Mussolini fomenta la paura

Continua la rassegna su Mussolini. Questa volta però il signor Scurati dismette i panni del “letterato” per indossare quelli dello “attore” e ci propone un pezzo di teatro. Come riuscì Mussolini ad arrivare al potere? Le origini della “politica della paura”.

Arriviamo al dunque. Il crimine di Mussolini viene finalmente descritto. Impedisce ai Socialisti e poi ai Comunisti di realizzare la loro “Rivoluzione”. Detto cosi però non fa abbastanza effetto, quindi il signor Scurati ci racconta la favola.

“Il Partito Socialista aveva come simbolo il Sole dell’Avvenire. Il Partito Socialista era il Partito del Futuro, della Speranza in una vita migliore. […] Nella convizione che la nostra vista sarebbe stata meno […] di quella dei nostri figli […] che un giorno sarebbe venuta la Giustizia Sociale.

A questo punto il signor Scurati comincia a farmi un po’ pena. Una persona con un minimo di consapevolezza si rende immediatamente conto della asincronia nel dire “il Partito Socialista era” e poi aggiungere “la nostra vita”. Perché “era” si riferisce agli anni immediatamente seguenti la fine della Grande Guerra agli inizi del Novecento mentre “nostra” significa l’Anno di Grazia 2020, cent’anni dopo. Il signor Scurati recita i fatti come se fossero di oggi e lo riguardassero personalmente, invece di fatti accaduti un secolo fa.

Addiveniamo quindi al classico elefante nella stanza. Il Partito Socialista di Scurati non è quello del Novecento e la Rivoluzione non è quella russa. E’ la metafora della cosiddetta “sinistra”, che nel frattempo, in realtà a partire dagli Anni Settanta, si è trasformata completamente passando dal “marxismo – leninismo” alla ideologia “liberal” delle università americane. Sono cose completamente diverse ma la propaganda insiste nel affermare e contemporaneamente negare una continuità, perché in tutti i casi la “sinistra” deve coincidere col “Bene”. O meglio, il “Bene” come se lo immaginano gli Idioti Assistiti, che hanno il terrore del Prossimo e anelano alla protezione della mamma-partito. Mussolini è un mostro, è il campione dello “odio” e della “paura”, che perverte la “massa” sottraendole la “speranza”.

Viene scacciato con ignominia dal Partito Socialista.

Scurati fa una laida e insieme meschina operazione di disinformazione, sempre contando sulla certezza di rivolgersi a dei minorati. Omette che Mussolini era figura di spicco del Partito Socialista e direttore dell’Avanti. Mussolini in questa fase era l’esatto contrario di quello che ci racconta Scurati, infatti (cito l’articolo di Wikipedia):

Mussolini pubblicò sulla Terza pagina dell’Avanti! un lungo articolo intitolato «Dalla neutralità assoluta alla neutralità attiva ed operante», in cui rivolse un appello ai socialisti sul pericolo che una neutralità avrebbe comportato per il partito, cioè la condanna all’isolamento politico. Secondo Mussolini, le organizzazioni socialiste avrebbero dovuto appoggiare la guerra fra le nazioni, con la conseguente distribuzione delle armi al popolo, per poi trasformarla in una rivoluzione armata contro il potere borghese.

A questo punto diciamo un fatto importante: Mussolini era un “borghese” semi-proletario, era figlio di un fabbro e di una maestra elementare, la famiglia era poverissima e il padre lo indottrinava al Socialismo, trasferendo i patimenti della giovinezza di Benito dalla sua responsabilità personale alla causa del Conflitto di Classe. Non voglio ripetere in questa sede il solito discorso sui “tipi umani” della cosiddetta “sinistra”, gli Idioti Assistiti, i Mai Cresciuti e i Furbastri.

Fatto sta che la posizione ufficiale del Partito Socialista era contraria alla guerra e lo “interventismo” di Mussolini fu la causa della sua espulsione. Tuttavia Mussolini fino a quel momento si era adoperato in tutti i modi affinché la Rivoluzione si compisse. Notate bene che non era faccenda di buoni sentimenti, di “speranza” e di “giustizia” ma di insurrezione armata, di guerra civile, di strage.

Inizia a odiare i suoi ex compagni.

Molto importante questo “odio” di Mussolini rispetto al fatto che i “compagni”, povere anime belle, si adoperassero per scatenare la guerra civile in Italia. A questo punto Scurati salta, come se non fosse mai avvenuta, la Grande Guerra e arriva a Mussolini che come un ragno velenoso si tormenta per trovare un modo per diffondere “odio e paura”. Ecco che trova le sue vittime, i reduci.

Vede milioni di smobilitati ritornare dalle trincee […] ne sente gli umori e i malumori […] li vede sopratutto impauriti.

Questa è la capriola retorica più fantastica di Scurati. Attenzione a come descrive la “paura” dei reduci.

Impauriti da che cosa? Da ciò in cui i Socialisti sperano! La Rivoluzione! Un Mondo Nuovo nell’avvenire che spazzi via quello vecchio.

Premettiamo che Scurati propone l’ennesima mistificazione storica perché gli ideologi dello “interventismo” proponevano proprio la Guerra come necessaria nemesi attraverso cui gli Italiani dovevano passare per lasciarsi alle spalle il passato aristocratico e rurale e entrare nell’epoca moderna della borghesia industriale. Inoltre i Socialisti non avevano l’idea generica del Mondo Nuovo, che è chiaro riferimento alla condizione odierna, vedi “nostro” del pezzo soprastante, della Globalizzazione e del Meticciato. I Socialisti volevano portare alle ultime conseguenze la Lotta di Classe e realizzare la Dittatura del Proletariato. Allora Scurati si premura di descriverci la “paura” dei reduci ma non sta parlando di loro e del Novecento, sta parlando di noi, della contemporaneità.

I piccoli borghesi che hanno poco e per questo temono di perdere quel poco e tornano dal fronte e non trovano lavoro e trovano i Socialisti che sputano sulle loro divise… hanno paura.”

Questa non è la descrizione dei fatti storici, è una metafora della contrapposizione che si verifica un po’ in tutto il cosiddetto “Occidente” tra le popolazioni che abitano le metropoli, in particolare i “quartieri ricchi” e le popolazioni delle province, delle aree industriali e rurali, i famosi “deplorables” che secondo la signora Clinton votavano per Trump. Quelli che si dicono “di sinistra” perché sposano il Mondo Nuovo delle Elite Apolidi, l’idea di essere “cittadini del mondo”, che si fanno portare il mangiare già pronto dallo schiavetto in bicicletta e quelli che invece vedono quartieri deserti, strade abbandonate, chiudere fabbriche e negozi, vedono demolito il loro mondo di idee e di cose e provano ad opporsi alla Rivoluzione.

Se dovessimo pensare al Novecento, i reduci non avevano “paura”, erano giustamente incazzati. Come sarebbe chiunque torni da una guerra come non si era mai vista prima, settecentomila morti e non si sa quanti invalidi e per ringraziamento trova i Socialisti che gli promettono di espropriarlo dei suoi beni e gli sputano addosso.

(Mussolini fomenta ndr) “… la paura e tutto il ventaglio di passioni tristi che porta con sé il rancore e lo sconforto e la delusione. Il sentimento di una volontà di vendetta, di rivalsa, la ripulsa verso la vecchia classe politica“.

La “ripulsa” era antecendete la Guerra, come ho detto, era la radice della idea dei Futuristi e di chi sosteneva la necessità dell’intervento. Si trattava di fare tabula rasa dell’Italia arcaica e rurale e permettere la venuta alla luce delle “forze fresche” del commercio e dell’industria. Il gioco delle tre tavolette che fa Scurati è quello di nascondere che queste “forze fresche” non potevano essere quelle presenti nei campi e nelle officine nella forma del Proletariato ma erano quelle della Borghesia. la Borghesia che per inciso si trovava come sempre e ovunque anche alla testa della Rivoluzione. Robespierre, Lenin, Castro, tutti loro erano figli dell’alta Borghesia, non erano ne contadini ne operai.

Non erano come Mussolini.

Per ovvie ragioni Scurati sul Corriere ci vende la Rivoluzione come “speranza” invece che come “minaccia”. Non tanto perché pensi davvero che una guerra civile e un eccidio sia fonte di “speranza”, sopratutto dopo avere visto i risultati della “speranza” che sbatte contro il celebre Muro ma perché non sta parlando della Rivoluzione bolscevica, quella storica, sta parlando del Mondo Nuovo di oggi e di domani. Ci sta raccontando, usando Mussolini come metafora, della “sinistra liberal”, della Globalizzazione, di tutte le manfrine sui “diritti”, degli immigrati, insomma tutti i cambiamenti in cui i “veri politici”, i “veri leader” del capitolo precedente, quelli con gli “alti ideali” che noi non possiamo afferrare, ci obbligano a vivere.

Se io dovessi dire che l’Italia non è di tutti ma è la terra degli Italiani, che fabbricare bambini o commerciare gameti è sbagliato, se dovessi dire che non mi va di mangiare il kebab o che le droghe non sono una abitudine ricreativa, sono un “piccolo borghese attanagliato dalla paura” e quindi sono una Camicia Nera che viene portata in giro da un damagogo Mussolini.

Cosa dire, il signor Scurati si guadagna il pane cosi.

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  1. Quello che era il piu’ autorevole quotidiano italiano e’ diventato un’accozzaglia di prediche rozze e scadenti in salsa politicamente corretta, ciarpame propinato quotidianamente ai lettori.
    Vedo che i commenti sono disabilitati: evidentemente questi altoparlanti di propaganda per sciocchi temono che ci sia qualcuno che non si beve la loro brodaglia e ne faccia presente la infima qualita’.
    Quale meschinita’ per portare a casa uno stipendio.

    1. Sto scrivendo una serie di post dedicati alle lezioni ex-cathedra di Scurati sul Corriere. Forse sono presuntuoso ma suggerirei a tutti di leggerli e leggere anche la premessa, il post sull’editoriale di Galli Della Loggia sul “destino della Destra”.

      Anzi, forse sono doppiamente presuntuoso ma ripensandoci mi pare che i miei post stiano diventando sempre più significativi e tutti dovrebbero leggerli. Purtroppo non li legge nessuno.

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Vivaldi