Libertà e tecnologia

Periodicamente torno ad annoiarvi con le mie raccomandazioni circa l’uso di Internet. Ve la faccio breve. Non ci vuole molto a capire che chi ha soldi e potere usa i “media” per controllare le masse. La parola “controllo” va intesa nel doppio significato di “ti osservo” e “ti comando”. Se non vogliamo essere asserviti a questo macchinario, dobbiamo fare il possibile per sottrarci al “controllo”. Ecco come potete fare, se avete domande e osservazioni, scrivetele nei commenti.

  1. il dispositivo. Vi suggerisco di usare un PC con sopra una distribuzione Linux. Vi sarete fatti l’idea che è una cosa per “smanettoni”, invece no, al giorno d’oggi è più facile di Windows, è solo questione di abitudine e pigrizia. Comunque la cosa più importante è che siate consapevoli del fatto che gli “smartphone” sono strumenti progettati apposta per il “controllo” delle masse e non c’è modo di evitarlo. Se usate uno smartphone tutto quello che fate viene registrato da una moltitudine di soggetti. Non è un incidente, è intenzionale. Cosi come è intenzionale la “obsolescenza programmata” che vi porta a cambiare l’aggeggio con una certa frequenza. A questo proposito c’è una idea sbagliata della “sorveglianza”. Si, lo smartphone può essere usato come un microfono e da qualche parte ci sarà una persona, un funzionario di Polizia se l’intercettazione è disposta da un Magistrato, con le cuffie in testa e un registratore. Però la “sorveglianza” può anche essere effettuata dalle macchine, cioè da dei computer che fanno passare milioni, miliardi di comunicazioni attraverso opportuni filtri per isolare quelle “interessanti”, premessi certi criteri. Una volta che la macchina “isola” una certa comunicazione, si possono puntare ulteriori macchine per sorvegliare un ambito via via più specifico. Se pensate che questo marchingegno non dorme mai e che tramite lo smartphone vi segue qualsiasi cosa fate e dovunque andate, forse potrete capire la natura del problema. La ragione per cui non hanno sfruttato questa possibilità in occasione della epidemia è che in “Occidente” non vogliono rendere il tutto palese, sbatterlo in faccia ad un “pubblico” di babbei ignari.
  2. il DNS. Si tratta del servizio che associa il “nome” di un sito, per esempio “pincopalla.eu” al suo indirizzo di rete o indirizzo IP. Di solito si usa quello dell’azienda telefonica che ci fornisce l’accesso ad Internet. Ci sono due ragioni per cambiare DNS, la prima è che chi lo gestisce vede tutti gli indirizzi a cui vi collegate e se questi sanno anche i vostri dati anagrafici la cosa potrebbe essere poco igienica, la seconda è che l’unico modo che hanno le autorità per “spegnere” un sito Web che non sia fisicamente collocato in Italia è imporre a chi gestisce il DNS di cancellare quel sito dalla sua lista. Potete facilmente cambiare DNS nelle impostazioni di rete del vostro dispositivo. Ci sono diversi DNS pubblici, per esempio potete usare “9.9.9.9” (Quad9) oppure “1.1.1.1” (Cloudflare) oppure “208.67.222.222” (OpenDNS). Attenzione che il DNS dovrebbe essere vicino al luogo dove vi trovate, controllate dove si trova il “nodo” più vicino, di solito nel sito del fornitore del servizio c’è una mappa con il posizionamento dei “nodi”. Per esempio Quad9 credo che abbia un solo “nodo” in Italia e si trova a Torino. Se voi abitate a Reggio Calabria o a Trieste, meglio se trovate un altro DNS.
  3. il browser. Vi raccomando di usare Firefox. Qualsiasi altro browser si basa sul codice del progetto “Chromium” che dipende da Google. Esiste anche una versione “anonima” di Firefox, cioè “Tor Browser”. In questo caso per “anonimo” si intende il fatto che il vostro indirizzo di rete o indirizzo IP viene mascherato facendo passare le connessioni di rete attraverso dei “nodi” intermedi, forniti da dei volontari. Cosi facendo all’estremità opposta di una connessione non si può risalire all’indirizzo dell’origine. Questo sistema però ha una grossa limitazione, dovendo passare dai “nodi”, rimane poca banda utile, quindi non si può usare Tor Browser per le attività che consumano molta banda, per esempio i video.
  4. il motore di ricerca. Non usate nessun servizio di Google, se appena potete evitarlo. Google fa soldi raccogliendo informazioni sui suoi utenti e rivendendole agli inserzionisti, allo scopo di definire campagne promozionali “mirate”. Ci sono diverse alternative, per esempio “Duckduckgo” (USA), “Qwant” (Francia), “Startpage” (Olanda). Se volete una alternativa a GMail, potete provare “Protonmail” (Svizzera).
  5. non usate i cosiddetti “Social Network”. Come sopra, quei servizi sono apparentemente gratuiti perché guadagnano raccogliendo informazioni su di voi e sui vostri “contatti” per poi rivenderle agli inserzionisti che vi proporranno campagne mirate. Prego notare che qui per “campagna” non si intende solo la pubblicità convenzionale ma qualsiasi attività che serva a condizionare il vostro modo di pensare e i vostri comportamenti. Mi direte che tutti li usano quindi dovete usarli anche voi per potere avere una “vita sociale”. Ancora, non è accidentale, è intenzionale. C’è anche la parte repressiva del “controllo”, cioè dovete sapere che se voi visitate una certa pagina o avete una certa persona nei contatti, chi vi “controlla” vi può inserire in una “lista nera” per poi procedere a minacciarvi a vario titolo. Partendo dalle “autorità”. In questi anni è un diluvio di leggi mirate a eliminare il diritto costituzionale di esprimere le proprie opinioni, vedi il concetto paradossale dello “odio” e mirate a obbligare la gente a ridefinire la “normalità”, vedi il post sulle decine di bambini fabbricati in Ucraina per essere rivenduti in Italia, che sono rimasti “in magazzino” come merce invenduta a causa del “lockdown”.
  6. attenti agli automatismi che vi semplificano la vita. Per esempio, non salvate le password dentro un software, piuttosto scrivetele su un foglietto che terrete nel portafogli. Ovviamente, non usate la stessa password per due servizi diversi. Vi tocca la scocciatura di re-inserire la password ogni volta? Si, però considerate le implicazioni del fatto che qualcuno si impossessi di tutte le vostre password tramite una falla nel software che adoperate. Inoltre, considerate che se non avete il foglietto, un guasto al dispositivo o un furto vi cancelleranno tutte le password che non vi ricordate.
  7. se a questo punto avete voglia di fare un passettino ulteriore, oltre ad usare Firefox, che contiene l’opzione per bloccare il “tracciamento”, cioè il fatto che vari soggetti registrino quali siti Web visitate e cosa fate, potreste aggiungere due estensioni, “uBlock Origin” e “Mozilla Firefox Multi-Account Containers”. Ne ho già scritto diffusamente, la prima è un filtro sui contenuti delle pagine Web se usato nella modalità “avanzata”, che però richiede che leggiate la documentazione e il secondo è un modo per isolare ogni sito Web dentro un suo “contenitore” da cui non può vedere cosa fate su altri siti Web. Ci sono altre opzioni, più o meno complicate, più o meno efficaci. Scrivetele, se volete.

Per imparare come si fa Internet, vi raccomando questo indirizzo: Impara il Web. C’è anche in italiano ma meglio se lo leggete in inglese, per la triste ragione che tutta la “informatica” fondamentalmente è in inglese, le traduzioni spesso sono incomplete o approssimative.

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