni nostri, una “attrice” cosa fa? Atta. Me lo sono inventato, la parola “attore” viene dal latino e significa “condurre, portare avanti”, vale sia per gli amministratori di un fondo agricolo che per una persona che “porta avanti” la rappresentazione di un personaggio sulla scena. E’ una professione abbastanza simile a quella del “giornalista” contemporaneo e, come in quel caso, vale il detto “sempre meglio che lavorare”.

      Gli “attori” esistono in quell’ecosistema che i “progressisti” definiscono “la cultura”. Cosi come il “giornalista” che vuole lavorare oggi deve attaccare il ciuccio dove dice il padrone, allo stesso modo gli “attori” devono sostenere la “causa”, almeno quando appaiono in pubblico. Che siano poveri in fila per il provino o ricchi sfondati che escono dalle ville fortificate con convogli blindati, non fa differenza. Se questa signora avesse pronunciato delle frasi che “incitano all’odio”, se non gli fosse toccato il tribunale del Popolo, sarebbe stata messa all’indice e non avrebbe più lavorato da nessuna parte. Il terrore della emarginazione, che sia più o meno motivato da necessità economiche, è quello che produce i fenomeni più abbietti di conformismo.

      1. Circa il senso della “arte” contemporanea, è il risultato della “democratizzazione” della “cultura”. Cosi come gli studenti “democratici” sono analfabeti perché leggere e scrivere e contare sarebbe “classista”, allo stesso modo qualsiasi “sapere” che richieda un “canone” e “stare a bottega” per imparare il “mestiere” o, appunto, la “arte”, è ugualmente “classista”. I Mozart di oggi sono questi. Gli “attori” sono quelli.

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