Insisto, la “sinistra” è una malattia mentale

Dalla rubrica del signor Augias di Repubblica:
(A proposito di Trump, ndr) Perché un uomo non istruito e orgoglioso di esserlo è arrivato alla Casa Bianca? Proprio per questo: un uomo che si nutre junk food e non legge è perfetto per il suo elettorato.

Tralasciamo per un istante questo vezzo triste e insopportabile di ripetere gesti e argomenti che vengono dagli USA, come se fossero questioni di casa nostra, come se poi agli Americani importasse la opinione dei nostri “compagni”, che votano alle “primarie” ma non sono le stesse e votano i “democratici” ma, ancora, non sono gli stessi.

Leggo su Wikipedia:
Trump lasciò la Kew-Forest a tredici anni e si iscrisse presso la New York Military Academy (NYMA), (il classico collegio americano, ndr) dove compì tutti gli studi sino al diploma delle superiori. […] Trump frequentò quindi la Fordham University nel Bronx per due anni, incominciando gli studi nell’agosto del 1964, per poi trasferirsi alla Wharton School of Finance and Commerce dell’Università di Pennsylvania, dove frequentò una delle migliori facoltà di economia di tutte le università statunitensi. Durante questi anni di studio incominciò pure a lavorare nell’industria di famiglia, la Elizabeth Trump & Son, che prendeva il nome da sua nonna paterna. Trump conseguì a Wharton, nel maggio del 1968, il baccalaureato in economia.
[…]
Con un patrimonio stimato in 3,1 miliardi di dollari, è inoltre annoverato alla 766ª posizione nella lista delle persone più ricche del mondo stilata da Forbes nel 2018.

Se non fossero dei poveri malati di mente, dei casi umani, si domanderebbero per quale elettorato è “perfetto” l’attuale Segretario del PD, come dicevamo sopra, il “Partito Democratico”, uozamerica cansassiti, il signor Zingaretti, di cui Wikipedia riporta:
Si è diplomato in odontotecnica presso l’Istituto Professionale “Edmondo De Amicis” di Roma e si è poi iscritto alla facoltà di Lettere presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, senza conseguire la laurea.
[…]
A diciassette anni è tra i fondatori di un’associazione di volontariato antirazzista denominata “Nero e non solo”, impegnata nelle politiche dell’immigrazione e per una società multietnica e multiculturale. Alla fine degli anni ’80 è segretario della FGCI romana.

Ah, se non fosse chiaro, l’odontotecnico Zingaretti fonda una “associazione di “volontariato antirazzista impegnata nelle politiche dell’immigrazione” nel 1982-83.

Quando non esisteva ancora nessuna immigrazione. Io ero in terza liceo, c’era ancora la Cortina di Ferro, il Muro e le reclute russe combattevano in Afghanistan.

Questo dimostra una cosa, cioè che la “immigrazione” è tutto tranne che “spontanea”, si tratta invece di una strategia di ingegneria sociale su scala planetaria che parte da lontano ed è stata pianificata a tavolino. Il PCI di allora ci stava già lavorando, cosi come lavorava al “Governo Mondiale” del signor Berlinguer. Chissà se avevano anche programmato di fare le “primarie” e di chiamarsi “Partito Democratico”.

Intanto, altra parentesi tragicomica, il signor Checco Zalone, al secolo Pasquale Luca Medici, di recente ha osato fare della satira sulla immigrazione africana. Siccome non era immediatamente ovvio quanto fosse allineata questa satira rispetto alla associazione fondata da Zingaretti nei primi anni Ottanta, cominciano le indagini dell’Inquisizione. Signor Zalone, si affretti con la pubblica abiura, si penta, lanci qualche invettiva contro i “sovranisti”, partecipi a qualche raduno dove si canta Bella Ciao. Prima che dal “dossier” del Corriere si passi all’Avviso di Garanzia. Uomo avvisato…

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  1. Mr. Connor, aveva sopreso anche me questo interesse per i conti del signor Zalone, non essendomi fregato della polemica… ma leggendola sotto questa luce.. sono un’anima candida incapace di concepire tali aberrazioni. Di certo non potrei appartenere alla Terza Categoria. Satana è tra noi, ormai che avvolga tutto in fretta, perchè questa lenta cottura tra le spire dell’inferno fa ben più male di un’eroica morte no? So che non sarà d’accordo su quest’ultima frase, ma non possiedo la sua freddezza per avventurarmi in queste terre oscure… solo la consolazione di sapere che questa radiolina è accesa.

    1. Secondo me la prima cosa che ti sfugge è che Zalone, un nome d’arte, esiste solo come strumento di propaganda. Nel momento in cui non si dovesse prestare, sarebbe immediatamente cancellato e sostituito. Dato che possiede una certa notorietà, per impedire che possa fare contro-informazione, lo si demolisce sul piano della credibilità personale, prima con la campagna stampa e poi con la trafila giudiziaria. Lo sa benissimo, il nostro, quindi stai sicuro che si terrà alla larga da qualsiasi cosa non sia conforme.

      Ci sono personaggi “di fama”, editori, imprenditori, capi popolo, che che vengono presentati come profeti, contenitori di scienza e saggezza, se non di illuminazione divina, che hanno delle condanne definitive per omicidio sul groppone e per ogni sorta di truffa, tipo falso in bilancio, aggiotaggio, falso in atto pubblico, eccetera. Perché in quel caso la “comunicazione” funziona al contrario, invece di invocare la maledizione, sancisce la beatificazione. Vedi bene che nel confronto tra Trump, laureato nella migliore facoltà di economia e milionario e Zingaretti, col suo diploma di scuola professionale e che non ha fatto altro nella vita che il funzionario comunista, il primo è la personificazione del Male, quindi “ignorante e mangia la merda anti-ecologica”, il secondo del Bene, quindi “sapiente, saggio, mangia sostenibile”. Con sprezzo del ridicolo, perché Trump ha i migliori chef che cucinano per lui, gratis tra l’altro. Non solo, se non ricordo male devolve in beneficienza il suo stipendio da Presidente, vedi un po’ cosa fa Zingaretti.

      D’altra parte, se quattro scemi inneggiano al Duce, che nei fatti è come inneggiare, che ne so, a Tiberio Sempronio Gracco, si interrompono le trasmissioni Radio e TV per dare l’annuncio del cataclisma a reti unificate e si sguinzaglia la Digos e la Magistratura. Invece se migliaia di minorati e delinquenti mettono a ferro e fuoco una città, quelli sono Eroi del Bene, la “meglio gioventù” e manifestano un po’ di esuberanza perché costretti dalla bieca repressione militare.

      Le “morti eroiche” sono possibili solo quando alle spalle hai un Popolo che ti riconosce come eroe. Nel mondo senza confini e barriere, il mondo del “meticciato”, del “popolo unico con la cultura media e ricchezza media”, gli eroi possono essere solo quelli che esibiscono i simboli esteriori del “successo”. L’immigrato nigeriano quando manda il selfie a casa, si premura di pararsi come un “rapper” dei video di Internet, perché è convinto che quello mostri il “successo” e quindi il suo “eroismo”. Allo stesso tempo, data la premessa della regressione infantile, il “successo” non può (o meglio, non deve) essere associato alla “virtù”, cioè la forza di seguire una “morale” ed acquisire meriti. Il “successo” si misura su quante pulsioni soddisfi e le pulsioni non le soddisfi certo con una “morte eroica”, le soddisfi con gli sfinteri.

      Se non sbaglio nella tua città hanno rimosso la targa che commemorava il signor Quattrocchi, uno che si levava il cappuccio per guardare il suo assassino:
      “Fabrizio Quattrocchi (Catania, 9 maggio 1968 – Iraq, 14 aprile 2004) è stato una guardia di sicurezza privata italiana. È noto per essere stato rapito e ucciso in Iraq, dove lavorava per una compagnia di sicurezza, e per essere stato perciò insignito di una medaglia d’oro al valor civile alla memoria.”

      Nella tua città hanno anche celebrato questi eventi e santificato i passamontagna:
      “L’aggressore con la palanca, M. Monai, nel descrivere la situazione, dichiarerà al magistrato:
      «Il rumore era assordante ed io trovata a terra una trave, cominciai a colpire il tetto del mezzo; l’ultimo colpo lo diressi all’interno del mezzo il cui finestrino posteriore destro era già frantumato. Vidi per un attimo il volto del carabiniere che era posizionato nella mia direzione, ne colpii la sagoma, poi lo vidi accucciarsi. Mentre avveniva tutto ciò la gente intorno urlava frasi di disprezzo e minaccia nei confronti dei CC quali “bastardi, vi ammazziamo”. Non ho udito frasi provenienti dall’interno della camionetta ma in quel trambusto non posso escludere che siano state proferite» ”

      Curioso che tu viva da quelle parti con la tua “anima candida”.

      1. Ah, cito:
        “In memoria di Fabrizio (Quattrocchi, ndr), poco dopo il suo assassinio, l’imprenditore Flavio Briatore assegnò un vitalizio all’anziana madre, ufficialmente stabilito da atto notarile.”

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Vivaldi