Ideona per la sinistra

Bersani intervistato da Repubblica, circa la necessità di creare un altro “partito di sinistra”, anzi, un “partitone”.

Per il lettore che non c’era o che ha la memoria corta:

1991: PCI -> PDS (Quercia) -> 1998: DS -> Ulivo -> 2007: PD

Anche le Sardine devono partecipare al nuovo partito?
“Mica solo loro. C’è un mondo civico, cattolico, del volontariato. Gente che non può sentirsi dire quello che disse Berlinguer a noi del ’68: entrate e cambiateci. Questi soggetti vogliono essere protagonisti”.

E come si comincia?
“C’ho una idea. Un grande appuntamento programmatico, apertissimo, che parta da tre questioni. La risposta della sinistra moderna alle tre grandi transizioni: ecologica, demografica e tecnologica. Titoliamo una serie di proposte che siano propulsive ma anche protettive rispetto alle conseguenze sul popolo di queste transizioni. L’esito del percorso lo lascio al tavolo. Se va bene, sarà un un partitone. Al peggio sarà comunque un nuovo nucleo familiare”.

La cosa surreale è che Bersani non è ai giardini circondato da altri vecchietti che lo perculano per le sue sparate.

Le “tre grandi transizioni”.

Le “proposte propulsive e protettive”

Lo “esito del percorso” che si lascia al “tavolo” e se va bene, sarà un “partitone”.

D’altra parte è surreale che ci sia un Governo presieduto da una persona che non si sa da dove venga e sostenuto da una maggioranza di PD e M5S. Surreale che milioni di italiani votino PD e M5S. E’ come guardare un film di animazione con le galline e le oche che parlano.

La cosa bella è che fino alla Crisi di Governo o fino alla fine della Legislatura, il rendimento degli investimenti cresce, perché questo Governo e la Maggioranza sono simpatici alle Elite Apolidi. Vi faccio una profezia, appena all’orizzonte si affacciasse una Maggioranza diversa, i “mercati” ci insegnerebbero ancora una volta come stare al mondo. Quindi, per chi ha due soldini in banca, conviene che il Governo del Nulla rimanga in carica e che i Parlamentari rimangano a Roma a godere delle note mollezze locali.

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  1. Il “democratico” che imporrebbe lo ius soli ai democratizzati a prescindere (sue parole) sul fatto che l’80% di questi sono contrari.
    Il fatto che si arrivi al vigesimosecondo o trigesimoterzo nome in pochi lustri non e’ altro che questi sono bandierine al vento che passano da “L’utero e’ mio e me lo gestisco io” a “I diritti (?) alla genitorialita’ di un criceto, una centralina elettronica e un vegan omosessuale” a diventare genitore uno due e tre di un pargolo fabbricato da una subumana “l’utero e’ tuo ma anche mio – siamo o non siamo comunisti!? – e te lo gestisco io”.
    Da questa roba esce tutto e il suo contrario. I nomi seguono.
    Basta che siano un po’ altisonanti e gli allocchi utili idioti seguono sempre.

    1. La “sinistra” è una malattia mentale.
      Alcuni ci nascono, la maggior parte ci viene portata apposta da quelli che poi ci fanno i milioni sopra, come i citati Lerner e Saviano.

  2. Io non so cosa siano ‘ste sardine.
    Trovo sgradevole l’immagine, l’odore, la consistenza, il profilo. Evidentemente vale anche lo “Ognuno ha i simboli che si merita!”.
    Sbircio qua e la’ di alcuni robusti rimbrotti che qualche pensatore non-conforme somministra a ‘ste sardine ma ritengo che sia tutto sprecato.

    1. Le “sardine” sono un “fenomeno mediatico”, cioè un pallone d’aria gonfiato dai “media” asserviti e in essenza sono la incarnazione ennesima del “giovanilismo” degli Anni Settanta. La “beat generation”, i “capelloni”, “hair”, eccetera.

      Guarda questo video:
      https://www.youtube.com/watch?v=ZeVZdUlVUvY
      Per darti un riferimento, da bambino lo suonavo nel mangiadischi, era un 45 giri dei miei genitori quando erano fidanzati. Avevo anche Gianni Morandi.

      Il simbolo per i nostri compagni è meno ovvio di come potrebbe sembrare. Quello che ci vedono è appunto il riferimento all’America della “contestazione giovanile” e questo riferimento si inserisce nel loro “pantheon” dell’America “democratica”, Kennedy, Martin Luther King, il Vietnam, bla bla.

      Al tempo in cui nell’America reale succedevano quelle cose, in Italia c’era ancora la strettissima ortodossia sovietica e la schizofrenia del PCI “governativo” e insieme “rivoluzionario” stava per dare la stura alla “sinistra extraparlamentare” che a sua volta avrebbe partorito la guerriglia convinta di proseguire la “resistenza”. Erano appunto gli anni in cui Feltrinelli della omonima casa edistrice stampava manuali di sabotaggio e poi moriva mentre piazzava dell’esplosivo.

      Quando è venuto giù il Muro i nostri compagni si sono resettati rispetto all’origine e adesso stanno ripercorrendo gli Anni Settanta con l’ortodossia “liberal” invece che quella “leninista”. Riscrivono tutta la loro storia, adesso al cineforum di Fantozzi non fanno più le repliche della “corazzata Potemkin” ma rassegne sul genere “new age” che partono dai Figli dei Fiori e arrivano a Greta. Ogni tanto gli scappa un automatismo su Piazzale Loreto ma il loro Fascismo non è più la “Borghesia” o il “Padronato”, non lottano più per la “Classe Operaia”, lottano per il “meticciato”, la “ecologia”, il nuovo-vecchio repertorio.

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Vivaldi