Mussolini fiuta l’aria

Ovvero, sul perché la “sinistra” deve sospendere (leggi “abolire”) la “democrazia” per il nostro bene. O perché nel portarci verso il “radioso avvenire” deve sopprimere Popoli, Nazioni e Stati.

Il Corriere ci offre una occasione d’oro per migliorare la nostra “kultura”. In che cosa Benito Mussolini sembra un leader populista di oggi?

Il signore ripreso in primo piano, Antonio Scurati è autore del libro “M. Il figlio del secolo”. A parte i baffetti borderline, notate che ha più o meno lo stesso look del signor Bonaccini e non crediate che sia un caso. Pare che i “think tank” abbiano deciso che bisogni abbandonare la camicia bianca di Renzi per un look più mefistofelico alla Steve Jobs. Intanto, Scurati ci fa una lezione ex-cathedra sul fatto che i “leader populisti” si ispirano a quel mostro di Mussolini.

Cita due aforismi, nel primo Mussolini afferma di essere “bestia” e di fiutare l’aria, nel secondo Mussolini afferma di essere “uomo del dopo”, cioè di cavalcare l’onda degli eventi.

L’intellettuale che ci istruisce propone quindi la tesi delle tesi: Mussolini è il prototipo del “leader delle masse” che guida la folla “non precedendola verso obbiettivi alti e lontani che magari la folla non è in grado di scorgere ma seguendola e assecondandone quegli umori (“neri”), quei malumori che lui fiuta“.

Qui io vedo tre ovvie perversioni.

La prima perversione consiste nel fatto che al Corriere pensano che il lettore sia un idiota semi-analfabeta, che si beva la propaganda dozzinale come un automa perché non ha difese.

La seconda perversione consiste nell’uso di una retorica elementare che gioca con le parole per sostenere tesi precostituite e banali. Per il primo aforisma un lettore del Corriere che non sia un mentecatto può rispondere al signor Scurati che “l’aria” che Mussolini e suoi eventuali epigono fiutano non è quella delle scorregge che escono dalla “pancia putrescente” della “folla”, non è l’odore degli “umori neri” ma è il presagio di quello che sta per avvenire nella Storia, è l’equivalente del volo degli uccelli o della lettura delle interiora degli animali sacrificali che ispirava le imprese degli Eroi antichi. Ad esempio, due profezie lette come la necessità che gli Spartani sacrifichino il proprio re per salvare la Patria e il consiglio agli Ateniesi di salvarsi con le navi. Erodoto scriveva:

Piangi la morte di un re della casa di Eracle – perché non la forza di leoni o di tori li terrà – forza contro forza; poiché hanno il potere di Zeus – e non saranno controllati fino a quando uno di questi due ne verrà consumato.”

“Il lungimirante Zeus ti offre , Tritogeneia ( Athena ) un muro di legno – solo questo resterà intatto e tu potrai aiutare i tuoi figli.

Circa l’aforisma sullo “Uomo del Dopo”, facciamo finta di non sapere che Mussolini cerca di affermarsi nell’immediato “dopo” la Grande Guerra. Non parla ovviamente di un “dopo” eterno, fuori dallo spazio/tempo ma di quel preciso “dopo” in cui si trovano lui e tutti gli Italiani. Un “dopo” che è il passaggio tra l’Italia monarchica e aristocratica e l’Italia borghese, il passaggio tra l’Italia rurale e arcaica e l’Italia industriale e moderna, il passaggio tra l’Italia pre-unitaria e l’Italia Nazione, infatti alcuni vedono la Grande Guerra come l’ultima Guerra di Indipendenza.

La terza perversione è il non-tanto-sottile inganno con cui si definisce come deve essere il “politico”, quale sia il suo ruolo. Se Mussolini rappresenta l’archetipo del “leader populista” che asseconda gli “umori neri”, che segue la “folla”, i “veri politici”, i “veri leader”, sono quelli della “sinistra”, partendo da Lenin e arrivando a Zingaretti. Gente che nelle parole del signor Scurati “precede” la folla, conducendola, volente o nolente, verso la terra promessa di obbiettivi “alti e lontani” che la folla non è capace di immaginare o comprendere.

Il “vero leader”, il “vero politico”, nella follia di Scurati è il signor Bersani che va in TV a vantarsi che se lui avesse il potere di farlo, emanerebbe d’imperio la “legge sullo Jus Soli” domani mattina e non gli frega niente se l’ottanta per cento degli Italiani è contrario. Notare l’ennesimo paradosso e somma auto-ironia circa la “dittatura fascista”. Si può anche avere l’illuminazione e passare da “populista” a “vero politico”, basta che ti togli di mezzo. Infatti il Grillo che andava con all’incontro “in streaming” con Bersani e Renzi per buttare la spada sul piatto della bilancia come Brenno, prima era “populista” e quindi “emulo di Mussolini” ma adesso che svanisce, viene riciclato con tutte le sue supercazzole nella “società aperta”, diventando “compagno” penitente con una bella autocritica. Dal seguire la “folla” al guidarla. Con lui i suoi colonnelli, secondo inveterata abitudine, prima tutti in camicia nera e adesso tutti partigiani.

Qui casca il solito asino, sempre lo stesso, sempre uguale. La statua colossale e dorata del “Caro Leader”. Si assume per dogma di fede che la “folla” sia incapace di intendere e di volere, che gli obbiettivi “alti e lontani” siano buoni e giusti perché i “leader” sono ispirati da Dio oppure sono semidei loro stessi, da cui Mausoleo con mummia di Lenin sotto teca di vetro esposta alla adorazione e quindi che la “folla” non può e non deve avere una sua “autonomia”. Vedi la sovranità del Popolo all’articolo 1 della Costituzione e che qualsiasi mezzo i “leader illuminati” impieghino per obbligare la “folla”, questo sarà sempre giustificato dal fine “alto e lontano”. Senza possibilità di fallire, perché l’obbiettivo sarà sempre troppo alto e troppo lontano perché l’Uomo lo possa toccare con mano.

Tutto questo da una parte mi fa schifo, dall’altra mi spaventa. Mi fa schifo questa umanità di tirapiedi che si prestano alla commedia degli “intellettuali filantropi”. Poverini, come titani si sforzano di condurre la “folla” verso obbiettivi “alti e lontani”, lottando contro i mostri della “pancia” e degli “umori neri”. Per fortuna in questa loro missione sono accompagnati dai “ricchi filantropi” come Soros, almeno non devono rinunciare al cachemire, ai rolex, eccetera.

Mi spaventa constatare che questi “intellettuali” si muovono come pachidermi nella certezza di avere a che fare con dei minorati incapaci di opporre alcuna resistenza perché non hanno nozione degli ultimi tremila anni. Siccome non penso che loro ma soprattutto quelli a cui riferiscono, siano scemi, questa sicumera può venire solo dalla certezza di potere raccogliere il frutto del lavoro di molti decenni con il quale hanno storpiato le coscienze in tutti i modi possibili e immaginabili.

Ah, dimenticavo la solita parentesi didascalica: non so cosa abbia scritto il signor Scurati nel suo libro e dopo avere guardato questa marchetta vomitevole non lo comprerò e non lo leggerò di sicuro. Devo ricordare al mio lettore, se esiste, che Mussolini si afferma perché si propone alla Monarchia e agli Italiani nella veste di “controrivoluzionario”, cioè la persona che può fermare i Socialisti e i Comunisti che vogliono replicare in Italia la Rivoluzione Russa. Quindi, altro inganno. Qual è il vero crimine che si imputa a Mussolini? Cosa c’era di mostruoso in lui e nel Fascismo da lui inventato? Al netto di tutte le menzogne, le finzioni e i paradossi tipici della “pseudo-cultura” della “sinistra”, il crimine di Mussolini è questo, di avere impedito ai Comunisti la realizzazione del “Paradiso del Popolo”, ironicamente applicando una versione edulcorata dei loro stessi metodi.

Lo stesso crimine che viene imputato ancora oggi a chiunque, come diceva il signor Galli Della Loggia in un post precedente, non sia conforme alle direttive, chiunque ostacoli, a qualsiasi titolo, la “sinistra”. In questo consiste il vero collegamento tra Mussolini e i “leader populisti” e rido mentre lo scrivo, tanto è evidente e sciocco il trucco del signor Scurati e del Corriere. Il collegamento è nel fatto che ostacolano la “sinistra” e quindi per definizione sono tutti “fascisti”. Di più, oggi che il Corriere pubblica l’intervista al signor Soros (vedi commento di Fusaro) e questi ci informa che dobbiamo preoccuparci perché la “società aperta” è messa in discussione e per il “cambiamento climatico”, chiunque affermi che ne ha pieni i coglioni di film che raccontano di super-donne e eroi neri o storie di omosessuali, chiunque beva da una bottiglia di plastica o non mangi la quinoa, è ipso facto “fascista”.

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  1. E’ tutto giusto.
    Però – e mi scuso per la scarsa sintesi – pensando al tuo scritto, io vado per i quaranta, quindi ho fatto in tempo a vedere – in ordine inverso – Salvini, epigono di Hitler; prima di lui Bossi (nazifascista e cultore della pulizia etnica ma al tempo stesso malvagio che vuole distruggere l’Italia unita e sputare sulle tombe dei nostri nonni morti per farla) ma soprattutto Berlusconi (massone, violentatore di minorenni, assassino in collusione con la mafia, ladro, etc, etc). Prima ancora ricordo Andreotti (mafioso e alleato dell’ultradestra clericale) e Craxi (anche lui emulatore del duce, ma corrotto e mafioso) ho solo vaghe rimembranze di manifestazioni, viste da bambino al telegiornale, in cui scrivevano Cossiga con il simbolo delle SS al posto delle due consonanti centrali e su quest’ultima potrei confondermi per cui mi fermo qui, alla mia esperienza diretta, ma sono arcisicuro che se andassimo abbastanza indietro scopriremmo che pure su De Gasperi sono state scritte e dette cose molto simili.

    Stabilito questo e stabilito che il lettore medio del Corriere odierno (e simili giornali ancora più schierati) grossomodo questi passaggi li ha visti tutti e non può ignorarli, mi domando come sia possibile NON considerare tali lettori (cito): semi-analfabeti, che si bevono la propaganda dozzinale come automi perché non hanno difese.
    Insomma, il Corriere ormai scrive quasi solo per loro e gli da il becchime che bramano. Al tuo articolo risponderebbero che Erodoto, col suo muro di legno, era fascista perché servono ponti e non muri. E se tu specificassi che si trattava in realtà di navi direbbero che è uguale a meno che Atene non le impiegasse per raccogliere naufraghi nell’Egeo.
    Se le cose stessero diversamente l’Antonio Scurati (posto che, cosa di cui dubito, davvero creda a quanto scrive e non sia invece uno che va dove tira il soldo) al massimo girerebbe, con un carrettino e un megafono, a urlare che la Chiesa ti uccide con l’Onda e non sarebbe ospitato a promuovere il suo libro sul Corriere della Sera.

    1. Infatti, ogni tanto tocca ripeterlo, il punto di tutta la faccenda è che dopo cent’anni di lavaggio del cervello gli “Ateniesi” contemporanei, tanto meno gli “intellettuali”, non penserebbero mai di fare scrivere sulla propria tomba come Eschilo:

      «Codesta tomba Eschilo ricopre,
      d’Atene figlio, padre fu Euforione:
      vittima di Gela dalle ricche messi.
      Il suo valor potrebber ben ridirlo
      di Maratona il piano e il Medo chiomato.»”

      Perché sono condizionati a rinnegare i padri, a vergognarsi del proprio sangue, ad essere “cittadini del mondo” e che la difesa della Patria in armi sia una perversione, perché violenza contro i “migranti” e rifiuto dell’altro che arricchisce. Oltrettutto, come dice la signora Di Cesare nell’articolo che ho collegato sopra a destra, i “filosofi” della contemporanea “Atene” hanno concluso nessuno ha il “diritto” di reclamare una terra per sé, “Atene” è di tutti. Non ci serve più la Costituzione, non ci serve più il Parlamento e, in ultimo, è superfluo votare perché tanto non sapremmo cogliere gli “alti ideali”. Ennesimo paradosso, si usa Mussolini per dimostrare che la democrazia va abolita e sostituita con la sottomissione.

      Comunque “Kossiga boia” non lo leggevi sul Corriere. Una volta era il “quotidiano nazionale” perché si rivolgeva alla platea dei “moderati”. Oggi fa gossip e propaganda grossolana per per le Elite Apolidi della Globalizzazione e praticamente è la copia conforme di Le Repubblica. D’altra parte, non esiste contraddittorio nella “informazione”, qualsiasi televisione, radio, giornale, passa gli stessi identici messaggi.

    2. Poi ci sono quelli che combattono il “razzismo” associato al “virus” andando dal cinese a mangiare…. il sushi, tipico piatto tradizionale. Convinti tra l’altro che “sushi” significhi “pesce crudo” e invece in Giappone significa “assortimento di stuzzichini a base di riso”.

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Vivaldi