Due chicche

Di Maio a proposito dell’immigrazione ci comunica che sta per firmare un decreto. Per chi non lo sapesse, nonostante la vulgata, il Governo non può legiferare. Quindi il decreto dovrà essere convertito il legge dal Parlamento oppure, scaduto il termine, andrà a decadere. Dice Di Maio, rivolgendosi ipoteticamente agli immigrati:

Inutile che veniate se non avete i requisiti per la domanda d’asilo, perché in maniera pacifica e democratica vi rimandiamo indietro.

Ah, le risate. In “maniera pacifica e democratica”, chissà cosa avrà voluto dire, chissà se l’ha buttata li senza una ragione precisa ma solo perché solletica certi riflessi condizionati nella sua “base” che ormai è quella della “sinistra”. Se potessi farei la stessa obiezione che facevo in un certo blog, cioè “mi dica, signor Di Maio, CHI e COME procederà ai rimpatri pacifici e democratici?”. In subordine, gli domanderei anche cosa pensa di fare con le migliaia di immigrati illegali che già risiedono tranquillamente in Italia, di cui non sappiamo chi siano e quanti siano. L’ennesima sanatoria/condono/regolarizzazione, oppure procediamo coi rastrellamenti pacifici e democratici, sempre con la domanda CHI e COME?

Intanto la signora Boldrini ci comunica che per colpa del “sovranismo” del bieco Trump, il quale per inciso non ha scatenato la “guerra giusta” contro nessuno, a differenza dei predecessori tanto più simpatici, faremo fatica a vendere il formaggio parmigiano agli Americani. In realtà è una balla colossale perché le sanzioni americane sono state autorizzate dal WTO, la Organizzazione Mondiale del Commercio che ha realizzato la “globalizzazione” e, tra le altre cose, il ruolo attuale della Cina e sono state autorizzate come giusta ritorsione per gli “aiuti di Stato” con cui Francia e Germania hanno finanziato il consorzio Airbus, cioè la propria industria aeronautica a scapito di quella americana, per esempio della Boeing.

Noi ci siamo finiti in mezzo perché non siamo per nulla “sovranisti” e preferiamo il ruolo degli schiavetti, quindi altri ci tirano per il guinzaglio, come per tutte le altre vicende “geopolitiche” degli ultimi decenni.

3 thoughts on “Due chicche”

  1. Giuliano Ferrara:
    «Sovranisti, non combinerete mai nulla»

    “L’ultimo palcoscenico, con boati di disapprovazione, è stato la convenzione della destra maresciallista o marionista, da Marion Maréchal (Le Pen), la nipote di Marine impegnata con un personale politico e culturale mezzo nuovo nel tentativo di creare una destra di governo, un campo largo, come direbbero Bettini e Zingaretti. Come vedrete se leggerete (lo trovate qui), il discorso è stato l’occasione per sbattere in faccia ai nostalgici dei “valori” e della Tradizione, nel momento del loro massimo sforzo per proporsi come forza potenzialmente egemone nella politica e nell’ideologia francese, l’idea che non combineranno mai nulla perché la società liberale libertaria e nichilista del progressismo ha già combinato tutto, in modo irreversibile. E la nostalgia non è più quella di un tempo. La Restaurazione non si porta più, definitivamente.

    Già è curioso e paradossale, ma fecondo, che un intellettuale del campo progressista decida di farsi fischiare dai suoi amici e dai suoi nemici andando a parlare a questi ultimi, per comunicare loro che sono in un vicolo cieco, possono forse conquistare la destra ma la destra dei valori non può conquistare il governo di una società totalmente disincantata e secolarizzata dai suoi diritti, né ora né mai. Enthoven è intelligente, duttile come rètore, dispone di un profluvio di argomenti e immagini, e li squaderna senza complessi. Si muove come un acrobata, sul filo. Il filo dell’ambiguità avalutativa. Io non vi giudico, non vi faccio la morale, siete liberi di pensare all’opposto di quel che penso io su tutti i grandi temi etici e politici, dall’Europa ai non-negoziabili cosiddetti, ma non caverete un ragno dal buco, e vi spiego fattualmente il perché. Il mondo i valori li ha annullati o trasvalutati in diritti dai quali non tornerà indietro per alcuna ragione. Destra e sinistra hanno cessato di esistere radicalmente, e sola resta una società intimamente liberale, non identitaria (l’identitarismo è un comunitarismo sia nella versione della diffidenza per l’altro sia nell’abbraccio dello straniero, sia nel fantasma di destra sia in quello di sinistra).

    Non mi sembra molto importante stabilire ora se Enthoven abbia torto o ragione. Ma il suo modo di interagire provocatoriamente con quella che si vorrebbe una forma evoluta di populismo nazionale e identitario è interessante. E la sua evocazione del nulla nostalgico di un vecchio paradigma classico della storia, a vantaggio di un vorace nulla contemporaneo che su quella storia fa calare il sipario, è un effettaccio che associa al clamore ostentatorio un assetto di idee non banali (meno banale dell’eterna ripetizione italiana di savianismi vari e cacciarismi).”

    Commento:
    Faccio sempre fatica a leggere gli articoli di Ferrara, scritti in una strana lingua (il fogliese o il ferrarese)
    che però i suoi lettori sembrano apprezzare. Ferrara è considerato da Flores d’Arcais estremista di destra, ma mi sembra che qui gli estremi davvero si toccano (destra libertaria di Ferrara e filocomunismo di F. d’Arcais). Recentemente Ferrara ci ha detto di credere in un “Dio personale”, perbacco! Non è quello uno e trino, però sempre Dio è, e i cattolici del Foglio possono sperare. A Ferrara e a un altro cattolico “questo papa [Bergoglio] non piace” (un libretto scritto a due mani). Era l’inizio del nuovo pontificato e l’ apertura di Bergoglio ai divorziati a un non credente come Ferrara non andava giù. Non gli aggrada ovviamente nemmeno il pauperismo di Bergoglio visto che a lui i soldi piacciono eccome (un altro ex comunista della categoria dei furbastri). Però l’aperturismo di Bergoglio dovrebbe piacergli, anche la sua ostilità verso Salvini. Ferrara ha coniato per Salvini l’appellativo di Truce che ha avuto successo, Salvini è ormai il Truce per antonomasia. Dici che Ferrara & Cerasa scrivono per la committenza, però i finanziatori del Foglio non erano molto d’accordo con la linea del Foglio contro il precedente governo.

    1. Ferrara è considerato “cosa” da “chi”?
      Vatti a rileggere la sua biografia e poi torni e me lo ridici.

      Io sono arrivato al punto di considerare che non solo scrivo meglio dei “giornalisti” ma ne so di più degli argomenti di cui trattano e/o possiedo una migliore capacità di analisi. Quindi, di questi editoriali non so che farmene e li cito solo quando serve a dimostrare che stanno facendo propaganda per le solite Elite Apolidi e il loro Piano.

      Anni fa ho buttato via la TV e ormai alla radio ascolto solo robe di sport, per pochi minuti.

    2. Certo, io ho un handicap rispetto ai “giornalisti”, non frequento la “bella gente”. Prendiamo la signora Gruber, prima guardavo un video della Meloni che bisticciava in TV con la Gruber e, come al solito, mi domandavo cosa ci è andata a fare, sapendo che la signora Gruber è stata una dei tre invitati italiani all’ultimo consesso del Gruppo Bilderberg, insieme ai signori Elkann e Renzi. A farsi processare? A farsi presentare come una macchietta del “sovranismo” intellettualmente e moralmente, antropologicamente inferiore? Mi sovviene una intervista a Bertinotti in cui gli chiedevano se si vergognasse di fare il sindacalista in ghingheri che corteggia le contesse alle feste di gala e lui che rispondeva “facevo del mio meglio per rappresentare degnamente in quei contesti la Classe Operia”.

      Ecco, quindi la differenza tra me e i “giornalisti”, che consegue l’handicap di cui sopra, è che io faccio sul serio e loro no, per loro è tutta una commedia di Alberto Sordi.

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