Infine ci siamo, pape satan aleppe

Le notizie e le informazioni sono censurate fino dall’inizio. L’epidemia in Lombardia è fuori controllo, non esistono rimedi, la gente in giro ride perché non ha ancora capito cosa sta succedendo. Perché abituata a non sapere, a non pensare, a delegare ad altri.

Ci sarà una quantità incalcolabile di morti tra breve quando l’incremento dei malati gravi avrà saturato ogni possibile capacità degli ospedali, che non solo non potranno più assistere quelli che hanno bisogno della terapia intensiva per via della polmonite virale ma anche tutti quelli che soffrono di tutte le altre malattie e per gli incidenti. Si comincerà a fare come negli ospedali di guerra, curare solo quelli che hanno le migliori possibilità di cavarsela e agli altri, se va bene, una barella in un angolo. Poi, nemmeno quello, inutile portare la gente all’ospedale traboccante, i medici, quei pochi ancora sani, smetteranno di rispondere alle chiamate, lo stesso faranno tutti i servizi di assistenza e i malati saranno lasciati la dove cadono. La natura farà il suo corso.

Le “autorità” non sanno che pesci prendere e pro forma insistono con raccomandazioni che vanno dall’ovvio e praticamente impossibile di chiudersi in casa all’inutile ma rassicurante del lavarsi le mani. Tranquilli, abbiamo tutto sotto controllo, il comitato scientifico del Governo, la Protezione Civile. Tutte balle, non sanno cosa fare, però hanno sempre saputo come andrà a finire. Qui sta succedendo lo stesso che è successo in Cina, ne più ne meno. Non è una novità e per questo io sono furibondo. Se toccherà a me o ai miei cari, saremmo stati sacrificati sull’altare del dio della Globalizzazione, di cui non si poteva dubitare, che non si poteva deludere. Milano capitale del Mondo Nuovo senza confini, del meticciato, dei viaggi, del via-vai di cose e persone, di tutto quello che è caro al dio della Globalizzazione, compresa la doverosa China Town, è la prima a cadere.

Ai disoccupati io suggerirei di proporsi per la professione del prossimo futuro, il Monatto, cioè l’addetto che passa col carretto di casa in casa a ritirare i cadaveri. Vi prendevano in giro i compagni con la Peste del Manzoni e gli Untori. Rileggetelo, dicevano. Perché il vero pericolo era il virus del razzismo, il vero pericolo è Salvini che diffonde l’odio. Avete evocato il Demonio, care le mie merdine? Eccolo. Il Demonio delle antiche illustrazioni per la Divina Commedia, un gigante mostruoso che con le fauci zannute divora le piccole anime mentre da culo gli escono gli scemofoni, il 5G, le navi da crociera, i monopattini elettrici, i filtrini a carbone attivo per le caraffe dei bar alla moda di Londra, eccetera.

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  1. Io non la vedo così nera, ma posso naturalmente sbagliarmi. Vivo isolato con pochissimi contatti e potrei credermi o illudermi fuori pericolo. Trovo altresì strani questi focolai di modestissima entità che compaiono un po’ ovunque nel mondo (poco fa il telegiornale ha riferito di una dozzina di casi in Brasile e Cile). Fuori della Cina il paese più colpito sembra attualmene l’Italia, ma non credo si possa parlare ancora di gravissima epidemia destinata a fare migliaia di morti, non sembra essere la peste del 1348 o quella di Manzoni. Staremo a vedere, del resto non so cosa si possa fare adesso.

    1. Sergio, non sai niente ma la cosa grave è che sei stato condizionato dalla nascita a non mettere in discussione quello che credi di sapere.

      La Lombardia oggi è stata sigillata, cioè nessuno entra o esce tranne che per motivi gravi. Hanno emanato tutta una serie di direttive per la chiusura dei luoghi pubblici. Non servirà a niente perché non c’è modo di contenere il virus.

      Oltre la sua estrema infettività, la differenza di questo virus con la peste, che poi non è una malattia virale ma batterica, quindi oggi ci sarebbero gli antibiotici, è nel periodo in cui non si manifestano i sintomi e tuttavia si è contagiosi. Con la peste polmonare, trasmessa dalla tosse dei malati, si veniva subito incapacitati e si moriva o si guariva e questo bloccava il contagio. Servivano i topi che portavano pulci e zecche per fare da intermediario e conservare il serbatoio della malattia per estenderla ulteriormente tramite l’infezione per contatto. Invece per il virus cinese in questo momento ci può essere in svizzera qualcuno che torna dall’estero o un visitatore straniero che si sente benissimo e senza saperlo sta andando in giro a contagiare gente che farà lo stesso per due o tre settimane prima di cadere ammalata e quindi essere catalogata.

      Riguardo i morti, in Italia sono già circa duecento. Se stiamo ai dati ufficiali. Il calcolo è complicato e diventerà sempre più difficile per via del fatto che si continua a morire di tutte le altre “normali” cause, solo che adesso gli ospedali sono al tracollo, gli ambulatori sono chiusi, i medici sono pochi, gli infermieri fanno turni a ciclo continuo, eccetera.

      Di più, la Lombardia tiene in piedi l’economia italiana. Oltre il danno economico incalcolabile, ci saranno le ricadute sulla Sanità sul medio e lungo periodo.

      Adesso si può fare quello che andava fatto il giorno zero, cioè bloccare i viaggi internazionali. Si è scelto di proposito di non farlo e di rischiare la pandemia pur di conservare i dogmi della Globalizzazione.

      1. “Sergio, non sai niente ma la cosa grave è che sei stato condizionato dalla nascita a non mettere in discussione quello che credi di sapere.”

        Non credo. So di sapere ben poco e leggo e m’informo per apprendere. Non per niente la penso oggi molto diversamente da tanti anni fa, tanto da apprezzare quello che scrivi. Certo alcuni condizionamenti restano, è difficile, quasi impossibile liberarsene. O come diceva San Giovanni Bosco nel suo libro di preghiere, Il giovane provveduto (apparentemente ritirato dalla circolazione perché i salesiani se ne vergognano): adolescens etiam cum senuerit non recedit ab ea. Anchi invecchiando non lascerà la cattiva strada. Ma lo stesso mi pare di migliorare, almeno un po’.

        1. Intendevo dire che non hai il riflesso per cui le cose che ti vengono raccontate da altri sono sempre e comunque false e te le raccontano solo per manipolarti. Tu sembri ancora fiducioso che esista gente che ti racconta la verità, che la verità sia nei libri, in quello che hai appreso a scuola, eccetera.

          Se hai una speranza di capire cosa succede, questa viene dall’interpretare le cose che ti vengono dette, elaborandole, collegandole. Devi togliere il velo per vedere quello che c’è dietro.

          Mettiamola in un altro modo: io e te non sappiamo niente.
          Possiamo solo fare delle congetture. Le mie congetture sono quelle che ho scritto e niente per ora mi suggerisce altrimenti.

      2. Ah, Sergio, mi sono dimenticato di scriverti che per le malattie virali non esiste nessuna cura.

        Non esiste niente come gli antibiotici per i batteri. Esistono dei preparati che interferiscono con i meccanismi della replicazione virale (che avviene a carico delle cellule infettate) ma che io sappia nessuno è in grado di sopprimere completamente l’infezione, riducono la presenza di virus nell’organismo.

        Una volta infettati si può morire, si può sviluppare una malattia cronica che procede per anni, si può guarire e sviluppare un certo grado di immunità, oppure si può ottenere una remissione della malattia che però rimane latente, come l’herpes, perché il virus si annida in certi luoghi del corpo e li rimane in quiete.

        Il virus consiste in un involucro di proteine con delle molecole sulla superficie che servono a interagire con le cellule e iniettare il codice genetico del virus, con dei trucchi che poi inducono la cellula a fabbricare al suo interno delle copie del virus. E’ un meccanismo antico e diabolico nella sua astuzia meccanicamente indifferente, dato che il virus non è nemmeno una cosa viva, di suo non ha alcun processo metabolico. Il fatto di interagire con le cellule e di mischiare il DNA col loro, consente a certi virus di “annidarsi” nei tessuti rimanendo al sicuro dai vari meccanismi difensivi del sistema immunitario.

        Dato che il virus non è vivo, non lo puoi ammazzare.

        Quindi cosa fanno negli ospedali coi pazienti affetti da polmonite virale? Li attaccano al respiratore se non ce la fanno a respirare da soli, gli somministrano probabilmente degli antibiotici se serve per evitare infezioni opportunistiche e nei casi disperati, gli somministreranno degli antivirali messi a punto per altre malattie (non ne esistono di specifici) nel tentativo di facilitare l’organismo a controbattere il virus. Lo stesso più o meno dei malati di HIV (altrimenti noto come AIDS). Sono terapie di sostegno, il paziente ce la deve fare con le sue forze, oppure muore.

        C’è poi tutta una teoria sulle conseguenze della interferenza dei virus nel codice genetico delle cellule, sia sul singolo individuo che sulla specie se le istruzioni “spurie” vengono tramandate.

  2. Edit:
    “Mi piacerebbe un tuo commento all’articolo che ti ho segnalato.”

    Sergio, in questo momento me ne frego delle lesbiche, della fecondazione eterologa, del commercio di parti umane, dei politicanti e della Chiesa. Si sta verificando una delle mie più fosche previsioni, cioè una epidemia incontrollabile che ammazza la gente e produce il collasso dell’economia. Significa che oltre a non volere vedere morire i miei cari di polmonite virale, vorrei anche non finire a dormire nei cartoni sotto un ponte.

    In subordine, ti farei presente che, se costretto, sono disposto ad invadere la Svizzera, con le buone o con le cattive, facendomi precedere dal lancio dei cadaveri oltre le mura.

  3. Comunque, è tutto privo di senso. Siamo passati dall’imperativo di abbracciare i Cinesi e il “razzismo sanitario” di Severgnini il cosmopolita, alla pretesa che la gente non esca di casa per nessun motivo, 10 milioni di persone che da essere “cittadini del mondo” improvvisamente non devono più avere nessuna necessità, mangiare, bere, curarsi, parlare con qualcuno. Per di più, non per tre giorni, a tempo indeterminato. Sono idee cosi inapplicabili che non avranno nessun effetto e la conclusione inevitabile sarà quella che ho detto sopra. Aggiungo che col collasso del vivere civile ci sarà il fuggi fuggi. I Meridionali venivano al Nord per curarsi, per lavorare, per qualsiasi cosa e quando qui la vita sarà intollerabile, migreremo anche noi. La Globalizzazione che esce dalla porta rientra dalla finestra.

    1. C’è una differenza tra il passato e oggi: quello che sta capitando era noto in anticipo. Basta scorrere questo povero e insignificante blog.

      Si è scelto di proposito di scambiare l’epidemia con la conferma dei dogmi sulla inevitabilità e necessità del mondo senza confini. Dopo cent’anni di lavaggio del cervello, la gente è impervia al paradosso per cui non si potevano discriminare i Cinesi perché era “razzismo sanitario” e adesso si può immaginare di chiudere tutte le strade in entrata e in uscita dalla Lombardia. Immaginare perché non è fattibile e non serve a nulla. Cosi come tutte le inutili “raccomandazioni” più o meno governative. Mentre i compagni, per primo il sindaco Sala, che fino a poco fa incoraggiavano a partecipare alle “serate” per la Milano dell’integrazione, adesso raccomandano di stare chiusi in casa e se usciamo, di stare a due metri uno dall’altro, milioni di meridionali residenti in Lombardia stanno cercando di tornare al paese con tutti i mezzi. Quindi mettiamoci comodi e vediamo l’effetto che fa il virus nel resto dell’Italia. Io mi sono fatto due conti per vedere entro quando, all’attuale tasso di incremento, si raggiungerà il contagio dell’intera popolazione e non lo scrivo perché qualcuno potrebbe rimanerci male.

      A margine, oltre ripercorrere questo blog, è interessante anche ripercorrere gli altri. Ci sono dei veri deliri, cose che mostrano quanto siano scollegate le persone dalla cosiddetta “realtà”.

    1. Non ho bisogno di queste “notizie”. Qui stiamo contemplando l’inferno, possibile che non lo capiate?

        1. Si è tutto già scritto.
          Ieri il Presidente del Consiglio, nel proclamare l’ennesimo provvedimento, ha detto che tra due settimane ci riabbracceremo. La gente è veramente stupida se non ha ancora capito che qui si parla di mesi se non di anni e che l’esito più probabile è che l’intera popolazione sia contagiata.

          Non ci vuole nemmeno un genio a capire che l’unico modo per contenere l’epidemia sarebbe di bloccare completamente entrate e uscite e procedere allo “screening di massa” più velocemente possibile.

          Invece, i numeri che vedi sono solo i casi conclamati, perché il test lo fanno solo a loro. Ne risulta che gli infetti più o meno circolanti saranno probabilmente dieci volte tanto.

          Se rileggi i miei posta all’indietro dovresti anche capire la ragione per cui si preferisce l’apocalisse alla chiusura delle frontiere. Un test costa 30 euro, non è quello il problema.

          Tra le tante “notizie” leggo che ci sono dei turisti italiani ricoverati a Cuba.

  4. Io non prefiguro scenari estremi stile post apocalisse con guerrieri, comunità asserragliate e barbarie. Stiamo seguendo una curva esponenziale che rimarca quella cinese con uno shift temporale di 20 giorni. Nel ns. caso lo sfasamento sarà maggiore perchè le misure sono state attuate più in ritardo e meno rigorosamente. Si arriverà inevitabilmente a un picco che non sarà rappresentato da una cuspide ma da un plateau più o meno esteso nel tempo; si inizierà a scendere ma senza ridere, con inciampi e ricadute emotivamente amplificate. Oggi la Cina parla di 8 nuovi contagi. Fossero anche 80 è una miseria rispetto a due mesi fa quando costruivano l’ospedale a tempo di record e la nostra unica preoccupazione era riportare a casa Niccolò che era rimasto a Wuhan col suo fottuto programma Intercultura.
    Le misure attuate a Codogno hanno funzionato; quelle a Vò Euganeo ancora di più.
    In un caso e nell’altro si è trattato di due settimane di isolamento, non di tre mesi.
    L’unica anomalia statistica semmai è costituita dall’Africa: pochissimi casi che farebbero pensare che:
    – il virus risente del clima più caldo e le proteine si denaturano da una certa temperatura media in su inattivandosi;
    – la razza nera è in qualche modo geneticamente più resistente/immune.
    Non credo, in definitiva, che tra due settimane si tornerà come niente fosse a fare l’apericena alla galleria del Duomo insieme a Zingaretti.
    Ci vorrà più tempo. Azzardo: a fine aprile IN ITALIA dovremmo vedere la fine del tunnel (escluse ovviamente le conseguenze economiche).
    Per scene stile Sopravvissuti dovremo aspettare la prossima novità in arrivo dalla Cina, per la quale ringraziamo tutti gli imprenditorucci italiani lì recatisi a produrre la spazzola per i cessi o i trapani finti Black%Decker che costano 19,90 euro e illudono certi idioti globalisti di aver fatto un “affarone”.

    1. La prima cosa sconcertante e insieme divertente è che sono sicuro che gli “scenari estremi” per te sono i film americani, quindi opere di fantasia. Questo perché la Scuola italiana, per mano dei suoi aguzzini-insegnanti, ha provveduto a rimuovere la nozione che tutti i paesi e le città italiane sono stati per secoli “comunità asserragliate”.

      Prima ancora, tutte le civiltà urbane nascono dalla necessità di concentrare e proteggere un surplus alimentare prodotto con la agricoltura e l’allevamento, quindi granai che facevano gola a tutti.

      La parola “barbari” significa “quelli che parlano abbaiando come i cani” ed è un altra caratteristica tipica delle comunità antiche, tutte si riferivano a se stessi come “le persone” e davano agli altri connotati di bestie. Nello specifico della parola “barbari”, erano tutti gli stranieri che non parlavano un dialetto greco.

      Ci sono state epoche in cui veniva meno la necessità di “serrare” i granai tra le mura e porte di una fortezza. Erano epoche in cui una data civiltà aveva la capacità e la disposizione spirituale di aggredire le altre, per cui, portando la guerra in casa d’altri, non si preoccupava più di tanto che la portassero in casa sua. Quando capitava un imprevisto, “hannibal ad portas”, Annibale alle porte.

      Quindi tu non ti puoi prefigurare nessuno scenario perché non hai in testa niente che ti può rendere conto della realtà, da cui non puoi congetturare nemmeno sul futuro. Questo è un tratto tipico della contemporaneità ed è stato disegnato a tavolino e imposto ad arte, cosi da convincere tutti che qualsiasi scemenza proposta dalla “pseudo-cultura” era la verità, era la realtà ed era anche la necessità.

      Mi fa anche ridere che tu parli della Cina non solo come se avesse le proprietà fisiche del comune di Rozzano ma anche come se tu guardassi dall’alto e vedessi quello che succede, invece di dipendere dallo “storytelling” che ti viene fornito, vedi sopra circa la tua capacità di giudizio diminuita ad arte.

      “Oggi la Cina parla”. Mi domando come si fa ad avere l’incoscienza di scrivere una cosa del genere. La Cina parla. La Cina ci parla. Come no. La signora Cina la incontravo sempre sull’ascensore prima che subentrasse la consapevolezza che lo spazio confinato dell’ascensore potrebbe essere fatale.

      La “razza nera”. Come la signora Cina, ti parla di sicuro anche la “razza nera”, che a tratti esiste e a tratti non esiste. Esiste quando si tratta di dire che sono bravi in qualcosa o hanno qualche potere speciale e non esiste quando si tratta del contrario, in quel caso diventiamo tutti uguali.

      Allora, ci sono tre cose che in questo tuo commento non hai considerato, perché come dicevo, non sei capace di mettere assieme i pezzi.
      – Tutto quello che ti dicono è manipolato. In particolare, ti farei presente che i numeri dei “casi” si riferisce alle sole persone che manifestano i sintomi in maniera palese, che sono le uniche a cui viene fatto il famoso “tampone”. I “casi” non sono le persone infette, di cui non si sa nulla e che probabilmente sono “n” volte tante, secondo me un valore attorno a 10 volte tante ma se fossero anche tre volte tante sarebbe lo stesso ai fini di questo discorso. Ho letto da qualche parte e mi sembra plausibile, che l’epidemia raggiunge un equilibrio attorno al 70% della popolazione immune. Nel caso nostro, perché si stabilizzi serve che almeno 35 milioni di Italiani contraggano il virus e sopravvivano con l’immunità, per potere bloccare la catena della trasmissione. Fai il calcolo dei deceduti in percentuale su 35 milioni di infetti.
      – della Cina non sappiamo assolutamente niente, ne io, ne te, ne nessuno. Forse la CIA o il FSB hanno informazioni più attendibili. Meglio non assumere come “verità” cose che ci vengono passate da altri senza che possiamo controllare, sopratutto se sappiamo in partenza che questi altri hanno una loro “agenda”.
      – il virus non se ne andrà mai più. Questa è una cosa che nessuno ti dice. In questa fase non stanno cercando di togliere il virus di torno, stanno solo cercando di rallentare l’arrivo dei malati gravi nei reparti di terapia intensiva, solo perché se la gente prendesse coscienza che chi si ammala è lasciato alla sorte, gli potrebbero venire idee di fuga. E l’Italia adesso non è un insieme di “comunità asserragliate”, che sarebbe molto più salutare per la psiche, è UNA ENORME PRIGIONE, dove tra l’altro la gente sconta una condanna senza un limite di tempo. Le antiche “comunità asserragliate” potevano esistere più o meno indefinitamente, aprendo un pertugio per fare entrare il necessario. Noi non possiamo rimanere chiusi in casa per settimane, mesi, anni.
      – se anche questa campagna di incarcerazione degli Italiani sortisse l’effetto di diminuire sensibilmente i contagi, se anche quelli già contagiati non fossero portatori del virus ma solo immuni, l’unica speranza per coesistere con la malattia è quella di tutte le altre malattie gravi e potenzialmente epidemiche, cioè il vaccino. In questo momento i governi invece di straparlare di cose che stanno a cuore a Soros, dovrebbero investire tutte le loro risorse nella messa a punto di un vaccino, meglio se valido per una intera famiglia di virus affini, perché dalla fottuta Cina continueranno a venire varianti nei prossimi anni.
      – la situazione dello show “Sopravvissuti” è palesemente irrealistica e si basa sia sulla direttiva di cancellare la Storia, sia sulla necessità di fare uno show con quattro soldi. Quello che succede in caso di sterminio dell’Umanità è che non funziona più niente e ogni cosa va ricostruita partendo da due legnetti. Adesso tu pigi il bottone e si accende la luce. Questo è possibile solo perché c’è una enorme “filiera” di passaggi che mettono insieme milioni di pezzetti disparati, se ne venisse a mancare solo uno, fine, non c’è piu corrente elettrica, quindi niente luce, niente macchinari, niente frigorifero. Adesso tu hai una carie e vai dal dentista, ammesso che ce ne sia ancora uno vivo, con la catastrofe questo dovrebbe trapanarti con un trapano a manovella, senza anestesia e dovrebbe farti l’otturazione con cera d’api o resina di qualche tipo ma stante l’inutilità della operazione, farebbe prima a cavarti il dente con la pinza. Scordati qualsiasi intervento chirurgico che non sia mettere dei punti ad una ferita aperta. Mancando i vaccini, riprenderebbero a tutta forza le malattie dimenticate come la polio, la pertosse, il morbillo, eccetera. Ma la cosa più semplice è anche quella più ignorata: senza frigoriferi non si può ne conservare ne trasportare il mangiare, il che significa l’impossibilità di vivere in città oltre una certa dimensione che attorno non abbiano abbastanza campagna da convogliare continuamente il cibo verso il centro. Ovviamente le case moderne sarebbero anche inabitabili perché non consentono il riscaldamento con il fuoco, oltre a non esserci abbastanza legna o carbone, non ci sono gli sfoghi per il fumo. Ah, poi ne “i Sopravvissuti” manca anche un altro dettaglio ovvio, nelle città e dintorni cammineresti sui cadaveri, con tutte le conseguenze.
      – l’Italia non si sveglierà nel post-apocalittico ma degraderà progressivamente verso un Paese dell’Est negli anni Ottanta, un paese dove la gente si mette in fila per il paio di scarpe, la tuta, tot etti di pane e il pezzo di salsiccia. Stamattina alla radio sentivo la pubblicità di una azienda che fa catering per eventi aziendali. Suonava un po’ come il cigolio dell’insegna del saloon nella città fantasma, col cespuglio che rotola.

      Severgnini scriveva nella sua ultima marchetta del Corriere:
      “L’orgoglio da ritrovare: noi siamo italiani.
      La chiusura della società aperta appare una contraddizione. Ma dobbiamo provarci e ci stiamo provando.”

      Questo significa un po’ di cose. Primo, Severgnini e gli altri del Corriere non provano nemmeno a dissimulare chi sono i veri referenti per cui scrivono i loro articoli. Vedi alla voce “società aperta”. Secondo, Severgnini non si pone il problema della contraddizione, perché confida nel fatto che il lavaggio del cervello ha convinto gli Italiani e gli Europei che la contraddizione è il “sale della vita”, è una cosa vera, reale, necessaria. Infatti, ci troviamo davanti all’evidenza dei porti “aperti”, delle frontiere abbattute, del “libero movimento” di tutti e di qualsiasi cosa mentre nello stesso momento il Governo di Conte, presentato come eroe dai “media”, ci obbliga a presentare un “pass” solo per farci vedere in mezzo ad una strada, dobbiamo chiedere il permesso per esistere.

      La “chiusura” (della società aperta) VALE SOLO PER NOI. Infatti, hanno fatto il diavolo a quattro per rimuovere anche solo la vaga idea che ci si dovesse difendere dal virus cinese. Casso gli imposta alle Elite Apolidi se l’Italia precipita nel Terzo Mondo? Se muore qualche migliaio (secondo me arriveremo oltre i 50.000) di persone per una epidemia? Come hai scritto, poi la situazione “come in Cina” si stabilizza, chi muore giace, chi vive si da pace e il mondo continua a girare. Il mondo del Popolo Unico, col Sangue Integrato, dove se un minorato si ingroppa un animale in qualche tugurio, tutti quanti devono poi prendere la sua bella malattia, perché sennò, come scriveva Severgnini, sarebbe “razzismo sanitario”.

      1. Ah, poi ti consiglierei di guardare da vicino il comportamento della gente. Forse tu sei lontano dall’epicentro dell’epidemia. Non vedrai i “guerrieri”, vedrai una umanità di miserabili che brulica febbricitante attorno alle poche sorgenti di vita, graffiando, mordendo. Finche ce la fanno, i vecchietti continuano a svegliarsi all’alba e ad andare fuori a comprare le cose che gli servono o che pensano che gli servano. Prova a metterti tra il vecchietto e la cosa che vuole. Non ci sono “regole”, è il Titanic, è la zattera della “Medusa”, è il Sacco di Roma.

        E’ questa l’ennesima beffa in questo nostro dialogo. Te immagini una catastrofe “eroica” ma è l’esatto contrario, è l’esibizione delle miserie umane. Finché c’è vita, poi comincia l’esibizione dei corpi morti. L’Italia non sta combattendo degli Alieni o delle macchine ribelli, è chiusa in casa impotente ad aspettare che passi il Tristo Mietitore e, dato il lavaggio del cervello, si sta preoccupando dell’auto parcheggiata in strada e di dove andare in ferie questa estate.

        Esempio surreale di oggi:
        Telefonando con Rosa Canina abbiamo convenuto, ancora una volta, che un’Italia con 5 – 10 milioni di persone sarebbe un paradiso in terra.

        Questo signore si immagina di andare a dormire, poi arriva la Fata Turchina e puff, la mattina dopo si sveglia e c’è l’Italia di adesso VUOTA, tutta lucida e pulita, con tutti i servizi necessari, tutte le bellezze e i piaceri ma con la popolazione ridotta di 10 volte. Potresti pensare che sia un pazzo isolato e vabè, siamo tutti un po’ strani ognuno a suo modo. Invece no, c’è tutta una dottrina dietro, ci sono matriosche di dottrine perverse che contengono altre dottrine perverse e milioni di persone che provano il loro piacere perverso nello starci dentro coi loro amichetti.

        La cosa peggiore è che ti costringono ad augurargli di provare sulla loro pelle quella medicina, perché loro godono nel pensare che sia somministrata agli altri. Ti costringono ad augurargli di trovarsi in rianimazione domani con un tubo in gola e uno nel culo. Cosi sei al loro livello ma con la maledizione della consapevolezza che loro non possiedono.

        1. Il Marchese del Grilletto non si smentisce mai. L’importante è poter saltare sulla macchina e poter andare in balera a toccare una tetta. Naturalmente senza trovare traffico per strada perché altrimenti esclama seccato, come il miglior milanese imbruttito, “ma dove va tutta questa gente?! Perché non se ne sta a casa!”

          1. E’ solo uno dei tanti stereotipi, dei tanti comportamenti condizionati, che messi insieme fanno la nostra quotidianità.

            Oggi Milano è una enorme prigione, con tanto di braccio della morte ma ieri era la città “simbolo” del “progresso mondialista”, una “capitale europea” senza rovine e finti centurioni ma con i quartieri “etnici”, i fattorini che consegnano il mangiare e gli hipster che sfrecciano sui monopattini. La città che rappresenta il divario necessario, buono e giusto tra gli “evoluti cosmopoliti” della città e i “retrogradi” delle campagne. La città dove si organizzavano simpatiche sfilate multicolori dove gli immigrati più o meno folkloristici con trombette e tamburi si mescolavano con volonterosi milanesi impegnati in “danze tribali” con la faccia dipinta col lucido da scarpe a simboleggiare la negazione della loro identità. Avrei dovuto fare dei video miei personali presso le Colonne di San Lorenzo o sui Navigli nelle sere della “movida” milanese e riprendere l’antropologia locale.

            C’è una caratteristica comune a tutti questi tipi umani da commedia all’italiana: sono tutti adulti-bambini. Come tali vivono la vita nell’eterno presente, non hanno memoria del passato e non immaginano il futuro. Vivono la vita come concretizzazione immediata e necessaria delle loro voglie, senza ovviamente domandarsi se per caso queste voglie siano “bisogni indotti”.

            Il problema non è che ognuno di questi è un cretino. Il problema è che messi insieme fanno un volano che una volta lanciato ha una inerzia tale che può succedere letteralmente qualsiasi cosa e continuerà a muoversi in quella direzione.

            Questa è la ragione per cui ormai sul Corriere non si preoccupano se quello che scrivono è paradossale e surreale, se le menzogne e i travisamenti sono palesi, se la manipolazione è grezza, elementare. Il volano ha ridefinito quello che la gente pensa sia il “reale” e nello stesso tempo impedisce di concepire qualsiasi deviazione.

            C’è un mio amico che vive di viaggi e vacanze. Quando è cominciata l’apocalisse mi diceva che in questi giorni di marzo sarebbe venuto a trovarmi. Non immaginava nemmeno che saremmo arrivati alla Legge Marziale, con Polizia ed Esercito che ci impediscono di uscire di casa. E’ questo l’interruttore che mi spaventa perché manca completamente. Non dico che uno deve per forza assumere il peggiore futuro possibile ma almeno farsi venire il dubbio, pensare “dai, vediamo come si mettono le cose”. Invece no. Può capitare qualsiasi cosa, domani deve essere esattamente identico a ieri, l’eterno presente. In questo presente può esistere solo il mondo della Globalizzazione con tutti i suoi attributi e in particolare che se hai voglia di una cosa, ti togli quella voglia. Perché volere ormai è sinonimo di dovere e viceversa.

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Vivaldi