La vita è godere

Ogni tanto ascolto Radio Radicale, che è una sorgente continua di interessanti aberrazioni. Hanno varie rubriche, per esempio “Fortezza Europa” che tratta di immigrazione, “Speciale Giustizia” che tratta di processi e magistratura, eccetera.

Sono completamente inconsapevoli della auto-ironia involontaria.

L’altro giorno ascoltavo la rubrica che tratta della necessità di liberalizzare l’uso di droga. Gli argomenti sono sempre gli stessi, la riduzione del danno, togliere il monopolio al crimine, il dato di fatto, eccetera. Ad un certo punto una signora afferma che lo Stato, col “proibizionismo”, in realtà vuole “vietare il piacere”.

Mmmm… ok. Accantoniamo per un momento gli Anni Settanta, come se questi cinquant’anni non fossero mai esistiti. Accantoniamo anche Soros, le Elite Apolidi, il Mondo Nuovo, eccetera.

Su Radio Radicale immaginano l’esistenza di un essere umano che non ha alcuna necessità ed incombenza tranne quella di inseguire il piacere. Non deve zappare il campo, non deve accudire un macchinario, non deve esercitare l’ingegno, non ha figli, non ha genitori.

Non siamo più Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre.
Alla donna disse:
«Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà».

All’uomo disse:
«Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!».

Il mondo di Greta, il mondo dei “cancristi”, cioè quegli esimi professori che sostengono l’Umanità essere il “cancro del pianeta”, nello stesso tempo è il Paradiso Terrestre nel quale senza accorgersi siamo ritornati. La Donna non partorisce e la “parità di genere” la emancipa dalla dominazione dell’Uomo. L’Uomo non suda per cavare pane dalla terra, non deve mangiare spine e cardi. L’erba è solo quella che da il “piacere” ed è li, liberamente disponibile a tutti, come libero sarà il godimento.

Se non è rimozione psichiatrica, è retorica da mestierante. Per esempio ecco il signor Severgnini che si accoda ai cantastorie del Nuovo Paradiso Terrestre e ci racconta come la “libertà di godere” sia e debba essere “dato di fatto” perché esiste la tecnologia che impedisce all’ubriaco di guidare l’automobile. Per estensione, basta aggiungere la stessa tecnologia a qualsiasi altro aspetto del vivere, quindi la macchina subentra come la mamma con l’infante ma non con regole e divieti, facendo amorevolmente le cose al posto tuo.

In pratica i Radicali e Severgnini ci propongono un nuovo Dio. Quello vecchio vietava il piacere e imponeva il dolore, questo invece ci fa ritornare feto nell’utero. Qui è inevitabile ricollegarsi ad uno “pseudo-filosofo” della “modernità” e nume tutelare dei “cancristi”, che straparlava della violenza del nascere e vivere, della cattiveria e insulto che è connaturato al fatto che vieni messo al mondo senza che ti sia chiesto il permesso. Che sarebbe meglio non esistere. Ecco, c’è solo l’aggiunta per cui, già che ci hanno costretti a vivere, almeno godiamo senza occuparci di altro.

La nostra società è un malato terminale e queste sono le “cure palliative”, cioè l’anestetico che ti toglie il dolore ma ti induce al coma che precede inevitabilmente il decesso.

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  1. Se non sbaglio Adamo ed Eva in paradiso se la spassavano: mangiavano e bevevano senza lavorare e immagino copulassero pure. E il godimento, la vita spensierata era anche l’ideale della repubblica di Platone e della Città del sole di Campanella. Come si può essere contro? Perché soffrire inutilmente?
    Certo la realtà che conosciamo è diversa: per godersela (un po’) bisogna farsi un mazzo così. La vita vera è tensione e allentamento della tensione, sistole e diastole. Dallo sforzo la soddisfazione. Che noia le repubbliche platoniche e le città del sole campanelliane (in queste ultime s’inventano continuamente nuovi giochi per sollazzare il pubblico, mica solo dama e scacchi o briscola).
    P.S. Chi è quello “pseudo-filosofo” a cui alludi?

    1. Alla tua prima domanda rispondo che l’esistenza per il godimento è una esistenza priva di senso, contrariamente a quello che il lavaggio del cervello ti vorrebbe far credere. Lo scopo della vita è esattamente il contrario, perché la consapevolezza richiede di distinguere il Bene dal Male e quindi di scegliere e di pagare il prezzo delle nostre scelte. Viceversa, invertendo il ragionamento, il prezzo che paghi per godere è rinunciare alla consapevolezza e alla facoltà di scegliere.

      In altre parole, Sergio, la cacciata dal Paradiso Terreste è il requisito del Libero Arbitrio.

      C’è una lunga lista di filosofi pessimisti ma il più noto dovrebbe essere:
      https://it.wikipedia.org/wiki/Emil_Cioran

      La dottrina Anti-Umanista degli Anni Settanta ha prodotto un big bang delle minchiate e nella tempesta di merda ci sono moltissimi epigoni di tutti i tipi e fogge, per esempio:
      https://it.wikipedia.org/wiki/David_Benatar

      Non ti sfuggirà che cantano nel solito coro, quello degli “intellettuali, professori” apocalittici che ritrovi ogni tanto nel blog del tuo amico Lumen.

      1. Mi potresti dare una definizione dell’anti-umanesimo? O meglio ancora: scrivici un bel pezzo su, così farai definitivamente chiarezza, almeno per me.. Ti leggo perché ti trovo interessante, sai un mucchio di cose, e su certe cose sono anche d’accordo.
        Io al libero arbitrio non ho mai creduto. Ogni pensiero e azione è una sintesi necessaria di molti fattori che nemmeno conosco o di cui non sono cosciente (pensa alle vittime della pubblicità).
        Nel godere o provare piacere non c’è niente di male, anzi tutti – mi sembra – ricercano il piacere o qualche appagamento. Che vivere unicamente per godere sia privo di senso o insoddisfacente lo ammetto. “Dare un senso alla vita” era il titolo di un libriccino che ci consigliava il nostro professore di filosofia, un sacerdote (noioso). Per un cristiano il senso era dato (amare e servire Dio in questa vita per goderlo poi nell’altra in paradiso, come recitava o recita forse ancora il catechismo, ormai tutto cambia, anche il padrenostro), che bisogno c’era di leggersi questo libro?
        Qual è per te il senso della vita? Chi lotta per sopravvivere o prova intensa gioia (per es. innamorandosi) non si pone il problema del senso della vita. Questa domanda sorge quando si ha troppo tempo da perdere (perché hai risolto il problema acuto della sopravvivenza) o quando non provi più gioia, sei depresso. Quando provi gioia mica ti chiedi perché la provi, che senso abbia. Per cui io dico che il senso è la gioia o lo stare bene al mondo. L’educazione una volta (direi fino agli anni Sessanta) era pura repressione (i salesiani erano degli aguzzini). Ti uccidevano, e prima dei famigerati anni Settanta. Chiaro che poi restavi anchilosato per il resto della vita.
        Cioran lo leggevo tanti anni fa e mi piaceva, ho tanti suoi libri in casa, ma non lo leggo più. Ricordo un suo libro dal titolo simpatico, “Squartamento”. Ma poi scopri che Cioran se la godeva, come pure Ingmar Bergman nonostante quei suoi lugubri e ormai improponibili film (“Come in uno specchio”, “Luci d’inverno”, “Persona”, “Sonata autunnale” ecc.- ma l’ultimo Bergman autobiografico mi è piaciuto moltissimo (Fanny e Alexander, Le migliori intenzioni, Sarabande, e senza dimenticare Scene di un matrimonio del 1972).
        E adesso spara pure a zero o toglimi il saluto. Come diceva Trombadori, comunista? “Ce tocca vince pure pe’ sti stronzi.”

        1. Facciamo invece che tu cerchi, leggi, ti informi?

          Ennesimo riflesso condizionato, pensare che qualsiasi cosa uno faccia o dica richieda il “like” del prossimo. A me non importa niente se ti piace quello che leggi. Mi importerebbe se tu mi spiegassi le ragioni per cui non concordi. Costa fatica, eh?

          Il “Libero Arbitrio” è una figura retorica, Sergio.
          Prende il posto del problema irrisolto della “autocoscienza”, del pensiero. Se vuoi un riferimento che forse ti destabilizza meno dei riferimenti religiosi, andiamo al “Cogito” di Cartesio, “penso, quindi esisto”, ovvero noi non esistiamo come insieme di reazioni elettro-chimiche ma come “volontà”, come “io pensante”.

          “Nel godere o provare piacere non c’è niente di male, anzi tutti – mi sembra – ricercano il piacere o qualche appagamento.”

          Evidentemente non ti scatta ancora l’interruttore. Nel “godere” non c’è Male o Bene perché a quel livello non c’è “io pensante”, ci sono solo le reazioni elettro-chimiche. Anche le lumache provano piacere e provano dolore e le lumache non conoscono Male e Bene.

          Questa è la perversione, ricondurre l’Uomo alla lumaca col trucco della regressione. Assolutamente falso che tutti ricerchino il piacere. Al contrario, nella Storia, che è la ragione per cui viene artefatta o rimossa, l’Umanità ha concepito due dottrine per rimediare al fatto che per esistere dobbiamo fare delle scelte e le scelte hanno sempre un prezzo. Una dottrina è quella edonistica, appunto ridurre l’Uomo alla lumaca. L’idea sarebbe che vieni macinato lo stesso dal tritacarne della vita, però smetti di pensarci. Idealmente smetti completamente di pensare e diventi pura “esperienza sensoriale”. Il Cogito cartesiano non è più “penso, quindi esisto” ma “sento mentre esisto”. L’altra dottrina è quella ascetica, che va nella direzione opposta. Ci si distacca completamente dai “bisogni della carne” e si diventa “puro spirito”, dove qui per “spirito” si intende “io pensante”. L’idea sarebbe che chi vive di sensazioni non è mai soddisfatto, vive nella perenne “fame” di altre sensazioni, di sensazioni più forti, più appaganti. Questa è la fonte principale del dolore e quindi la si rimuove smettendo di desiderare qualsiasi cosa. Non desideri cibo saporito, non desideri le donne, eccetera.

          “Chi lotta per sopravvivere o prova intensa gioia (per es. innamorandosi) non si pone il problema del senso della vita.”

          Altra affermazione assolutamente falsa. Solo i minorati non si pongono domande esistenziali. Se esistono dottrine filosofiche e religioni è perché gli avi arcaici, anche quando erano tra la vita e la morte, si domandavano il senso dell’esistenza. Se lo domandavano perché il loro “io pensante” non coincideva con lo “essere”, con le funzioni elettrochimiche.

          Mi vuoi dire che per essere “felici” bisogna essere scemi e non capire un cazzo? Bella scoperta. Però non è lo stato dell’essere umano medio, perché non è abbastanza scemo. La felicità è uno stato transitorio non tanto perché viene meno la stimolazione sensoriale del godimento ma perché esiste lo “io pensante” che ci porta alla astrazione dei concetti.

          “Cioran lo leggevo tanti anni fa e mi piaceva, ho tanti suoi libri in casa, ma non lo leggo più.”

          Appunto, Sergio.
          A me è evidente che ti mancano dei pezzi e ti mancano non per caso ma perché ti sono stati tolti di proposito e te ne sono stati inseriti degli altri, conformemente alla dottrina anti-umanista sottesa al famoso Piano delle Elite Apolidi. Io ho buttato Cioran dopo poche righe di lettura. L’idea che qualcuno abbia “tanti suoi libri” mi risulta… non so come dire, mostruosa, aberrante.

          Ti sopravvaluti, tu sei meno peggio di milioni e milioni di altri che sono stati ugualmente storpiati, condizionati. Non capita per caso che tu abbia in casa “tanti libri” di Cioran, che magari ti abbiano detto che Nietzche è il massimo dei filosofi, evitando accuratamente di dire che l’unica “conoscenza” (sofia) che puoi amare (filo) è quella del “mondo fisico”, che ha necessariamente una natura convenzionale. Il resto è inconoscibile e inesprimibile. Sparare a zero su ognuno sarebbe come svuotare il mare col cucchiaio. Mi sembra più produttivo andare alla fonte da cui emanano le direttive per tutti gli automi.

          1. Ti ringrazio di questa lunga risposta in cui ci sono cose che mi fanno pensare, ma lo stesso non ci siamo. Voglio dire: se m’imbatto in una scoperta, in una “verità”, “m’illumino d’immenso”, provo gioia, felicità (transitoria, certo). Mi capita spesso leggendo il mio filosofo di riferimento o addirittura il mio maestro, Ortega y Gasset, che scrive pure da dio, un grande stilista. Leggendo te invece devo concludere che sono uno scemo o un minorato mentale, il che non è piacevole, anzi è frustrante. Possibile che qualsiasi cosa io dica mi sbaglio? Conosco i miei limiti (non sono molto intelligente, lo so, l’astrazione non è il mio forte). Ma accidenti possibile che sia un tale stronzo? Non è tempo perso il tuo a rispondere a uno come me?
            Vabbè. Di nuovo grazie, sei sempre interessante, anche nella risposta qui sopra.
            Ovviamente non condivido il tuo giudizio su Cioran e di riflesso su di me. Avrà detto delle cretinate, fors’anche delle mostruosità – come tanti. Ma anche il più fesso o stronzo ogni tanto ci azzecca.
            Ma tu la resistenza la vuoi fare da solo?

          2. Sergio, io insisto da anni e anni nel dire che esiste una Elite Apolide, cioè trasversale rispetto ai Popoli e alle Nazioni, che ha studiato una strategia di lungo periodo per re-ingegnerizzare l’intera Umanità.

            Per attuare questo progetto, che io chiamo “il Piano”, usa una varietà di strumenti fisici e di metodi concettuali.

            Gli strumenti fisici sono il controllo dell’Economia mondiale tramite la famosa “globalizzazione”, il controllo dei Media, cioè di tutti i prodotti editoriali, che sia cronaca, cultura o intrattenimento, il controllo della Scuola e il controllo della Politica. Questo controllo si realizza piazzando i propri scagnozzi nelle posizioni chiave e, ovviamente, pagando.

            Gli strumenti concettuali per semplificare sono quelli della “Idelogia Liberal” che ha rimpiazzato progressivamente il “marxismo” e il “marxismo leninismo”, partendo dalle università americane e da li diffondendosi come “mainstream” in tutti gli ambienti di cui sopra e di conseguenza, nella vulgata popolare. Questi strumenti sono molteplici e riguardano ogni singolo aspetto del vivere, dalla sessualità al lavoro, dalle favole all’astrofisica. Qualsiasi sia la cosa specifica, prendiamo, che ne so, il “veganesimo” e lo “anti-specismo” oppure la pseudo-cultura dei “guru indiani”, l’unico scopo della faccenda è attaccare e demolire la cosiddetta “Cultura Occidentale”, non tanto e non solo nel presente ma sopratutto andando a ritroso nel passato.

            Ora, non sei tu un minorato, siamo tutti noi.
            E’ inevitabile visto che siamo nati e abbiamo vissuto come vittime di questo Piano. L’unica differenza tra uno e l’altro consiste nel fatto che in pochi casi isolati, davanti alle evidente menzogne e ai paradossi della “Ideologia Liberal” e delle sue emanazioni, scatta l’interruttore del “ma come? ma perché? ma quando? ma chi?”. Quando ti scatta l’interruttore cominci a risalire all’indietro e dalla piccola crepa che hai notato nell’insieme che ti avevano presentato come “dato di fatto”, scopri Matrix. E’ una epifania. Scopri che tutto quello che credevi di sapere è falso. Non solo, scopri che è falso perché dietro c’è una intelligenza maligna che ti vuole manipolare con le menzogne e i paradossi.

            Io non ti dico che ti sbagli perché tu non proponi nessuna tesi che io non conosca in partenza. Le tesi che proponi, vedi il caso di Cioran, sono una ripetizione meccanica del dettato delle Elite Apolidi, le ho incontrate molti anni fa e le ho messe dietro le spalle. Non ti dico che ti sbagli ma che tutto quello che credi di sapere è falso, artefatto, è una menzogna. Posso fare come Morpheus con Neo, posso dirti che è tutta una finzione ma non posso portarti oltre questa rivelazione se tu non ci vuoi andare. Quello è una traversata del deserto che devi volere fare tu e che devi condurre per conto tuo.

            Su Cioran non hai capito il punto. Ci sono diecimila scimmie che battono tasti a caso. Dato un tempo infinito, una scimmia scrive un romanzo. Il problema è che il “valore” del romanzo non lo decide la scimmia che non ha quella facoltà, non lo decide nemmeno il lettore che non è auto-determinato. Lo decide invece una entità superiore che sceglie cosa il lettore deve leggere, quindi sapere e quindi come deve pensare e rappresentare il mondo. Tu non hai scoperto Cioran per caso, te l’hanno messo sotto il naso. No, non tutti sono scemi, non tutti scrivono cazzate. Sopratutto, qui viene il bello, non tutte le “idee” sono “uguali”, non tutte le “opinioni” devono essere “rispettate”. Ci sono idee che si tramandano da millenni, altre che hanno il valore di una scoreggia, altre ancora che sono un veleno, fabbricato apposta e somministrato per uccidere le menti.

            Sulla resistenza, torno a dire, io posso dirti che siamo dentro una distopia fantascientifica ma non posso fare altro. Tutto il resto dipende da te. Se volessi partecipare ad un evento con tanti “addormentati”, andrei agli incontri delle “sardine”.

          3. Che poi, Sergio, il fatto che tu legga quello che scrivo e concluda che sei scemo è esattamente lo scopo di questo blog. Io ho la necessità che tu ti senta uno scemo e che, come ho detto, cerchi, leggi, ti informi, mettendo in discussione quello che credi di sapere, quello che credi di essere.

            Io non ho bisogno di farti piacere, tutto al contrario, ho bisogno di prenderti a calci nel culo. Altrimenti tu non ti sveglierai mai e continuerai come hai fatto fino ad ora. Tu e milioni di altri che vivono inconsapevoli del Piano.

            Confondi i tuoi “limiti” col fatto che ti hanno messo dentro una scatola. Io non so correre veloce come un centometrista olimpionico, però posso camminare o se devo, strisciare, per i cento metri. Prima o poi ci arrivo. Il problema non è il “limite”, il problema è rimanere fermi perché non si vede la ragione per muoversi, perché non ci sono domande e risposte da cercare.

  2. Come esteta ed edonista anche io, dalla parte opposta, osservo con orrore questo appiattimento liquefacente.
    Per una semplice, osservazione dei fatti: il piacere ed il dolore, la fatica e l’agio, il godere e il soffire, etc. sono aspetti duali, uno non puo’ esistere senza l’altro.
    Quindi il godimento continuo (che e’ l’alter ego della sofferenza continua, purificatrice di un tempo, tradizionale) non funziona, non funziona assolutamente.
    Per copulare con intensita’ devi astenerti dal farlo, per il piacere della gola devi passare dal digiuno, per il benessere dopo la fatica devi passare proprio … per la fatica.
    Ad esempio osservo con disgusto ed orrore panettoni e pandori nei negozi e negli stomaci da Tuttissanti in poi e la svogliatezza, la nausea al momento della celebrazione, del Natale o, se non credi, della festa sostiziale.
    E’ esattamente la negazione del piacere al momento giusto, al posto giusto ovvero la negazione del piacere.

    1. Sono in difficoltà.
      Per rispondere a questo commento devo comprimere un universo dentro una scatolina.

      Ci provo anche se so già che non otterrò alcun risultato perché qualsiasi cosa scriva, è auto-evidente.

      Per copulare, che sia con intensità o meno, devi arrivarci seguendo una lista di priorità. Per capirci, non puoi copulare se non dormi, non mangi, non bevi, sei in stato di ipotermia. Non puoi copulare se le persone attorno a te non dormono, non mangiano, non bevono, sono in stato di ipotermia. Il fatto che la vita consista in una lista di priorità implica che tu debba decidere cosa sta sopra e cosa sta sotto e quindi che tu distingua il Bene dal Male.

      Arriviamo quindi al punto che non puoi copulare se non distingui il Bene dal Male.
      A meno che tu non sia una lumaca e quindi tu esista solo come meccanismo biologico di azione-reazione. A quel punto copuli come respiri o come ingerisci nutrienti e espelli gli scarti.

      Per quale ragione qualcuno vorrebbe che tu fossi una lumaca?
      Perché in quel modo tutto quello che sta attorno al tuo esistere come reazioni chimiche, quindi l’ordine dal caos, la lista delle priorità, la decide questo qualcuno e non la decidi tu. Tu la subisci, ti conformi, come la lumaca che se fa caldo si chiude nel guscio e se piove esce dal guscio e estroflette le antennine. Chi determina l’ordine nel quale tu vivi come lumaca è il tuo Dio.

      Tornando all’esempio di Adamo ed Eva che facevo sopra, i Radicali ti propongono un nuovo Dio, che ti vuole rimettere dentro il Paradiso Terrestre, chiedendoti in cambio solo di rinunciare al Libero Arbitrio.

      No, non c’è una dualità.
      Faccio un altro esempio banale per capirci. La fame è un concetto univoco ma la risposta alla fame è qualsiasi cosa che non sia tossica. La fame è il segnale che devi nutrire il corpo ma puoi rimanere settimane senza mangiare, viceversa se non bevi per qualche giorno, muori. Quindi non c’è la situazione “fame-mangiare” o “copula-astinenza”, c’è ancora una lista di priorità che definisce il contesto in cui ti muovi, nel quale esisti. Anche perché, raccontami tutte le fole che vuoi, nelle ventiquattro ore il mangiare o il copulare si estingue nell’ordine dei minuti. C’è una ragione, tutto il resto del tempo serve per determinare il contesto dove puoi mangiare e copulare.

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Vivaldi