La stagnola sulla testa

Molti anni fa, quando suggerivo l’esistenza di un Piano di ingegneria sociale su scala planetaria, formulato da una Elite Apolide con risorse finanziarie illimitate e la follia o mancanza di scrupoli necessarie a realizzarlo, di solito mi veniva risposto che ero un pazzoide complottista come quelli che si mettono la stagnola in testa per bloccare il controllo del pensiero da parte delle “autorità”.

Ironicamente, è proprio quello che pensano di fare, come potete leggere nell’editoriale sull’uso di correnti elettriche applicate al cervello per cancellare i “pregiudizi”, che trovate a destra. La stagnola sulla testa non sembra più cosi ridicola, eh?

L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi. In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze. Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono delle procedure considerate sicure che permettono, inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.

Ancora oggi, davanti al fatto che il Piano delle Elite Apolidi è evidente, la maggior parte della gente ancora non se ne accorge, perché disinformata e incapace di unire i puntini, oppure lo nega disperatamente forse perché non sopporta l’idea. Ecco un esempio:

Scalfari, nell’editoriale citato a destra.

La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.

Il Papa, in una intervista pubblicata da Repubblica.

Si vuole bloccare quel processo così importante che dà vita ai popoli e che è il meticciato. Mescolare ti fa crescere, ti dà nuova vita. Sviluppa incroci, mutazioni e conferisce originalità. Il meticciato è quello che abbiamo sperimentato, ad esempio, in America Latina. Da noi c’è tutto: lo spagnolo e l’indio, il missionario e il conquistatore, la stirpe spagnola e il meticciato. Costruire muri significa condannarsi a morte. Non possiamo vivere asfissiati da una cultura da sala operatoria, asettica e non microbica”.

Leggendo questa intervista si può concludere solo che o il Papa è un pazzo che non si rende conto di quello che dice, oppure è sicuro che il lavaggio del cervello che è stato applicato fino a questo momento gli consente di dire le corbellerie più assurde ed essere preso sul serio.

Cominciamo con la prima menzogna: che il “meticciato” significhi una società unita, uniforme, felice, in pace, per contrasto con una società che coincide con una etnia prevalente, cioè il legame tra sangue e terra, che implica necessariamente conflitti interni ed esterni (le “guerre”, che paura). Il “meticciato”, fate una ricerca se volete, significa l’esatto contrario, cioè una società divisa in caste con alla base gli schiavi africani, in mezzo i nativi americani e al vertice i coloni europei. Tra queste caste principali ci sono le sotto-caste formate dagli incroci, sotto-caste che si collocano nella piramide sociale a seconda di quanto sono prossime alla casta principale. Cioè un incrocio tra europeo e nativo sta tra la casta degli Europei e la casta degli Amerindi. Un incrocio tra nativo e africano sta tra la casta degli Amerindi e la casta degli Africani. La divisione in caste, essendo determinata su base “razziale”, è rigida verso l’alto. Un membro della casta inferiore non sarà mai ammesso nella cerchia di una casta superiore. Questo ingenera un conflitto permanente e un ostacolo al funzionamento generale della società. Infatti tutte le società del Sud America non funzionano, sono bloccate in questo schema post-coloniale. Il Papa viene a raccomandarci di trasformare l’Europa nel Sud America, che è il paradiso terrestre.

Poi, continuando, bisognerebbe ricordare al Papa che “mescolare” di solito significa genocidio. Infatti il “mescolamento” del Sud America si è ottenuto quando poche centinaia di reduci della “reconquista”, guerra di secoli condotta dalle monarchie di Castiglia e Navarra contro i musulmani che occupavano la Spagna che si era appena conclusa quando Colombo intraprese il viaggio, piombarono sugli imperi del Sud America alla ricerca dell’oro. Questi “conquistadores” usarono tutti gli espedienti possibili, dalla tecnologia dell’acciaio e delle armi da fuoco contro gente che non conosceva arnesi di metallo, alla guerra biologica diffondendo epidemie, passando per il vecchio “divide et impera”, per determinare il collasso degli imperi e saccheggiarne i tesori. Le ondate successive furono di coloni, gente che voleva impossessarsi della terra invece che dell’oro. Impossessarsi della terra significa eliminare fisicamente chi ci abita, quindi gli Amerindi furono scacciati o sterminati. Ai coloni europei poi si propose la possibilità, in virtù di patenti speciali, di comprare schiavi africani dai mercanti arabi, nonostante la schiavitù fosse sostanzialmente abolita in Europa. Quindi le vaste terre sottratte agli Amerindi, ammazzandone quanti più possibile, furono ripopolate con gli schiavi africani, i quali, essendo considerati qualcosa tra la bestia e l’uomo, non rappresentavano una minaccia.

Costruire muri significa “condannarsi a morte”? Il Papa, da bravo immigrato, oltre a raccontare una storia del suo Paese che è ridicolmente edulcorata, sembra non sapere niente della Storia dell’Europa. In particolare potremmo citare la “Battaglia di Vienna“.

Il grosso dell’esercito ottomano investì Vienna ed i suoi difensori il 14 luglio. Il conte Ernst Rüdiger von Starhemberg, capo delle truppe superstiti (circa 20.000 uomini) rifiutò di arrendersi e si chiuse dentro le mura della città. La corte imperiale e gli ambasciatori presenti, presi dal panico, si diedero alla fuga. Drappelli di Tatari, talvolta di soli 3 o 4 uomini, arrivarono a 80 chilometri ad ovest di Vienna, saccheggiando e disturbando le comunicazioni, incendiando villaggi e fienili, radunandosi e disperdendosi a seconda delle condizioni locali, e diffondendo il panico secondo la più consolidata tradizione mongola.

Dato che le mura della città erano molto solide ed i cannoni ottomani piuttosto vetusti ed inefficaci, gli assedianti pensarono bene di minare le mura (come fecero già a Candia contro i Veneziani) anziché distruggerle a cannonate. Le trincee furono così prolungate fin sotto le mura dove vennero poste le cariche esplosive.

L’assedio fu ovviamente durissimo, con malattie, fame e morte all’ordine del giorno. Ormai il destino della città era segnato, e i Turchi aspettavano solo di penetrarvi, anche se loro stessi non sapevano se saccheggiare “la mela d’oro” (soprannome turco di Vienna) e passare lì l’inverno, oppure conquistarla ed annettere così l’Austria orientale al loro impero. Carlo di Lorena e i suoi uomini compivano numerosi movimenti in appoggio alla capitale, e disturbando (assieme alle sortite delle fortezze rimaste isolate alla frontiera) i rifornimenti ottomani.

Le forze della Lega Santa si riunirono così l’11 settembre sul Monte Calvo (Kahlenberg), pronte alla resa dei conti con gli ottomani. Nelle prime ore del mattino del 12 venne celebrata la Messa e la tradizione tramanda che Sobieski in persona prestò il proprio servizio all’altare. La battaglia ebbe inizio all’alba, subito dopo la messa celebrata da Marco d’Aviano.

falle nell’attacco cristiano, per altro mal condotto e mal organizzato perché nessuno dei generali cristiani era abituato a muovere eserciti così grossi, formati da una coalizione disomogenea per lingua e religione, e privi di un comando centrale organizzato, tuttavia le controffensive turche fallivano una dopo l’altra: se gli assalti si rivelavano infatti ben azzeccati e ben diretti, d’altro canto la mancanza di riserve, il caos nelle retrovie e l’assenza di ordini faceva sì che i turchi vittoriosi si ritrovassero circondati, e finivano con l’essere eliminati un po’ alla volta, in scontri molto violenti e molto confusi.

… l’esercito cristiano non aveva giocato la sua carta più forte: la cavalleria polacca. Nel tardo pomeriggio dopo aver seguito dalla collina l’andamento dello scontro 4 corpi di cavalleria (1 tedesca e 3 polacche) scesero all’attacco a passo di carica. L’attacco fu condotto da Sobieski in persona e dai suoi 3000 Ussari. La carica sbaragliò definitivamente l’esercito turco, mentre gli assediati uscirono dalle mura per raggiungere i rinforzi che già inseguivano gli ottomani in rotta.

Come già per la Battaglia di Poitiers e la Battaglia di Lepanto, la Battaglia di Vienna ebbe un profondo significato religioso. … Papa Innocenzo XI, per ringraziare Maria Santissima della vittoria contro i turchi, proclamò la festa del Santissimo Nome di Maria il 12 settembre. … Nei due mesi di assedio, Marco d’Aviano (frate cappuccino) incoraggiò e confortò i soldati e il popolo viennese, esortandoli ad affidarsi alla Madonna e invocando da Lei la salvezza mediante la preghiera del Rosario.

A questo proposito, chissà se Salvini lo fa di proposito di invocare la Madonna come facevano i combattenti cristiani nell’antichità o se gli è uscito per caso. Infine, il Papa dice che la nostra “cultura” non deve essere “anti-microbica”. Poverino. Ma va? Indovina un po’ chi sono i “microbi” di questa metafora. I microbi non sono “perseguitati” per cattiveria, povere creature di Dio, sono eliminati il più possibile perché sono parassiti che si introducono in un organismo e si riproducono a sue spese. Quando l’organismo reagisce e prova ad espellerli, i “microbi” producono dei veleni, le tossine, che possono causare la morte dell’organismo. Poi certo, l’organismo morto viene mangiato da altri organismi e dalla morte nasce la vita, tuttavia nessun organismo muore volentieri. Nemmeno il Papa, scommetto.

18 thoughts on “La stagnola sulla testa”

  1. Una bugia, ripetuta indefessamente all’infinito, può diventare verità? Resistere, resistere, resistere. Alla prova dei fatti, le loro menzogne scoppiano sempre. Il liberalismo è contro la vita per sua natura, se vincerà, dominerà nel deserto.

    1. Non una bugia ma l’intera rappresentazione della “realtà”.

      Ad esempio, l’Argentina divenne Nazione più o meno contemporaneamente all’Italia.
      Se fosse vera la favola che racconta Bergoglio sulle glorie del “meticciato”, considerato anche che ha più risorse naturali dell’Italia e che sul territorio italiano si sono combattute due guerre mondiali e in Argentina nessuna, a quest’ora l’Argentina dovrebbe essere una potenza e l’Italia una caccola. Invece, guarda caso, è l’esatto contrario, l’Italia partecipa al G8 perché è uno dei primi 8 Paesi del mondo e l’Argentina ha un PIL procapite che è la metà di quello italiano, con un tipico andamento politico ed economico post-coloniale.

      La differenza è che la “cultura” degli Italiani, la “italianità”, le memorie degli avi, sono una risorsa che i “meticci” dell’Argentina non possederanno mai. Ci metteranno secoli, ammesso che ci riescano, a farsene una propria. Bergoglio ci dice che dovremmo buttare via tutto per “rivitalizzarci”, prendendo ad esempio il luogo da cui proviene. Bell’affare davvero. La gente non gli ride in faccia perché, come ho detto, gli hanno fatto il lavaggio del cervello.

  2. Son cose risapute (pur sapendo che c’è sempre da tenere in conto la tara della menzogna storica più o meno intenzionale), tranne “nonostante la schiavitù fosse sostanzialmente abolita in Europa” che, semplicemente, non è vero. Diciamo che non lo si ricorda volentieri ma, ad esempio, esiste documentazione accertata circa il fatto che la Reggia di Caserta venne costruita impiegando frotte di schiavi. Ed è giusto un esempio nel quale mi sono imbattuto visitando un sito d’una amministrazione pubblica campana (non ricordo quale sito, ma basta cercare per trovarlo).

    Aggiungerei anche che quando una classe dirigente ha posizione di potere su uno Stato e sulle sue colonie, e in quelle colonie è praticata legalmente la schiavitù (praticamente la situazione di tutti gli Stati europei fino a tempi anche molto recenti), è improprio affermare che nello Stato “principale” non esista schiavitù. C’è, nascosta sotto allo zerbino. E’ stata la condizione di… vado a memoria… Francia, Inghilterra, Spagna, Olanda… mi fermo perché non sono un esperto, ma credo che l’elenco possa proseguire allegramente includendo un sacco di “insospettabili” comunemente elogiati dalla “storia” in quanto “Grandi”.

    Abbiamo poi situazioni comiche, tipo i “cattivi” che aboliscono la schiavitù in una colonia, e la “rivelazione” che quello Stato, una volta indipendente, ha abolito la schiavitù sul finire degli anni ’60, quando il colonizzatore era da tempo “fuori dalle scatole” (il che lascia intendere che il governo indipendente ha ripristinato quella schiavitù precedentemente abolita dai colonizzatori quanto meno sulla carta). Sto parlando dell’Etiopia e della sua condizione di colonia dell’Italia.

    1. Ugo, non farmi girare le palle.
      Primo, è già un problema determinare se la Campania sia in Europa.
      Secondo, cito: “… i regnanti napoletani e i turchi di Costantinopoli stipularono un trattato che sanciva importanti rapporti commerciali. Negli accordi vi era anche una poco onorevole tratta di schiavi. Quattrocento di questi schiavi musulmani, assieme ad un centinaio di galeotti, furono coinvolti nel cantiere della Reggia di Caserta.” Come vedi si trattava di un accordo commerciale in cui i Turchi avranno dato in pagamento i loro schiavi, i quali, una volta battezzati, non erano diversi dai normali detenuti posti ai lavori forzati. Inoltre, quattrocento persone, che in questo caso erano già schiavi e probabilmente tutti uomini, non sono “frotte” e non si tratta di una cosa sistematica. Per darti una idea, durante la battaglia di Lepanto furono liberati quindicimila schiavi cristiani che erano imbarcati sulle navi turche catturate come rematori. Ovviamente su quelle affondate morirono tutti, essendo in catene perché chiaramente durante la battaglia erano una minaccia per i Turchi. Tu preferiresti lavorare come muratore a Caserta o remare in catene su una nave turca?

      Per gli Stati cattolici la schiavitù aveva bisogno di una qualche bolla ecclesiastica, perché l’abolizione della schiavitù in Europa fu fondamentalmente la conseguenza del Cristianesimo e del ruolo della Chiesa. Questa è la ragione per cui il “meticciato” nel Sud America è diverso dal “meticciato” in altre colonie europee dove la Chiesa era meno presente o anche assente. Tra l’altro come ben saprai, in Europa ci sono state guerre civili su base religiosa tra Cattolici e Protestanti, con atrocità su entrambi i versanti ma sul lato Protestante c’è sempre stata una idea diversa dell’Uomo, dato che, senza intermediari, nessuno ti giudica per quello che fai con la bibbia in una mano e il fucile nell’altra. Mettiamola cosi, i Protestanti sentono meno la “colpa” e la necessità di “espiare” i peccati, non devono “contrattare” con il Prete.

      La schiavitù significa che un uomo è un oggetto, un animale domestico. La discriminazione razziale può essere più o meno formalizzata per iscritto ma non definisce l’uomo come oggetto, stabilisce una scala di “valore” tra gli uomini basata sui tratti somatici. Praticamente è come la nostra simpatica “sinistra” a cui sembra naturale affermare che gli immigrati (migranti/profughi/rifugiati) facciano i lavori che gli Italiani non vogliono fare e che debbano pagare le pensioni degli Italiani. Non perché entrano nel ciclo ma perché si spera che se ne vadano prima di maturare l’anzianità, consentendo all’INPS di incamerare i contributi senza restituirli. Non lo dico io ma il Direttore dell’INPS.

      1. Ugo, ti suggerisco di non leggere questo blog e non perdere tempo a scrivere commenti che saranno cestinati con una risata. Non sei all’altezza, vai a giocare da un’altra parte.

      2. del diritto romano il debitore che non pagava il debito veniva venduto al mercato degli schiavi.
        Io sono per questa norma ma di certo oggi non si può ripristinare, quindi NOI del partito degli under 70.000 siamo per l’apertura di campi lavoro, ad esempio per differenziare la monnezza, ove chiunque possa riscattarsi lavorando.
        Oggi ci sono un sacco di paraculi che crescono giorno dopo giorno, che risultando nullatenenti al fisco (agiscono con società) viaggiando su macchine vistose possono dare sole a chiunque danneggiando i più deboli. Uno di questi che diventa inquilino moroso, anche per il suo piedaterre non lo cacci nemmeno dopo un anno di spese legali, con la conseguenza che oggi i padroni di casa affittano solo con fidejussione od assicurazione sulle morosità, rendendo difficile la vita dei nostri ragazzi che si spostano per lavorare. Uno così, dopo 2 giorni de monnezza salderebbe tutti i suoi debiti e scoraggerebbe gli altri, disintasando tutti i tribunali e togliendo un sacco di pane a tutti gli avvocati che hanno fatto queste leggi e bloccato l’itaja

  3. Essere a capo della massima rete di credenze e di omologazione globalista e farlo con guarnitura radical chic progressista è in linea di quanto catechizzato agli appecoronati.
    In quell’ambito si sono sempre guardati dal ricordare alle pecore di mungiture e macellazioni. Ora è tutto più sì global e arcobalengo.

    1. Non ho capito cosa hai scritto, è una neolingua. Il punto non è che il Papa ripete gli slogan delle Elite Apolidi ma che il Papa è stato eletto dal Conclave, dopo che il Papa tedesco con una mossa senza precedenti si era dimesso e adesso ne abbiamo due, uno emerito accantonato e uno che fa da megafono del Mondialismo. Insisto, niente succede per caso.

      1. Le religioni monoteistiche sono da sempre globaliste e omologatrici, il problema e’ nel DNA di queste religioni.
        Il pastore principale ammansisce il gregge con le mezze verita’ e stabilisce cosa esso debba fare.
        Il conclave e’ composto da persone che sono condizionate dalle mode ideologiche come le altre.

        1. Si e no.
          Se per “globalismo” intendi che il Papa chiama a raccolta l’aristocrazia germanica dei regni europei e gli dice di andare in soccorso dei Cristiani d’Oriente, riconquistando la Terrasanta caduta in mano degli Arabi islamici, allora d’accordo.
          Se invece intendi che il Papa chiama a raccolta i minorati condizionati allo “Anti-Umanesimo” per distruggere l’Europa e creare una ennesima fogna “terzomondista”, allora non siamo d’accordo. Questa seconda cosa NON è nella storia delle religioni “monoteiste”, che poi sono UNA, l’ebraismo.

          Parentesi didascalica: Gesu era ebreo e predicava per gli ebrei della Giudea. Il Cristianesimo era una setta eretica dell’ebraismo e i Vangeli erano scritti in greco perché in origine servivano per l’indottrinamento delle comunità ebraiche fuori dalla Giudea e il greco ellenistico era la lingua franca del mediterraneo orientale e del Medio Oriente. Esistevano anche due versioni diverse della Bibbia, una giudaica e una egizia, che veniva adoperata dagli Ebrei dell’Egitto ellenizzato. Ad un certo punto gli Ebrei cristiani cominciarono a fare proselitismo tra le classi inferiori dell’Impero Romano e quindi il Cristianesimo cominciò a separarsi dall’Ebraismo che come è noto non opera conversioni ma si eredita dalla madre alla nascita. Nota, dalla madre e non dal padre, tipico delle popolazioni dominate. Il Cristianesimo fin da subito operò il sincretismo religioso, cioè integrò elementi di altre religioni. Infatti a stretto rigore di logica il Cristianesimo NON è una religione monoteista, Dio come saprai è uno e trino, cioè i Cristiani venerano un dio che ha tre manifestazioni differenti, di cui una, il Figlio, è un semidio umano chiaramente ispirato alla figura di Eracle. Poi c’è tutto un empireo che ha al vertice la Vergine, che è la figura classica della “sposa divina” o della “madre” delle religioni politeiste e sotto i santi, che quasi sempre sono divinità “pagane” reintegrate, tipo San Giorgio, che se ricordo bene era patrono dei guerrieri in Terrasanta, eccetera. Diversi secoli dopo l’affermarsi del Cristianesimo appare l’ennesimo esercizio di sincretismo dall’Arabia, l’Islam. Paradossalmente, l’Islam è più prossimo all’Ebraismo del Cristianesimo e questo è evidente a tutti tranne che ai Cristiani. La ragione è ovvia, l’Islam nega la natura divina di Gesu e quindi riprende il Vecchio Testamento senza tutti gli strati di sincretismo da Gesu in avanti. Inoltre, la parte in cui l’Islam entra in collisione col Cristianesimo è tutta l’eredità della filosofia greca e della concezione statale dei Romani, che nell’Islam sono totalmente assenti mentre costituiscono una gran parte dell’etica e della prassi del Cristianesimo.

          Il Conclave tutto può essere tranne che “condizionato”.
          Io non so tu da dove arrivi ma è stranissimo leggere qualcuno che ignora il peso politico esplicito ed implicito e l’azione para-massonica che la Chiesa esercita, con una organizzazione ramificata in maniera capillare ovunque nel mondo, non da ieri ma da duemila anni. Se il Conclave incarica il Papa “mondialista” significa che i Cardinali fanno parte dei massimi livelli delle Elite Apolidi, non che sono burattini.

  4. La Cirinnà

    “La rappresentante del Partito Democratico Monica Cirinnà torna a tuonare dai banchi del Senato per chiedere “vendetta” contro il precedente governo, che aveva “osato” reintrodurre la terminologia “padre” e “madre” nei documenti d’identità dei minori.

    L’occasione è quella del dibattito sul disegno di legge per convertire il decreto relativo alla proroga del Garante della privacy.

    “Ricordo personalmente con grande soddisfazione in primo luogo l’importantissimo intervento del Garante su uno dei più odiosi provvedimenti del precedente governo.”, attacca la Cirinnà. “Cioè il decreto con il quale il ministro dell’Interno impose la reintroduzione dell’addizione di padre e madre sui documenti di identità dei minori. Così tagliando con l’accetta la pluralità di esperienze familiari che caratterizzano la nostra società ed esponendo bambini e bambine di questo Paese a delle discriminazioni intollerabili sulla base della famiglia in cui crescono. Un’ingerenza pesantissima nella sfera più intima dell’identità personale e dell’intimità della vita personale e familiare che, come tipico di quel tipo di cultura politica, ignora la pluralità di esperienze di vita, e anzi le taglia consapevolmente con l’accetta dell’ideologia e dell’oscurantismo”.

    Tempo fa rimproverandomi per la mia ingenuità (“ma dove vivi?”) notavi che qui stiamo, ossia stanno ridefinendo la realtà. Quanto è odiosa questa donna. Per lei insomma retto e vagina pari sono: organi cavi penetrabili. E la chiama civiltà!

    1. Oggi leggevo l’editoriale di Lerner nella parte per gli abbonati di Repubblica. Ecco, queste persone semplicemente mentono. Ogni singola cosa che dicono è una menzogna. Lerner mente sulla “immigrazione” con il racconto fasullo dei “poveri profughi – naufraghi”, che non sono poveri, non sono profughi e non sono nemmeno naufraghi. Cirinnà mente separando di proposito la procreazione dalla famiglia. I bambini nascono da una donna e un uomo. La legge italiana obbliga il padre a riconoscere il figlio quando ne sia provata la paternità. Non basta, obbliga anche i parenti dell’uomo, se questi non è in condizione di farlo, a subentrare nei doveri paterni. Tutto questo non c’entra con il concetto di “pluralità di esperienze familiari” ma parte dal sangue, dal legame biologico. La “pluralità” invece è un concetto astratto che nella pratica si traduce nel commercio di gameti maschili e femminili, nella fecondazione artificiale, nell’impianto di embrioni in donne che si fanno pagare per fungere da incubatore e nel successivo tentativo di ridefinire la biologia con degli scartafacci che affermino che un bambino è figlio di due uomini o di due donne. Poi è intollerabile la menzogna con cui la Cirinnà si lamenta della discriminazione ai danni dei bambini, quando in realtà la lamentela riguarda gli omosessuali a cui viene impedito di realizzare compiutamente questa parodia di “matrimonio” e di “famiglia”.

      Queste menzogne possono esistere solo nell’ambito delle Tre Categorie della Sinistra, che volendo si possono semplificare in Scemi, Pazzi e Criminali. La cosa drammatica è constatare quanti Italiani si qualificano come scemi, pazzi o criminali.

  5. Buongiorno [Domenico] Savino, ha letto le dichiarazioni del Papa?

    Quale? Ne spara una al giorno…

    Dice Bergoglio: “Si vuole bloccare quel processo così importante che dà vita ai popoli e che è il meticciato. Mescolare ti fa crescere, ti dà nuova vita. Sviluppa incroci, mutazioni e conferisce originalità”.

    Ah! Lo ammette ora! Ha la fregola del primo della classe!

    «Replacement Migration» come dice l’ONU: “migrazione sostitutiva”. E’ l’imprudenza della ὕβϱις, dell’orgoglio! Nei salotti che contano scuoteranno la testa, vedendo la sua inadeguatezza: c’è tutto il provincialismo di chi arriva dalla “fine del mondo” e vuole farsi notare. Così certifica che le teorie dei complottisti non sono paranoie. Perfetto questo Papa per chi si oppone al piano Kalergi!

    Spieghi ai lettori…

    I sovranisti parlano sempre del c.d. Piano Kalergi. Il conte Richard Nikolaus Coudenhove-Kalergi è il discusso fondatore del movimento “Paneuropa” ed ebbe un certo ruolo negli anni ‘50, quando l’ “Europa nell’ombra” veniva forgiata da Monnet. Stava con Otto d’Asburgo … Nel 1923 aveva scritto Das pan-europäische Manifest, ove auspicava l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale basato su una Federazione di Nazioni guidata dagli Stati Uniti, in cui l’unificazione europea avrebbe dovuto costituire il primo passo verso il Governo Mondiale. Nel 1925, in Praktischer Idealismus chiariva qualche dettaglio: “L’uomo del futuro remoto sarà meticcio. Le razze e le caste di oggi saranno le vittime del superamento di spazio, tempo e pregiudizio. La razza eurasiatica-negroide del futuro, simile nell’aspetto alla razza degli antichi Egizi, sostituirà la pluralità dei popoli con una molteplicità di personalità”.

    (continua)

  6. (continuazione)

    RS: Dunque Bergoglio si ispira a Kalergi?

    Ma Bergoglio probabilmente conosce sì e no Kalergi! Invece in lui e nella “Junta Revolucionaria de Gobierno” che ha preso il potere in Vaticano c’è tutto il livore verso l’Europa, che è tipico di chi ha rinnegato la “metropoli europea” (Roma cattolica compresa!) ed è alla ricerca di nuove radici. E’ una storia che ha attraversato il Sud America dal 1800 in poi e che – per chi lo sa leggere – inzuppa tutto l’Instrumentum laboris sull’Amazzonia. Nelle dichiarazioni di Bergoglio sul meticciato c’è tutto Josè Vasconcelos…

    … che per i lettori…

    Vasconcelos è un accademico e un politico messicano che vive a cavallo tra il 1800 e il 1900, chiamato il “caudillo culturale” della Rivoluzione messicana. Nel 1925 pubblica “La razza cosmica. Missione della razza latinoamericana. Appunti di viaggio in Sud America”. Affermando che il darwinismo sociale e le ideologie razziste sono stati concepiti per giustificare la superiorità etnica dei popoli europei e reprimere gli altri, Vasconcelos diventa l’alfiere del futuro sviluppo di una razza cosmica a trazione sudamericana.

    Quindi?

    Quindi, con un riferimento alla mitica Atlantide, conclude così: “In America spagnola, la natura non ripeterà più uno dei suoi compiti parziali, non sarà più la corsa di un singolo colore, di particolari caratteristiche, questa volta fuori dall’Atlantide dimenticata; non sarà una quinta o una sesta razza, destinata a prevalere sui suoi predecessori; ciò che verrà da lì è la razza definitiva, la razza di sintesi o razza integrale, creata con il genio e con il sangue di tutti i popoli e, quindi, più capace di vera fraternità e visione veramente universale, destinata a prevalere sui suoi predecessori; ciò che verrà da lì è la razza definitiva, la razza di sintesi o razza integrale, creata con il genio e con il sangue di tutti i popoli e, quindi, più capace di vera fraternità e visione veramente universale. Per avvicinarsi a questo scopo sublime, è necessario creare, come si dice, il tessuto cellulare che deve servire da carne e sostenere il nuovo aspetto biologico. E per creare quel tessuto proteico, malleabile, profondo, etereo ed essenziale, sarà necessario che la razza iberoamericana penetri nella sua missione e l’abbracci come un misticismo.”

    Testo tratto dal sito di Radio Spada, covo di cattolici tradizionalisti un po’ matti, ma antibergogliani, in cui trovo cose interessanti come quelle riportate.

    1. Mi viene da ridere per una ragione che ho scritto sopra e che è ovvia.
      I figli del “meticciato” non riusciranno mai a combinare niente, se la cantano e se la suonano coi tamburi e le maracas e li rimangono. Altro che “razza definitiva”. Sono figli perduti, sono come Tarzan allevato dalle scimmie, che primeggia tra i gorilla ma non sa nulla della sua ascendenza di lord inglese. A parte che il “meticciato” è l’esatto contrario della “fraternità” e basta esaminare le società sudamericane per vedere la divisione in caste, che poi non è diversa da tutti i luoghi dove convivono etnie differenti, per dire l’India. Anche fosse, la “fraternità” e la “visione universale” non è una qualità, non è un talento o una virtù. Il mondo non è ne immobile ne simpatico. La vita al contrario SI EVOLVE perché è soggetta alla SELEZIONE e la selezione si basa sulla eliminazione dei deboli e la sopravvivenza dei forti, dove “forte” si intende che ha qualche caratteristica favorevole nel contesto in cui vive.

      Mi fanno anche un po’ pena le persone che si vergognano di quello che sono e per reazione, dovendo venire a patti con la propria esistenza, inventano una realtà ribaltata dove sono “razza superiore”. Anche in questo caso, sono solo menzogne, come quelle di Lerner o della Cirinnà.

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