Il medioevo in piazza Duomo

Guardate questo video.

Un rituale antico come il mondo, celebrato davanti alla cattedrale. Ci sono un sacco di simbolismi di cui i poveretti non si rendono conto ma la cosa più interessante è la persona coi capelli bianchi e i paramenti sacerdotali che da fuoco al mappamondo. Guardatelo bene e poi riguardatelo. Scommetto che è un insegnante.

In quella figura raccapricciante, insieme a certe tradizioni antiche, ritrovo i centomila stereotipi assurdi e scollegati dalla realtà che sento e leggo ogni giorno e che gli imbecilli che ormai sono la maggioranza, assumono come “normalità”.

Nel frattempo si ripete anche l’ennesima scenetta per cui qualcuno ripropone un espediente qualsiasi per dare la cittadinanza agli immigrati e subito c’è il coro che eleva le lodi al Signore. Adesso non si tratta di “Jus Soli”, cioè di acquisire la cittadinanza alla nascita ma di “Jus Culturae” mi fa ridere solo a scrivere l’espressione, per cui si acquisisce la cittadinanza col diploma scolastico. Il diploma di una Scuola che esiste solo per dare un lavoro ai meridionali e che diploma analfabeti. Il diploma della istituzione dove lavora il personaggio che vedete nel video sopra e che oggi ha mandato “ufficialmente” gli studenti alla adunata organizzata dai “media”. Ormai siamo ben addentro una distopia fantascientifica.

19 thoughts on “Il medioevo in piazza Duomo”

  1. So che non le piace Giulietto, signor Connor. Ma qui è piuttosto sul punto.
    https://www.youtube.com/watch?v=z2L4sv79CJs&t=129s
    E in ogni caso c’è da ringraziare il suo megafono, una delle varie radioline che ogni tanto risuonano in Gas City. Comunque, sono rimasto pure io sconcertato da quelle immagini. Le ho trovate estremamente rivoltanti, sacrileghe. Soprattutto, è agghiacciante pensare al vuoto assoluto che hanno quei ragazzi intorno a sè.

    1. Chiesa da una parte non mi dice niente che non so, dall’altra rimuove il fatto che il gioco della “manifestazione” non è una invenzione recente. Nemmeno il gioco di usare i “media” per fare propaganda. Ancora, nemmeno il gioco di usare la Scuola come strumento di indottrinamento.

      L’unica novità è che la “sinistra marxista” non esiste più e al suo posto c’è la “sinistra liberal” che è una invenzione delle Elite Apolidi. Le Elite Apolidi sono i vertici del “Capitale”, tante grazie. Sono i vertici di qualsiasi cosa. A Chiesa posso dire che lui è parte del problema, non è la soluzione. D’altra parte la stessa cosa la dovrei dire a Fusaro, che insiste con nostalgie sovietiche.

    2. Ah, i ragazzi non hanno il vuoto attorno. Attorno hanno l’universo, che per loro è molto meno ostile di quello che aveva attorno mio nonno. Il vuoto ce l’hanno dentro, perché sono cent’anni che si demoliscono tutti i riferimenti, si cancella o si riscrive la Storia, si afferma la Anti-Morale e tutta una serie di cose progettate a tavolino proprio allo scopo di ridurre l’individuo a zero, ad un buco davanti e un buco di dietro con un mezzo niente.

      Infatti, i genitori di questi ragazzi stanno a guardare. Anzi, non guardano perché dovrebbero alzare lo sguardo dallo scemofono che sanno spippolando. Per loro la Scuola è il posto dove parcheggiano i figli, fuori dalle palle il più a lungo possibile. Per il resto, può succedere qualsiasi cosa, non importa fintanto che non cambia nulla nel proprio intorno di un metro.

  2. Jus soli e/o jus culturae – qual è la differenza?

    Non c’è nessuna differenza: sono due fregature, come spiega un’esperta.

    Testo di Mariagrazia Torrisi (28 settembre)

    Da docente in un CPIA, vi spiego quello che non sapete e non potete sapere sul perverso piano dello “ius culturae”: non è vero che riguarda i “figli dei migranti”, riguarda tutti quelli che sbarcano! Si ottiene dopo sole 400 ore di frequenza a scuola, cioè appena 3 – 5 mesi dopo lo sbarco. Il ” piano” prevede che venga concessa la cittadinanza agli “immigrati”, ossia i clandestini che completino almeno un ciclo di studi in Italia. Il nostro sistema d’istruzione, opportunamente in tal senso riformato, prevede che gli “stranieri” (leggasi falsi minori non accompagnati), inseriti obbligatoriamente nei percorsi offerti dai CPIA di stato, completino la scuola media in 400 ore e il biennio superiore in 825. Avete capito bene: l’accordo, lungimirante, esiste dal 2015, tra il MIUR e le sinistre immigrazionaziste colluse con le reti dell’accoglienza. Le comunità e le coop esultano, le scuole a rischio di mancanza alunni, pure. Appena la notizia si diffonderà sulle sponde africane, arriveranno a migliaia.”

    P.S. I figli hanno ovunque la nazionalità dei genitori. Concedere la cittadinanza a figli di clandestini che dovrebbero essere espulsi è un non senso assoluto. Logicamente i genitori non possono poi essere più espulsi o invitati ad andarsene.

    1. Non ci vuole nessuna esperta, sono cose ovvie. Non fa nessuna differenza quante sono le “ore”, lo scopo è comunque quello di dare la cittadinanza agli immigrati in un modo qualsiasi. La cittadinanza “regalata” serve allo stesso scopo delle navi delle ONG, cioè a sconfiggere lo Stato nazionale e le sue leggi per determinarne l’annullamento. Ovviamente nello stesso momento si favorisce anche il solito “meticciato”, che serve ad annullare il legame sangue-terra, in modo che non possa esistere lo Stato e nello stesso tempo l’Italia sia “di tutti” e non la terra degli Italiani.

      Gli Italiani indifferenti, quando non complici, si meritano tutto quello che gli capita e gli capiterà.

      Ieri ascoltavo su Radio Radicale un magistrato che interveniva ad un convegno delle Camere Penali. Grandi discorsi pieni di dottrina e sussiego. Appena esco di casa mi viene sbattuto in faccia quanto siano surreali i discorsi e le persone che li fanno. Viviamo in un epoca di crepuscolo, di decadenza.

      Io odio tutti.

    2. Gia’, lo ius culturae.
      Mi viene da ridere solo a pensare a questo ennesimo falso.
      ‘na scuola di ‘gnoranti, incapaci, lazzaroni, incompetenti, sindacalizzati “problemi con posto di stipendio” applicati agli studenti. l’apoteosi dell’ugualizzazione al peggio.
      E’ una farsa (no, un piano di sostituzione di popoli, di meticciamento razzista, di sfascio sociale) che viene giustificata con altre farse.

  3. Francesca Archibugi, regista:
    ““Ma certo, io difendo il partito di Bibbiano. Io difendo come idea il fatto che lo Stato possa decidere su dei bambini. Non bisogna indietreggiare di un passo su questo, perché sono state delle conquiste enormi. E qualora ci fossero stati abusi, perseguirli senza pietà, proprio perché è un principio importantissimo dello stato di diritto che il bambino non è dei genitori. Quindi ci tengo tantissimo a dire che sì, sono del partito di Bibbiano”.

    E di chi è un bambino se non dei genitori? Della società, del partito? O della Chiesa?
    Qui ormai tocchiamo vertici di demenza o perversione.

    1. C’è scritto sopra, il bambino secondo la signora Archibugi, è dello Stato. Lo stesso Stato che secondo la signora Archibugi deve cessare di esistere perché è un atavismo che discrimina e lede i diritti umani e poi le “sfide globali”, eccetera. Si, sono vertici di demenza e perversione. Ma non sono casuali, spontanei. E’ il risultato di cent’anni di lavaggio del cervello.

    1. E’ la gara orgogliona a chi e’ piu’ accogliente, piu’ politicamente corretto [con le vite degli altri].
      E’ il conformismo corroborato dal giulivo fondamentalismo arcobalengo de “io sono piu’ progressista [verso la barbarie] di te”.
      Conformismo e fondamentalismo.
      Il signor Connor ha ragione quando sottolinea che moltitudini di persone hanno subito il lavaggio di cervello da lustri e lustri.

      1. Che facciamo, signor Uomo?
        Non è una gara con cui scherzare goliardicamente. Ne va della sopravvivenza della nostra specie, dei nostri figli, dei nostri fratelli, delle nostre famiglie. Questo giulivo fondamentalismo arcobalengo ci estirpa per sempre. Non mi va di spegnere tutto nel silenzio.

        1. Per la specie non mi preoccuperei.

          Il Piano delle Elite Apolidi non prevede la riduzione numerica della Umanità ma la riduzione culturale al minimo comune denominatore necessario a che l’individuo possa accudire le macchine e insieme consumare i prodotti delle macchine. La diluizione nel “meticciato” e il concetto di “società multi-tutto”, insieme alla riduzione dell’individuo ad analfabeta e infante mai cresciuto, serve per aumentare al massimo la conflittualità nelle strade e ridurla al minimo tra entità/gruppi organizzati, in modo che non esista opposizione politica.

          Non si spegnerà nel silenzio ma sarà sovrastato dal casino. Se c’è una cosa che ci mancherà sarà il silenzio, perché, lo vedo coi miei nipoti, la contemporaneità si fonda sulla continua stimolazione sensoriale al massimo volume tollerabile. Le persone devono solo sperimentare sensazioni, non devono pensare. Un’altra cosa evidente è che la propaganda “mediatica” è pensata per alimentare menzogne e paradossi, cioè vengono continuamente sparate cavolate prive di senso, cose inventate e in contraddizione una con l’altra.

          Per esempio, prendiamo il “gretismo”, stamattina alla radio raccontavano dei mondiali di atletica in Qatar, dove si tengono dentro degli stadi interamente condizionati. Provare ad immaginare cosa significa da un punto di vista del consumo energetico mantenere la temperatura a 25 gradi dentro uno stadio quando fuori ci sono 40 gradi. Però lo stadio è “sostenibile”, ad “emissioni zero”. Lo stesso, per inciso, dei grattacieli di acciaio e vetro di Milano. Questo è il macro, se poi andiamo nel micro, non si può andare in giro in bicicletta perché le strade non sono più mantenute, il traffico è parossistico. Nei parchi non fanno più i vialetti asfaltati tanto la gente ci va a cacapisciare il cane e con la “mountain bike”, quindi invece che usare il vialetto vanno sul “sentiero” a fianco, sopra l’erba e su e giù per le montagnette, cosi riducono il parco ad uno schifo, perché si dilava ogni volta che piove. Però vuoi mettere la soddisfazione di usare la bici da tremila euro e tutto l’abbigliamento “tecnico” da capo a piedi. Di plastica. Magari anche la bici “elettrica” con la batteria, inquinante, da sbattere dove capita.

          Per riassumere, i “compagni” sono la merda. E’ gente che si colloca in un punto tra i due estremi dell’imbecille convinto di essere un fenomeno e lo psicopatico criminale. Il “liberalismo” gli è necessario come lo stagno alle rane, non saprebbero dove nascondere la propria imbecillità e/o la propria follia criminale, altrimenti.

          1. Il nostro futuro non è di sparire ma di essere costretti a stare nello stagno con le rane imbecilli e psicopatiche.

          2. Per esempio, a Bologna mangerai i “tortellini accoglioni”.
            Che poi per definizione saranno “fusion” dato che nessuna donna ormai impara dalla nonna a fare i tortellini a mano. Nel giro di poco, spariranno tutte queste tradizioni, sparirà la nostra identità. Ma non ci sarà il vuoto, ci sarà la riproposizione degli USA in un contesto più povero.

            I miei nipoti frequentano l’oratorio. se dipendesse da me, alla larga.

        2. Che fare?
          Io sto pensando da tempo. Qui cerchiamo almeno di decondizionarci, di mantere occhi aperti sulla adulterazione concettuale del regime politicamente corretto.
          E’ il primo e fondamentale passo. Certo, solo il primo.

          1. La verità è che non ci possono togliere niente che non siamo noi a concedere.

            Il problema è appunto questo, che tramite il condizionamento riescono a convincere gli Italiani a dare via il culo, come se fosse bello, necessario, inevitabile.

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