17 thoughts on “Guardare nell’abisso”

  1. John, ho ascoltato per una ventina di minuti Fusaro (ascolterò il resto più tardi). Be’, fino al 22° minuto sottoscriverei tutto ciò che dice Fusaro e penso lo sottoscriveresti pure tu. Che cosa non ti piace di Fusaro? Sappiamo che è un marxista e quindi in qualche modo comunista ovvero di sinistra, gente che tu non apprezzi molto (anzi per niente). Però direi lo stesso che Fusaro è almeno parzialmente dalla tua parte e possa perciò essere considerato un utile compagno di strada.

    1. L’idea di questo post, forse la dovevo esplicitare, era di mettere a contrasto il “progressismo” cattocomunista che ci sta annientando, che opera al servizio delle Elite Apolidi e le tesi di quei pochi che, da “destra” o da “sinistra” vedono le cose per come sono, ovvero sono riusciti a togliere il velo che nasconde la “verità”.

      Fusaro e Brandi dicono le cose che penso anche io, anzi, per me è stata una sorpresa scoprire che c’è altra gente che è arrivata alle mie stesse analisi e conclusioni, indipendentemente uno dall’altro.

      L’unica differenza tra me e loro è che Fusaro si professa marxista ortodosso mentre io ho rigettato il marxismo quando ne ho letto qualcosa. Certo, mi viene il dubbio di non avere capito il marxismo, che me lo dovrei fare spiegare da Fusaro. Vedremo. Per Brandi invece lui prima di diventare “sovranista” è stato nel PD e nel M5S, io invece sono stato sempre più o meno uguale da quando ho l’età per votare.

      Di Fusaro non mi piace quella che per me è una incoerenza manifesta tra le tesi “anti-globaliste” e quindi “anti-progressiste” che sostiene e la sua ortodossia marxista. Ho ascoltato il modo in cui lui cerca di rendere coerente il suo pensiero, sostenendo la natura “popolare”, quindi “nazionale”, del marxismo ma la sua spiegazione non mi convince, perché il marxismo ha prodotto il comunismo e il comunismo ha la necessità, per potere sopravvivere, di spazzare via qualsiasi altra organizzazione sociale per rimanere l’unico “sistema” a livello planetario. All’imperialismo capitalista si è opposto un imperialismo comunista e il secondo ha dovuto soccombere all’evidenza che estendeva al massimo la miseria invece che il benessere. Inoltre, l’aspetto “rivoluzionario” è quello che accomuna il comunismo all’attuale “globalizzazione”, cioè l’idea di abbattere tutto quello che esiste, che ci viene dal passato, per fare tabula rasa ed introdurre il Mondo Nuovo. Questa è la ragione per cui è stato facile, a partire dagli anni Settanta, asservire i “dirigenti” della “sinistra” al Piano delle Elite Apolidi, senza che la massa di imbecilli soffrisse alcun disagio. Quando è venuto giù il muro, erano già preparati a “cambiare idea”.

        1. Le tesi di Fusaro non richiedono nessun marxismo.

          Il marxismo è la dottrina che Fusaro vorrebbe adoperare per analizzare la società, applicando il noto repertorio del “conflitto di classe” e infine arrivare ad una versione riveduta e corretta del comunismo.

          Ma la resurrezione del comunismo Fusaro la proietta in un remoto futuro, come il Regno dei Cieli, nel frattempo denuncia il Piano delle Elite Apolidi, il “globalismo”, ne descrive i modi e le conseguenze e non può che proporre la stessa resistenza che propongo io, che parte dalla identità dell’individuo basata sulla trasmissione della “cultura” tra le generazioni e quindi la famiglia come unità base della società e sopra la famiglia i vari livelli di accrescimento della comunità fino ad arrivare al Popolo, Nazione e Stato.

          La resa dei conti con Fusaro la possiamo rimandare sine die, tanto morirò molto prima che si presenti il momento in cui decidere se ha senso riproporre la ricetta comunista. Adesso siamo in uno scenario apocalittico, una fine della civiltà che non da segno di rallentare, anzi accelera. Non mi pongo il problema ideologico quando tutto sta precipitando nel caos.

          A proposito di questo signor Dugin, non ne so nulla. Però sono con Fusaro, dato che fondamentalmente condividiamo parte della nostra formazione scolastica, sul fatto che il futuro in realtà ce l’abbiamo alle spalle sotto forma di Storia. Non credo ci serva inventare una “nuova teoria”, questo serve a chi non ha un passato. Ci serve invece recuperare la Storia e prendere gli insegnamenti che ne possono venire. Uno dei postulati del Mondo Nuovo è appunto questo, che tutto quello che viene dal passato sia intrinsecamente merda e che per sopravvivere (o per godere, più precisamente) dobbiamo azzerare tutto e inventarci il “nuovo”. Invecchiando si impara che l’universo funziona al contrario, cioè che è estremamente difficile inventare una cosa nuova che funzioni meglio di una cosa vecchia. Non è impossibile ma è estremamente difficile e può succedere solo se si padroneggia cosi tanto il vecchio che si inventa un piccolo aggiustamento che lo migliora. Einstein include tutte le teorie della fisica precedenti nella sua “teoria della relatività” e per farlo usa gli stessi strumenti di indagine e formalizzazione che hanno usato i suoi predecessori. Einstein non riparte da zero inventando una nuova lingua, una nuova aritmetica e ripetendo le osservazioni e le congetture dei cavernicoli, a salire. Aggiunge, dopo avere padroneggiato quello che c’era ai suoi tempi.

          Quindi, se parliamo di “politica” ma vale per qualsiasi aspetto del vivere, è quasi impossibile che tutto quello che possiamo pensare e dire non sia già stato pensato e detto da qualcuno prima, all’epoca di Aristotele o cent’anni fa. Certo, se tu non sai nulla, parti da zero o meglio parti da quello che ti dice lo scemofono.

  2. Il PD torna alla carica per lo jus soli e/o jus culturae che sono più o meno la stessa cosa. Non so se conosci il prof. Melis, un ex docente di filosofia che si è fatto però da autodidatta una cultura scientifica grazie alla quale ha preso le distanze dalla filosofia e da praticamente tutti i filosofi o storici della filosofia contemporanei. Io lo seguo da anni. Stamattina ha pubblicato questo commento all’idea fissa di quelli che lui chiama PDementi. A me questo commento piace. Certo niente di speciale, semplice buon senso.

    Tratto da: pietromelis.blogspot.com (questo sito è definito da Google “non sicuro” – penso perché Melis è sicuramente un osservato speciale dei servizi segreti – è stato anche condannato per antisemitismo pur essendo un grande ammiratore di Israele e della cultura ebraica)

    “Individui spregevoli e disonesti che vogliono propagandare la sostituzione etnica con una conseguente pazzesca conseguenza. Dare la cittadinanza a chi sia nato in Italia da stranieri significa arrivare all’assurdo che gente venuta in Italia con barconi, da considerarsi pertanto fuorilegge (e non clandestini, come si suol dire), verrebbe premiata se si desse subito da fare per cagare in Italia un figlio, se non anche si tratti di donne, come capita spesso, che arrivino in Italia già incinte. I loro figli avrebbero diritto alla cittadinanza italiana mentre i loro genitori rimarrebbero stranieri. Ma poiché non si potrebbero separare i neonati dai loro genitori, questi, che per legge dovrebbero essere rimpatriati, troverebbero il modo di sfuggire al rimpatrio, e magari potrebbero anche pretendere anch’essi il diritto alla cittadinanza. Si noti poi che, provenendo da Paesi islamici, si rafforzerebbe la presenza della peste islamica in Italia. Maledetti siano tutti i PDementi che vogliono condurre l’Italia alla rovina facendone una nazione meticciata. 
    Da notare anche che questi neonati, anche se seguissero una burla di percorso scolastico, continuerebbero a parlare in casa la lingua dei loro genitori, e pertanto considererebbero l’italiano una lingua straniera. Culturalmente pertanto rimarrebbero legati alle loro origini e falsamente dichiarerebbero di sentirsi italiani. L’ius soli è una grave offesa a coloro che hanno i loro avi italiani, cioè anche a coloro che abbiano come avi coloro che hanno combattuto, e anche dato la vita, per l’Italia, nelle tre guerre d’indipendenza, nelle due guerre mondiali, per non andare più indietro nel tempo, perché ognuno eredita le benemerenze dei suoi avi, mentre questi invasori hanno le loro benemerenze in Africa e in Asia.  
    I PDementi coltivano il folle e disonesto progetto di raccogliere voti da un’Italia meticciata. Che lo si dica per bloccare la lucida follia dei  disonesti PDementi e dei loro affini. Non ho mai sentito alcuno dell’opposizione ai PDementi affacciare i miei argomenti per svegliare ancor di più la coscienza di coloro che si battono contro gli antitaliani, per svergognare i traditori della Patria solo per fini luridi di partito.”

    1. Sergio, due cose:
      1. sei vittima anche tu di una mistificazione, operata già all’epoca del tristemente famoso “illuminismo” e poi entrata nella vulgata tramite la propaganda della “sinistra” (altra contraddizione nella dialettica di Fusaro). La Filosofia non è quello che credi, non è quello che ti hanno raccontato. La parola significa “interesse/amore/passione per la conoscenza”. Chiunque si interessi alle cose del mondo cercando di conoscere, è ipso facto un filosofo. Viceversa, la Filosofia non ha alcun confine disciplinare, abbraccia per definizione l’intero scibile umano. Non puoi essere “fisico nucleare” se non sei anche letterato e viceversa, ovviamente il tuo sapere non sarà perfettamente simmetrico in tutte le direzioni ma il punto è che l’educazione specialistica o la assenza di educazione è uno degli strumenti fondamentali con cui le Elite Apolidi affermano il loro Piano. E’ una idea della “modernità” e della “contemporaneità”, che esista “lo scienziato” e il “letterato” e che siano due figure distinte e incompatibili. Fino a tempi relativamente recenti gli “scienzati” scrivevano i loro trattati in greco o in latino e i “filosofi” si interessavano principalmente di fisica o anche di fisica, oppure di cose pragmatiche come la “politica”.

      Quindi, veniamo alla radice del problema. Alle Elite Apolidi non interessa tanto che tu ti interessi di fisica, di astronomia, di chimica o che tu componga versi in greco attico. Quello che vogliono assolutamente evitare è che tu eserciti la cittadinanza e quindi ti interessi, oltre che delle cose del mondo in generale, anche delle cose della tua comunità, cioè della “politica”. Cosi come siamo tutti “filosofi”, siamo anche tutti “politici”, dovrebbe fare parte semplicemente della vita adulta. Ma le Elite Apolidi ci vogliono tutti eterni bambini, vogliono che viviamo solo per ottenere il godimento, vivere per lavorare e acquisire il godimento. Non dobbiamo assolutamente esercitare il pensiero, accumulare conoscenza e sopratutto non dobbiamo assolutamente avere un ruolo politico, interessarci della cosa pubblica.

      Di cui, il “politically correct” attuale, che, ripeto, è stato messo a punto dalle Elite Apolidi per rimpiazzare il marxismo di Fusaro nella cosiddetta “sinistra” dell’Occidente, è una dottrina specificamente studiata per fabbricare masse di imbecilli e per diventare la religione degli imbecilli. Più precisamente, la religione delle solite tre categorie, gli Idioti Assistiti, i Mai Cresciuti e i Furbastri.

      2. il signore che citi non ha capito qual è lo scopo dello “Jus Soli”.
      E’ molto semplice invece, si concede la cittadinanza ai neonati e poi necessariamente si concede ai loro familiari. Non solo la cittadinanza formale ma anche la “cittadinanza di fatto”, che poi è quella che è già in vigore nel momento che uno straniero entra in Italia e vi soggiorna compiendo un reato ma questo reato rimane lettera morta e allo straniero viene consentito di fare come gli pare, in attesa appunto che intervenga una “sanatoria” che gli conceda una qualsiasi forma di “permesso”, tanto che si sono inventati un permesso discrezionale, il tristemente famoso “permesso per motivi umanitari”, a cui accedi, come già diceva Grasso, in qualsiasi situazione per cui nel tuo Paese non godi degli stessi diritti che sono garantiti in Italia, qualsiasi essi siano. Quindi, che ne so, basta un diritto sindacale o il diritto alla sanità, per estendere la “cittadinanza di fatto” a chiunque. Lo Jus Soli serve alla “sinistra” per formalizzare la presenza degli immigrati illegali e, in subordine, per trasformarli in cittadini con tutte le conseguenze, la prima quella del diritto di voto ma seguono tutti i cambiamenti forzati che adesso sono introdotti come un “favore” agli immigrati e che un domani diventerebbero un obbligo, un po’ come il bilinguismo in Alto Adige o in Val D’Aosta.

      Il tutto va visto non nell’ottica italiana ma in quella planetaria. Non posso che rimandarti agli articoli di Scalfari e di Di Cesare nella colonna di destra. Ci sono due linee strategiche per le Elite Apolidi: Partendo dal basso, l’annientamento dei popoli riducendo ad eterno fanciullo ogni individuo, disgregandone le famiglie e tutto quello che sta sopra la famiglia, Partendo dall’alto, l’annientamento degli Stati Nazionali. Lo “Jus Soli” in altre parole serve per trasformarci in una copia povera degli USA.

  3. È tempo di “sardine” ?!

    In proposito Flores d’Arcais scrive nella sua raffinata rivista di cui è direttore (così ben stampata e presentabile come oggetto, ma chi gliela finanzia, i suoi lettori sono quattro gatti, forse 20000):

    “Speriamo che le sardine dilaghino a macchia d’olio. Se accadrà, è sperabile che non commettano il duplice errore con cui, dai Girotondi in poi, le mobilitazioni della società civile si sono sempre esaurite: immaginare di trasformare i partiti della sinistra, rinunciare al momento della verità dell’alea elettorale. Che è un salto mortale, ovviamente, senza il quale, tuttavia, di una grande ondata di mobilitazione democratica, che a Bologna speriamo abbia avuto solo il suo esordio, non resterebbe nulla, una volta di più.”

    Il resto lo trovate qui:
    “http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-sardine-di-piazza-maggiore-e-la-sinistra-sommersa/

    Io non ci ho capito niente. Ma cosa vogliono le sardine, a parte lo scalpo di Salvini? Sembra ormai che la discriminante fra buoni e cattivi (buoni gli antifascisti e antirazzisti, fascisti e nazisti gli altri) sia la distruzione dell’Italia (ardentemente desiderata dai buoni) o la salvezza dell’Italia (altrettanto desiderata dai cattivi). Più sinteticamente ancora: porti aperti (come i nostri culi, c’era scritto su un cartello frocio) o difesa del territorio, dei confini. O mondialisti contro sovranisti e identitari.

    1. Si tratta di una ripetizione ennesima, un riflesso condizionato, che ripropone gli stereotipi del “Sessantotto”, quelli della “sinistra di popolo”, la “sinistra rivoluzionaria”, che compie il suo destino partendo dalla “piazza”, dalla “manifestazione”, dal “collettivo”.

      Quello che certi “maestri del pensiero” (ma che minkia li leggi a fare?) ti propongono è la equivalenza ovvia, che ti ho spiegato centomila volte, tra gli Anni Settanta e la attuale “globalizzazione”, il Mondo Nuovo delle Elite Apolidi. Stante questa equivalenza, ti ripropongono tutti gli stereotipi di allora, filtrati in modo da censurare il comunismo, con tutte le sue derivate, che nel frattempo è stato completamente rimosso. I ragazzi che “manifestano” oggi saltano direttamente dai “partigiani” ai giorni nostri, rimuovendo quei settantanni di “Guerra Fredda”, doppi imperialismi, ognuno con la sua “sfera di influenza”, la “Cortina di Ferro”, le proxy war in giro per il mondo, eccetera. Rimuovere il comunismo serve per semplificare oltremodo il famoso “storytelling”, cioè il racconto con cui le Elite Apolidi programmano i cervelli degli sventurati che non hanno la capacità di resistere. Cosi riprogrammati, non solo ignorano tutto quello che è successo negli ultimi centomila anni di Storia, oppure ne conoscono la versione accuratamente artefatta ma arrivano ad avere una percezione della realtà diversa, ad avere una idea diversa di cosa sia “normale”. Una “normalità” dove manca del tutto la cognizione della differenza tra “Vero” e “Falso”, dove non si percepiscono contraddizioni e paradossi, dove, sempre considerato che la stella polare di tutti è il godimento, non esiste una “Morale” ma una “Anti-Morale”, cioè il solito, vecchio “Vietato Vietare” del Sessantotto.

      1. Ah, la rimozione del comunismo storico serve anche ad introdurre il fascismo anti-storico, cioè onirico, metafisico, una parola che contiene tutti i significati e nessun significato, ennesima contraddizione per cui il fascismo è sinonimo del Male in un modo che nello stesso tempo afferma che il Male non esiste o che non è distinguibile dal Bene.

        Sono anti-fascisti che non hanno idea di cosa sia stato il fascismo. Come dicevo, il “politically correct” delle Elite Apolidi ha rimpiazzato il comunismo come religione della “sinistra”. Ma a differenza del comunismo non ha una Storia, non ha niente di materiale. E’ una religione studiata a tavolino apposta per esistere in un mondo di imbecilli.

        I “maestri del pensiero” di oggi, esattamente come quelli del Sessantotto, sono i Furbastri della Terza Categoria e costruiscono le loro fortune personali manipolando la categoria degli Idioti Assistiti e dei Mai Cresciuti. Oltre che, ovviamente, essendo prezzolati dalle solite Elite Apolidi.

        Quindi cosa spera lo “intellettuale”? Che ci siano legioni di “sardine” perché le sue fortune personali dipendono da quello. Tanti più poveri imbecilli, tanto più spazio ci sarà per i loro “maestri”.

      2. Salvini… finisce per non essere una persona ma un simbolo.
        Per le “sardine”, il simbolo del fascismo quindi del Male.
        Per chi “sardina” non è, chi mantiene un barlume di pensiero autonomo, è il minore dei mali o il male necessario. Che esista un Salvini, con tutti i pregi e difetti, per certi versi è un miracolo, io non avrei mai detto, avendolo seguito da quando era un ragazzotto squinternato dentro la Lega, che sarebbe arrivato ad incarnare il Male.

        La cosa tutto sommato divertente è che la “sinistra” lo addita come incarnazione del Male ma non so quanto siano consapevoli che Salvini per me è esageratamente “moderato”, mollaccione. Io voterei con più entusiasmo un Salvini cento volte “peggio” di quello che bacia il rosario e fa mille distinguo, quello che vuole apparire un “brav fieu” alle vecchine. Quello che loro pensano e vivono come “fascismo” è niente rispetto a quello che si dovrebbe scatenare come reazione alle Elite Apolidi se non fossimo cosi pochi, isolati e scoraggiati.

  4. Ho letto solo i collegamenti / titoli e, di sfuggita, i commenti qui sopra.
    Sulle sardine ho scritto a casa mia.
    Purtroppo il fanatismo di questi autorazzisti, masosadici (parlo degli utili idioti manipolati) e’ uno strumento assai potente per coloro che hanno piani politici di appiattimento, omologazione globale e di distruzione di tutto cio’ che resiste ad esso.
    Fusaro e anche uno dei suoi formatori, Costanzo Preve, sono dentro la loro religione marxista: notano la distopia del progressimo arcobalengo ma l’idea che hanno e di soluzione e di societa’ giusta e’ completamente innaturale, come sappiamo.
    Nel furioso fanatismo dei liberal-progressisti, tutto cio’ che non si allinea alla broda arcobalenica ortodossa, e’ un problema, marxisti compresi. L’unica differenza e’ che a questi non affibbiano i patetici quanto rozzi appellativi di nazi o di fascioleghista, ma rancore, livore,odio nei confronti di questi resistenti non cambia granche’.

    1. Fusaro può rimanere nell’empireo marxista perché sa bene che non si darà mai il caso che gli tocchi metterlo in pratica. E’ un giochino intellettuale che lo sminuisce un po’. Nessuno è perfetto. Tra l’altro una cosa un po’ divertente, almeno per me, è che Fusaro cerca anche di ricondurre la “inevitabilità” del marxismo come “apogeo della filosofia umana” a tutte le dottrine del passato che lui apprezza, come se ci fosse un filo conduttore, un destino. E’ una contraddizione perché il marxismo, per definizione, rigetta tutto quello che non è “marxista”, che è la vera definizione di “capitalismo”, un po’ come il “fascismo” per esclusione è tutto quello che non appartiene al “racconto” dei “progressisti” contemporanei.

      Le sardine sono figure tristi. Prima guardavo un video con delle interviste. Che sono come le interviste che fanno a Pontida ai suonati con l’elmo con le corna in testa. Cosi come il “leghista” non sa nulla degli elmi usati nella storia e semplicemente indossa un costume convenzionale, allo stesso modo il suonato “sardina” afferma che Salvini dovrebbe morire a testa in giù, come un “fascista”, ignorando completamente che Mussolini fu ucciso a colpi di mitra, insieme alla compagna, da un paio sicari mandati appositamente dai capoccia del CNL in una stradina dell’Alto Lago, non lontano da dove era stato detenuto, due giorni dopo la cattura. I corpi furono poi scaricati nelle primissime ore della mattina del giorno dopo in piazza Loreto a Milano dove “la gente accorsa ben presto in piazza prese ad insultare i cadaveri, infierendo su di loro con sputi, calci, spari e altri oltraggi, accanendosi in particolare sul corpo di Mussolini. Il servizio d’ordine, composto di pochi partigiani e vigili del fuoco, decise quindi di appendere i corpi a testa in giù alla pensilina di un distributore di benzina”. Tutto questo fu compiuto, nello stile delle organizzazioni criminali, prendendo tutte le precauzioni per sottrarre Mussolini agli Americani che avevano il controllo effettivo dell’Italia. Nel quadro di quella scena fittizia per cui il CNL si intestava la “liberazione” che festeggiamo il 25 Aprile senza alcun motivo concreto, dato che la resa formale dei Tedeschi fu firmata, con delega per parte loro della RSI ma senza alcuna presenza della “resistenza” per parte degli Americani, a Caserta il 29 Aprile, il giorno dopo l’esecuzione di Mussolini.

      Insomma, la “sardina” è un conformista che non sa nemmeno lui cosa sta facendo se non che nella variante “Idiota Assistito”, gli hanno promesso qualche tutela statale, nella variante “Mai Cresciuto” ha l’occasione di fare casino e farsi bello davanti ai suoi amichetti, oppure di fare dispetto ai genitori e nella variante “Furbastro”, si può proporre come capoccia e iniziare una carriera come quelle dei suoi nonni e padri, tipo la famosa “mafia di Lotta Continua” che ci siamo trovati nei giornali e nelle TV a fare gli “intellettuali”.

    2. Nota: è praticamente impossibile commentare in maniera anonima su Google. Invero, è fattibile ma estremamente complicato, quindi non posso commentare sui vostri blog. Per coerenza con quello che dicevo tra Matrix, l’essenza artificiale di un Renzi o di un Salvini, vi invito a smettere di usare i servizi di Google.

      1. “vi invito a smettere di usare i servizi di Google”

        Cioè? Io non me ne intendo, uso il computer, apprezzo molto l’email, pratico l’e-banking (pur sconsigliato da un’amica) e anche un po’ di e-shopping (per libri d’antiquariato), leggo i giornali in rete (quelli accessibili, di uno sono anche abbonato, la NZZ di Zurigo). Non navigo a caso o per passatempo, consulto spesso Wikipedia. Credo che Wikipedia mi sia offerto da Google.

        Da anni ero al riparo degli scocciatori o ficcanaso grazie a un programmino (BLUR) che li bloccava tutti. Ho totalizzato un milione di blocchi in cinque o sei anni. Dopo l’aggiornamento dell’OS di Apple a Mojave BLUR non funziona più e difatti per la prima volta dopo tanti anni ogni volta che cerco qualcosa mi trovo tanta pubblicità che posso ignorare ma non completamente. Il buffo è che leggendo il Giornale o visitando dei blog mi trovo tanta pubblicità in tedesco. Immagino che Google sappia che vivo in Svizzera e più precisamente nella Svizzera tedesca e mi propone appunto pubblicità in tedesco (pur essendo io italiano e frequentando siti italiani). Immagino che Google o altri sappiano tante altre cose di me che forse io stesso ignoro (ah questi Big data).

        Ma come fare per sfuggire a Google? Io sono un utente Mac da sempre, da trent’anni. Il browser TOR che proponi è purtroppo solo in inglese che io non so bene (potrei sicuramente impratichirmi, ma costa sempre un po’ fatica). Quanti anni della mia vita avrò perso con questi maledetti aggeggi, quante incazzature. Oggi per qualsiasi oggetto che compri, persino un termometro, devi studiare come si usa.

        1. Il discorso è lungo come la storia di Internet. Vediamo se riesco a condensarlo e a semplificarlo.

          1. Tu ti colleghi ad Internet tramite una scatolina collegata via cavo o via onde radio (wifi) al computer o al tablet o altro aggeggio analogo. La scatolina a sua volta si collega via cavo o via onde radio al provider che tu paghi perché ti consenta di accedere alla Rete generale passando dalla sua rete locale. La scatolina che dico comprende varie funzioni ma per semplificare diciamo che è un “router”, cioè un coso che si mette tra due reti, nel caso tuo tra la tua rete in casa e la rete del provider e inoltra il traffico da una rete ad un’altra e viceversa.

          2. Una volta che sei collegato alla Rete generale, di solito usi un programma che si chiama “browser” (cioè sfoglia le pagine) per chiamare un server perché ti fornisca una pagina. Il server risponde ad un indirizzo IP, la tua scatolina ha il suo indirizzo IP fornito dal provider nel momento della connessione. Qualsiasi cosa collegata ad una rete ha un indirizzo IP. Per comodità, tu non chiami il server con il suo indirizzo IP ma con un nome, per esempio “www.mario.com” tramite un servizio che si chiama DNS che mantiene una lista in cui il nome viene associato allo IP corrispondente.

          3. Google è una azienda che vive collocando inserzioni pubblicitarie dentro i servizi che fornisce “gratis”. Vende anche agli stessi inserzionisti le informazioni che raccoglie sugli utenti tramite gli stessi servizi, informazioni che servono a costruire campagne di marketing mirate. Ovviamente le stesse informazioni hanno altri utilizzi, per esempio una agenzia governativa può chiedere a Google di fornire tutti gli IP delle persone che visitano un certo blog che esiste dentro Blogger, il servizio di Google dedicato ai blog.

          4. Google distribuisce anche Chrome, che è un browser. Wikipedia non c’entra nulla con Chrome o con Google ma sospetto che tu colleghi le due cose perché, come capitava agli utenti di Windows, arrivi a Wikipedia o tramite il motore di ricerca di Google o tramite il suo browser, quindi li associ.

          5. Non conosco l’ambiente MacOSX o qualsiasi altro sistema Apple, quindi non ti so aiutare. Ci sono diversi modi, antichi e moderni, per rimuovere la pubblicità dalle pagine Web. Li vado ad elencare:

          1. usare un file hosts.
          Altro non è che un file di testo con un elenco di indirizzi di dominio che il sistema operativo consulta per bloccare le connessioni da quegli indirizzi. Il file di solito esiste già dentro il sistema operativo ma è vuoto, quindi vanno aggiunti gli indirizzi da bloccare. Su Internet trovi delle liste già pronte. Il guaio è che sono abbastanza sicuro che funzioni solo per gli indirizzi in chiaro HTTP e non funzioni per gli indirizzi criptati HTTPS.

          2. usare un proxy.
          Un proxy è un software, installato sullo stesso PC che usi o su un server, che si interpone tra il tuo computer o il tuo browser (a seconda di dove lo imposti) e l’altra estremità di ogni connessione. Può avere varie funzioni e tra queste c’è il filtraggio del traffico in entrata, applicando determinate regole può rimuovere le pubblicità prima di fornire la pagina al tuo browser. Lo svantaggio è che è una roba un po’ complessa da mettere insieme e, se lo metti sul computer che usi, ovviamente consuma risorse.

          3. usare una estensione del browser.
          Le estensioni sono dei programmini aggiuntivi che, adoperando certe funzioni del browser medesimo, aggiungono certe funzionalità che non sono disponibili nella modalità di base. Tra queste ce ne sono alcune che, appunto, provvedono a filtrare i contenuti e segnatamente le pubblicità. Io uso uBlock Origin, che esiste nella versione per Firefox e per Chrome e derivati.

          Circa la ragione per non usare i servizi di Google, l’ho scritto sopra. Google non solo vive vendendo la pubblicità ma vendendo i dati, tutti i dati, che raccoglie dagli utenti che adoperano i suoi servizi. Anzi, in realtà convince qualsiasi sito Web ad installare certi aggeggi che poi riportano a Google anche le informazioni degli utenti di questi siti Web che apparentemente non c’entrano nulla con Google. Per inciso, è lo stesso business che fa funzionare anche Facebook. E’ impossibile essere “anonimi” usando i servizi di Google o i cosiddetti “social”. Questo è un problema relativo rispetto agli altri utenti, il peggio che può capitare è che uno stramboide presenti una querela contro di te e questa arrivi in tribunale, al che il giudice potrebbe ingiungere a Google di fornire l’IP e con l’IP poi vanno dal provider a chiedere chi lo stava usando il tale giorno alla tale ora e cosi risalgono alla tua persona. Potrebbe essere un problema più serio rispetto alle querele presentate a raffica dagli avvocaticchi di qualche ONG, per esempio la campagna “odiare ti costa” oppure ad una azione di polizia generale scatenata da qualche iniziativa di repressione in stile regime comunista, tipo la famosa “Kommissione Sekre” che dovrebbe reprimere il cosiddetto “hate speech”, cioè qualsiasi espressione di pensiero non conforme al “politically correct”, specie riguardo i temi della propaganda delle Elite Apolidi, quindi razzismo, xenofobia, islamfobia, omofobia, che-ne-so-fobia.

          L’ho detto e lo ripeto, siamo in guerra e in questa guerra non ha alcun senso volere esprimere il dissenso tramite gli strumenti che le Elite Apolidi adoperano per controllare la gente e per farli il lavaggio del cervello. Si va incontro alla ovvia ed inevitabile repressione. E’ come fare riunioni di rivoluzionari in una stanza con un “assistente virtuale” che ascolta tutto o accordarsi con gli altri rivoluzionari via scemofono. La ragione d’essere di questo blog non è solo quella di proteggere me con l’anonimato ma anche di proteggere allo stesso modo chiunque voglia aggiungere un commento o anche offrirsi come co-redattore. Ho cercato apposta una piattaforma che consentisse di usare TOR, cosa che Google cerca di impedire in tutti i modi.

          Per inciso, Google sta per modificare il suo browser, Chrome, con la ricaduta su tutti i derivati incluso Vivaldi (che mi offre questo blog), in modo da estromettere le estensioni che dicevo sopra riguardo il filtraggio dei contenuti e in particolare delle pubblicità.

          1. Non c’è di che, come ti ho detto altre volte, se non sai una cosa, domanda.

            A proposito dell’inglese, a parte l’ovvio discorso che ce l’hanno imposto quando ci siamo trovati da questa parte della Cortina di Ferro, come conseguenza della egemonia USA, altrimenti ci sarebbe toccato il russo o il cinese, il fatto è che tutta la “informatica” è per sua natura “anglofona”.

            In realtà c’è stato un tentativo, ai primordi, quando ero ragazzino, di tradurre tutto nelle lingue europee, come “calcolatore” oppure “ordinateur” al posto di “computer” ma è stato velleitario e successivamente abbandonato, per una tragica ragione: l’Europa nel frattempo ha abbandonato qualsiasi idea di autonomia, di indipendenza, per quanto riguarda l’elettronica e il software. Allo stato attuale subiamo le decisioni prese in America o in Asia, qualsiasi esse siano e importiamo tutto, macchine e idee. Fa abbastanza ridere, ogni singolo Paese europeo si ostina a cerca di fabbricare in proprio i carri armati, con l’idea di non adoperarli mai ma non fa una piega ad essere completamente supino e dipendente per quanto riguarda l’elettronica e le comunicazioni, sulla base dei quali poi pretendono di dare forma alla società.

            E’ tutto assurdo.
            Però, per essere concreti, se vuoi usare il computer o altri aggeggi analoghi, in un modo o nell’altro ti serve l’inglese, altrimenti è come usarli senza le mani.

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