3 thoughts on “Suonava il silenzio”

  1. “Sul cappello, sul cappello che noi portiamo, c’è una lunga, c’è una lunga penna nera, che per noi, che per noi è la bandiera …”

    Ah, i bei tempi antichi. Non ritorneranno mai più.

  2. Il mondo alla rovescia:
    https://www.corriere.it/cronache/19_ottobre_08/savona-operazione-sbagliata-il-cambio-sesso-risarcita-374-mila-euro-2f3dd89e-e9e2-11e9-95ef-66e776be64e5.shtml

    “Purtroppo” non ho capito in cosa sia consistita l’operazione. Il giornalista avrà coscientemente evitato i dettagli per rispetto della privacy di questa … questa cosa? Una donna transgender? E che roba è? Ha dovuto sottoporsi a ben otto interventi riparatori e inutili. Poveraccia, quanto mi dispiace. La sua vita è distrutta, pare. Magari bastava un calcio in culo per farle passare le sue fisime. E io pago.
    Questo commento è ovviamente quello di un troglodita razzista e non passerà la censura per essendo il moderatore di questo blog di manica larga.

    E pensare che una volta le pugnette erano peccati mortali che ti mandavano all’inferno … Adesso invece ti dicono che prenderlo e metterlo in quel posto è cosa giusta, degna e salutare, basta che cerchi Dio. Chi siamo noi per giudicare? Lo stesso Gesù ordinava di non giudicare se non si voleva essere giudicati a nostra volta. Francesco è in linea con Gesù. Però lo stesso qualcosa non quadra, non capisco. Nella Bibbia il peccato contro natura è condannato (e ‘azzo se non è condannato, vedi Sodoma e Gomorra – e anche S. Paolo non scherza coi sodomiti). Ma i tempi cambiano, è nata la religione dei culattoni.

    1. Sergio, il discorso da fare è leggermente diverso.

      Premesso: che io sappia un intervento del genere è fattibile solo passando da “uomo” a “donna”, consiste nell’asportazione dei testicoli, forse anche della prostata, nel ricavare una cavità che imita una vagina e riutilizzare parte del pene in funzione di clitoride. Ovviamente non conosco i dettagli. Invece passare da “donna” a “uomo” è molto più complesso perché le gonadi femminili sono interne, sono più complesse nella funzione e la ricostruzione di un pene partendo da zero è pressoché impossibile, a meno di non usare una qualche protesi.

      Detto questo, una persona ragionevole non ha niente da ridire sui comportamenti altrui se questi non implicano alcun fastidio ad altri. Se per ipotesi tu volessi diventare donna a me non importerebbe. Invece, è un grosso problema quando la propaganda delle Elite Apolidi cerca di condizionarci in modo che la “famiglia del mulino bianco” sia percepita come una aberrazione e la “normalità” deve consistere nelle devianze e nella anti-morale. Cioè cerca di imporre l’idea che siamo e dobbiamo essere tutti fenomeni da baraccone in un modo o nell’altro e comportarci avendo come unico criterio il “godimento” ovvero il soddisfacimento di qualsiasi pulsione e “voglia”.

      Leggevo l’altro giorno un articolo che nel titolo diceva una cosa tipo “la Corte Costituzionale dica a mio figlio che anche io sono sua madre”. Si riferiva ad una coppia di donne omosessuali all’interno della quale una delle due aveva partorito previo ricorso ad una delle “cliniche dell’amore” che ci sono in giro per il mondo e dove vanno in pellegrinaggio quelli coi soldi come il signor Vendola. L’altra donna, che non aveva alcun rapporto biologico con lo “pseudo-figlio” asseriva, nelle parole del “giornalista” non solo che essere riconosciuta come “madre” previa auto-certificazione è un “diritto” ma che il “diritto” consiste nel realizzare il “desiderio”.

      Sergio, ti invito a riflettere su questo concetto: che mondo può essere quello nel quale “volere” una cosa significa avere il “diritto” a vederla realizzata, non importa cosa, come e perché. Che tipo di “cittadini” può avere quel mondo. Il mondo di quella che mia nonna chiamava la “erba voglio”. Prova anche a pensare chi può avere interesse a realizzare un mondo cosi fatto.

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