Radio noia o del bere

bastano cinque bicchierini di vodka uno in fila all’altro per lasciarci la pelle. … Il corpo ha tre sistemi per difendersi dall’alcol: il vomito, il respiro che lo elimina al 10-15 per cento attraverso i polmoni, il fegato che lo neutralizza all’80 per cento con l’alcoldeidrogenasi. Ma questo enzima nei ragazzi fino a 18-19 anni non c’è. Già quindici minuti dopo aver bevuto, tutto l’etanolo è in circolo nel sangue. Ecco spiegate le stragi sulle strade.

Oggi è di moda il binge drinking, bere per stordirsi. Chi va in discoteca ha il 31,9 per cento di probabilità in più di ubriacarsi, rispetto al 7,8 di chi non la frequenta. E ingollare drink a garganella aumenta di 70 volte le probabilità di un’epatite acuta fulminante con coma.”

Fino agli anni Novanta non era così. È morta la famiglia. Solo l’1-2 per cento di chi è seguito dai genitori si ubriaca, negli altri casi arriviamo al 18. Alzi la mano chi non ha mai bevuto alcolici, chiedo agli studenti: lo fanno solo gli islamici. Chi si è ubriacato una volta? La alzano 60 su 100. Chi lo fa ogni settimana? Il 5 per cento. Oggi si vendono cocktail buonissimi, dolci, molto economici, scorciatoie sicure per l’eccitazione e la disinibizione.”

Articolo: Alcolici prima causa di morte dai 16 ai 22 anni.

Se a qualcuno serve ricordare come era il Mondo-Di-Prima, che è stato cancellato dal Mondo Nuovo, il mondo delle Sardine, il mondo dei Radicali con le loro rubriche Sors-surreali:

“… per le tonsille arrivava l’otorinolaringoiatra da Reggio Emilia. Mentre le madri tenevano fermi i figli, con una pinza le strappava senza anestesia. Al vedere il fiotto di sangue che schizzava dalla gola, svenni.

Ah, per mettere le cose nel contesto storico, eccovi un altro spunto di riflessione: La legge 28 febbraio 1990, n. 39 (detta anche legge Martelli dal suo promotore Claudio Martelli) è una norma della Repubblica Italiana,che disciplinava alcuni aspetti dell’immigrazione in Italia.

Il momento fondativo fu il 3 febbraio 1991, quando a Rimini, a conclusione del XX Congresso del PCI, la maggioranza dei delegati sancì il cambio del nome e del simbolo del partito, sostituendo la falce e martello con una quercia alla cui base rimaneva comunque il simbolo rimpicciolito del PCI come elemento di congiunzione alla tradizione comunista italiana.Il 14 febbraio 1998 il PDS, al termine degli Stati Generali della Sinistra, approvò l’apertura a gruppi provenienti dalla tradizione laica, socialista e ambientalista, cambiando ulteriormente nome in Democratici di Sinistra.

Cosa dice il signor Bersani nel post precedente?

C’è un mondo civico, cattolico, del volontariato.La risposta della sinistra moderna alle tre grandi transizioni: ecologica, demografica e tecnologica. Titoliamo una serie di proposte che siano propulsive ma anche protettive.”

Intanto a Metropolis:

Sul palco stanno suonando i combattivi Modena City Ramblers, «Alza il pugno Sardina rivoluzionaria». Vengono raggiunti sul palco dalla Bandabardò per una «Bella ciao» molto partecipata.

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  1. Commento disorganizzato:
    1) Tra i musulmani la famiglia ha ancora un valore centrale a tutto (nel bene e nel male).
    2) In Svezia (per esempio) la famiglia è distrutta (“hanno liberato i bambini dalla dipendenza dai genitori”, cfr: “The Swedish theory of love”) e nel weekend bevono come animali sempre (gli svedesi… gli immigrati non so, anche se comunque ci sarebbe da dire a riguardo di quello anche…).

    Spero che i miei figli non si mettano a bere come animali (io non bevo nè fumo… speriamo)

    Non voglio intendere che bisogna diventare musulmani eh! Però il mondo sta diventando davvero brutto… davvero la decadenza si nota, a Metropolis…

    Se ripenso al “Fatti non foste per viver come bruti, ma a seguir virtute e canoscenza”…

    1. I tuoi figli, a meno che tu non li seppellisca in qualche fogna teocratica per trogloditi, vivranno nella contemporaneità definita dalle Elite Apolidi e attuata dai loro scagnozzi.

      Saranno obbligati ad una scelta. Non è solo il bere, per esempio contestualmente stanno “liberalizzando” le droghe perché affermano che è una abitudine ricreativa. Piuttosto, la contemporaneità impone di impostare la vita avendo come unico fine il “godere”, come ho scritto in un post precedente. Qualsiasi aspetto del vivere deve essere immediata soddisfazione delle pulsioni, delle voglie, senza alcuna mediazione. Certo, c’è il rischio di morire di godimento ma lo scopo non è solo ridefinire l’individuo dal “tu devi” al “tu devi godere”, come dice anche quel marxista di Fusaro. Lo scopo è ridefinire il “sociale”, scardinando ogni riferimento e ogni struttura, creando un fluido composto da particelle isolate, che sono tenute insieme solo dai legami tenui del “godere” e del vivere parossistico e insieme servile che ne consegue. Gente che non ha famiglia, non ha avi, non ha passato, non ha futuro, non ha alcun radicamento, non ha alcun riferimento.

      L’alternativa è non conformarsi alla contemporaneità e cosi facendo, diventare un “outcast”, un fuoriuscito. Una cosa che va nella direzione opposta a quello che i ragazzi sono portati a fare per natura, cioè cercare la conferma dei propri pari.

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Vivaldi