La banalità del Male

Il Corriere ci informa che è sono stati rinvenuti dei rapporti sui “crimini comuni” commessi dagli Alleati durante l’invasione e nell’immediato dopoguerra.

Poco sotto l’elenco di tutti coloro a cui la relazione è stata mandata: in primis la presidenza del Consiglio, poi il ministero degli Esteri, quello degli Interni e il comando generale dell’Arma dei carabinieri. E di seguito alcuni dati riepilogativi: quelli sugli «incidenti automobilistici» che hanno provocato 1.250 morti «tra il settembre 1943 e il dicembre 1944». E che diventano 3.047 in un altro focus esteso al giugno 1947.

E poi: «342 omicidi, risultante di atti spavaldi e malvagi prodotti da militari avvinazzati» dediti «a molestie alla popolazione civile, specialmente donne, sia nella pubblica strada, sia nelle abitazioni private». Quanto alla cifra su furti e rapine (6.489) «pur considerevole, è da ritenersi molto inferiore a quella reale per il fenomeno —spiegabilissimo — della mancata denuncia per il timore del peggio».

Ci sono cose non dette e/o rimosse di proposito dalla propaganda che ha reinventato la fine della guerra. Come quello che si può dedurre da questa citazione:

Un «rapporto segreto» rivela che dopo la fuga dei tedeschi dalla linea gotica «ogni casa fu visitata e tutti gli effetti dei civili sistematicamente asportati». «Nella maggior parte gli abitanti rimasero unicamente con i vestiti che in quel momento indossavano».

Io non mi “indigno”, parola di moda, ne per questi fatti ne per quelli compiuti dai “partigiani” che sono una delle tante piaghe incancrenite per via della mistificazione operata dai Comunisti. E’ nella logica delle cose di una invasione e di una guerra civile. Però sono un tantino infastidito quando la gente assume come “verità” sia le plateali menzogne che le cose dette e non dette. In altra sede dicevo che chi canta “Bella Ciao” è inconsapevole di tante cose. La più ovvia di questi tempi è l’auto-ironia involontaria a proposito del concetto di “invasore” di fronte ai “nuovi italiani”. Più in generale, la idea falsata del contesto dell’Italia di allora. Per esempio, che i Tedeschi fossero barbari calati in Italia per darsi alla strage e al saccheggio quando invece erano qui con l’ordine di contrastare l’invasione degli Alleati e, pur nella situazione disperata in cui si trovavano, mantenevano ordine e disciplina. Infatti, tranne i casi estremi che poi sono stati ampiamente pubblicizzati delle rappresaglie contro la popolazione civile in occasione degli attacchi della “Resistenza”, i reparti tedeschi in Italia si ritiravano senza fare tabula rasa di cose e persone. Sarebbe interessante ma probabilmente non si saprà mai, vedere cosa fecero alle popolazioni le Armate sovietiche sul fronte orientale.

Guardate i grafici del rapporto oggetto dell’articolo.

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Vivaldi