I guerrieri del cambiamento climatico

In mezzo a tutti i drammi che ci propongono i “media” e che la gente è condizionata a percepire al contrario, ecco un lampo di comicità:

Arctic tours ship MS MALMO with 16 passengers on board got stuck in ice on Sep 3 off Longyearbyen, Svalbard Archipelago, halfway between Norway and North Pole. The ship is on Arctic tour with Climate Change documentary film team, and tourists, concerned with Climate Change and melting Arctic ice. All 16 Climate Change warriors were evacuated by helicopter in challenging conditions, all are safe. 7 crew remains on board, waiting for Coast Guard ship assistance. … Something is very wrong with Arctic ice, instead of melting as ordered by UN/IPCC, it captured the ship with Climate Change Warriors.”

Lo traduco per i figli della “buona scuola”.
“La nave per giri turistici nell’Artico Malmo, con 16 passeggeri a bordo, è rimasta bloccata nel ghiaccio il 3 settembre a largo di Longyearbyen, nell’arcipelago Svalbard, a metà strada tra la Norvegia e il Polo Nord. La nave era in crociera nell’Artico con un gruppo di persone che voleva realizzare un documentario sul Cambiamento Climatico e dei turisti, preoccupati per il Clima e lo scioglimento del ghiaccio polare. Tutti e 16 i guerrieri del Cambiamento Climatico sono stati evacuati con l’elicottero in condizioni difficili e stanno bene. I 7 membri dell’equipaggio sono rimasti a bordo aspettando l’aiuto della Guardia Costiera. … C’è qualcosa di molto sbagliato nel ghiaccio dell’Artico, invece di sciogliersi come ordinato da UN/IPCC, ha imprigionato la nave dei guerrieri del Cambiamento Climatico”.

Questo lo aggiunto io: il tutto, nave, elicottero, guardia costiera, eccetera, è senz’altro molto ma molto “ecologico”. I “guerrieri” hanno risolto un sacco di problemi, non li hanno creati, no no.

32 thoughts on “I guerrieri del cambiamento climatico”

  1. Eh, lo sto cominciando a vedere qui dove sono.

    Tutti a riempirsi la bocca di ecologismo, tutti vegani, tutti dividono la spazzatura maniacalmente…
    …ma invece di comprarti l’insalata vegana nella scatola di plastica da buttare, perché non te la porti da casa? O ti porti da casa un contenitore standardizzato per l’insalata, dove ci fai mettere l’insalata vegana dal distributore autorizzato? Che insomma, se vogliamo essere ecologisti, allora ci devi pensare a queste cose.

    Quando ci sono i rinfreschi adesso c’è solo l’opzione vegetariana o vegana, la carne non è più contemplata per via delle emissioni in CO2. Ma la quinoa, ecco, la quinoa, quella non genera emissioni? Gli anacardi? Perché allora non ci limitiamo ai prodotti locali o alle zone limitrofe? Se volessimo essere coerenti… Chissenefrega se a pelare gli anacardi ci sono donne sfruttate del terzo mondo, qui sono vegani, i vegani se magnano l’anacardo, mica patate e carote e rape, fagioli e ceci, no, quello è troppo proletario…

    Per via della offerta vegana mi sono beccata un’infezione (che potrebbe essere salmonellosi, ancora non lo so) che mi ha piegato per tre giorni. Impossibilitata a vedere un medico, visto che qui il sistema è centralizzato, se non rientri nella definizione di “malato” ti respingono. Non puoi vedere alcun medico. Devi pregare di non avere niente di dannoso, perché la gastroenterite non è una malattia che implichi la presenza di un medico. Oh, questo lo dice uno dei sistemi sanitari più buoni del mondo, quelli che ti insegnano fin dall’asilo a mangiarti i moccoli del naso per rinforzare il sistema immunitario… mica scherzi!

    Boh, a questa esperienza (seppur sia agli inizi) mi ha insegnato a diffidare del cibo preparato da questi zozzi che si mangiano i moccoli (da grande, ti dicono di farlo di nascosto, a questo ci arrivano), a non mangiare niente che sia crudo, che voglio minimizzare la probabilità di beccarmi un’altra gastroenterite.
    E soprattutto, visto che qui non si può avere un’opinione diversa (devi essere almeno vegetariana, devi preoccuparti del cambiamento climatico, devi essere multikulti e tante altre cose che non scrivo) comincerò a mangiare regolarmente carne o pesce per tre volte a settimana, come buona prassi, rigorosamente cucinati da me. Con buona pace dei vegani… ancora, spero, non rischio il carcere.

    Perché se uno è vegano ed ha a cuore il clima che almeno sia coerente, ecco. Nessuno è morto mangiando avena, lenticchie, cavoli, patate, carote. Altro che quinoa, anacardi e ca@@i e mazzi.
    Io, se vedessi i vegani mangiarsi avena, lenticchie, cavoli e patate, beh li rispetterei, e farei uno sforzo in tal senso. Magari diventerei vegana pure io, se fossero questi da zoccolo duro, coerenti, degni della mia stima.

    Ma questi viziati no, non li sopporto, mi fanno schifo.

    1. Se ho capito chi sei, il problema è che adesso abiti un un posto che di suo produce poco o nulla di commestibile. La dieta autoctona sarebbe pesce, quando c’è e carne, di qualsiasi cosa viva a quelle latitudini. Magari burro, grasso animale e funghi e bacche nella breve mezza stagione.

      I locali una volta erano contadini che nella stagione moscia andavano per il mondo ad ammazzare nottetempo altri contadini per rubargli il maiale, le galline e le donne. Adesso che sono “civilizzati”, cosa possono fare? Si rendono conto che la loro stessa esistenza è massimamente anti-ecologica, pensa solo riscaldare una palestra quando fuori ci sono -20°C quanto può costare e pensa che tutto quello che non è pesce e carne è importato. Quindi, per un meccanismo di colpa indotto dalla “ideologia liberal”, ribaltano i termini recitando il personaggio del “guerriero climatico” o quello che è.

      Poi, dato che sono ai margini della “anglosfera”, sono stati anche colonizzati prima di me/noi e questa colonizzazione ha fatto in modo che si separassero dalle loro radici, che le ripudiassero o le trasfigurassero. Conoscevo una signora scozzese che non aveva nessuna idea di cosa mangiassero in Scozia prima che esistessero i supermercati (che vendono tutta roba importata) e i “locali etnici”. Era altresì convinta che il “curry” fosse un piatto tradizionale scozzese, invece di un reflusso coloniale della dominazione britannica dell’India.

      Non sono solo viziati, sono dei casi umani. Tra l’altro casi umani condizionati alla assoluta certezza di essere moralmente e intellettualmente superiori.

      Riguardo i “vegani”. Una dieta basata esclusivamente sui vegetali non è sana per definizione. Noi abbiamo in bocca denti per tagliare, denti per strappare e denti per macinare, non a caso. Ci siamo evoluti da primati “onnivori”, cioè che sfruttavano tutte le fonti di nutrimento disponibili. Per altro, non siamo in grado di digerire propriamente la cellulosa che compone la gran parte dei vegetali con steli e foglie. I “vegani” sono sempre in cerca di qualche vegetale “esotico” che contribuisca nutrienti in misura maggiore di quelli “comuni”. Poi, la stagione in cui a quelle latitudini sono disponibili frutti e verdure fresche è estremamente ridotta, quindi come dicevo, il “vegano” sub artico, che discende da antenati sub tropicali, importa tutto quello che mangia e di conseguenza importare lenticchie dal Cile o quinoa dall’Indonesia (per dire) non cambia nulla, tanto vale.

      A proposito del cagotto, quello è connaturato alla gestione delle mense, sopratutto quando gli addetti non sono nativi di una cultura come la mia/nostra incentrata sul cibo come tradizione e sulla condivisione dei pasti. Dicevo dei “raider”, quegli africani che vanno su e giù a consegnare il cibo pronto a Milano. Quelli non solo non si sa chi siano, pisciano e cacano nei giardinetti e poi ti consegnano il mangiare. Altro che cagotto di può venire. Poi le mense ordinano roba all’ingrosso e, essendo tutto d’importazione e non a “chilometro zero” come qui, può venire da qualche posto dove si innaffia con l’acqua della fogna o con gli scarichi industriali. Io mangio spesso l’insalata già lavata in busta della Coop e non sono ancora stato male, in teoria fanno dei controlli di laboratorio a campione per vedere se è contaminata. Ma nella mensa non sai mai cosa ti mettono nel piatto.

      1. La gente non è abituata a pensare in maniera critica.
        Per esempio, a Milano oltre i “riders” adesso va di moda costruire grattacieli di vetro e acciaio perché questo da l’idea della “metropoli cosmopolita”, di qualcosa di meno provinciale del paesone che era Milano fino a ieri. La gente è stata condizionata a pensare che questi grattacieli siano “sostenibili”. Ora, a parte che la parola “sostenibile” non significa niente, cosi come “economia circolare” e tanti altri ritornelli contemporanei, il fatto evidente è che gli edifici in vetro e acciaio sono enormemente dispendiosi da un punto di vista energetico perché richiedono un costante “controllo ambientale” realizzato con pompe, compressori, scambiatori, ventilatori e tutto un armamentario che è nascosto nei “locali tecnici” ma se si spegne, l’edificio deve essere evacuato perché diventa un forno crematorio o un congelatore, a seconda del momento. Sono edifici che hanno un valore simbolico come moderne piramidi del faraone e per questo vengono costruiti da banche ed emiri. Solo che in origine, quando furono inventati, nessuno si preoccupava del dispendio energetico per renderli confortevoli. Adesso sarebbero un anacronismo e rappresenterebbero una bestemmia rispetto alla propaganda del “Cambiamento Climatico”. Però basta non farlo sapere a nessuno e il problema non esiste. Sono “sostenibili” per definizione, per dogma di fede.

      2. Riguardo il cagotto, in parte sono colpevole: non so esattamente cosa sia stato, ma due giorni prima del fattaccio ho voluto mangiare (al ristorante tra l’altro) delle localissime aringhe “curate” (non so come si definisce, però non sono cotte, sono come il salmone che si trova “pronto” ma non cotto), e la sera prima del fattaccio ho mangiato un “wrap vegano” dove c’erano praticamente insalata e germogli di soja. Non l’ho comprato, ovviamente, ma era quello che offrivano al lunch-seminar, io non l’ho mangiato e l’ho conservato per casa… non so quale delle due cose sia stata, però non mangerò più roba cruda che non sia stata preparata da me o da chi di mia fiducia (ovvero l’altro italiano, che, saggio, mai si sognerebbe di mangiare roba così pericolosamente come ho fatto io).

        1. La roba cruda non è diversa dalla roba cotta molto prima. Il fattaccio di solito capita nel trasporto e/o nella conservazione e/o nella manipolazione. Il pesce che io sappia si preserva in tre modi, salatura, essiccazione (raro, richiede ventilazione e umidità zero) o affumicatura. Attenzione che le cose più rischiose sono quelle con molta acqua, per esempio le salsine. Più le cose sono “umide”, più proliferano i batteri e viceversa, più sono secche meno proliferano.

      3. Riguardo l’energia: giusto, chissà quanto costa riscaldare gli edifici, anche se quelli nuovi paiono fatti con tutti i crismi, insomma, buon isolamento termico (pare).
        Una cosa che non viene messa in risalto è che qui hanno le loro belle centrali nucleari, che forniscono (mi pare) il 30-40% del fabbisogno energetico. Ovviamente, le contano come fonti a emissioni 0 (di CO2).

        1. L’isolamento, tu mi insegni, dipende dalla quantità di aria, ergo a fini pratici, da quanto è “denso” il materiale. Un vetro è “isolante” se contiene aria (o un altro gas), nel senso che il vetro non isola un cavolo, è l’intercapedine. Un edificio con “isolamento termico” deve necessariamente avere pareti molto spesse con all’interno intercapedini d’aria o di materiali che contengono aria, per esempio polistirolo. Viceversa, un grattacielo di acciaio e vetro ha pareti sottili e quindi poco isolanti, inoltre il vetro produce l’effetto “solar cooker” in estate, cioè fa passare la luce solare ma trattiene il calore, anche se lo rivesti di pellicole riflettenti. Insomma caldo d’estate e freddo d’inverno.

          Le centrali nucleari hanno il piccolo problema delle scorie, che comprendono non solo il “combustibile” esausto ma anche tutti gli impianti e le pareti stesse della centrale. Prova a chiedere dove la seppelliscono tutta quella roba. Poi, anche se si può riprocessare, mescolando le scorie con materiali altamente radioattivi, il “combustible” nucleare NON è una “fonte rinnovabile” (niente si rinnova per via della termodinamica ma sorvoliamo). E’ una “fonte fossile”, di quantità finita. Prova a chiedergli dove lo comprano l’uranio.

          1. Un vetro è “isolante” se contiene aria (o un altro gas), nel senso che il vetro non isola un cavolo, è l’intercapedine.
            Sì esattamente. Qui nell’appartamento che mi hanno assegnato (in una area residenziale nuova, costruita con palazzine di circa 6-7 piani, non metallo e vetro!!!) ci sono tre vetri e quindi due intercapedini, e, almeno per adesso, gli infissi non lasciano passare spifferi, sembrano di buona qualità. Il resto è cemento, suppongo abbiano fatto l’isolamento a modo, vediamo… in teoria, mi costruiscono un nuovo stabile davanti casa, quindi controllerò durante il processo (adesso non sono ancora nemmeno alle fondamenta, ma si vede che cominceranno a lavorarci presto).
            In casa c’è l’aerazione condominiale credo, e anche non credo di poter regolare la temperatura in alcun modo (in casa al momento ho attorno ai 26 gradi). C’è un piccolo termosifone che per ora me ne guardo bene dall’accendere. Per l’inverno, ti saprò dire.

            Le centrali nucleari hanno il piccolo problema delle scorie, che comprendono non solo il “combustibile” esausto ma anche tutti gli impianti e le pareti stesse della centrale.
            Sì, devo chiedere dove vanno le scorie… magari tra i bambini del terzo mondo? Che in teoria dovrebbe loro importare, a meno che non vogliano forzare una sorta di “controllo” sulla popolazione mondiale, far crepare gli altri che si moltiplicano visto che non vogliono convincersi a non moltiplicarsi così tanto…
            Poi, come dici, altro che rinnovabile. E già, dove lo comprano?
            Mi diceva qualcuno che, anche se tutto pare funzionare benissimo (lasciamo a parte la sanità che adesso sono scottata) c’è un bel livello di ipocrisia.
            Ma lo nascondono bene.
            Non so, probabilmente è vero, è presto per giudicare, ma di sicuro uno deve sapersela raccontare molto per stare bene qui…
            Ti farò sapere…

          2. Non ho mai visto un appartamento che non avesse un termostato per regolare la temperatura anche in presenza di un sistema di condizionamento condominiale. Informati.

            In teoria è possibile che l’edificio sia interamente in cemento ma di solito quelli costruiti in maniera artigianale hanno solo la struttura in calcestruzzo armato (cemento+sassi+tondini di ferro) e le pareti sono “tamponamento”, di solito di mattoni vuoti, con o senza intercapedini di varia natura. Poi ci sono gli edifici fatti con componenti prefabbricati o “industrializzati”. In questo caso i tamponamenti, che sono delle lastre della dimensione modulare della stanza, possono essere di un qualche tipo di calcestruzzo armato che fa da “sandwitch” con in mezzo un qualche materiale isolante. Per capire di cosa è fatto il muro basta che lo picchi con le nocche, se non vibra e non suona “vuoto” è di calcestruzzo armato o pietra ma quella la scartiamo o di mattoni pieni, che è improbabile. Se invece suona “vuoto” significa che è di mattoni vuoti. Prima però picchia piano per verificare che non ci sia uno strato di qualche materiale tipo cartongesso all’americana, altrimenti fai il buco.

            Le scorie forse le mandano negli USA per nave e allo stesso modo potrebbe tornare il “combustibile” riprocessato. Però sarebbe interessante indagare.

            Per l’uranio, Wikipedia recita:
            “La produzione mondiale di uranio nel 2009 è stata di 50.572t, di cui il 27% è stato prodotto in Kazakistan, che assieme a Canada ed Australia detengono oltre il 60% del mercato mondiale. Altri importanti produttori sono Namibia, Russia, Niger, Uzbekistan, USA.”

          3. Comunque che io sappia tutte le robe radioattive si smaltiscono un due soli modi: si sigillano in bidoni accatastati dentro tunnel scavati in rocce particolarmente stabili, di solito in qualche deserto, oppure si buttano in mare, dopo averle “incollate” in blocchi di qualche materiale plastico, per esempio cemento. Ovviamente qui ipotizziamo che sia tutto perfetto e controllato e che non ci sia nessuna dispersione incontrollata nel luogo della centrale.

          4. Sono edifici fatti con componenti modulari, industrializzati.
            Mi dicono che ci sono le lastrone prefabbricate che mettono al posto di volta in volta… vedrò che succede nell’edificio che mi cresce davanti, che è fatto dallo stesso consorzio.
            Proverò le cose che suggerisci (comunque non è cartongesso, è duro, lo so già)

      1. I “vegani” sono una variante dei poveri automi che seguono la dottrina “liberal” e in quanto tali non si limitano a seguire un certo regime alimentare, che abbia senso o meno. Pretendono di imporlo a tutti gli altri. Come ci impongono qualsiasi altra tematica “liberal”. Come le maestre che impongono ai bambini di cantare “bella ciao” quando vanno con la scuola all’evento messianico intitolato a Greta, senza chiedere il parere dei genitori, perché sono cose semplicemente obbligatorie.

  2. Mi piacerebbe sentire una tua replica a questo discorso ripreso da un blog:

    “… Senza contare che, come già detto altre volte, numerosi problemi contemporanei (dai cambiamenti climatici alle migrazioni di massa) NON possono (più) essere seriamente affrontati dai vari Stati nazionali bensì soltanto a livello transnazionale, continentale e (nei limiti del possibile) globale. E di fronte all’attuale mainstream sovranista si può sempre rispondere (come recentemente affermato da un ormai attempato ma ancora molto lucido esponente della c.d. Prima Repubblica) che oggi “i veri sovranisti siamo noi europeisti”…

    1. Prima cosa, leggi cosa è questo blog e che senso vuole avere.
      Seconda cosa, non scrivere niente piuttosto che mettere dati a capocchia tipo quella email. Tra le cose che dovevi leggere, c’è il fatto che per commentare non è richiesto nessun dato personale.

      I “problemi contemporanei” sono una balla.
      Il clima cambia anche senza che noi facciamo nulla. Non è che nell’era glaciale i nostri avi avessero industrie inquinanti o chissà cosa. La vita sulla terra muore e rinasce, ci sono stati eventi catastrofici ricorrenti che hanno spazzato via la maggior parte delle specie.

      Un modo sensato per dire la stessa cosa, cioè “problema – soluzione”, sarebbe che quando tu ti lavi i denti non ha senso lasciare il rubinetto aperto perché consumi acqua potabile per niente, la sprechi. Non è questione di “moriremo tutti” ma di OTTIMIZZAZIONE. Una automobile che fa 30km con un litro invece che 10km è MIGLIORE perché evidentemente le varie parti meccaniche sono studiate meglio, sono maggiormente ottimizzate. Usare cose fatte male, che funzionano male, sprecare beni, sperperare soldi, non è una cosa intelligente, viceversa, OTTIMIZZARE le macchine, i processi, fare scelte migliori, è intelligente.

      E’ molto diverso trovare problemi e cercare soluzioni invece che inventare e imporre problemi ad arte per poi vendere se stessi come soluzione. Allo stato attuale, i “mondialisti” sono un po’ come i “bravi ragazzi” che entrano nel tuo negozio e ti propongono una assicurazione contro gli incendi.

      Le “migrazioni” sono semplicemente un’arma biologica che ci viene tirata contro per ridurci all’impotenza e realizzare il famoso “meticciato” di Scalfari (v. colonna destra).

      Ora, i “problemi contemporanei” nel contesto del brano che hai citato sono solo una scusa per affermare la necessità di cancellare i Popoli, lo strato sopra delle Nazioni e lo strato sopra degli Stati. L’artificio retorico de “noi europeisti” incontra la medesima manfrina, perché anche la “Europa” non può “seriamente” affrontare i “problemi contemporanei” che si devono affrontare a livello “globale”. Quindi il passo successivo è cancellare l’Unione Europea come “super-Stato” e imporre il “Governo Mondiale” e il “popolo unico” (ancora, Scalfari).

      Poi, se io dico che i “problemi” sono causati dagli stessi che ti propongono la soluzione, dico insieme una cosa ovvia e una cosa che non si può dire, perché sarebbe “complottismo”.

      1. Poi tu lo sai cosa posso dire di chi scrive quelle cose. O ci è o ci fa. Ovvero, è un idiota che ripete come un automa gli slogan del “mondialismo” oppure è uno che aspira ad essere funzionario delle Elite Apolidi, fare carriera sulla distruzione del Mondo Di Prima e sulla edificazione del Mondo Nuovo, conscio delle implicazioni e conseguenze, quindi è un criminale privo di scrupoli.

        1. Grazie della risposta che ho apprezzato. Già che ci sono ti chiedo una cosa, tu che te ne intendi.
          Io uso da sempre il Mac col browser Safari. Avevo fino a ieri una estensione (BLUR) che bloccava i ficcanasi (Google, Google Analytics ecc.) e in questi anni sono stati bloccati più di 1’000’000 di volte
          (se debbo credere all’estensione). Da ieri questa estensione è scomparsa dopo un update di
          Apple, cosa del resto segnalata dopo l’aggiornamento. Conosci forse un programma sostitutivo?
          Non vorrei però abbandonare il Mac (in vent’anni non ho mai subito un attacco di virus, Mac sembra al riparo da questi attacchi, forse anche perché Apple costituisce appena il 6-7% del mercato).

          1. Non so niente delle robe Apple.
            Non ne voglio sapere niente. Sono studiate con due scopi, essere “status symbol” per cicisbei per via del “look” e incatenarti con la incompatibilità con qualsiasi cosa non-Apple cosi una volta dentro sei “fidelizzato”, cioè non puoi uscire.

            Per la cronaca, il sistema MacOSX consiste in una base derivata da NetBSD, infatti è stato rilasciato come Open Source ad un certo punto, con l’aggiunta di un “video server”, cioè il software che gestisce l’output video, proprietario e driver proprietari per gestire l’hardware proprietario. Non avendo mai usato robe Apple, non so dire quanto si discosti oggi il software dato a corredo delle macchine Apple dall’originario BSD da cui è derivato.

            Per la cronaca, i “virus” si possono introdurre nel tuo computer prevalentemente in due modi, o tramite una falla di un servizio di sistema esposto verso Internet (o altra rete), oppure facendo in modo che tu installi ed esegua un programma che contiene il virus. Windows è stato intenzionalmente reso vulnerabile per consentire all’utente qualsiasi di essere anche amministratore del computer e per consentire di installare software eterogeneo, proveniente da fonti eterogenee. Viceversa, i sistemi “*nix” come BSD o Linux, di solito separano l’utente dall’amministratore e installano il software da un “repository”, cioè una sorgente unica che in teoria “controlla” la legittimità del software che contiene. A naso direi che vale lo stesso per Apple. Se qualcuno dovesse compromettere il “repository” da cui installi il software, potrebbe installare virus su tutti i sistemi Apple che lo adoperano.

  3. Per conoscenza. Ho scritto a qualcuno con cui ti sei scontrato – e che sarebbe quello descritto qui sopra nel commento delle 14:24 – la seguente letterina:

    “Penso che sarebbe ora di esprimere compiutamente il proprio punto di vista, in modo semplice e chiaro (per il mio gusto sei o fai troppo il filosofo, naturalmente non ci puoi fare niente: sei uno di “lettere e filosofia”, una persona dunque colta che si esprime in un certo modo che però per la “gente comune” (fra cui mi ci metto anch’io) è un po’ ostico.

    Allora vediamo d’intenderci su sovranismo, europeismo, mondialismo, populismo ecc. Io non do del fascionazista o fascioleghista o populista a nessuno. Ormai per certa gente, soprattutto di sinistra, chi dissente è un fascista o populista.
    Vediamo un po’ anche certi termini abusati come sovranismo che sarebbe sinonimo di nazionalismo o magari anche patriottismo (quest’ultimo termine è scomparso, chi si dice patriota dev’essere scemo). Io non vedo in Europa nessun acceso nazionalismo o sovranismo che dir si voglia. Nessun paese ha mire aggressive ed espansioniste, l’unica guerra lecita è quella commerciale, ma pure questa soggetta a regole.
    I due cessi (sic) del Foglio – Ferrara e Cerasa, il nuovo direttore – hanno coniato per Salvini il termine Truce, il Truce è Salvini per antonomasia.
    E la sua Lega è espressione di “estremismo nazionalistico”. Ma quale estremismo, siamo invasi dai negri (sì, dico negri) e c’è chi nega questa realtà. Una mia vecchia amica si è dichiarata “cittadina del mondo” e mi ha dato anche lei del razzista. Questa è scema, ho tagliato i ponti con lei.
    Chi si dichiara cittadino del mondo è un pazzo – qui ha ragione Lorenzo.
    Io non lo sono, visto che non parlo il russo, il giapponese, il cinese, l’arabo
    e nemmeno il finlandese e l’ungherese. La lingua è forse il più forte legame identitario. Ah, a proposito anche gli identitari sono fascisti e razzisti per i sinistri. Qualsiasi forma di discriminazione dev’essere estirpata, siamo tutti uguali. Ah sì? E com’è che le elite comuniste sono “più uguali” degli altri? Sono i furbastri di Lorenzo che pasteggiano con aragoste e caviale mentre i poveracci continuano a mangiare pantegane arrosto.”

    1. Ci sono diversi passaggi che non condivido.

      Primo, scrivere o parlare in maniera incomprensibile non è tipico del “filosofo”, è tipico di chi è stato educato alla “pseudo-cultura” dalla “scuola democratica”. A parte che “filosofo” è chiunque ami la conoscenza, quindi siamo tutti filosofi, il sapiente, il saggio, fa ogni sforzo per essere semplice, chiaro, lineare, nell’esporre i concetti. E’ l’ignorante che si atteggia a sapiente e saggio che fa ogni sforzo per adoperare un gergo inziatico (cioè riservato ad una cerchia ristretta di amici suoi) e per suscitare “fantomatico mistero” (cit) nel “pubblico”. Inoltre, la possibilità di essere semplici, chiari e lineari dipende dal fatto di padroneggiare lo strumento, cioè la lingua e di padroneggiare l’argomento di cui si parla. Se invece suoni ad orecchio in entrambi i casi, la confusione è in chi scrive/parla, non in chi legge/ascolta.

      Secondo, il termine “sovranismo” si trova sul dizionario e quindi basta cercare: ad esempio Treccani riporta “Posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione.”

      Il concetto di “sovranità” è intrinsecamente connesso a quello di Nazione. La Nazione ha sotto un Popolo che ci si riconosce e ha sopra uno Stato che è la formalizzazione della Nazione. Cioè prima esiste un Popolo, che crea una Nazione che crea uno Stato. Questo non è la mia opinione, sono i fatti storici. I Popoli pre-esistevano e sostanzialmente sono gente che parla la stessa lingua o lingue affini. Questi Popoli si aggregano in Nazione quando devono rivendicare la propria autonomia ed indipendenza da un altro Popolo o aggregazione, le Nazioni nascono dalle guerre. Lo Stato invece è costituito dai “poteri”, legislativo, esecutivo, giudiziario. Assume aspetti diversi a seconda di come questi poteri sono costituiti ed organizzati. Volendo semplificare, lo Stato è l’organizzazione che una Nazione si da per amministrarsi, per gestire la “cosa pubblica”.

      L’Italia è una Nazione per via della sua storia. I diversi Popoli italiani hanno avuto varie vicissitudini che non sto ad elencare fintanto che ad un certo punto il Nord ha cominciato a rivendicare la propria indipendenza dalla colonizzazione straniera (spagnola, francese, austriaca). Colonizzazione che storicamente dipese da vicende dinastiche, guerre tra monarchie e il Papato che chiamava in Italia lo straniero per soffocare ogni principato che ne minacciava il potere temporale. La indipendenza del Nord ebbe come conseguenza la conquista del Sud da parte dei Savoia che erano diventati la potenza egemone. Ecco l’Italia Unita, che si da una “lingua convenzionale” prendendo il dialetto che assomiglia di più al latino ecclesiastico, quindi appare più “nobile” e meno “esotico”, con qualche aggiunta di altri dialetti principali che avevano una propria letteratura.

      Dato che l’Italia è Nazione, quando nel Dopoguerra si trattò di dargli una nuova forma di Stato, si scrisse la Costituzione e nell’Articolo Uno si scrisse che la “sovranità” appartiene al Popolo. Poi con la solita ipocrisia e coda di paglia si aggiunse “che la esercita nelle forme decise dal Parlamento”. Questa postilla è il piede di porco con cui i “mondialisti” negano il principio di “sovranità popolare”, semplicemente dicendo “il Parlamento decide che il Popolo esercita la sovranità scegliendo il gelato al gusto crema invece che al gusto pistacchio”. Quindi, per tutto il resto il Popolo non è sovrano di nulla, ne di se stesso, ne della propria casa. Certo, la domanda sorge spontanea: perché il Parlamento dovrebbe volere togliere la sovranità al Popolo? La risposta è semplice quanto drammatica: perché nel Parlamento siede gente che non legifera nell’interesse degli Italiani o della Nazione ma nell’interesse di altri. Si tratta di gente che accetta di tradire il proprio Popolo e la propria Nazione in cambio di un soldo.

      Non siamo “invasi da neri”.
      Negro significa ancora “nero” ma siccome gli anglofoni non lo sanno, associano alla parola un connotato negativo legato alla schiavitù e/o al “razzismo”, che, lo ricordo ancora, è una conseguenza degli imperi coloniali.

      Non siamo invasi da neri ma da stranieri in genere.
      I neri sono africani e gli Africani sono messi peggio di tutti gli altri, con l’eccezione di certe zone particolarmente depresse ed arretrate dell’Asia. Siccome gli Africani sono messi peggio e, per inciso, sono anche disprezzati dagli Arabi e dagli Asiatici, finiscono per avere le maggiori difficoltà ad “integrarsi” vengono rigettati e di conseguenza, oltre le ovvie differenze somatiche, spiccano anche perché molti sono associati a luoghi o comportamenti illegali, criminali o semplicemente fastidiosi come defecare per la strada. Noi non notiamo un ladro d’appartamento che viene dalla Georgia perché somaticamente si confonde, è vestito normale e non da rapper deficiente, non bighellona intorno alla stazione o non ti chiede soldi con “ciao amigo” fuori dal supermercato. Ma il ladro georgiano ti forza la porta blindata e ti ruba in casa, è il suo mestiere.

      A rigore di logica, in Italia dovrebbero entrare solo persone munite di documenti e di visto. Fanno eccezione le persone che vengono da Paesi con cui abbiamo un trattato reciproco di “libera circolazione”. Allo stesso modo, in Italia dovrebbero soggiornare solo persone munite di documenti e con un permesso di soggiorno che corrisponde al possesso di certi requisiti, per esempio un permesso di lavoro previo contratto di lavoro, un permesso di studio previa iscrizione presso una università, eccetera. Questo è sempre stato il normale funzionamento degli Stati, il “diritto” interno ed esterno.

      Ad un certo punto è stato deciso di demolire tutto, Popoli tramite la sostituzione etnica e l’ibridazione (v. “meticciato”), Nazioni tramite la cancellazione di lingua, cultura, tradizioni, religione, riferimenti fondamentali come ruoli di genere e famiglia, eccetera, Stati, semplicemente affermando che le leggi dello Stato sono illegittime perché discriminano gli esseri umani tra “cittadini” e “stranieri”, andando quindi a ledere i “diritti umani”, che hanno la supremazia.

      La cosiddetta “sinistra”, orfana del marxismo di cui per altro non sapeva che fare, dato che produceva miseria e la “sinistra” misura il valore della vita con i soldi e fica, si è entusiasticamente proposta come esecutore del Piano di demolizione del Mondo di Prima e edificazione del Mondo Nuovo. Le Elite Apolidi pagano bene i propri funzionari e scagnozzi e questi, a loro volta, pagano bene i loro clienti.

      Chi si dichiara “cittadino del mondo” può essere tre cose, le stesse tre cose che dividono la “sinistra”.
      Può essere un povero idiota che cerca tutele.
      Può essere un eterno adolescente che cerca un modo per ribellarsi ai genitori e per mostrare agli amichetti quanto è fico.
      Può essere un cialtrone senza scrupoli che vuole fare carriera al servizio delle Elite Apolidi, tra questi ci sono anche dei criminali psicopatici che non hanno alcuna capacità empatica e disprezzano e temono l’intera Umanità, comprese le prime due categorie citate sopra.

      A proposito delle pantegane arrosto. In cosa non funziona il Comunismo? A parte le falle teoriche del marxismo che dovrebbe essere il substrato dottrinale. Il problema è che la “collettivizzazione” non si può gestire per via assembleare sopra un certo livello. Quindi bisogna delegare le decisioni a dei rappresentanti. Il Partito Comunista mette sotto tutela il Proletariato in attesa che questo “maturi la sua coscienza di classe” e intanto costituisce una aristocrazia. Questa aristocrazia vuole perpetuare se stessa, quindi eradicare qualsiasi cosa la minacci. Di conseguenza non ci può essere niente in mezzo tra Proletariato e Partito, tra “lavoratori” e “dirigenti”, tra “plebe” e “aristocratici”. Eccoci alla cruda verità, il Comunismo finisce per opporsi alla emancipazione dei “lavoratori” e per estendere a tutti il “proletariato”, ampliandolo il più possibile. Un mondo dove ci sono solo “proletari” e i dirigenti del Partito. Un mondo ovviamente invivibile.

      Oggi è lo stesso. Scalfari propone il “meticciato” e il “popolo unico”, di “cultura media”, di “ricchezza media”. Il “popolo unico” e poi la aristocrazia di Scalfari e di quelli come Scalfari. Un’altra Unione Sovietica ma più sottile, furba, maligna, perché capace di condizionare la percezione della realtà del “proletario” in maniera che non solo accetti di essere servo ma che ringrazi Scalfari per il regalo. D’altra parte, agli idioti assititi e ai mai cresciuti non importa di essere servi. I primi puntano alla scodella di pappone garantita e i secondi ad esibirsi.

      1. Grazie della lezione. A proposito del fatto che il popolo esercita la sovranità nelle forme decise dal parlamento: infatti il popolo sovrano non può richiedere un referendum abrogativo in merito ai trattati internazionali, come l’adesione all’UE (art. 75). Bella sovranità. Qui da noi si vota su tutto (referendum abrogativo, referendum confermativo, referendum propositvo). Col referendum propositivo – che qui chiamano iniziativa popolare – si modifica la costituzione, e la modificano normali cittadini e non costituzionalisti, basta raccogliere un certo numero di firme (centomila per il referendum propositivo, cinquantamila per il referendum abrogativo – troppo poche visto l’incremento demografico). È la famosa democrazia diretta che però penso non possa funzionare in un grande paese come l’Italia, la Francia o la Germania. Qui hanno così detto no al diritto alla casa,
        alle cinque settimane di vacanze e a tante altre iniziative di sinistra (i socialisti sono intorno al 19%,
        ma i Verdi sono in ascesa per questa isteria sul clima, raggiungeranno forse il 10%, ma esistono anche i Verdi liberali che si sono staccati dai Verdi che sono oggi, vedi la Germania, la punta della sinistra, in pratica l’estrema sinistra (in Germania vogliono espropriare gli immobili, qui nazionalizzare la più grande banca).

        1. Non è questione di “democrazia diretta”, è che la Costituzione italiana fu scritta dopo la Guerra, sotto l’occupazione americana e con la minaccia sempre incombente della insurrezione armata comunista nel Nord. In quelle condizioni, la Costituzione fu un compromesso che cercava di accontentare un po’ tutti e nello stesso tempo predisporre un sistema di pesi e contrappesi che impedisse l’affermarsi un un partito unico come capitò col Fascismo. La conseguenza dei pesi e contrappesi fu la fragilità degli equilibri e quindi continui cambi di maggioranze parlamentari e di Governi. Se poi consideri che il Fascismo si affermò su richiesta del Re e degli Italiani per contrastare i Socialisti e poi i Comunisti, capisci l’ambivalenza dei “politici” rispetto al “popolo”. Da una parte sono obbligati a compiacerlo ma dall’altra lo disprezzano e lo temono, specie a “sinistra”. Quando un Bersani in TV dice davanti a tutti che lui farà approvare lo Jus Soli e che se sono contrari l’80% degli Italiani non gliene frega assolutamente niente, capisci la ragione per cui in Italia non c’è “democrazia diretta”. Il “politico” può essere Bersani e quindi imporre una legge al Popolo in funzione di un suo “ideale superiore”, oppure può essere contro Bersani e quindi chiedere al Popolo il potere di contrastarlo, come ha fatto Salvini. In entrambi i casi, il Popolo non è in condizione di decidere per sé. In tutte le cose c’è questo approccio ambiguo e ambivalente, per esempio si fa in modo che la istruzione del Popolo sia il minimo indispensabile, cosi accetta supinamente quello che gli viene imposto dall’alto ma cosi facendo il Popolo ignorante e disinformato non può prendere decisioni sensate su nulla e viene meno il senso di qualsiasi consultazione popolare e, in breve, si sopprime la “democrazia” in qualsiasi forma.

          1. Poi, attenzione. La cosa più importante e la madre di tutte le battaglie è il bilancio dello Stato. Se io fossi imperatore domani mattina, la prima cosa che farei sarebbe incaricare dei contabili di predisporre la documentazione e poi Angela di andare in TV a spiegarla agli Italiani. Come e dove lo Stato spende i soldi.

            A quel punto, il Popolo può decidere almeno in che direzione vuole che lo Stato investa o può farsi delle domande sullo “status quo”. Allo stesso tempo obbligherebbe lo Stato ad avere un bilancio le cui voci siano note e documentate, quando secondo me allo stato attuale magari sa quanto spende ma non sa dove e come.

            Il compito della RAI, posto che dovrebbe essere immediatamente venduta/privatizzata, in quanto “concessionario” del servizio pubblico non è di intrattenere la plebaglia coi giochi e il pettegolezzo, è di informare. Quindi, invece che alle quattro di mattina su uno dei quaranta canali secondari, si fa su Rai Uno una rubrica quotidiana, magari ripetuta due volte al giorno, in cui oltre al bilancio dello Stato si spiegano nel dettaglio le eventuali questioni aperte, per esempio quali sistemi per lo smaltimento dei rifiuti si possono usare, pro e contro di ognuno, stato dell’arte in ogni Regione. Oppure, quali sono le ragioni di un progetto come la TAV, pro e contro, ovviamente prima che il progetto sia approvato. A quel punto avrebbe senso chiedere l’opinione ai cittadini, con un sistema qualsiasi.

            Problema: la RAI non è “indipendente” ma è emanazione dei partiti tramite la “lottizzazione” e lo “spoil system”. La “lottizzazione” consiste in un accordo tra i partiti per cui ognuno ha diritto a nominare tot funzionari RAI. Ecco che RAI Uno sarà colonizzato dal partito X e RAI Due dal partito Y. Lo “spoil system” è il meccanismo per cui chi vince le elezioni fa tabula rasa dei funzionari nominati dal predecessore e li rimpiazza con i suoi. Che in Italia significa che ogni generazione di funzionari rimane al suo posto, non viene licenziato, semplicemente cambia mansione, quindi ci sono strati e strati sovrapposti di funzionari di nomina politica.

            Con le migliori intenzioni, se dessimo alla RAI l’incarico di informare il Popolo oggi otterremmo quello che già abbiamo, cioè il tentativo di condizionare l’opinione pubblica a tutte le tesi e gli argomenti del “mondialismo apolide”, che viene spacciato come “progresso” o “cultura”.

            C’è una ragione storica per tutto questo, oltre quelle già citate. Agli Italiani va bene cosi perché lo Stato li ha sempre comprati. Al Nord li ha comprati consentendo anzi favorendo la “economia sommersa”, cioè un sistema industriale, di servizi e commercio che opera(va) tra lecito e illecito. Al Sud li ha comprati con l’assistenzialismo improduttivo, cioè con vari tipi di sussidi, pensioni e assunzioni a milioni nelle industrie e aziende di Stato e paraStato. Pensa una metropoli come Roma che è totalmente dipendente dai vari apparati pubblici. Cosa gli importa delle decisioni che vengono prese dentro i palazzi, l’importante è che ci sia il “posto di lavoro” all’ATAC e che l’azienda faccia finta di credere che sei malato quando vai al mare. E’ un po’ come nell’episodio dei Vangeli che racconta dell’adultera lapidata. Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Infatti, vedi come finisce il M5S coi suoi proclami di rivolta e rigore morale. Finisce per confluire nel PD per gestire le stesse clientele.

  4. Questo non è un commento vero al post, piuttosto una domanda sulla sezione “Commenti Recenti”
    Per qualche motivo l’autore dei commenti è settato tutto lo stesso, di volta in volta diverso (non sono riuscita a capire quale sia la regola).
    Quindi per me è un po’ difficile capire se ci sono commenti nuovi ad un dato post (ok, ci posso cliccare sopra e mi porta al commento, quello funziona bene).
    Non è che riesci a fissare la cosa? Comunque è lo stesso, ma se riesci è meglio 🙂
    Ciao, grazie,

    1. Ho scritto i primi giorni alla assistenza di Vivaldi per lamentarmi del fatto che i blog sono negletti e anche per segnalare il bug in oggetto. Mi hanno risposto che ci stanno lavorando ma secondo me non è tanto vero. Fatto sta che da allora ad oggi non ho visto nessun cambiamento e non trovo nessuna comunicazione circa eventuali bug fix del blog su Vivaldi. Tra l’altro non posso scrivere nel Forum perché il loro filtro anti-spam non accetta i miei commenti, penso per via di Tor. Per quello mi hanno detto di attaccarmi al tram.

      Se ci fai caso la lista dei commenti recenti riporta “anonimo” sulla homepage e riporta un nome diverso, forse l’ultimo inserito, nella pagina del singolo post.

      L’unica cosa che posso fare è togliere la lista dei commenti recenti.

  5. Ma a proposito, conoscete qualcuno che crede alla svedesina?
    Notata poi l’aberrante proposta di un tale nuovo ministro di giustificare automaticamente da scuola chi va a perdere i venerdì con lei?

    1. E’ tutto costruito, tutto pianificato, tutto finto, tutto contraddittorio.
      La ragazzina non muove un passo senza che non sia tutto preparato e seguito dalla agenzia di comunicazione. Scrivevo da un’altra parte che nessuno entra veramente nel merito delle tesi in una direzione o l’altra, qui l’unica cosa che conta è creare un “simbolo” e associare a questo “simbolo” una “mobilitazione”. I babbei si sentono “mobilitati” per la “causa” senza sapere come e perché, parlano e si muovono come automi.

      Io però me ne frego abbastanza di Greta e di tutto il circo che le ruota attorno. Mi preoccupa di più il signor Conte che va in giro per il mondo come se gli Italiani gli avessero dato un mandato, l’avvocato degli Italiani. Non è cosi, Conte al massimo è l’avvocato d’ufficio assegnato ad un prigioniero politico processato da un regime totalitario. Gli Italiani sono prigionieri in casa loro. Colpevoli, perché gli va bene cosi, tutto sommato.

      1. Conte: «Inserire in Costituzione la tutela dell’ambiente».
        “Dobbiamo inserire nella nostra Costituzione la tutela dell’ambiente, della biodiversità, dello sviluppo sostenibile. Serve un cambio radicale.”

        Come no. La Costituzione è come il muro del gabinetto degli uomini, scriviamoci sopra “viva la fica” o “juve merda”. Questo, signori, è uno che di mestiere si dovrebbe occupare di Legge.

        Non basta. Ecco che mente sapendo di mentire:
        “Io sono il primo responsabile del governo della nazione. E quello che una nazione rivendica è chi entra nel proprio Paese deve farlo rispettando le regole. Entrare senza rispettare le regole è inammissibile. Poi c’è il diritto internazionale, nessuno deve morire in mare. La migrazione clandestina per me va combattuta, ma è cosa diversa da chi ha diritto alla protezione internazionale.”

        Mettilo nella Costituzione. Forse c’è già. Ma c’è anche che tu non dovresti stare li a rivendicare un ruolo e un potere che non ti spetta e che hai ottenuto con un intrigo di palazzo di cui noi poveri mortali non sapremo mai per intero gli avvenimenti e i ruoli di ognuno nella commedia.

        Adesso spiegaci come pensi ci combattere l’immigrazione e come pensi di separare il grano dalla pula, cioè gli immigrati che non hanno alcun titolo per essere accolti da quei pochi che possono ottenere asilo. Soprattutto, cosa pensi di fare con i milioni che già sono in Italia e che, se va bene, lavorano in nero o, come i “riders”, in condizioni ridicole.

        Ah, poi “protezione internazionale” significa che la fornisce “internazionale”, qualsiasi cosa sia, non che compete all’Italia. Indagando, si potrebbe scoprire che non esiste niente di “internazionale”, ne il “diritto” ne gli strumenti per attuarlo o imporlo. E’ uno dei tanti slogan per automi.

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