Il voto in Umbria

Il voto degli Italiani dimostra solo una cosa, che non siamo ancora completamente marci come ci vorrebbero le Elite Apolidi e i loro scagnozzi della cosiddetta “sinistra”. La loro strategia è quella di traccheggiare mentre fanno quanti più danni possibile per rendere irreversibile il loro progetto del Mondo Nuovo senza confini, senza Nazioni e Stati, popolato dal famoso “meticciato”.

Che le “cariche istituzionali” siano prezzolate e lavorino contro il Popolo è la conseguenza del fatto che siamo tornati ad essere l’Italia colonia di potenze straniere. Che non sono, come ogni tanto mi suggeriscono i poveretti che votano Cinque Stelle, la “Francia” o la “Germania”, sono le solite Elite Apolidi e queste Elite Apolidi hanno in odio non solo gli Italiani ma tutti i Popoli europei. Quello che fa la differenza è il livello di masochismo auto-distruttivo indotto dal condizionamento a cui ogni Popolo è abituato.

Il progetto degli Stati Uniti d’Europa non riguarda il cosiddetto “assetto istituzionale” ma consiste nel trasformare l’Europa negli USA, i Popoli europei negli Americani, ricreare qui la copia conforme di quella che purtroppo è diventata la loro società distopica. Il “meticciato”, lo ribadisco, non è una festa multicolore, storicamente è la società coloniale nelle Americhe rigidamente divisa in caste, dove i coloni di etnia europea sono il vertice, nei livelli intermedi ci sono gli incroci, i Nativi e sul fondo della piramide gli Africani deportati.

Sentivo prima un “maestro del pensiero” in un video di La Repubblica, col riporto a celare l’incipiente calvizie, recitare la solita lamentazione per cui la “sinistra” non può presentarsi alle elezioni perché ha perso il contatto con “i territori” e “i lavoratori”. Oh somma ironia. Non è mica successo per caso, le Elite Apolidi intendono sopprimere sia l’idea del “territorio” fatto di specificità locali, sia l’idea del “lavoratore” sindacalizzato. Difficile convincere un capofamiglia che fa l’operaio alla fonderia di Terni che le “priorità” sono quelle di un “designer” omosessuale che vive in centro a Milano, nel momento in cui gli “amici” della “sinistra” si vantano di avere creato una ennesima distopia per cui Milano diventa una realtà “moderna e globale” di grattacieli sullo stile Emirato Arabo e banlieu di periferia, completamente separata dal contesto retrogrado di casette e fabbrichette.

Io non me la prendo con la “base” di minchioni codizionati dal lavaggio del cervello. Disprezzo i “dirigenti” e i cosiddetti “intellettuali”, che dicono quello che dicono e fanno quello che fanno in nome della “Società Aperta” di Soros per mera convenienza personale, per mestiere, oppure perché sono psicopatici criminali.

2 thoughts on “Il voto in Umbria”

  1. Il risultato non mi sorprende, perché siamo in una situazione dove quello che c’è da dire è stato detto. L’ “italiota” ha mangiato la foglia. Il minus habens ha più o meno interiorizzato chi sta con chi, tranne i casi patologici. Forse, il 5S andrà davvero ad appartenere al cestino della storia. Il problema è che anche Salvini, a ferragosto, ha bevuto la cicuta. Non propriamente quello che ci si aspetta da un condottiero che traghetti fuori dall’Anti-Umanesimo.

    La tiritera dei “territori” e “lavoratori” è interessante, ma anche tranquillizzante. Nel senso che finchè non si applica al livello superiore, chi va in senso contrario perderà sempre le elezioni. E visto chi possiede la sinistra, possiamo stare tranquilli. Il problema nasce appunto che ormai le elezioni sono fuffa per distrarsi, visto che ormai è chiaro a tutti che il potere trova ogni mezzo per auto tramandarsi a dispetto di qualsiasi elezione. Anzi, potremmo pure dire che queste elezioni umbre capitino a fagiolo per una bella crisi di governo, e via a Draghi premier. Tanto ormai nessuno al 5S si illude più di poter conservare la poltrona alla scadenza, e sono completamente acquistabili al miglior offerente, che è sempre quello che propone le peggiori nefandezze.

    1. Io vivo in un posto dove l’annientamento delle specificità locali (lingua, tradizione) è già stato completato e dove la popolazione è di fatto “meticcia”. L’unica ragione vera per cui la “sinistra” per ora rimane confinata nei “quartieri bene” delle metropoli è che da una parte esegue le direttive delle Elite Apolidi che hanno un disegno a lungo termine e comunque confidano nella presa che hanno sulle istituzioni, sui media, sulla finanza eccetera, dall’altra la “sinistra” teme e odia il “popolo” e se non ha una necessità impellente di avvicinarsi per usarlo, lo evita.

      Questa è la ragione per cui la cosiddetta “destra sovranista” purtroppo è un esercizio di stile, è imbelle, non rappresenta una vera minaccia per le Elite Apolidi. Se applicassero un minimo impegno, non faticherebbero a imporre il famoso “pensiero unico” all’elettorato che occasionalmente gli si rivolta contro. Non ci si applicano perché non gli importa davvero.

      Secondo me l’unica ragione del successo elettorale del M5S era la promessa ai meridionali di ulteriore assistenzialismo. Una volta che il bluff è stato scoperto, non per mancanza di volontà ma perché non ci sono i soldi, già adesso paghiamo imposte insostenibili per mantenere le clientele del “pubblico” e del “para-pubblico”, del M5S sul piano concreto rimangono le farneticazioni dell’intrattenitore Grillo, cioè niente. Quindi, i meridionali torneranno all’ovile del PD, nella sua natura originaria cattocomunista. Gli basterà smorzare un po’ la propaganda “elitista-globalista” sullo “Jus Soli” o sui “diritti omosessuali” e aumentare il volume della propaganda che interessa gli assistiti, quella sugli “investimenti”.

      Le elezioni seguono la tripartizione storica dell’Italia, il Nord che cerca di “lavorare” a dispetto dello Stato, il Centro che esiste per fare da mediatore e il Sud che cerca di non “lavorare” grazie allo Stato. Quindi sono “fuori sincronia” rispetto alle Elite Apolidi e alle loro direttive che si basano sulla idea di un mondo e una umanità uniformi, indifferenziati. Allo stesso modo, i partiti e i movimenti che propongono una idea “unitaria”, tipo lo “orgoglio italiano” di Salvini-Meloni, sono costretti inevitabilmente ad essere inconcludenti, dovendo dare un colpo al cerchio e uno alla botte, in direzioni opposte. Salvini abbraccia l’olivo umbro millenario e non dice che gli olivi italiani saranno inevitabilmente spazzati via dalla Xilella che si sta diffondendo dalla Puglia, perché gli amministratori locali hanno preferito imbonire la folla con pseudo-ecologismo e teorie terrapiattiste. Cosa che cade a fagiolo, comunque, dato che le direttive “europee” prevedono che noi si debba mangiare olio prodotto con olive nordafricane.

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