La ideologia “liberal”

Un amico mi segnala questo articolo:
IL TOTALITARISMO LIBERTARIO – SPIEGATO BENE, di Maurizio Blondet.

L’unica critica che posso fare all’articolo è che rimane, non so quanto di proposito, nel “vago” rispetto agli elementi chiave di questo discorso, cioè il DOVE, il QUANDO, il CHI e il PERCHE.

Li aggiungo io.

– Il DOVE:
La “Ideologia Liberal” viene diffusa partendo dalle università americane, quindi negli USA.

– Il QUANDO:
Alla fine degli Anni Sessanta.

– Il CHI:
Le Elite Apolidi, para-massoniche, della Grande Finanza. Di seguito, tutte le “sinistre” del cosiddetto “Occidente”, i cui dirigenti si vendono alle Elite Apolidi e quindi da “marxisti” diventano agenti della Società Aperta, della Globalizzazione, del Governo Mondiale, eccetera.

– Il PERCHE:
Si punta a creare una Umanità “meticcia” (vedi editoriale di Scalfari “il Meticciato deve essere il progetto della sinistra italiana” nella colonna di destra) composta da individui-monade, privi di riferimenti temporali, cioè senza passato, senza futuro, immobilizzati nell’eterno presente, privi di riferimenti familiari, privi di cultura che non sia quella delle mode consumistiche, privi di legami con qualsiasi cosa, materiale e immateriale. Eterni infanti motivati solo dall’inseguimento del piacere e dal fuggire il dolore, asserviti alle macchine da cui dipendono.

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  1. Ogni tanto do un’occhiata al blog di Blondet, ma molto raramente. Alcune cose mi piacciono, altre decisamente meno: è un tradizionalista cattolico che crede persino all’autocomplotto americano delle Torri gemelle. Detesta gli atei. Comunque come sempre prendo ciò che può servirmi o mi sembra giusto e sorvolo sul resto.

    1. Dicevo giusto ieri che uno dei problemi nell’organizzare una risposta al Piano delle Elite Apolidi è che i “resistenti” non sono affatto omogenei ma nella maggior parte dei casi si portano dietro un loro “vissuto” di persone un po’ “ai margini”. Sono tutti “ex-qualcosa” e in realtà non riescono a liberarsene.

      1. Belin, ecco un bell’esempio.
        La faccenda delle Torri Gemelle. In questo blogghettino io cerco di spingere la gente al pensiero critico. Nota che la “teoria” delle Torri Gemelle è irrilevante tanto che sia quella “ufficiale” dei terroristi inviati da Osama Bin Laden a colpire gli USA, quanto una di quelle “complottistiche” delle Torri minate dalla CIA, degli aerei radiocomandati dal Mossad, eccetera.

        La “teoria” è irrilevante per via della differenza tra la risposta che ne sarebbe seguita secondo logica e quella che invece è seguita. Che poi è la stessa cosa più o meno per tutti gli “attacchi terroristici” degli ultimi decenni.

        La risposta alle Torri Gemelle è stata quella di raccontare gli eventi come un atto di guerra di un qualche “Hitler” orientale, quindi invocare la clausola di mutua difesa della NATO ed inviare una armata ad invadere l’Iraq e l’Afghanistan. Alla fine il risultato promesso era quello della Germania attuale, decapitata nelle sue elite, decimata nella popolazione, ricondotta alla “democrazia liberale”. Uno “storytelling” che, come dicevo, si è ripetuto pari pari, nelle premesse quanto nelle promesse, per tutta una serie di altre “guerre di pace” e “primavere”.

        Invece, logicamente la reazione alle Torri Gemelle avrebbe dovuto essere una stretta di vite sulla “libera circolazione” di cose e persone che è il presupposto della Globalizzazione. Ad una lettura superficiale questa stretta si potrebbe associare ad una cosa che mi raccontavano da bambino, lo “isolazionismo americano” ma è abbastanza palese che è l’esatto contrario, la “libera circolazione” è quello che definisce gli USA e il suo contrario negherebbe l’esistenza degli USA e, di riflesso, del Mondo Nuovo che ne costituisce la estensione planetaria.

        Gli USA esistono con la premessa che chiunque può diventare “americano” se accetta di spogliarsi della sua identità e assume quella ricreata da zero che serve come”elemento unificante” del famoso “meticciato”. Una identità che, spogliata dalla fuffa, consiste nella funzione di produttore-consumatore o più precisamente, di pezzo di un macchinario consumistico, che accudisce le macchine e ne dipende. Se chiunque può anzi deve diventare americano significa che tutte le conseguenze devono fare parte della “morale” e della “normalità”. Una cosa che è molto ma molto evidente non tanto negli USA, dove l’atomismo individuale copre tutto con uno strato di “freak-ness”, quanto in Europa, nei salti mortali che sono stati fatti per raccontare le stragi, nelle cause e negli effetti. Per citarne alcuni, lo “storytelling” del “povero malato di mente”, quello del “fa parte del gioco se vivi in una metropoli cosmopolita”, per non dire del veramente divertente “non cambieranno il nostro stile di vita” pronunciato da un sindaco pakistano nello stesso momento in cui bisogna affermare che i terroristi sono “come noi”, hanno la “cittadinanza”.

        Riassumendo, direi che a noi serve esaminare più le conseguenze, cioè quello che è seguito, piuttosto che il “casus belli”. Tanto più considerando il fatto che le Forze Armate italiane sono costantemente impegnate, a spese nostre, a “mantenere la pace” in giro per il mondo, dove la “pace” e la “democrazia” si misura solo e soltanto con il criterio della “libera circolazione di cose e persone, che è abbastanza diverso dal significato della parola “democrazia” e che, sopratutto, non è nel nostro interesse ma al contrario, è una aggressione.

        1. Tutto giusto, ma è come costruire una casa senza le fondamenta. Come si fa a controbattere a queste conseguenze, se non ci capisce da dove originano, o meglio da chi e perchè originano?
          Sergio: non esiste alcuna “teoria” sulle torri gemelle.. è semplicemente un “lavoro in famiglia”. Al Qaeda e tutti i suoi successori, Al Nusra, i famosi “Elmetti bianchi” sono semplicemente una forza di mercenari a libro paga dell’Impero, utilizzati a piacimento, vuoi per ribaltare Assad, vuoi per “invocare la clausola di mutua difesa della NATO ed inviare una armata ad invadere l’Iraq e l’Afghanistan” come dice giustamente il signor Connor. Sono gli stessi che hanno ammazzato Gheddafi e sono gli stessi che hanno organizzato Nizza e Bataclan come una sorta di “pizzino mafioso” alla Francia per farla ritirare dal conflitto siano. A noi non hanno mai fatto niente perchè non siamo nulla, siamo una colonia totalmente asservita e senza spina dorsale, tanto che la nostra marina è ormai diventata la centrale logistica della deportazione schiavistica dall’Africa, ad esempio.

          1. Cosa c’è da capire?
            Siamo asserviti al Nuovo Impero delle Elite Apolidi che usano la “sinistra”, altrimenti auto-definita “progressisti”, come milizia coloniale per sottometterci.
            La domanda diventa “come si fa a combattere e vincere una guerra di indipendenza che necessariamente diventa una guerra civile?”

            La mia risposta alla domanda è che non possiamo. La disparità delle forze in campo è troppo grande. Nel giro di qualche generazione ci saremo dimenticati di tutto, il “meticciato” sarà realizzato compiutamente, gli Italiani saranno tutti “liquidi”, senza casa, senza famiglia, senza lingua, senza altra cultura che quella che gli viene imposta come insieme di “mode” del consumo. Anzi, non esisteranno più “Italiani” se non come gente che temporaneamente vive e transita in una regione chiamata Italia.

            In questa logica è anche abbastanza inutile continuare a menare il torrone con gli “interessi italiani” contrapposti a quelli “francesi” o “tedeschi”. Il Nuovo Impero Coloniale muove cose e persone infischiandosene dei confini, dei Popoli, delle Nazioni. Anzi, è più facile che metta in scena l’ennesima ripetizione dell’antico “divide et impera”. Voglio dire, è inutile lamentarsi perché la “Francia” ci da i calci negli stinchi se noi stiamo giocando un certo tipo di gioco, l’unico modo per non prendere (o dare) calci negli stinchi è non giocare. Noi non abbiamo il problema che certi Trattati sono in tutto o in parte contro i nostri interessi nazionali, abbiamo il problema che i nostri governanti, i rappresentanti eletti, i magistrati e milioni di compatrioti pensano e agiscono contro gli interessi nazionali. Tutta gente che si affaccia nei tinelli delle Elite Apolidi col cappello in mano a chiedere un tozzo di pane.

            Come ho scritto, bisognerebbe tirarsi fuori da tutto e reclamare la nostra indipendenza ma per farlo dobbiamo passare sopra la “sinistra” e sopravvivere alla repressione Globalista.

  2. Ho letto solo ora l’articolo di Blondet in cui riferisce le tesi di Alain de Benoist. Articolo molto interessante e condivisibile, quasi quasi mi comprerei il suo libro, ma in fondo sono già d’accordo con lui.
    Si vuole abolire persino la differenza tra uomo e donna, il sesso possiamo scegliercelo “dopo” (la nascita).
    Una vera rivoluzione antropologica, il “rovesciamento di ogni valore”. Ma non credo che Nietzsche immaginasse questo con la sua “Umwertung aller Werte” (vedo su Wikipedia che Umwertung è tradotto con “trasvalutazione” – a me non piace, ma sembra la traduzione per così dire ufficiale). I valori tradizionali sono obsoleti, sono radicalmente altri i valori che guideranno la nuova umanità.

    1. La “nuova umanità” non avrà nessun “valore”.
      In questo consiste la Anti-Morale che ci impongono dagli Anni Settanta, l’idea che non esista “giusto” e “sbagliato” ma che qualsiasi idea o comportamento abbia uguale “cittadinanza”. E’ il paradosso che cito ogni tanto del “vietato vietare” o deI “tolleranti intolleranti”.
      La “nuova umanità” sarà orientata solo dall’inseguimento del piacere e dalla fuga dal dolore, ogni singolo individuo chiuso nel suo universo isolato. Altro paradosso, sarà una “società” di “a-sociali”.
      Nello stesso tempo, lo vedi da te, la “nuova umanità” sarà completamente asservita alle macchine, perché le macchine distribuiranno il piacere e il dolore di cui sopra.

    2. Rispondendo ad un commento precedente scrivevo che i ragazzini di oggi hanno molte più informazioni e metodi delle generazioni precedenti. Per dirne una, lo scemofono che hanno sempre in mano e che serve per i video dei gattini, per il porno, per i selfie e poche altre cose, in realtà, in quanto “terminale di servizi”, potrebbe fornire l’accesso all’interno scibile umano.

      Però l’Umanità odierna viene travolta dalle informazioni perché queste non sono filtrate, selezionate, organizzate e non sa usare metodi di elaborazione perché ancora nessuno spiega quale metodo funziona e quale no. Nel momento che cancelli la “morale”, cioè “il modo giusto di fare le cose”, nel momento in cui togli alle persone ogni possibile riferimento, gli togli la capacità di fare delle scelte, di determinare e quindi di auto-determinarsi.

      Questo è esattamente lo scopo ultimo di tutta la faccenda. Imbottire la gente di “pseudo-cultura” che in realtà induce la incapacità di intendere mantenendo quella di volere. Induce la incapacità di scegliere e quindi di agire con uno scopo diverso da “voglio godere” o “devi godere”. Lo osserva anche Fusaro, inevitabilmente. Il Mondo-Di-Prima era un mondo in cui ai ragazzi si imprimeva l’imperativo “tu devi” mentre il Mondo Nuovo gli imprime l’imperativo “tu devi godere”. E godere è l’unica cosa che devono sapere fare. Questa è la ragione per cui se li guardi ti sembrano idioti. Lo sono, sono idioti nel senso etimologico, incapaci di essere e di fare altro che inseguire il proprio piacere, chiusi ognuno nel suo microcosmo personale.

      La famosa Famiglia del Mulino Bianco non viene demonizzata solo perché contraddice tutte le teorie “anti-qualcosa” ma perché ti presenta l’Umanità del “tu devi”, dove i “doveri” precedono i “diritti” e le persone si misurano dalla “virtu”, cioè dalla forza, con cui compiono i propri “doveri”. Ergo, la Famiglia del Mulino Bianco nega il suo contrario, la “esistenza liquida” dove ogni individuo è un universo separato, senza nessun vincolo con gli altri universi separati.

      Tornando alla scuola, mi è venuto in mente il racconto originario di Starship Troopers ( https://it.wikipedia.org/wiki/Fanteria_dello_spazio ), su cui hanno fatto poi delle trasposizioni cinematografiche che non rendono l’idea, come quasi sempre capita. In quel racconto di una distopia fantascientifica, la società è completamente militarizzata e per avere i diritti civili devi prestare servizio militare, che poi è come funzionava nell’antica Roma. Gli insegnanti sono tutti reduci decorati, spesso mutilati. Ecco, oggi viviamo in una distopia fantascientifica che è l’immagine speculare di quella di Heinlein.

  3. “Qualche giorno fa in tv, Corrado Augias ha detto un’apparente sciocchezza. Ha detto che essere di destra è molto più facile che essere di sinistra. Di primo acchito sobbalzerete: sapete bene, e io lo so benissimo per esperienza diretta, quanto è difficile essere di destra anche quando la destra è maggioritaria. Perché c’è una sottile riprovazione, se non una palese intimidazione e censura verso chi è di destra; hai la vita difficile nel lavoro, hai difficoltà a esprimere le tue opinioni, si configurano perfino reati se dici cosa pensi e traducono in fobia ogni amore verso la famiglia, la patria, la tradizione, la civiltà, la religione. Altro che facile.

    Però Augias voleva dire forse qualcos’altro. Essere di sinistra è più difficile perché vai controsenso cioè contro il corso naturale della realtà.

    In principio fu il comunismo e la sua essenza malefica fu l’abolizione della realtà: “il comunismo abolisce lo stato di cose presenti” proclamano Marx ed Engels. È il sogno di un mondo nuovo, di una società perfetta, contrapposta al mondo reale e alla società imperfetta in cui da sempre viviamo e che dovremmo sacrificare in nome di quella migliore che verrà. Il ’68 fu la versione aggiornata dell’irrealismo: il rifiuto della realtà nel nome dell’immaginazione, della natura nel nome del desiderio, della tradizione nel nome dell’emancipazione, dell’autorità nel nome della libertà assoluta, dei meriti nel nome dei diritti.

    Ma anche oggi la sinistra più sofisticata adotta una visione correttiva della realtà che viene chiamata non a caso politically correct, e che avversa la natura, l’esperienza, la storia, la tradizione, il senso comune, nel nome di un moralismo ideologico e lessicale che produce da un verso ipocrisia e dall’altro intolleranza. Ipocrisia perché non puoi chiamare le cose col loro nome, non puoi indicare la realtà per quello che è e per come l’hai davvero conosciuta nell’esperienza personale e tramandata. Ma se ti ostini a farlo, se non ti adegui e non ti correggi, incorri nelle sanzioni dell’intolleranza.

    La sinistra non accetta la natura, non accetta i limiti e i confini imposti dalla vita; respinge gli assetti consolidati nel tempo; disconosce o colpevolizza le molle naturali dell’umanità, da quelle economiche a quelle affettive, dalla legittima aspirazione al riconoscimento dei propri meriti e delle proprie capacità, alla motivazione personale del profitto e del miglioramento economico-sociale; dalla preferenza in amore e solidarietà verso i famigliari, gli amici, i connazionali, alla tutela delle proprie identità. Rovescia la realtà, ribalta l’ordine della carità e della vita, spezza il legame tra diritti e doveri, tra azioni e responsabilità, tra libertà e suoi limiti.

    Qui si manifesta quell’indole che Roger Scruton definisce oicofobia, l’odio per tutto ciò che è nostrano e la preferenza per tutto ciò che viene da fuori, dall’esterno, da lontano. Si potrebbe anzi compilare un elenco delle fobie serpeggianti oppure ostentate che sono agli antipodi di quelle – come la xenofobia, l’islamofobia, l’omofobia – verso cui viene sancita condanna e riprovazione: l’italofobia, ossia il rigetto del senso di appartenenza e di preferenza nazionale, la cristofobia, ossia la rimozione dei simboli della civiltà e della tradizione religiosa, la familofobia, ovvero il rigetto di tutto quanto riguarda la famiglia naturale, la paternità e la maternità, i legami di sangue, la casa. Prevale il razzismo etico in base al quale tutto ciò che proviene dalla realtà, dalla natura, dalla civiltà e della tradizione deve essere condannato e capovolto. Certo, la natura lasciata a se stessa è solo basic istinct, la realtà allo stato spontaneo è rozzezza, egoismo; l’identità non è inerzia, la tradizione non è ripetizione. Ma un conto è educare, formare secondo il precetto antico “Divieni ciò che sei”; un altro è liberarsi, disfarsi, divenire ciò che non sei, ma ciò che vorresti che fosse. Un conto è il realismo selettivo, un altro è l’utopia contro la realtà.

    Da questa scelta culturale di fondo discende sul piano pratico e politico quel continuo schierarsi contro il sentire comune, contro il buon senso, gli interessi e le preoccupazioni della gente. Trascurando la richiesta di sicurezza e di identità, la paura dell’ignoto e dell’oscurità, o viceversa lo spaesamento, la perdita dei confini, la piramide capovolta dei rapporti di cittadinanza, la preferenza a tutto ciò che viene da fuori e da lontano.

    Poi ogni tanto, nella terapia di gruppo si chiedono: ma dove abbiamo sbagliato, perché il popolo ci è contrario? Perché hanno dichiarato guerra alla realtà. Per carità, sempre nel nome della pace… Odiano, ma a fin di bene.”

    P.S. Per correttezza dovrei citare la fonte se no violo anche il diritto di autore. Ma perché sempre citare la fonte? Diceva un scrittore: usa pure i versi scritti da un poeta, li ha scritti per tutti, puoi servirtene come vuoi, sono diventati anche tuoi. A me i versi o i pensieri qui sopra piacciono, non li ho scritti io, ma li condivido. Spero piacciano ad altri.

    1. Sergio, la ragione d’essere di questo blog è proprio quella di scrivere quello che ti pare in maniera anonima. Oltre a non dovere mettere nessun dato personale, usando gli opportuni strumenti puoi nascondere a Vivaldi il tuo IP. Ergo, l’unico che decide della “correttezza” qui sono io e solo perché devo pubblicare i tuoi commenti.

    2. Comunque, è palesemente falso che “essere di sinistra” sia più difficile perché si tratta di idee e comportamenti scollegati dalla “realtà”.

      La “realtà” non esiste, è una rappresentazione che costruisce la nostra mente e che noi assumiamo come “oggettiva”, cioè separata da noi, esterna, per comodità . Se tu cambi le cose che la gente ha nella testa cambi anche la rappresentazione che la gente fa della “realtà”, quindi crei una diversa “realtà” che per questa gente è assolutamente “oggettiva”.

      Inoltre, se questo cambiamento va nel senso della regressione infantile, non si tratta di creare una nuova “realtà” ma di tirare fuori quella che la gente rappresentava durante l’infanzia. C’è tutta una letteratura in merito. Non ti sfugga, Sergio, che la Psicologia come disciplina si afferma nel momento e nei luoghi dove si concepisce il Mondo Nuovo. Per farti un esempio, tra le tante scemenze che ci sono state imposte negli Anni Settanta c’è lo “anti-specismo” da cui conseguono tutta una serie di sottoprodotti attorno alla “pseudo-ecologia”. Il capostipite dello “anti-specismo” era uno psicologo.

      Vedi: https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Ryder

      Essere “di sinistra” è facile perché ti riporta alla tua età pre-adulta. Era vero alla fine del Settecento e all’epoca era una invenzione dell’Alta Borghesia francese per esautorare l’aristocrazia terriera e rimpiazzarla. Era vero durante l’epoca moderna delle fabbriche e del proletariato composto da contadini inurbati a forza nei falansteri, epoca in cui si trattava di una guerra civile tra Borghesi (vedi affermazione del Fascismo) ed è vero oggi con la “Ideologia Liberal”, che è una favoletta perversa somministrata alle masse per preparare il Mondo Nuovo.

  4. I punti “dove” e “perché” sono chiarissimi. Avrei bisogno di chiarimenti sul “chi”. Sul fatto della sinistra e di come opera hai scritto anche in post precedenti, che mi sono andato a rileggere: insomma, la teoria che hai spiegato bene parlando delle “tre categorie”. Ma quelle che chiami Elite Apolidi come si collocano in questa categorizzazione? Chi sono? Non dico nomi e cognomi: sono parte della terza categoria o sono nettamente distinti? che caratteristiche hanno? Le chiami elite apolidi quindi presumo tu intenda che sono superiori per ricchezza e posizione sociale e non abbiano nazionalità (più che per ragioni legate alla perdita giuridica della loro cittadinanza di nascita perché, almeno così interpreto la cosa, sono talmente ricchi e potenti da poter spostare i loro interessi e se stessi tra una giurisdizione e l’altra e, di fatto, fregarsene delle leggi di un paese o un gruppo di paesi).
    Visto che mi pare un argomento complesso preferisco chiedere. Spero non sia una domanda balorda.

    1. Le Elite Apolidi odierne originano dalle Elite che hanno dato forma al mondo per come lo conosciamo. Sono le persone che appartengono ai massimi livelli del cosiddetto “capitale” e che hanno costruito le proprie fortune nell’epoca dei grandi imperi coloniali.

      Alla fine il Mondo Nuovo che stanno cercando di costruire altro non è che una società coloniale estesa all’interno pianeta, quindi per queste Elite non si tratta di qualcosa di “nuovo” ma di tornare alla loro epoca d’oro. Nota che per la gente stupida della “sinistra” il termine “meticciato” significa una società multicolore e festosa, invece il termine indica la società coloniale delle Americhe rigidamente divisa in caste su base “razziale”, coi risultati che sono li da vedere ancora oggi. Ergo, stiamo maneggiando uno dei tanti paradossi della propaganda, ovvero che si afferma il “razzismo”, che è il prodotto meccanicamente inevitabile del colonialismo, nel momento in cui si propaganda lo “anti-razzismo”.

      Per rispondere alla tua domanda, le Elite Apolidi sono i detentori del potere economico che viene dalla “Globalizzazione” e che, tramite questo potere, condizionano la “politica” mettendo dei loro funzionari nei ruoli chiave e condizionano la “cultura” imponendo la loro dottrina “anti-umanista” con lo “storytelling”, che è la rappresentazione del mondo, passato, presente e futuro, che viene passata ai Popoli come “dato di fatto” quando è una completa mistificazione, una somma di menzogne e paradossi.

      La Terza Categoria si compone di persone senza alcun talento ma con grande ambizione. Ambiscono a fare parte della Elite. Le loro fortune personali dipendono dalla clientela, cioè dalla affiliazione ad una “famiglia” delle Elite Apolidi, di cui poi eseguono le direttive, che siano i trattati come il MES o seppellire qualche cadavere nottetempo. Tra i livelli apicali della Terza Categoria e i livelli minimi delle Elite Apolidi non c’è una distinzione netta, per esempio la famosa “imprenditoria” italiana, nella sua natura familiare ed ereditaria, oltre un certo livello comincia ad imparentarsi con la “nobilità” storica e con quella anti-storica del Gruppo Bilderberg. Certe etnie, come quella del signor Soros, che tradizionalmente erano relegate nel maneggiare soldi senza possibilità di possedere terre e salire al rango nobiliare, oggi invece non hanno vincoli e te le trovi a dettare legge dappertutto.

      Vedi: https://www.corriere.it/economia/finanza/19_dicembre_02/gli-agnelli-la-repubblica-de-benedetti-gedi-sospesa-borsa-6cdd96b6-14db-11ea-b557-51f830ff2b1f.shtml

      Le Leggi sono la formalizzazione di quello che un Popolo vive come “morale”, cioè “il modo giusto di fare le cose”. I Popoli storicamente si localizzano con due metodi, i confini, cioè il legame di sangue e terra per cui la Francia è la terra dei Francesi e la lingua, per cui i Francesi sono quelli che parlano Francese. Le Elite Apolidi parlano tutte le lingue e non hanno alcun legame con la terra. Quindi non hanno nessuna “morale” e non hanno nessuna Legge.

      Al cosiddetto “uomo comune” impongono lo stesso modo di vivere, attraverso la riduzione ad infante. Lo “uomo comune” si muove per cercare il piacere e fuggire il dolore, che le Elite somministrano tramite le macchine. Le Elite invece si muovono sulla base del maggiore o minore potere, che gli consente di determinare le vite di tutti gli altri.

  5. “La cosa che più sconcerta di questa ideologia alla cirinnà, tanto per dare un nome indicativo del livello in cui veniamo precipitati, è la negazione della realtà, della natura, dell’umanità come le abbiamo finora conosciute e vissute: tutto quel che si chiamava ordine naturale, famiglia, genitori, figli, tradizione, cultura, è ridotto a stereotipo, cioè pregiudizio, convenzione rigida e antiquata, menzogna da cui liberarci. La nomenklatura europea sta sfregiando a colpi di risoluzioni la realtà, la natura, l’umanità anche se in apparenza sembra mossa da motivi morali e umanitari. Non possiamo far finta di niente. Intendiamoci, è solo un tassello, ma si sta costruendo un ordito che ha come bersaglio la famiglia e i sessi secondo natura. Se il Mes colpisce gravemente gli stati sovrani, il Ces – come riassumiamo la Convenzione europea sessuale, colpisce gravemente le famiglie naturali, i loro figli e le coppie genitoriali. Aiuto, Mamma e Babbo, la famiglia è finita nel Ces.”

    C’è però uno stereotipo incrollabile: la giusta remunerazione dei politici e dei furbastri. I loro stipendi non si toccano. “Siamo tutti uguali, certo, ma alcuni sono più uguali degli altri” (Orwell, La fattoria degli animali).

    1. Magari.
      Sarebbe tragico ma meno tragico di come è la realtà.
      La “nomenklatura” europea non sta “sfregiando la realtà”, sta invece eseguendo le direttive delle Elite Apolidi per fare in modo di uniformare l’Europa agli USA, che sono il modello che deve essere esteso a tutta l’Umanità. Quindi, la loro azione si appoggia su qualcosa di perfettamente reale, che già esiste. Devono solo imporla come modello e replicarla. Attenzione ad un dettaglio: la parola “sesso” è ambigua e in questo contesto dovresti usare la parola “genere”. Infatti, nel modello USA non devono esistere “ruoli di genere” ma nello stesso momento deve esistere la iper-sessualità come pulsione incontrollata. Lo “uomo” come essere dotato di pistolino non viene affatto negato, viene negato invece il ruolo di “uomo” nel senso “virile”, cioè misurato dalla “virtù”, la forza di essere “morale” e di compiere imprese, di dare forma al mondo. Conformemente allo “anti-specismo” di cui dicevo altrove, lo “uomo” è uguale, che ne so, al gatto o alla lumaca.

      Poi i “politici” e i “furbastri”, sempre in conformità al modello USA, sono pagati per la loro azione in favore del “gruppo di interesse” (o lobby) a cui riferiscono. Il pagamento non consiste semplicemente nello “stipendio” ma in tutta una serie di “benefit” economici e di altra natura, per esempio la possibilità di passare da un incarico ad un altro o quella di avere una rubrica di contatti negli ambienti che contano. Non penserai mica che un Renzi o un Conte appaiano dal nulla per prendere uno “stipendio”.

      Riguardo l’essere tutti uguali, è uno dei tanti paradossi, non deve avere un senso logico. Siamo tutti uguali nell’essere tutti diversi. E’ una affermazione-negazione. Ha più senso se lo leggi come “siamo qualsiasi cosa, quindi siamo niente”.

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Vivaldi