Racconti surreali

Dal Corriere:

Martedì pomeriggio l’uomo stava portando a passeggio il suo cane, come faceva ogni giorno da anni. All’improvviso, senza motivo apparente, il pitbull ha aggredito un passante. Il suo padrone lo ha bloccato, impedendogli di azzannare. Ma il cane si è ribellato a quel gesto. E – cosa mai accaduta prima – ha aggredito il suo stesso padrone. Il 40enne si è ritrovato in una situazione drammatica.”

Il grosso animale lo ha azzannato più volte alle braccia e ai genitali. Stremato e sanguinante, l’uomo ha impugnato il coltellino di sicurezza (il cui uso è consentito, come accertato dalle forze dell’ordine) e con quello si è difeso, trafiggendo più volte il suo amato cane. A soccorrere il 40enne, in un lago di sangue, e a porre fine a un momento drammatico, è stato un passante, che ha chiamato i soccorsi. L’ambulanza della Croce Rossa ha trasportato il ferito all’ospedale San Gerardo di Monza, in condizioni serie ma non in pericolo di vita. Il cane è morto per le ferite riportate. Sull’episodio indagano i carabinieri di Desio“.

Ogni singola riga di questo articoletto di cronaca contiene un fatto o una considerazione surreale. Ormai viviamo in un mondo onirico. Se volete, scrivetemi cosa ne pensate nei commenti.

Siccome sono sicuro che non vi basta questo livello di allucinazione, aggiungo un altro articoletto che ho trovato su Internet:

“… nonostante esistano leggi nazionali e regionali riguardo la tutela degli animali in stato di abbandono,  la drammatica situazione  in cui versa il randagismo nel sud Italia, in particolare in Sicilia, è catastrofico.”

Dato che le amministrazioni locali dell’Isola non applicano le leggi nazionali sulla tutela degli animali in stato di abbandono, quello che ha preso piede in Sicilia – come dice il giornalista – è “un perverso scenario dove associazioni pseudo-animaliste hanno trovato terreno fertile nel lucrare sulla pelle degli animali. E’ a loro, infatti, che viene affidata dietro compenso la custodia dei randagi in difficoltà segnalati dai cittadini, animali costretti a vivere in veri e propri lager e di cui, purtroppo, spesso si perdono le tracce”.”

Tragicomico parallelo con le “associazioni” che assistono i “migranti-profughi-rifugiati”. Il famoso e tanto celebrato “terzo settore”.

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  1. Vorrei scriverti e commentare, in quanto trovo una diretta correlazione tra il degrado e la decadenza della nostra società e il numero di cani. Ma poi rifletto sull’articolo e lo trovo talmente fastidioso che sento la necessità di incamerarlo subito nel cassetto della spazzatura del cervello e passare oltre. Sai quella sensazione della zanzara da scacciare via per concentrarti su altre cose.

    1. Non possiedo questa valvola di sicurezza. Non riesco a passare oltre.

      Comunque qui la variabile non è meramente quantitativa, cioè il “numero dei cani”, cosi come per gli immigrati, non è il fatto che siano il 10% della popolazione o il 12%. Ci sono anche variabili qualitative, come la tipologia dei cani, il contesto in cui vengono tenuti, che può essere la campagna o il centro della città, il modo in cui vengono tenuti, cioè le attività che fanno, i posti che frequentano, i comportamenti che la esistenza dei cani inducono nella popolazione, il fenomeno è abbastanza articolato.

      Sopra ci sono due racconti surreali, in uno si descrive lo spettacolo gladiatorio del combattimento con la fiera, in un altro si descrive la famosa “carità pelosa” delle “associazioni”, che innescano un meccanismo di ipocrisia e illecito che si auto alimenta, un po’ come la vicenda del “modello Riace” per la “accoglienza” fatto di fondi pubblici e falso in atto pubblico che insiste nello stesso luogo del “caporalato” e delle baraccopoli per i famosi “lavori che gli Italiani non vogliono fare”, comprese le cose considerate “cool” della “smartcity”, come gli schiavetti che ti portano il mangiare a casa pedalando sulla bicicletta con la scatola legata alla schiena, notte e giorno, estate e inverno.

      Sono due delle “n” facce del prisma della “realtà contemporanea”. E’ evidente il parallelo tra questi racconti riguardo i cani e i racconti del nigeriano arrestato mentre imperversa nella strada con un’ascia e della “associazione” che ospita una signora straniera uscita di galera dopo una condanna per spaccio e che era stata oggetto di provvedimento di espulsione ma, grazie all’impegno del “terzo settore” e del magistrato “umanitario”, adesso vive in una comunità e “si sta costruendo una vita”.

      Dissociazione, masochismo, cinismo, sadismo, un lungo elenco di aberrazioni e perversioni. Tutto coperto da una glassa di “buoni sentimenti” e di “politically correct”.

    1. La cosa più incredibile non è che te lo sbattono in faccia senza ritegno ma che quei discorsi apocalittici, quella re-invenzione e mistificazione della “realtà”, quei paradossi, vengono entusiasticamente bevuti da MILIONI di Italiani e di Europei. Gente che nel “dato di fatto” ci vede il fondamento del “progresso”. In altre parole, è una fortuna che siamo troppo rotti in culo per abbozzare una resistenza, perché essere travolti dagli immigrati ci consentirà sul lungo periodo di realizzare lo “scopo della sinistra” come descritto profeticamente da Scalfari (vedi link a destra):

      “il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato”

      Il problema dei problemi non sono gli immigrati ma il fatto che esistono questi milioni di minorati.

      Ovviamente, il ribrezzo al pensiero dei tirapiedi come il signor Armellini e tutto il resto del fottutissimo Corriere.

      1. Due cose.
        La prima correlata al primo dei due articoli che ci hai segnalato, quello del pitbull. Considerazione mia: vista la sempre maggiore presenza di animali pericolosi per le strade, a quattro come a due arti motori, direi che le leggi sul porto e sull’uso delle armi d’ogni tipo sarebbero da rivedere in senso permissivo al 100%. L’aggredito dovrebbe avere sempre la possibilità fisica e immediata di tentare con ogni mezzo la difesa da un’aggressione. Il concetto di eccesso di difesa andrebbe cassato senza se e senza ma.

        La seconda, una testimonianza che ti sembrerà visionaria. Trovo intorno a me una quantità incredibile (alla lettera, stento a credere che sia possibile) di persone che si scagliano contro una presunta “inciviltà” degli Inglesi per le loro recenti decisioni in tema di revoca dell’adesione all’UE e di ridimensionamento delle possibilità di accesso al loro territorio. Sto parlando di una folta maggioranza, eh, mica di quattro gatti!

        1. Uscire di casa armati è il segno della fine della civiltà e l’inizio della barbarie. Non che ci sia qualcosa di intrinsecamente sbagliato nella barbarie, solo che nello stesso momento in cui noi ci dobbiamo armare, ci raccontano che questo è l’apice del progresso, che non siamo mai stati meglio.

          Sul lato positivo, non dobbiamo inventare niente. Per il passeggio serve una veste imbottita, sopra una cotta di maglia con le maniche che parte dal collo e arriva alle ginocchia, una cuffia ugualmente imbottita e un elmo. Aggiungerei una spada nella versione quattrocentesca e una daga. Eviterei le armi a proiettile perché, a differenza dei film, la maggior parte dei proiettili mancano il bersaglio e finiscono per fare danni tutto attorno, anche a notevole distanza e non è una bella cosa nel cotesto sovrapopolato. Sarebbero utili corsi di scherma nella scuola dell’obbligo.

          Per la “quantità incredibile”, non c’è niente di incredibile. Sono i frutti di cinquant’anni almeno di lavaggio del cervello. Non tanto nel merito della “perfida Albione” ma per la risposta meccanica allo stimolo. Mi fa un po’ di tristezza il pensiero che per i Britannici sia troppo tardi. La “brexit” non avrà alcuna conseguenza sul procedere del Piano delle Elite Apolidi, non si salverà nessuno dal “meticciato”.

  2. Cosa faresti tu, se ne avessi il potere, nel meridione d’Italia per risolvere il problema del randagismo.

    1. Il randagismo è solo una delle infinite manifestazioni della mancanza di senso civico della popolazione. In sostanza per il meridionale fuori dalla porta di casa è terra di nessuno. Cosa che va insieme al fatto che storicamente la società meridionale si compone di una aristocrazia numericamente esigua e di una massa di servi, tenuti sotto dai guardaspalle della aristocrazia. Non solo il servo non considera la terra di nessuno come cosa propria e quindi non ha la nozione di “regole da rispettare” ma è anche animato da spirito di rivalsa e quindi ha la tendenza allo sfregio gratuito.

      Si può vedere la cosa da due punti di vista. Uno è quello di militarizzare ulteriormente il contesto e costringere la popolazione con la forza ad adeguarsi, almeno quando si trova sotto l’occhio scrutatore dell’occupante. L’altro è quello di allargare le braccia e arrendersi all’evidenza che non cambierà mai niente se prima non cambierà la mentalità della popolazione. Io sono per la seconda opzione perché non ho alcun interesse filantropico nel salvare i meridionali da loro stessi e nello stesso tempo non c’è niente in Meridione che valga la fatica di una occupazione militare. Quello che farei è NON erogare alcuno stanziamento pubblico, perché, come scritto nell’articolo riportato sopra, più soldi pubblici vengono inviati in Meridione, più si alimenta un meccanismo perverso che crea il problema solo per avere un pretesto per piangere e chiedere ulteriore assistenza statale. Non vale solo per i cani e le “associazioni” che lucrano sul randagismo, come ho detto, vale per qualsiasi cosa. La necessità aguzza l’ingegno e quindi solo tagliare il rubinetto dell’assistenzialismo può spingere il meridionale a uscire dal ciclo perverso del piangere e fottere.

      Un problema che non so come risolvere è quello della emigrazione. Il meridionale trova normalmente più facile emigrare che risolvere le grane in casa propria, anche perché, nonostante certe dichiarazioni di “orgoglio”, lui per primo non ha alcun rispetto per i suoi conterranei e speranza che possa cambiare qualcosa.

      Invece per i cani in generale, l’ho sempre detto, metterei una tassa di svariate migliaia di euro a cane. Cosi la gente capisce che il cane non è un giocattolo. Però c’è la eventualità che gente completamente stravolta dal lavaggio del cervello sia capace di togliere il pane di bocca ai figli o di non avere figli pur di mantenere il cane. E’ già cosi per tanti aspetti del vivere che sono del tutto superflui eppure la gente pare non riuscire a vivere senza, anzi, ne fa un consumo sempre più parossistico. Osservo con gli occhi sbarrati la gente che porta fuori il cane e lo fa cacopisciare ovunque, come se l’olezzo delle feci fosse un profumo e quelli più diligenti si chinano a raccogliere amorevolmente la merda fumante. Se arrivi a raccogliere la merda una o due volte al giorno, sempre se il cane è in salute, sei capace di tutto, quindi potrebbe darsi il caso che non ci sia niente che si può fare per instillare la ragione nei folli.

      1. Come non ci facciamo troppi problemi ad abbattere polli e maiali per la nostra convenienza, non vedo ragioni per farsi problemi a risolvere a fucilate il “problema” del randagismo. In alternativa, esistono trappole e veleni, come si fa senza patemi per i topi e per una miriade di altri animali che consideriamo a cuor leggero “nocivi”. Razionalmente, come rifiutare l’abbattimento dei cani e parallelamente incentivare l’abbattimento con le metodologie più svariate di altri animali che non hanno certo minor dignità?

        1. Se non abbatti a fucilate le persone non risolvi il problema del randagismo. Infatti non è tanto il fatto che i cani randagi si riproducano, questo è un problema che dovresti addebitare alle amministrazioni locali che non provvedono alla cattura e alla eliminazione o ricollocazione degli animali, quanto il fatto che la gente li compri o se li procuri in qualche modo per giocarci e poi se ne stufi per abbandonarli dove capita.

          Ti spiego l’arcano: qui al Nord siamo abituati che se passiamo da una strada e vediamo un cumulo di immondizia o un tubo dell’acqua rotto che allaga la strada, telefoniamo ai vigili o a qualche altro numero di pubblica utilità per segnalare il problema e ci aspettiamo che esca il furgone degli addetti a risolvere l’inguacchio. Se ci fossero in giro cani randagi, sarebbe uguale, chiameremmo la ASL o i vigili o che ne so e ci aspetteremmo che arrivasse qualcuno a eliminare la grana.

          Invece al Sud la gente passa, vede l’immondizia, il tubo rotto o i cani randagi e considera la cosa come perfettamente “normale”, facente parte del paesaggio. E’ cosi, come dice qualcuno, a fianco della grande bellezza c’è il grande schifo, come se fossero lo Ying e lo Yang della Terronia. Nessuno muove un dito perché nessun altro muove un dito, tanto sarebbe inutile perché niente cambia.

          Nota che in assenza di autorità, alle brutte io e te ci rimboccheremmo le maniche e provvederemmo di persona. Invece al Sud non riescono nemmeno a mettersi d’accordo tra vicini di casa, figurarsi più in grande. Se uno ha la merda sulla soglia di casa la sposta sulla porta del vicino e problema risolto.

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Vivaldi