La commedia dei Cinque Stelle e la Tassa Unica

Ogni Popolo ha la sua tradizione letteraria, la nostra è quella della commedia. Cito: 5 Stelle, solo il 12% in regola con il rendiconto.

Il meccanismo è farraginoso. Lo stipendio di un deputato è composto da più voci: 5000 mila nette, più 3600 euro (per collaboratori ed eventi) e 3600 euro per affitti e diaria (decurtati in caso di assenze). Per il Movimento al deputato bastano 3000 euro per vivere. Il resto va speso o restituito. Il minimo da ridare è di 2000 euro al mese. La gestione di scontrini e spese fa impazzire molti e arrabbiare altri. Anche perché a questi versamenti si aggiungono i 300 mensili per Rousseau e quelli «volontari», a partire da 1500 euro per Italia 5 Stelle. E chi non paga? L’«audit» M5S minaccia maximulte, ma sono di dubbia legalità.
[…]
La laica inquisizione del Movimento prevede tre probiviri, al lavoro sulle segnalazioni. L’ultima traccia pubblica è stata data a giugno, quando si parlava di 109 procedimenti aperti. […] Nessuna forma di trasparenza, nessun sito, nessuna notizia su chi sia sotto processo e perché.

Nota, secondo quanto scritto dal Corriere, ogni Deputato prende 12.200 euro al mese. Sarebbe interessante sapere quanti dei “grillini” guadagnassero anche solo la metà, cioè 6.100 euro al mese, prima di essere “eletti”, dove “eletti” nel nostro caso significa sottoscrivere il loro contratto di “franchising” col “movimento”.

Comunque, fa 146.400 per un anno, 732.000 per cinque anni di legislatura. Se moltiplichiamo per i teorici “due mandati”, cioè dieci anni di lavoro come Parlamentare, fa 1.464.000 euro. Ovviamente netti, poi c’è la contribuzione e il successivo vitalizio.

Cosi, per ridere, affianchiamo l’articolo sui “rendiconto” dei Cinque Stelle a questo su una grande pensata del signor Cottarelli: La ricetta di Cottarelli contro l’ineguaglianza: “Una tassa globale”.

Se il commercio, i capitali, i movimenti di persone, i redditi sono globalizzati, perché non dovrebbero essere globalizzate anche le politiche di tassazione su tali redditi? Perché, in altri termini non dovrebbe esistere una World Tax Organization che almeno promuova una maggiore armonizzazione delle politiche di tassazione?

Giè, perché mai?
Dopo il “Dio Unico” che promuove il Papa, tale signor Bergoglio e dopo il “Popolo Unico”, ricchezza media, cultura media, sangue integrato del “meticciato” che promuove il signor Scalfari come “compito della Sinistra”, cosa ci vieta la “Tassa Unica”?

Glielo spiego io, caso signor Cottarelli. Le Guerre di Indipendenza combattute nei secoli passati partivano tutte da un principio ovvio, NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION, cioè un Popolo si rifiuta di pagare le tasse ad una autorità che non sia espressa dalla auto-determinazione di quel Popolo, cioè dalla sua rappresentanza.

Queste idee di “Globalizzazione” che continuate a propagandare voi funzionari delle Elite Apolidi sono palesemente incompatibili non solo con il concetto di “democrazia” ma, peggio ancora, con il principio di auto-determinazione. La cosa incredibile è che riusciate, tramite la propaganda fatta di sapiente mistura di blandizie e minacce, a convincere milioni di disgraziati a sostenere quei cambiamenti che li porteranno a ridursi in servi e schiavi.

Mi fa ridere che il signor Cottarelli espliciti una delle mie considerazioni consuete, cioè che se il “diritto a migrare” è incompatibile con gli Stati Nazionali, che quindi devono essere aboliti, nessuno è più tenuto a pagare le tasse, che fino ad ora erano imposte dallo Stato. Eccoci quindi alla necessità di spostare anche quella funzione al livello del “Governo Mondiale”. Però io mi chiedo e mi domando, visto che oggi il signor Conte Presidente del Consiglio afferma che la priorità del Governo è la “lotta alla evasione fiscale”, cioè se gli Italiani già adesso si rifiutano di pagare le tasse allo Stato, come pensa il signor Cottarelli di obbligare l’Umanità tutta a pagare la “Tassa Unica”. Cosi come il signor Conte pensa di mettere tutti gli Italiani sotto sorveglianza continua tramite gli strumenti tecnologici, vedi alla voce “Stato di Polizia”, mi sembra logico dedurre che Cottarelli immagini di applicare la stessa ricetta a livello planetario, A QUALSIASI COSTO e che lo scopo sia esattamente l’inverso dell’aforisma citato, cioè imporre l’esercizio del potere senza rappresentanza politica.

Torniamo quindi ai post precedenti sul fatto che la gente si fa mettere le catene addosso tutta contenta, ignara di tutto. Gli sembra tutto un gioco. Come coi bambini.

Dimenticavo. Io spero che il mio lettore, se esiste, non abbia la memoria corta, non sia “grillino” e non sia nemmeno “di sinistra”. In ogni caso, gli ricordo che il signor Cottarelli era la prima scelta del signor Mattarella, Presidente della Repubblica, per l’incarico di Presidente del Consiglio dell’ennesimo “Governo tecnico”, garante degli “impegni internazionali”, subito dopo le ultime elezioni politiche, quando il signor Mattarella si rifiutava di dare all’Italia un Governo “di destra” o un “governo euro-scettico”.

Erano i giorni in cui certi burocrati della “europa” ci dicevano che i “mercati” ci avrebbero insegnato come votare. Erano anche i giorni in cui i Cinque Stelle si vendevano come “anti-sistema”, quelli che avrebbero scardinato i “palazzi” come scatolette di tonno. Ecco, adesso sono dentro i “palazzi” aggrappati alle loro poltroncine per incassare il più possibile di stipendiucci e pensioncine, col terrore di essere “mandati a casa” come loro dicevano di volere fare con la “vecchia politica”.

Vedi la storia prontamente silenziata dai “media di regime” del MES o “Fondo Salva-Stati”, contro cui il Grillo anti-sistema inveiva nel suo finto “blog”. Cosi come, per altro, inveiva contro il PD, indimenticabile il siparietto dell’incontro con Renzi trasmesso in “streaming”, mentre adesso gli lecca i piedi.

Comunque, immaginatevi il Governo del signor Cottarelli. Il Governo del “World Tax Organization”. Poi pensate al Garante della Costituzione, il Presidente della Repubblica, che incarica il signor Cottarelli. Signori, mentre vi raccontano della “minaccia fascista” che incombe sull’Italia, si sta giocando tutta un’altra partita. Tragicomici il Salvini che si fa i selfie e il Di Stefano che rivendica le sue pagine di Facebook.

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    1. Sai cosa è veramente pazzesco?
      Che il Parlamento Europeo vada a confermare tutte le tesi di un ometto coi baffetti che fu Cancelliere della Germania nella prima metà del Novecento.

      Se ne rendono conto e sanno anche che una persona “normale” vede il disegno per via della logica elementare de “se, quindi, oppure”.

      Però contano sul fatto che il rimbecillimento forzato tramite la Scuola, i Media e la cosiddetta “cultura”, vedi la produzione di intrattenimento, abbia nel frattempo indotto nelle persone la incapacità di pensare in modo logico, oltre che l’assoluta ignoranza della Storia. Contano sul fatto che, grazie al lavaggio del cervello, oggi si può affermare qualsiasi cosa, anche la più assurda, la più palesemente falsa, ed avere “ragione”. Avere “ragione” a prescindere dall’avere torto.

      Addiveniamo al quesito dei quesiti: in un mondo di pazzi, chi è pazzo?

    2. Sì, Sergio
      una delle brodaglie di autorazzismo, di terzomondismo d’accatto, di ugualismo, piu’ virulente di mai.
      La peristalsi delle castalie eurocratiche funziona molto bene.
      Pura merda!

    1. Allora non ci capiamo. “Noi” intesi come Italiani e come Europei, dobbiamo estinguerci e questo è parte del Piano. Dobbiamo essere sostituiti dal “meticciato” creato dalle migrazioni di massa che replichi le società coloniali delle Americhe. A qualsiasi costo, perché le società coloniali implicano conflitti continui tra le caste che le compongono. Oltre ovviamente il costo della cancellazione dell’Europa storicamente intesa.

  1. Non sto leggendo mail in questi giorni, ma non mi dimentico degli auguri. Buon anno dalla terre dei moderni e mollaccioni vichinghi!

    1. La parola “viking” dovrebbe essere un verbo nella forma di gerundio e significa “razziando” da cui “quelli che vanno in giro a razziare”. Gli abitanti della Scandinavia si chiamavano “uomini del nord” (da cui Normanni) e in certi casi “danesi”.

      Buon anno, migrante.

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Vivaldi