Siete contenti adesso, merde?

Siete contenti compagni Idioti Assistiti, Mai Cresciuti e Furbastri privi di scrupoli?

Siete contenti, coi discorsi sul “razzismo sanitario”, la inevitabile progressione del “mondo senza confini e barriere” e le velate minacce di ritorsione del gigante cinese? Siete contenti con i vostri deliri sull’influenza e sugli incidenti stradali?

Non è più il tempo dell’Antico Testamento e questa purtroppo non è una piaga che colpirà solo voi e la vostra razza, come sarebbe giusto. Pagheremo tutti per la vostra idiozia, il vostro infantilismo e la vostra mancanza di scrupoli di criminali psicopatici.

Anche se siamo sotto lo sguardo di Dei capricciosi o indifferenti, io vi auguro tutto il male possibile perché siete traditori nel senso letterale della parola, cioè portate i vostri compatrioti in catene al loro carnefice, perché siete troppo stupidi per vedere oltre la scodella di pappone garantita, a quarant’anni ne dimostrate sedici e siete disposti ai mezzi più abbietti pur di raggiungere i vostri scopi indicibili.

Merde.

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  1. Eh, ma questi sono discorsi d’odio, ti rendono riprovevole, nel torto a prescidere, senza se e senza ma, dal centro e a 360°. Tu devi amare, non odiare — “Imagine all the people living life in peace”.

    1. Questa è una di quelle occasioni che possono cambiare la Storia. Perché un Popolo rammollito dal benessere e dal lavaggio del cervello potrebbe riscoprire antichi istinti se sottoposto al trauma di antiche calamità dimenticate.

      Finché sono in pochi a soccombere, i cantastorie hanno vita facile a vendere l’evento come una tragica beffa del destino o una inevitabile conseguenza della natura delle cose. Quando le “body bags” si allineano a centinaia o a migliaia e tutti sono toccati personalmente in un modo o nell’altro, quando vengono meno tutte le cose date per scontate, cambiano necessariamente la percezione e l’agire in una direzione o l’altra.

    2. Non credo che il virus cinese abbia la potenza d’impatto sufficiente per portare al risultato nel quale sembri sperare. Mentre il contagio pare avere un’incidenza abbastanza rilevante da lasciare in qualche modo un segno, la gravità media dell’infezione non credo sia abbastanza pesante. Poi magari mi sbaglio, eh! Non sono uno specialista. E comunque non mi fido degli specialisti, hanno svenduto la faccia da tempo.

      E comunque i tuoi restano discorsi d’odio. Devi amare, se non vuoi che venga a prenderti sotto casa per appenderti a piedi in su, fascista! Chiudi bene la porta…

      P.S. Spero sia chiaro il tono (sarcastico) dell’ultima frase.

      1. Continuo a trovarmi nella necessità di spiegare a tutti quali sono le conseguenze del virus cinese. L’ho scritto tempo fa anche da Coso. Non è la letalità della malattia il problema ma quanto velocemente si propaga e quante risorse assorbe.

        Questo virus ha due caratteristiche specifiche, è estremamente contagioso e provoca una malattia che richiede cure ospedaliere.

        E’ quel tipo di problema logistico che provoca la dissoluzione delle armate o il collasso delle civiltà. Non serve ammazzare la gente, basta fare chiudere le fabbriche, le scuole, i negozi, immobilizzare i trasporti.

        Mia mamma è stata ricoverata per una frattura, al pronto soccorso non c’erano lenzuola, sono dovuto andare io a cercarle in giro per i reparti. Figurati se mia mamma avesse avuto bisogno di terapia intensiva in un reparto di isolamento. In questo momento ci sono solo due ospedali in tutta Italia abilitati per il trattamento di pazienti altamente contagiosi. Negli altri ospedali l’arrivo di una persona infetta significa infettare tutto il personale e tutti i pazienti già ricoverati. Aggiungi la necessità della “quarantena coatta”, cioè che le persone infette o per le quali si sospetta l’esposizione al patogeno, debbano essere sostanzialmente detenute. Ancora, ci sono poche strutture militari che possono contenere qualche decina di persone, non centinaia o migliaia.

        Non è un problema meramente sanitario, è un problema logistico ed economico, è una situazione di guerra, come infatti è stata presentata dai Cinesi.

        Le gente, condizionata all’infantilismo, va a comprare le mascherine. Cosi pensa di non ammalarsi. Non si pone il problema che sarà senza stipendio perché l’azienda è chiusa o senza mangiare perché i negozi sono chiusi o sono vuoti. Non si pone il problema che il dentista non cura le carie perché non ha sufficiente livello di protezione dal contagio. Non si pone il problema che se al figlio viene l’appendicite non ci sono ospedali che lo possono curare. Non si pone il problema che la mascherina significa che salta per aria la borsa, le banche, si volatilizzano i risparmi.

        Mi sono spiegato?

      2. Secondo te per quanto tempo possono rimanere chiuse tutte le attività dell’area metropolitana di Milano? Un giorno? Una settimana? Lo sai cosa succede se una persona su cento si ammala di polmonite virale nello stesso momento?

        La cosa drammatica è che tutto questo è di una banalità insopportabile eppure, lo ripeto, tutti a raccontare le frottole sui decessi per influenza o per incidente stradale. Per l’unica ragione che NIENTE deve mettere in discussione la “normalità” del quotidiano, basata sul formicolare di qui e di la sulla superficie del pianeta.

      3. Sì, messa così si capisce meglio cosa intendevi. Abbi pazienza, ma prima non “filtrava” il concetto. O, almeno, io non l’ho colto.

        Aggiungo: sottolinei cose sensate, particolarmente pensando alla situazione specifica italiana nella quale si innesterebbe un’eventuale epidemia seria. Il problema non è il virus, ma la precarietà delle nostre strutture e dei “margini” per poter gestire una situazione critica, quale che sia. Finché si tratta di una situazione circoscritta, tutto fila liscio, ma se si espande oltre un certo limite… trac! salta tutto.

        1. Secondo me non dipende da me che non mi spiego o da te che non ci arrivi, dipende dal fatto che siamo tutti condizionati al pensiero elementare, infantile e a seguire certi percorsi mentali invece di altri. E’ quella “normalità” bidimensionale nella quale hanno senso gli articoli del Corriere.

          Ti faccio un esempio.
          Ogni giorno ci svegliamo e ci troviamo davanti delle scelte. Prima faccio colazione e poi caco o prima caco e poi faccio colazione? Ogni scelta significa prendere qualcosa e lasciare qualcosa d’altro, ogni scelta implica un prezzo da pagare. Quando si tratta di cose gravi, devi fare scelte gravi e per un grande guadagno c’è sempre una grande perdita e un grande prezzo da pagare.

          Invece no, noi siamo condizionati come i bambini a volere tutto. Tutto e subito. Non dobbiamo sapere che si tratta di scegliere e che il senso della vita sono proprio le scelte che facciamo. Noi dobbiamo pensare che il senso della vita sia godere e che il godimento sia un “diritto”, che esiste solo il “dato di fatto” a cui ci adeguiamo nella nostra rincorsa del godere.

          Eccoci al virus cinese.
          Davanti alla minaccia per noi e per gli altri, dobbiamo fare delle scelte, rinunciare a qualcosa in cambi di qualcosa d’altro, pagare un prezzo per quello che vogliamo.

          Invece no, quando dicevo che bisognava interrompere sine die i viaggi e chiudere le frontiere la gente mi rispondeva due cose:
          – non siamo più nel medioevo.
          Significa che l’idea dello spostamento illimitato di cose e persone è parte della “realtà” e non si può immaginare che non sussista. Se hai l’acqua calda in casa devi potere prendere un aereo e andare in Perù, una cosa non può esistere senza l’altra. Coi corollari del “razzismo sanitario”.
          – tanto è una malattia pericolosa solo per le persone anziane (v. influenza).
          Questa è un po’ come la faccenda dell’HIV o AIDS, tanto è una malattia che prendono solo i gai. Oppure è una invenzione delle multinazionali farmaceutiche. Niente si deve frapporre tra me e le mie voglie, niente deve turbare la mia routine lavoro-guadagno-pago-pretendo.

          Quindi cosa succede? Da una parte il Presidente della Repubblica si fa fotografare mentre accarezza bimbi cinesi, dall’altra il “manager” della multinazionale che lavora in Cina torna in Italia e come se niente fosse fa le cose che ha sempre fatto. “Business as usual”.

          Solo ieri Pippa mi scriveva:
          1.
          “Secondo me la fanno più grave di quello che è. I decessi sono quelli di persone con patologie pregresse o molto anziane”

          2.
          “Ho capito che dovrei svegliarmi, ma per colpa del sistema mi sbatto tutto il giorno tra ufficio, spesa e sopravvivenza. E non ho tempo di riflettere su teorie apocalittiche”

          Sono cose lontanissime dal mondo immaginario di Pippa, non gli scatteranno mai gli interruttori sulle conseguenze del NON FARE LE SCELTE, quindi non sceglie, continua il suo “business as usual”, un moto rettilineo uniforme, fintanto che arriva la bastonata ad interromperla.

          Il vero problema dell’Italia non è nemmeno il rapporto tra risorse e catastrofi a cui porre rimedio ma che non esiste la percezione della catastrofe fino a dopo che si è verificata. Questa epidemia è esattamente la stessa cosa, che ne so, della Xilella che stermina gli olivi o del torrente che esonda e devasta Genova. La gente viene “sorpresa” e nello stesso momento non sa valutare le conseguenze. Perché è condizionata a non scegliere, a rimanere cristallizzata in quello che io chiamo “l’eterno istante presente” ma che più semplicemente è il “dato di fatto”. Non associa il fatto che viviamo dentro delle catapecchie con il fatto che ci sono i terremoti. Dopo il terremoto si piangono i morti e si farnetica di ricostruire le stesse identiche catapecchie, perché non si deve fare una scelta, si deve ripristinare lo status quo ante.

          Riassumendo, se l’epidemia arriva a Milano l’Italia torna nel 1945. Andremo a raccogliere le foglie di dente di leone negli spartitraffico per mangiare qualcosa.

          1. Ma non puoi ridurre tutto al caso italiano. Come puoi pretendere di cambiare la natura umana? Il comportamento di Pippa, è atavicamente consequenziale, purtroppo. Pensare così è perfettamente naturale, come darle una colpa? Non dico sia giusto, dico che così funziona l’uomo.
            E comunque la rissa allo spartitraffico di Viale Palmanova non sarà la sola, tutt’altro, non siamo eccezionali.
            South Korea reported 142 new cases, up 70% in one day, to 346; The country also reported its second death.
            China reported 397 new cases, bringing the total cases to 76,288, and an additional 109 new deaths or 2,345 in total.
            Italy reports 1st virus death, 15 additional cases, 10 cities on lockdown
            34 cases in USA.
            American evacuees in Nebraska test positive
            First case declared in Lebanon
            Iran confirms 9 more cases as virus reaches Tehran
            South Korea reported massive jump in cases on Friday as total climbed to 204
            Forse solo le tribù “primigenie” della Papua Nuova Guinea hanno qualche chance allo stato attuale.

        2. Mia nonna mi raccontava, lasciando molto nel sottinteso, che tra il ’43 e il ’45 nel nostro paesello di meno di mille abitanti sparirono alcuni bambini. Sparirono. Coi denti di leone degli spartitraffico come contorno? Lei non lo disse mai e in paese si vociferava di mai dimostrati “rapimenti” ad opera “degli zingari”, ma io (maligno e negativo come sempre) già negli anni ’80 feci il mio 2+2 sommando la penuria del momento e la spregiudicatezza di tanti del paese. O magari di qualcuno di passaggio, certo. Il risultato non cambia.

          Quando riporto questa narrazione e adombro le mie conclusioni non proprio rosee, la reazione che incontro è piuttosto negativa. In altre parole, mi si dà più o meno implicitamente del pazzo. Certamente è così.

          1. “Pensare così è perfettamente naturale, come darle una colpa? Non dico sia giusto, dico che così funziona l’uomo.”

            Assolutamente FALSO.
            E’ cosi che funzionate VOI e funzionate cosi perché siete condizionati apposta per rispondere con questi automatismi.

            Quando Pippa dice che non ha tempo non intende che deve darsi da fare nei campi per portare a casa da mangiare ai suoi dieci figli e i nonni invalidi, intende che deve lavorare (in ambito finanziario) per guadagnare i soldi che poi spenderà in vestiti, scarpe, ristoranti e soprattutto i fottutissimi viaggi.

            Severgnini scrive:
            “Conoscete l’espressione «Siamo tutti sulla stessa barca»? Se la barca è immensa e rotonda, potremmo dire: siamo tutti sullo stesso pianeta. Il coronavirus sta dimostrando che il mondo è unito: non solo dal clima, dagli aeroplani, dagli smartphone e da Netflix. Un motivo in più per mostrarci saggi.”

            Il mondo e la vita consiste in:
            – aeroplani
            – smartphone
            – netflix

            Dai, mi vuoi costringere a dirti che tu spacci esattamente la stessa merce?

          2. Il cannibalismo è insito nel concetto di mors tua, vita mea. Cosi come l’esistenza del Male è la prima ragione per la non-esistenza di Dio, allo stesso modo la “sinistra” che vuole raggiungere i suoi scopi macinando le nostre vite e macinando le vite degli immigrati, è la prima ragione per dimostrare che i veri scopi sono l’esatto contrario di quelli dichiarati.

            Leggo sul Corriere, il signor Conte che afferma:
            “Nelle aree focolaio non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento, salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta.”

            “… e quindi abbiamo già dato mandato alle forze dell’ordine perché provvedano e se è necessario ci saranno le forze armate, ma confideremo molto sulla collaborazione dei cittadini.”

            Ergo, eccoci arrivati alla Legge Marziale, coi posti di blocco dell’Esercito nelle strade.

            Lasciando da parte le ovvie considerazioni sui racconti di Fantascienza apocalittica, faccio presente che è sempre lo stesso meccanismo. Ci viene detto che in nome della Santa Globalizzazione dobbiamo accettare di essere fatti a pezzi oppure di vivere in stato di guerra, con l’Esercito a presidiare le strade e le piazze. I posti di blocco e le perquisizioni per entrare e uscire dai luoghi pubblici. Non ricordo più da quanti anni viviamo cosi, ormai è “normale”.

            La cosa paradossale è che la gente vive queste cose come “accidenti” quando è tutto scritto e risaputo molto ma molto prima che si verifichi, è tutto calcolato e disegnato a tavolino.

            Hanno cominciato a cantare “Bella Ciao” per tempo, perché la minaccia incombente è sempre quella del “Fascismo” e essere fatti a pezzi col coltello o da un virus è “un piccolo prezzo da pagare” per vincere la “guerra partigiana”. Una guerra contro noi stessi, una guerra sadomaso. Parliamo di follia, non follia del singolo ma follia estesa alle masse.

          3. La gente è disposta ad essere fatta a pezzi in questa guerra pur di potere comprare l’ultimo scemofono, pur di potere “viaggiare”, pur di potere soddisfare quei bisogni fasulli indotti dal lavaggio del cervello. Alla gente sembra normale scambiare lo stato di guerra permanente con la caraffa col filtrino a carbone attivo che usano nei bar alla moda di Londra. Ce lo chiede l’Europa di mettere la tassa sulla bistecca perché le mucche inquinano scorreggiando. E via cosi.

  2. Fuori tema (ma non troppo).
    Presentazione del libro di Luciano Canfora, “Fermare l’odio”, Laterza 2019

    “È giunto il momento di capovolgere la prospettiva. È tempo di considerare l’ondata migratoria come avamposto di un mondo in accordo col quale la (ancora) ricca Europa potrebbe dar vita a una struttura federale euro-africana gravitante sul Mediterraneo, effettivamente paritaria e, in prospettiva, sempre più integrata. Se l’intera ‘Unione’ si facesse protagonista di una svolta del genere potrebbe nascere una feconda interazione tra quel grande capitale umano e il capitale di conoscenze e risorse del vecchio continente. Questo libro è stato scritto mentre imperversava la disumana ‘chiusura dei porti’ imposta dal governo italiano allora in carica a danno di profughi in fuga dall’inferno libico. Quella pagina vergognosa della nostra storia recente, che ha macchiato l’onore del nostro Paese, è stata anche rivelatrice di un male antico e sempre latente: il lauto consenso che premia la demagogia xenofoba. Drammatica conferma di quello che Umberto Eco definì efficacemente il «fascismo eterno». La xenofobia sovranista ha fatto credere che la soluzione alle ondate migratorie sia «alzare il ponte levatoio». Ma la storia ci insegna che la vicenda degli spostamenti di masse umane coincide con la storia stessa del genere umano. È puerile volervi porre un freno ‘a mano armata’. Gli stessi Stati europei che ora indossano l’elmetto per chiudere le porte e i porti traggono origine da migrazioni di popoli che investirono – in un processo storico durato secoli – la struttura statale all’epoca considerata la più forte: quella dell’impero romano. Il Mediterraneo – oggi cimitero a cielo aperto -, che l’imperialismo europeo per lungo tempo ha diviso in colonizzati e colonizzatori, era stato molto prima, e per un tempo non breve, un’area politico-culturale unitaria. Può tornare a esserlo se sapremo ripensare radicalmente la troppo augusta, arroccata e qua e là incrinata, ‘unione’ europea.”

    Commento. Consideravo Canfora un antichista serio. Ho persino alcuni suoi libri in biblioteca.
    Ma com’è possibile aver letto diecimila libri e poi sparare idiozie come quelle qui sopra? Canfora, non ti posso più considerare serio. A che serve la “cultura”? Canfora ha pubblicato nel 2019 un mostruoso volume di mille pagine su Concetto Marchesi, uno dei padri costituenti. Non sapevo niente di Marchesi, ho letto il lungo articolo di Wikipedia su di lui. Visse in tempi atroci, avallò l’assassinio di Gentile. Un comunista come Canfora (che non è un ex comunista, si dice ancora comunista).

    1. Poi ti incazzi quando ti dico che non ce li ho messi io i libri di Cioran dentro casa tua. Per inciso, il testo che riporti è la copia conforme dell’editoriale di Scalfari a destra sul “compito della sinistra”.

      Ti spiego come è possibile leggere diecimila libri e sparare cazzate:
      – primo, il fatto di leggere un libro non significa capire quello che c’è scritto, condividere quello che c’è scritto o essere curati tramite la lettura dei tuoi problemi psichiatrici. Anzi, sovente capita che i letterati abbiano dedicato molto tempo alla lettura proprio perché, essendo malati di mente, non hanno fatto altre cose come le “persone normali”.
      – secondo, il “letterato” è un mestiere affine a “scriba del faraone”. Il letterato non scrive e non dice cose “giuste”, scrive o dice cose che hanno un mercato. Cioè qualcuno lo paga perché scriva o dica quelle cose invece di altre. Avere una “morale” ostacola gli affari, che da sempre sono basati sull’inganno. Il benzinaio tarocca la pompa cosi quando segna un litro invece ne stai mettendo 900cc e il letterato ti racconta un Storia e una Realtà artefatte ad uso delle Elite Apolidi di cui è un tirapiedi.

      Apriamo una parentesi sui cosiddetti “comunisti”.
      Ho già descritto la classificazione entomologica delle Tre Categorie degli Idioti Assistiti, Mai Cresciuti e Furbastri Psicopatici. Ho già detto che gli scopi reali dei “comunisti” sono l’esatto opposto degli scopi dichiarati, perché non “amano” il prossimo ma lo odiano e lo temono, oppure lo vedono come una risorsa da cannibalizzare.

      Quello che non mi spiego è che nel 2020 Sergio si svegli e all’improvviso scopra che i “comunisti” sono una sorgente continua di cazzate, che poi non sono cazzate ma menzogne e paradossi, generati con un preciso calcolo di manipolazione delle “masse” (Idioti, Mai Cresciuti) come “classe subordinata” da parte della “classe dirigente” (Furbastri). Sergio scopre che il signor Canfora scrive menzogne e assurdità ma a quanto pare non ha ancora capito che Canfora non scrive quelle cose per incidente, perché ha preso una botta in testa ma perché ha uno scopo preciso e ritiene che con quegli strumenti di propaganda può manipolare la “classe subordinata” per ottenere il suoi scopi, che poi sono gli scopi delle Elite Apolidi.

      Sergio, la mostruosità non è nei contenuti, è nella intenzione, nel calcolo, nella perfidia dell’inganno. Aggravata dal fatto che, come mi dimostri, insiste su persone ignare, inconsapevoli. La mostruosità è nel meccanismo del “fine” abbietto che giustifica letteralmente qualsiasi “mezzo”.

      Ah, dimenticavo: tutti i libri di testo quando andavo a scuola erano scritti da autori “comunisti” o comunque che orbitavano attorno a quell’attrattore. Anche li, non era un caso, era una precisa strategia che risale a quando si è capito che la tecnologia consentiva il controllo del pensiero, il primo Novecento. La differenza tra me e te, Sergio, è che io mi sono accorto che eravamo tutti dentro Matrix quando ero alle Medie e tu cominci ad accorgertene adesso.

  3. Spigolature – San Sandro Pertini

    Leggo in un articolo su Pertini di Veneziani:

    “Dunque, alla morte di Stalin nel ’53, il compagno Pertini, già direttore filo-sovietico dell’Avanti! e all’epoca capogruppo socialista celebrò il dittatore in Parlamento. Ecco cosa scrisse su l’Avanti!: «Il compagno Stalin ha terminato bene la sua giornata, anche se troppo presto per noi e per le sorti del mondo. L’ultima sua parola è stata di pace. […] Si resta stupiti per la grandezza di questa figura… Uomini di ogni credo, amici e avversari, debbono oggi riconoscere l’immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto». Quell’elogio non fu mai ritrattato da Pertini, neanche dopo che si seppero tutti i crimini di Stalin.”

    Giorgio Napolitano e Concetto Marchesi esaltarono l’intervento sovietico in Ungheria nel 1956. Marchesi morì l’anno seguente, Napolitano invece è ancora vivo e coronò la sua carriera con l’elezione a presidente della repubblica. Su Wikipedia si possono leggere le parole di Napolitano sui fatti di Ungheria: semplicemente vomitevoli, incredibili. Uno che ha detto cose simili dovrebbe avere il buon gusto di sparire, di non farsi più vedere. Un filosofo contemporaneo dice persino: chi è stato comunista dovrebbe spararsi (ma poi fa un’eccezione per Napolitano forse perché è un terrone come lui). Attaccare Napolitano è lesa maestà. Gli Italiani hanno la memoria corta.

    Sul caratteraccio di Pertini altri particolari nell’articolo di Veneziani:
    http://www.marcelloveneziani.com/articoli/il-presidente-impertinente-2/

    1. Secondo te si diventa un Pertini o un Napolitano essendo dei bravi ragazzi?

      Se l’Italia non fosse stata occupata dagli Americani questi personaggi avrebbero avuto mano libera nel realizzare l’ennesimo “paradiso del popolo” sullo stile della Romania. Che era esattamente il loro progetto.

      Che poi, il Fascismo, come ho scritto e riscritto, si affermò proprio perché gli Italiani lo vedevano come il “male minore” a confronto dei progetti dei personaggi come Pertini.

      I Pertini di oggi non hanno bisogno di fare strage, gli basta controllare il pensiero con l’uso accorto della tecnologia. Non devi espropriare nessuno con le armi quando puoi convincerlo a consegnarti la sua vita col lavaggio del cervello. Tra le tante conseguenze, non serve più il Proletariato come carne da cannone, non serve nemmeno la Borghesia come “nemico di classe”. Sparito tutto. Ci sono gli “utenti”.

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Vivaldi