Compagna schizofrenia

Da Repubblica, versione per i veri compagni che pagano per leggerla:

Capitan Mitraglia ha preso la Lega al 4 per cento nel 2013. In sei anni l’ha portata quasi al 40 per cento. Nutrendosi e al tempo stesso alimentando le paure profonde degli italiani, questo è certo. Lucrando sul rancore sociale e sull’odio per il diverso come categoria politica, questo è altrettanto certo. Ma anche e soprattutto battendo il territorio palmo a palmo, rosicchiando il consenso metro per metro, spacciando “protezione” agli esclusi della globalizzazione. Mentre la sinistra riformista si sporcava le mani per salvare il Paese sui mercati finanziari, Salvini organizzava bagni di folla sui mercati rionali.

In Umbria il capo leghista ha tenuto 53 comizi, Zingaretti 15, Di Maio 8. Venerdì scorso, mentre l’Avvocato del Popolo Conte andava in visita al Falansterio del re del cachemire Brunello Cucinelli, lui se ne andava in mezzo ai lavoratori di un’azienda di profumi. E mentre Zingaretti e Di Maio cercavano di non turbare professionisti e partite Iva, lui faceva il pieno tra gli operai delle Acciaierie di Terni. Com’era già successo tra i delusi dei cantieri di Monfalcone, tra i sommersi dell’Alcoa nel Sulcis, tra i dimenticati di Piombino, di Termini Imerese, di Pomigliano.

Chi scrive, posto che per me continua ad essere incredibile che siano pagati per scrivere queste cavolate, è cosi addentro la propaganda meccanica che non si rende conto dei paradossi che descrive.

La gente voterebbe Salvini perché sconvolta (ad arte) da:
– paure profonde
– rancore sociale
– odio per il diverso
– promesse di “protezione”
– conformismo della folla

Naturalmente verrebbe da chiedersi di cosa si nutra e al tempo stesso alimenti la “sinistra”. Non da oggi ma dai primi del Novecento. Se non vogliamo risalire al Terrore giacobino. Cosa dicano di nobile e meritevole i capoccia della “sinistra” ai loro seguaci per mandarli ad uccidere e morire nei famosi “scontri di piazza”. Perché alla cronaca di questi giorni è arrivato il caso degli ex-terroristi delle Brigate Rosse a cui verrebbe dato il famoso “reddito di cittadinanza” e a me non viene in mente nessun caso di terrorista delle Brigate Verdi mandato da Salvini. Ah già, direte, sono sempre e solo “compagni che sbagliano”. Nel con lo Stato ne con le BR.

Inoltre, non si capisce per quale mistica ragione, a Salvini basterebbe farsi vedere nei pressi di una azienda per ottenere il consenso dei “lavoratori” che sono:
– profumieri
– metallurgici
– delusi
– sommersi
– dimenticati

Nello stesso tempo non si capisce perché Salvini risulti simpatico ai “lavoratori”, traviati dai suoi malefici e nello stesso tempo anche alle “partite iva”, notoriamente a lui affini in quanto criminali, che secondo lo scrivente sarebbero accarezzate dai codardi Zingaretti e Di Maio quando nella consolidata letteratura “di sinistra” bisognerebbe invece espropriare e magari sterminare i “padroni” per… boh, fare felice il “proletariato”. A proposito del “rancore sociale”.

La verità forse non appare all’articolista oppure non può ammetterla se vuole campare scrivendo su Repubblica ma è veramente semplice: a Salvini basta fare una scorreggia per risultare più convincente di Zingaretti e Di Maio, i quali appena aprono bocca proferiscono delle puttanate incredibili, del tutto scollegate dal famoso “mondo reale”. Quello che l’articolista descrive come “paure profonde” eccetera, alla persona “normale”, che non vive nella metafisica della “sinistra”, sembra solo buon senso. Gli operai sono persone e sono persone anche le “partite iva”. Persone con vite normali e ambizioni e problemi normali. La “normalità” che è lontanissima dalla “sinistra”, almeno fintanto che non saranno riusciti ad imporre la loro, di “normalità”.

Il voto in Umbria

Il voto degli Italiani dimostra solo una cosa, che non siamo ancora completamente marci come ci vorrebbero le Elite Apolidi e i loro scagnozzi della cosiddetta “sinistra”. La loro strategia è quella di traccheggiare mentre fanno quanti più danni possibile per rendere irreversibile il loro progetto del Mondo Nuovo senza confini, senza Nazioni e Stati, popolato dal famoso “meticciato”.

Che le “cariche istituzionali” siano prezzolate e lavorino contro il Popolo è la conseguenza del fatto che siamo tornati ad essere l’Italia colonia di potenze straniere. Che non sono, come ogni tanto mi suggeriscono i poveretti che votano Cinque Stelle, la “Francia” o la “Germania”, sono le solite Elite Apolidi e queste Elite Apolidi hanno in odio non solo gli Italiani ma tutti i Popoli europei. Quello che fa la differenza è il livello di masochismo auto-distruttivo indotto dal condizionamento a cui ogni Popolo è abituato.

Il progetto degli Stati Uniti d’Europa non riguarda il cosiddetto “assetto istituzionale” ma consiste nel trasformare l’Europa negli USA, i Popoli europei negli Americani, ricreare qui la copia conforme di quella che purtroppo è diventata la loro società distopica. Il “meticciato”, lo ribadisco, non è una festa multicolore, storicamente è la società coloniale nelle Americhe rigidamente divisa in caste, dove i coloni di etnia europea sono il vertice, nei livelli intermedi ci sono gli incroci, i Nativi e sul fondo della piramide gli Africani deportati.

Sentivo prima un “maestro del pensiero” in un video di La Repubblica, col riporto a celare l’incipiente calvizie, recitare la solita lamentazione per cui la “sinistra” non può presentarsi alle elezioni perché ha perso il contatto con “i territori” e “i lavoratori”. Oh somma ironia. Non è mica successo per caso, le Elite Apolidi intendono sopprimere sia l’idea del “territorio” fatto di specificità locali, sia l’idea del “lavoratore” sindacalizzato. Difficile convincere un capofamiglia che fa l’operaio alla fonderia di Terni che le “priorità” sono quelle di un “designer” omosessuale che vive in centro a Milano, nel momento in cui gli “amici” della “sinistra” si vantano di avere creato una ennesima distopia per cui Milano diventa una realtà “moderna e globale” di grattacieli sullo stile Emirato Arabo e banlieu di periferia, completamente separata dal contesto retrogrado di casette e fabbrichette.

Io non me la prendo con la “base” di minchioni codizionati dal lavaggio del cervello. Disprezzo i “dirigenti” e i cosiddetti “intellettuali”, che dicono quello che dicono e fanno quello che fanno in nome della “Società Aperta” di Soros per mera convenienza personale, per mestiere, oppure perché sono psicopatici criminali.

Popolo di idioti, eccovi l’evasometro con anonimizzazione

«Evasometro», con la manovra 2020 arriva il Grande Fratello fiscale (con anonimato)

1. “Nella sostanza non c’è una copertura strutturale del deficit, perché il governo si limita a spostare al futuro il saldo di un debito che ha verso le banche.

2. “… lo 0,004% del Pil – però è una sorta di rivoluzione culturale. Detto da qualcuno nel palazzo del Tesoro: «Perché Google può profilare gli italiani, ma noi no?» … algoritmo in grado di incrociare i dati delle fatture, dei consumi o dei movimenti bancari con gli strumenti dell’intelligenza artificiale.

Cari Italiani, propongo ancora di abolire le elezioni, tanto siete tutti una manica di idioti, di imbecilli.

Prima cosa, come scritto nei due post precedenti, mentre Grillo farnetica di “reddito di nascita” da garantire ai futuri “Einstein” e ai futuri “Shakespeare” perché possano essere “creativi”, una specie di Keynes psichedelico e mentre Zingaretti promette la “giustizia sociale” e la “svolta green”, perché nessuno gli chiede cosa significa, lo Stato in realtà si indebita chiedendo dei prestiti e sostanzialmente falsificando il bilancio. Si indebita, non per costruire stazioni spaziali ma, nessuno lo vuole dire, per pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici e per sostenere l’economia assistenziale del Meridione.

Seconda cosa, non solo promettono la “lotta ai grandi evasori” mentre in realtà vogliono “profilare gli Italiani” ma lo raccontano a gente che non capisce come il concetto di “profilazione” sia antitetico a quello di “anonimato”, è l’esatto contrario. La “profilazione” necessita di due aspetti, la identificazione univoca di ogni singolo italiano e la osservazione continua dei suoi comportamenti. Se le “agenzie” che saranno incaricate del “recupero crediti” dovranno bussare alla porta dei “possibili trasgressori” dovranno sapere esattamente chi sono e dove abitano e avere traccia della “trasgressione”, nonché la possibilità di risalire a tutta la storia precedente.

Non finisce qui. In realtà la “profilazione” non serve nemmeno per constatare una trasgressione ma per anticiparla. Cioè per prevedere come si comporterà una persona, date certe premesse. La “profilazione” non è una prova di colpevolezza, è un criterio di discriminazione. Tempo fa la banca mi ha chiesto se volevo sottoscrivere una certa polizza assicurativa per l’automobile. Non credono che io non possieda l’auto, cosi come non credono che non possieda il furbofono. La polizza richiedeva l’installazione di una “scatola nera” sull’auto, in modo che la compagnia assicurativa potesse “profilare” il guidatore. La ragione è che in base al “profilo”, pagherai una tariffa diversa, perché si presume che diversi comportamenti corrispondano a diversi livelli di “rischio” per l’assicuratore. Come effetto secondario, le informazioni contenute nella “scatola nera” possono essere usate per qualsiasi altro scopo, oltre quello di determinare la tariffa, per esempio, ipoteticamente, per elevare una contravvenzione se viene registrato che l’automobile viaggiava oltre il limite consentito in un dato punto del percorso, oppure provare in tribunale la responsabilità di un sinistro.

Terza cosa, la “intelligenza artificiale” è una delle tante scemenze inventate dal marketing. In realtà è un normalissimo software che elabora, applicando un certo insieme di regole, la grande quantità di dati raccolti con la identificazione univoca e osservazione dei comportamenti. Il software non contiene più “intelligenza” di quella che ci hanno messo dentro i programmatori. E’ una macchina, non pensa, non è una coscienza, non è capace di intendere e volere, non distingue il bene dal male, quindi non è responsabile di nulla. Nessuno ha ancora avuto il coraggio o l’incoscienza di mettere in giro armi completamente autonome, gli alti comandi militari temono le conseguenze di creare un assassino meccanico, inconsapevole, che non distingue il bene dal male. Il Governo italiano, nella sua saggezza, non ha queste remore.

Ah, per chi non ci arriva.
Google può “profilare” i suoi utenti perché essere utente di Google è facoltativo. Non è un obbligo, fondamentalmente si sottoscrive un contratto dove Google scrive chiaro e tondo che tratterrà le informazioni per farne uso commerciale e in cambio fornirà certi servizi “gratuiti”. Viceversa, qualsiasi cosa faccia lo Stato è una imposizione manu militari, per la solita antica ragione per cui i questori (credo) romani si facevano accompagnare da esecutori armati di verghe per torturare e scuri per decapitare. “Questa mano po esse piuma e po esse fero”. Lo Stato si regge su tre possibili premesse. Il consenso, per cui i cittadini convengono di darsi certe regole, la forza, per cui un apparato repressivo sottomette i cittadini fintanto che questi non abbiano a loro volta la forza di ribellarsi e, di recente, il lavaggio del cervello, il condizionamento.

Di Maio ha scelto una diretta Facebook per rilanciare il tema e precisare: “In Italia bisogna combattere contro la grande evasione, non contro il commerciante. Io non accetto che si criminalizzino certe categorie.”

Paura, eh? Paura che gli Italiani non siano effettivamente cosi rincretiniti come se li immagina Zingaretti? La diretta Facebook. Lo strumento con cui ci parla il Ministro degli Esteri, incidentalmente “responsabile politico” del Movimento Cinque Stelle che però non è responsabile di nulla perché le decisioni nel Movimento si prendono, come sempre, nelle segrete stanze. Cosa ci dice il signor Di Maio? Che lui non accetta. Quindi? Come si riflette questo suo non accettare nei decreti del Governo, spacciati per “legge” e nelle leggi eventualmente approvate dal Parlamento? Come si mette rispetto al partito-bestemmia, il PD di Zingaretti e rispetto al “Viva la Figa” di Renzi? Perché si sono messi insieme per evitare che gli Italiani votassero Salvini ma adesso devono governare e, eventualmente, legiferare. Come si mette con quel personaggio ambiguo di Conte, apparso dal nulla, che non si sa da dove arriva e dove vuole andare?

Il giochino del poliziotto buono e del poliziotto cattivo ormai lo conoscono tutti, signor Di Maio. Continui pure con le solite menzogne e paradossi, tanto poi si risolve tutto con l’esibizione del profeta invasato o con un “Bella Ciao“.

Potrebbe interessare al lettore “distratto”, questa raccolta di ovvietà circa la truffa del “mondo senza contanti”. Non dico alla persona “di sinistra” o al “grillino” che tanto è gente che cambia idea senza avere dubbi. Moralmente, intellettualmente e fisicamente superiori.

Movimento Cinque Stelle, non c’è limite al peggio

La verità è nell’incipit. Che vorrebbe essere “intellettuale” e invece è una excusatio non petita. Provinciale, come sempre, perché l’impiegatuzzo non capisce se non gli parli col linguaggio dei “media” e quel linguaggio è la traduzione e translazione approssimativa delle follie americane.

10 anni M5S, show di Beppe Grillo: “Reddito universale per tutti e voto a 16 anni”

Lui mi fa pena, poverino. Fa il suo spettacolino, nella parte del profeta invasato, del posseduto dagli spiriti. Un giochino vecchio come il mondo. Cosa non si deve fare per campare. Poi finito di imbonire gli idioti della platea, scende dal palco e va a confabulare coi burattinai dietro le quinte.

Quelli che mi fanno paura, paura vera, sono gli spettatori che lo applaudono. Pensavo di avere visto il peggio con la “vecchia” sinistra che prometteva il benessere al “proletariato” mentre sopra cercavano di creare quanti più proletari possibile per conservare ed estendere il proprio regno e sotto i proletari cercavano di fare diventare borghesi i propri figli per metterlo in culo agli altri proletari.

Ma non c’è limite al peggio. Non si può mai stare tranquilli, cosi come nella vita ti alzi una mattina con un bozzo e scopri di avere i giorni contati, tra l’altro, di doverli spendere nelle sale d’attesa o nelle camere d’ospedale, allo stesso modo una mattina ti alzi e scopri che dalla ipocrisia viscida e laida della “lotta di classe” siamo passati alla follia onirica della “nuova” sinistra, scoria nucleare della “vecchia”.

Se prima gli imbonitori fa fiera ti vendevano l’idea di collettivizzare i “mezzi di produzione”, espropriando la Borghesia con le armi e poi affidare tutto alla tutela del Partito, che decidesse delle vite di tutti, dando ad ognuno quello di cui abbisognasse, col risultato che poi tutti mangiassero i topi arrosto tranne l’aristocrazia dei burocrati, adesso si vende l’idea che siamo tutti Leonardo da Vinci, Shakespeare, Einstein e cachiamo diamanti, titanio, ogni scorreggia è una sinfonia, ogni tratto di matita un’opera d’arte o il progetto di un reattore nucleare, quindi partiamo col “reddito di nascita” a cui si aggiungeranno inevitabilmente montagne d’oro. E’ un investimento sicuro, no? Basta vedere il signor Grillo, un ragioniere diventato ricco facendo il saltimbanco e che adesso è una specie di Fuhrer dei dementi. Quale migliore esempio di talento e genio?

Siamo passati dal Vauro in uniforme dell’Armata Rossa al Grillo col costume di Halloween. Gli Italiani prendevano sul serio il primo e adesso prendono sul serio il secondo.

Quanto è più bello il mondo grazie a tutti i problemi risolti dal signor Grillo? Quanto è più “sano e pulito”, parafrasando le cretinate che leggo su Internet, quanto siamo tutti più felici, grazie alla saggezza del signor Grillo? Gli ospedali sono vuoti, i becchini disoccupati, non sento più l’odore di gomma bruciata e piscio di cane quando esco di casa, non trovo più i magrebini accampati sulla soglia. Il lupo vive in amicizia con l’agnello, è sempre primavera.

Grillo ricicla tutti gli stereotipi più banali degli Anni Settanta, gonfiandoli oltre il limite della setta di squinternati, con spietato cinismo, rivolgendosi ad una platea di “minus habens” che non solo non rabbrividiscono nel vederlo gesticolare e sbraitare come un incrocio tra un clown col naso finto e Adolf Hitler in uniforme, non solo non ridono delle sue sparate tra Bertoldo e Flash Gordon ma non riescono a capire la differenza tra quello che gli racconta Grillo dal palco e il “mondo reale”.

Il mondo reale è fatto di gente che vive senza capire niente di quello che gli succede, di quello che ha attorno, di quello che vede. Gente che vive con la consapevolezza delle alghe. Però compra i SUV, TV grandi come una parete, prenota vacanze in posti che non sa localizzare sull’atlante. Le microplastiche, come dice Di Maio, bisogna tassare le ditte che vendono bibite in bottiglie di plastica invece che di vetro.

La cosa peggiore che ho sentito con le mie orecchie è “proviamo questi”. Motivo per “provarli”? Nessuno, perché i programmi, i progetti, i fatti concreti ormai sono oltre il percettibile e il concepibile. Grillo potrebbe recitare l’elenco dei numeri primi e sarebbe la stessa cosa. Domani il suo Movimento potrebbe fare comunella con Tizio o con Caio e nessuno si porrebbe il problema, come è già successo. Quelli che sono li ad applaudire pensano che sia un videogioco o un canale televisivo, che pigiando un bottone si cambia programma. L’Italia è stata messa in mano ad un Di Maio, che è arrivato li per avere organizzato i “meetup” di Grillo e ad un Conte, che è apparso dal nulla, col solito curriculum meridionale farcito e vantando “amicizie”.

Potrei confutare ogni singola cosa che dice Grillo, mostrando che sono cose trite e ritrite, prive di qualsivoglia senso logico ma a cosa servirebbe? Dicevo nel post precedente che i Napoletani vivono in una dimensione parallela. Ecco, non a caso il decennale del Movimento Cinque Stelle si è tenuto a Napoli. L’hanno collocato ai margini del buco nero di Napoli, dove lo spazio/tempo si piega, di proposito. Già, dite ai Napoletani che sono tutti dei fenomeni e che quindi gli spetta un reddito alla nascita. Sicuramente solleveranno obiezioni. De Magistris pare si voglia candidare per il ruolo di Signore dell’Universo.

Due chicche

Di Maio a proposito dell’immigrazione ci comunica che sta per firmare un decreto. Per chi non lo sapesse, nonostante la vulgata, il Governo non può legiferare. Quindi il decreto dovrà essere convertito il legge dal Parlamento oppure, scaduto il termine, andrà a decadere. Dice Di Maio, rivolgendosi ipoteticamente agli immigrati:

Inutile che veniate se non avete i requisiti per la domanda d’asilo, perché in maniera pacifica e democratica vi rimandiamo indietro.

Ah, le risate. In “maniera pacifica e democratica”, chissà cosa avrà voluto dire, chissà se l’ha buttata li senza una ragione precisa ma solo perché solletica certi riflessi condizionati nella sua “base” che ormai è quella della “sinistra”. Se potessi farei la stessa obiezione che facevo in un certo blog, cioè “mi dica, signor Di Maio, CHI e COME procederà ai rimpatri pacifici e democratici?”. In subordine, gli domanderei anche cosa pensa di fare con le migliaia di immigrati illegali che già risiedono tranquillamente in Italia, di cui non sappiamo chi siano e quanti siano. L’ennesima sanatoria/condono/regolarizzazione, oppure procediamo coi rastrellamenti pacifici e democratici, sempre con la domanda CHI e COME?

Intanto la signora Boldrini ci comunica che per colpa del “sovranismo” del bieco Trump, il quale per inciso non ha scatenato la “guerra giusta” contro nessuno, a differenza dei predecessori tanto più simpatici, faremo fatica a vendere il formaggio parmigiano agli Americani. In realtà è una balla colossale perché le sanzioni americane sono state autorizzate dal WTO, la Organizzazione Mondiale del Commercio che ha realizzato la “globalizzazione” e, tra le altre cose, il ruolo attuale della Cina e sono state autorizzate come giusta ritorsione per gli “aiuti di Stato” con cui Francia e Germania hanno finanziato il consorzio Airbus, cioè la propria industria aeronautica a scapito di quella americana, per esempio della Boeing.

Noi ci siamo finiti in mezzo perché non siamo per nulla “sovranisti” e preferiamo il ruolo degli schiavetti, quindi altri ci tirano per il guinzaglio, come per tutte le altre vicende “geopolitiche” degli ultimi decenni.

Come siamo arrivati a questo

In principio era il Verbo.
Ad un certo punto della Storia, come tutti dovrebbero sapere ma la maggior parte viene storpiata dalla Scuola degli insegnanti Bella Ciao, furono inventate le macchine e i contadini furono trasferiti dalla terra ai falansteri attorno alle fabbriche.

Guardando questo processo, certi benestanti che vivevano di professioni legate alle lettere, avvocati, notai e similia, misero insieme la perversione dei “sensi di colpa” e quella della “desiderio di potere” e inventarono l’idea della “rivoluzione”.

La “rivoluzione” prometteva alla nuova plebe, il “Proletariato”, cioè i contadini inurbati nelle cui vite c’era solo fabbrica e osteria, la stessa inversione dei ruoli che nella antichità si esercitava nelle feste della pazzia, come il Carnevale. Il servo diventava il padrone. Ovviamente era un imbroglio, una truffa, perché in realtà si trattava di sostituire una aristocrazia con un’altra e le fabbriche dovevano continuare a vivere e a macinare vite umane. Però l’idea piaceva, alle menti stravolte dei “proletari” e a quelle perverse dei “borghesi” che si proponevano come loro “capi”, filantropi disinteressati.

Abbiamo citato il caso italiano. Nell’immediato del periodo successivo alla Grande Guerra ci fu pesante depressione economica. I Socialisti pensarono bene di riproporre in Italia la Rivoluzione Russa. Dai Socialisti fuoriuscirono sia i Comunisti che la loro nemesi, i Fascisti. L’affermazione del Fascismo in Italia fu reazione inevitabile alla minaccia rivoluzionaria, ironicamente si proponeva a sua volta come “rivoluzione” ma invece di realizzare il Carnevale, più pragmaticamente vendeva l’idea che l’Italia dovesse essere affidata a chi si era distinto in guerra, vista come grande “livella” che cancella artifici di casta e mette a nudo la natura umana. Altrettanto pragmaticamente, il Re decise di usare il Fascismo per ristabilire l’ordine. Il Fascismo funzionava, tanto che praticamente non incontrò opposizione. Poi ci fu un’altra guerra che mostrò, più di quella precedente, il ritardo dell’Italia ancora prevalentemente rurale.

Nel dopoguerra la situazione era questa: gli Americani occupavano l’Italia e durante l’invasione avevano applicato alcune dottrine che vediamo applicate ancora oggi. Al Sud avevano adoperato la mafia come “milizia territoriale”, sfruttando le connessioni con la mafia americana. Mano a mano che risalivano la Penisola, contrastati da quello che rimaneva delle Forze Armate tedesche, gli Americani si affidarono alla Chiesa che ereditava, come nel primo medioevo, le funzioni dello Stato. Ad un certo punto gli Americani invasero il Nord Italia, dove nel frattempo era stata alimentata la “Resistenza”, cioè formazioni di renitenti alla Leva e disertori delle Forze Armate italiane che sabotavano i Tedeschi nelle retrovie. I Tedeschi cercavano di non sprecare le poche risorse che gli erano rimaste contro la “Resistenza”, che oggi si chiamano “insurgent” e invece affidavano quello che oggi si chiama “counter-insurgency” alle milizie della RSI, cioè un governo fantoccio ricostituito al Nord dopo la liberazione di Mussolini dalla prigione sul Gran Sasso con una operazione di commando. Una delle cose che non sapremo mai è con che minacce e blandizie i Tedeschi convinsero Mussolini a ritardare l’inevitabile. Fatto sta che la contrapposizione tra “Resistenza” indottrinata dai Comunisti e le milizie RSI, cioè i “fascisti”, divenne in seguito il “mito fondativo” dell’Italia repubblicana.

Ci fu un plebiscito che scacciò la Monarchia. Gli Americani trattarono coi Sovietici la spartizione dell’Europa e l’Italia rimase nella “sfera di controllo” degli USA. Quindi Stalin diede l’ordine ai Comunisti italiani di disarmare, mentre questi avevano progettato di prendere il potere e costituire uno Stato comunista nel Nord Italia. Questo divenne in seguito il “mito fondativo” della “estrema sinistra” o “sinistra extra-parlamentare”, cioè l’ennesima “vittoria tradita” o “della Resistenza incompiuta”. I Sovietici saranno sempre “fratelli” e “modello” ma l’Armata Rossa che si ferma al limite della Cortina di Ferro, invece di “liberare” anche l’Italia, sarà sempre una ferita aperta. Come successe anche in Germania, gli Americani ristabilirono l’ordine affidandosi a quello che rimaneva delle “strutture” precedenti la Guerra, quindi mafia, Chiesa e, paradossalmente, le organizzazioni e le personalità che furono fasciste. Il tutto supervisionato opportunamente dalla CIA.

Boom economico, gli Americani finanziano e supervisionano il passaggio dall’Italia rurale all’Italia industriale. La “democrazia” consiste nella dualità DC – PCI che “congela” la guerra civile o più precisamente la trasforma in una guerra di posizione. Ma le Elite Apolidi hanno pronto il Piano. Cominciano dagli USA dove hanno il loro Quartiere Generale, diffondendo la “controcultura” nelle università. La “controcultura” apparentemente si ispira alle idee “rivoluzionarie” dei secoli precedenti ma è una finzione perché questa volta il “Proletariato” viene escluso, viene saltato a piè pari, ci si rivolge direttamente ai figli della “Borghesia”, appellandosi ai loro “sensi di colpa” e “desiderio di potere”. Il “marxismo-leninismo”, che predicava l’annientamento di tutte le società umane per crearne una nuova da zero in cui il Partito gestiva il mondo per conto di una Umanità di “lavoratori”, viene sostituito da tutta una serie di dottrine “intimiste” che invece di aggredire la società nel suo insieme, propongono di ridisegnare il singolo essere umano, svuotandolo di tutte le cose prodotte dalla Storia e riempiendolo con le idee perfezionate dagli esperti di psicologia e sociologia delle Elite Apolidi. Eccoci con quello che adesso si chiamerebbe “liberalesimo” dalla parola americana “liberal”. Prego notare che la parola “liberale” ha due significati antagonisti negli USA e in Europa. Negli USA “liberal” è praticamente sinonimo di “socialismo” mentre in Europa “liberale” significa “economia di mercato, lo Stato non si intromette”. Abbiamo anche detto che l’associazione tra “liberal” e “socialismo” è un falso storico, un espediente delle Elite Apolidi per creare l’idea di “controcultura” e “ribellione” ma non c’è nessuna “rivoluzione” nel “liberalismo”.

Quindi eccoci ai giorni nostri. La “sinistra” italiana si è convertita molto prima che cadesse il Muro, passando dalla idea di servire il Comunismo sovietico a quella di servire il “liberalismo” delle Elite Apolidi anglofone. Però ha pensato bene di imbrogliare la “base” mantenendo la finzione comunista per una ventina d’anni, per cui Berlinguer era già fautore del “Governo Mondiale” e quindi passava dal Comunismo ortodosso allo “eurocomunismo scismatico”, però al suo funerale la folla oceanica si presentava ancora con le bandiere rosse con falci e martelli, perché nessuno l’aveva informata.

La “sinistra italiana” attuale è la copia conforme della “sinistra mondiale”. Non fa che tradurre in italiano gli slogan che gli vengono passati dalle Elite Apolidi e gestisce la applicazione del Piano delle Elite Apolidi in Italia. Gli slogan sono semplici adattamenti di quelli già presenti nella “controcultura” degli Anni Settanta e, come detto, mirano a de-strutturare l’individuo “occidentale”, svuotarlo e riempirlo con pochi semplici concetti che fondamentalmente lo riducono all’adulto-bambino dal funzionamento bio-meccanico, mosso dalle pulsioni, incapace di speculazione astratta, con le competenze strettamente necessarie ad accudire le macchine e a consumare i prodotti delle macchine. Il “franchise” Matrix è una rivelazione profetica, descrive esattamente il Piano delle Elite Apolidi, rappresentandole come un collettivo di computer e meccanismi. Gli esseri umani sono “batterie”, sfruttati per la loro capacità di produrre energia che viene consumata da Matrix e gli viene succhiata via la vita mentre sono tenuti immobili in un brodo nutritivo e gli viene instillata l’illusione di una “realtà” che non esiste.

Tutte le cose del “politicamente corretto” sono evidenti menzogne e paradossi solo quando esci dal bozzolo di Matrix ma fintanto che rimani dentro e ti viene somministrata l’illusione, non sei in grado di accorgertene. Il “mondo del politicamente corretto” sembra “vero” e perfettamente coerente agli sfortunati schiavi. Certo, ci sono gli “agenti del sistema” che in Matrix sono rappresentati dal personaggio replica di Smith e che nel nostro “mondo reale” sono i funzionari della “sinistra” ai vari livelli. Del resto, basterebbe notare come la attuale “sinistra” coincida col “sistema” a cui, con somma ironia, si voleva opporre la “controcultura”. La “controcultura” è diventata la “cultura”, sistema, potere, finanza, “mainstream”, eppure continua a macinare un ridicolo “contro” anche senza niente a cui opporsi. Per cui certi estremi paradossali, che però sono paradossali solo visti da fuori, come la “pseudo-ecologia” di Greta che viaggia sulla barca da regata del principe di Monaco.

La stagnola sulla testa

Molti anni fa, quando suggerivo l’esistenza di un Piano di ingegneria sociale su scala planetaria, formulato da una Elite Apolide con risorse finanziarie illimitate e la follia o mancanza di scrupoli necessarie a realizzarlo, di solito mi veniva risposto che ero un pazzoide complottista come quelli che si mettono la stagnola in testa per bloccare il controllo del pensiero da parte delle “autorità”.

Ironicamente, è proprio quello che pensano di fare, come potete leggere nell’editoriale sull’uso di correnti elettriche applicate al cervello per cancellare i “pregiudizi”, che trovate a destra. La stagnola sulla testa non sembra più cosi ridicola, eh?

L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi. In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze. Le tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva sono delle procedure considerate sicure che permettono, inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.

Ancora oggi, davanti al fatto che il Piano delle Elite Apolidi è evidente, la maggior parte della gente ancora non se ne accorge, perché disinformata e incapace di unire i puntini, oppure lo nega disperatamente forse perché non sopporta l’idea. Ecco un esempio:

Scalfari, nell’editoriale citato a destra.

La vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio: ridurre le diseguaglianze, aumentare l’integrazione. Si profila come fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa. E questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana.

Il Papa, in una intervista pubblicata da Repubblica.

Si vuole bloccare quel processo così importante che dà vita ai popoli e che è il meticciato. Mescolare ti fa crescere, ti dà nuova vita. Sviluppa incroci, mutazioni e conferisce originalità. Il meticciato è quello che abbiamo sperimentato, ad esempio, in America Latina. Da noi c’è tutto: lo spagnolo e l’indio, il missionario e il conquistatore, la stirpe spagnola e il meticciato. Costruire muri significa condannarsi a morte. Non possiamo vivere asfissiati da una cultura da sala operatoria, asettica e non microbica”.

Leggendo questa intervista si può concludere solo che o il Papa è un pazzo che non si rende conto di quello che dice, oppure è sicuro che il lavaggio del cervello che è stato applicato fino a questo momento gli consente di dire le corbellerie più assurde ed essere preso sul serio.

Cominciamo con la prima menzogna: che il “meticciato” significhi una società unita, uniforme, felice, in pace, per contrasto con una società che coincide con una etnia prevalente, cioè il legame tra sangue e terra, che implica necessariamente conflitti interni ed esterni (le “guerre”, che paura). Il “meticciato”, fate una ricerca se volete, significa l’esatto contrario, cioè una società divisa in caste con alla base gli schiavi africani, in mezzo i nativi americani e al vertice i coloni europei. Tra queste caste principali ci sono le sotto-caste formate dagli incroci, sotto-caste che si collocano nella piramide sociale a seconda di quanto sono prossime alla casta principale. Cioè un incrocio tra europeo e nativo sta tra la casta degli Europei e la casta degli Amerindi. Un incrocio tra nativo e africano sta tra la casta degli Amerindi e la casta degli Africani. La divisione in caste, essendo determinata su base “razziale”, è rigida verso l’alto. Un membro della casta inferiore non sarà mai ammesso nella cerchia di una casta superiore. Questo ingenera un conflitto permanente e un ostacolo al funzionamento generale della società. Infatti tutte le società del Sud America non funzionano, sono bloccate in questo schema post-coloniale. Il Papa viene a raccomandarci di trasformare l’Europa nel Sud America, che è il paradiso terrestre.

Poi, continuando, bisognerebbe ricordare al Papa che “mescolare” di solito significa genocidio. Infatti il “mescolamento” del Sud America si è ottenuto quando poche centinaia di reduci della “reconquista”, guerra di secoli condotta dalle monarchie di Castiglia e Navarra contro i musulmani che occupavano la Spagna che si era appena conclusa quando Colombo intraprese il viaggio, piombarono sugli imperi del Sud America alla ricerca dell’oro. Questi “conquistadores” usarono tutti gli espedienti possibili, dalla tecnologia dell’acciaio e delle armi da fuoco contro gente che non conosceva arnesi di metallo, alla guerra biologica diffondendo epidemie, passando per il vecchio “divide et impera”, per determinare il collasso degli imperi e saccheggiarne i tesori. Le ondate successive furono di coloni, gente che voleva impossessarsi della terra invece che dell’oro. Impossessarsi della terra significa eliminare fisicamente chi ci abita, quindi gli Amerindi furono scacciati o sterminati. Ai coloni europei poi si propose la possibilità, in virtù di patenti speciali, di comprare schiavi africani dai mercanti arabi, nonostante la schiavitù fosse sostanzialmente abolita in Europa. Quindi le vaste terre sottratte agli Amerindi, ammazzandone quanti più possibile, furono ripopolate con gli schiavi africani, i quali, essendo considerati qualcosa tra la bestia e l’uomo, non rappresentavano una minaccia.

Costruire muri significa “condannarsi a morte”? Il Papa, da bravo immigrato, oltre a raccontare una storia del suo Paese che è ridicolmente edulcorata, sembra non sapere niente della Storia dell’Europa. In particolare potremmo citare la “Battaglia di Vienna“.

Il grosso dell’esercito ottomano investì Vienna ed i suoi difensori il 14 luglio. Il conte Ernst Rüdiger von Starhemberg, capo delle truppe superstiti (circa 20.000 uomini) rifiutò di arrendersi e si chiuse dentro le mura della città. La corte imperiale e gli ambasciatori presenti, presi dal panico, si diedero alla fuga. Drappelli di Tatari, talvolta di soli 3 o 4 uomini, arrivarono a 80 chilometri ad ovest di Vienna, saccheggiando e disturbando le comunicazioni, incendiando villaggi e fienili, radunandosi e disperdendosi a seconda delle condizioni locali, e diffondendo il panico secondo la più consolidata tradizione mongola.

Dato che le mura della città erano molto solide ed i cannoni ottomani piuttosto vetusti ed inefficaci, gli assedianti pensarono bene di minare le mura (come fecero già a Candia contro i Veneziani) anziché distruggerle a cannonate. Le trincee furono così prolungate fin sotto le mura dove vennero poste le cariche esplosive.

L’assedio fu ovviamente durissimo, con malattie, fame e morte all’ordine del giorno. Ormai il destino della città era segnato, e i Turchi aspettavano solo di penetrarvi, anche se loro stessi non sapevano se saccheggiare “la mela d’oro” (soprannome turco di Vienna) e passare lì l’inverno, oppure conquistarla ed annettere così l’Austria orientale al loro impero. Carlo di Lorena e i suoi uomini compivano numerosi movimenti in appoggio alla capitale, e disturbando (assieme alle sortite delle fortezze rimaste isolate alla frontiera) i rifornimenti ottomani.

Le forze della Lega Santa si riunirono così l’11 settembre sul Monte Calvo (Kahlenberg), pronte alla resa dei conti con gli ottomani. Nelle prime ore del mattino del 12 venne celebrata la Messa e la tradizione tramanda che Sobieski in persona prestò il proprio servizio all’altare. La battaglia ebbe inizio all’alba, subito dopo la messa celebrata da Marco d’Aviano.

falle nell’attacco cristiano, per altro mal condotto e mal organizzato perché nessuno dei generali cristiani era abituato a muovere eserciti così grossi, formati da una coalizione disomogenea per lingua e religione, e privi di un comando centrale organizzato, tuttavia le controffensive turche fallivano una dopo l’altra: se gli assalti si rivelavano infatti ben azzeccati e ben diretti, d’altro canto la mancanza di riserve, il caos nelle retrovie e l’assenza di ordini faceva sì che i turchi vittoriosi si ritrovassero circondati, e finivano con l’essere eliminati un po’ alla volta, in scontri molto violenti e molto confusi.

… l’esercito cristiano non aveva giocato la sua carta più forte: la cavalleria polacca. Nel tardo pomeriggio dopo aver seguito dalla collina l’andamento dello scontro 4 corpi di cavalleria (1 tedesca e 3 polacche) scesero all’attacco a passo di carica. L’attacco fu condotto da Sobieski in persona e dai suoi 3000 Ussari. La carica sbaragliò definitivamente l’esercito turco, mentre gli assediati uscirono dalle mura per raggiungere i rinforzi che già inseguivano gli ottomani in rotta.

Come già per la Battaglia di Poitiers e la Battaglia di Lepanto, la Battaglia di Vienna ebbe un profondo significato religioso. … Papa Innocenzo XI, per ringraziare Maria Santissima della vittoria contro i turchi, proclamò la festa del Santissimo Nome di Maria il 12 settembre. … Nei due mesi di assedio, Marco d’Aviano (frate cappuccino) incoraggiò e confortò i soldati e il popolo viennese, esortandoli ad affidarsi alla Madonna e invocando da Lei la salvezza mediante la preghiera del Rosario.

A questo proposito, chissà se Salvini lo fa di proposito di invocare la Madonna come facevano i combattenti cristiani nell’antichità o se gli è uscito per caso. Infine, il Papa dice che la nostra “cultura” non deve essere “anti-microbica”. Poverino. Ma va? Indovina un po’ chi sono i “microbi” di questa metafora. I microbi non sono “perseguitati” per cattiveria, povere creature di Dio, sono eliminati il più possibile perché sono parassiti che si introducono in un organismo e si riproducono a sue spese. Quando l’organismo reagisce e prova ad espellerli, i “microbi” producono dei veleni, le tossine, che possono causare la morte dell’organismo. Poi certo, l’organismo morto viene mangiato da altri organismi e dalla morte nasce la vita, tuttavia nessun organismo muore volentieri. Nemmeno il Papa, scommetto.

Riflessioni varie sulle cose del mondo

Cominciamo da qualcosa di cosi brutto da essere ridicolo. Come i fenomeni, veri e falsi, che giravano per le fiere dei paesi e la gente pagava per vederli e fare “ooh”.

il sovranista – alla fine della fiera è uno sfigato a cui poverino non è andata tanto bene … dategli un buon stipendio o una bella figa e vedete come gli passa.

Ignoriamo l’italiano approssimativo del moderno “laureato”.
Siamo nell’ambito della psichiatria. Chi scrive misura se stesso e gli altri sulla base dello stipendio e della figa. Non solo, è convinto che chi ha un “buon stipendio” e una “bella figa” debba necessariamente essere un “compagno”, perché stipendio e figa fanno l’uomo soddisfatto e nello stesso momento testimoniano la Grazia Divina. Con buona pace di Marx e Engels. In una visione tipicamente impiegatizia, da “Camera Cafè”, la geniale serie TV, prendiamo un operaio sposato con una Filomena grassa e baffuta, questi sarà probabilmente “sovranista”. Viceversa il capoufficio del reparto vendite che se la fa con la segretaria ventenne, sarà necessariamente “compagno” o come si dicono tra di loro, “liberale di sinistra”. Tutto li. Non c’è altro nell’universo che la antropologia lombrosiana connessa alla posizione nell’organigramma fantozziano-aziendale e l’eventuale relazione sessuale (per pietà non andiamo ad esaminare quanto sia effettivametne “figa” la figa). Mi mancano le parole, ci vorrebbe il buon Fusaro.

Adesso esaminiamo una vexata quaestio, la faccenda dei “social” e della censura. La prendo un po’ alla larga. C’è questa fondazione che si chiama Mozilla. Anni fa i direttori di questa fondazione decisero di gettare tutte le energie della loro organizzazione nello sviluppo di un sistema operativo per scemofoni che si proponesse come alternativa ad Android. L’idea era quella di contrastare il monopolio di Google. L’idea finì nel proverbiale “bagno di sangue” per la fondazione perché la tecnologia che scelsero era inadeguata e i venditori degli scemofoni non erano interessati alla loro proposta, cioè a vendere degli scemofoni con un sistema operativo diverso da Android. Basti vedere ai giorni nostri l’uso dello “ecosistema” di Google come arma contro i venditori di scemofoni cinesi, che se dovessero farne a meno sarebbero estromessi dal mercato.

Ora, facciamoci una domanda: qual è lo scopo di Mozilla?
Mettere in mano a tutti gli strumenti per usare Internet, cioè per collegarsi tra di loro e scambiarsi informazioni qualsiasi? No, il primo scopo è pagare il “buon stipendio” e la “figa” la accantoniamo per non essere ironicamente omofobi. Mozilla è una fondazione che sostiene il concetto di “libertà” come in “liberale di sinistra”. Quindi va bene contrastare il monopolio di Google ma nello stesso momento ci devono essere sopra, sotto, dentro Internet, tutti gli strumenti di controllo che consentono agli “illuminati” di decidere cosa è “bene” e cosa è “male” e quindi di orientare l’Umanità in una direzione o l’altra. Nessuno è stato segato in Mozilla per il flop colossale del loro sistema operativo per scemofoni. Nessuno si è posto il problema di cosa sia Internet e a cosa serva. Però se uno prova a esprimere una idea vagamente contraria al “matrimonio gay”, per fare un esempio a caso, viene linciato e costretto a dimettersi.

L’abbiamo visto succedere cento volte, mi viene in mente il caso di tale Barilla, che tornano al mostro sopra, non aveva certo un “cattivo stipendio” e presumo non abbia particolari problemi con le segretarie ventenni, se volesse, il quale incautamente affermava che la sua azienda si rivolgeva alle famiglie “tradizionali”. Si scatenò una campagna mediatica planetaria che, a fronte del danno aziendale, lo costrinse a opportuna retromarcia, scuse e umiliazione (ancora) fantozziane. Viceversa, quando la Gilette fa uno spot in cui descrive i maschi (che si fanno la barba) come trogloditi, ritardati, psicopatici, tornando sopra, poveri sfigati che non hanno un buono stipendio e la moglie cessa, anche se lo spot danneggia l’azienda, chi lo ha programmato va elogiato e citato ad esempio, perché il fine “liberal” giustifica i mezzi.

Prendiamo questo esempio: Mastodon, social networking, back in your hands
Si tratta di un software Open Source che consente di configurare un server che fornisce più o meno le funzioni dei “social” tipo Facebook o Twitter. Ogni server è indipendente e amministrato dai suoi gestori con regole proprie. I server si possono “federare” tra di loro in modo che gli utenti di un server accedano ai contenuti condivisi dagli utenti dei server federati. Rispetto a Facebook, ci sono due vantaggi, non esiste una “proprietà” del servizio e si tratta di un servizio decentrato.

Ora, dov’è l’inghippo?
La prima cosa ovvia è che un Di Stefano, il capoccia di Casa Pound, cerca la gente nei luoghi dove la gente si raccoglie, quindi ha la necessità di andare su Facebook. La seconda cosa ovvia è che Di Stefano e tutta Casa Pound potrebbero non sapere nemmeno che esiste una alternativa a Facebook.

Ma il vero problema secondo me è un altro. Cosi come Mozilla vede la “libertà” come la affermazione e quindi la imposizione della “ideologia liberal”, allo stesso modo chi ha scritto il software di Mastodon e chi lo usa per i server “ufficiali” elencati nel sito, manifestano la necessità di affermare e quindi imporre la medesima “idelogia liberal”. Quando si presenta il software/servizio al “pubblico” la cosa più importante è elencare e descrivere le funzioni che consentono all’utente di proteggersi dai contenuti “offensivi” e agli amministratori di censurarli. Certo, se tu distribuisci un software a tutti, non puoi obbligarli alle stesse regole sulla “moderazione”. Però puoi aggirare l’inconveniente facendo in modo che i server “liberali” escludano dalla federazione i server “offensivi”.

Mettiamo che Di Stefano e Casa Pound aprano il loro server Mastodon. Mettiamo che raccolgano tutti i “sovranisti” poveri sfigati d’Italia. Mettiamo che riescano a fare lo stesso gli altri movimenti dei “sovranisti” poveri sfigati d’Europa. Cosa succederebbe? Primo, tutti i server Mastodon isolerebbero i server “sovranisti” e questo sarebbe il meno. Partirebbero centomila esposti e denunce scritti da legioni di avvocaticchi volontari e/o stipendiati dalle solite conventicole “di sinistra”, in tutte le sedi, nazionali e sovranazionali. Dopodiché le autorità andrebbero a perseguire le persone che gestiscono i server che “incitano all’odio”. Basterebbe un fascetto pubblicato da Tizio o una svastichina pubblicata da Caio, per scatenare la solita tiritera della “apologia”.

Perché? Perché l’altro giorno leggevo su un altro blog mostruoso che ci dobbiamo mobilitare contro la minaccia fascista palesata dagli insulti raccolti da Lerner al Raduno di Pontida.

Le ingiurie e gli insulti lanciati contro Gad Lerner fanno male, un video che davvero si ha difficoltà a vedere, un salto nel passato, una sorta di passerella in mezzo ad una galleria degli orrori. … Un pezzo di Italia che vorremmo disconoscere e con la quale purtroppo dobbiamo fare i conti, perché quello della porta accanto spesso ha scritto il più brutto pezzo di storia del paese.

I peggiori criminali leghisti sono stati quei quattro veneti saliti sul Campanile di San Marco dopo avere parcheggiato sotto un “blindato” fatto con un trattore, oppure gli allevatori che spruzzarono il concime sui poliziotti mandati a manganellarli quando protestavano contro le “quote latte”.

I “giovani esuberanti” della “sinistra”, condizionati e sobillati dagli “intellettuali” e “ideologi”, con tutta la retorica della “resistenza rivoluzionaria”, hanno ammazzato centinaia di persone e ne hanno storpiate centinaia di altre, hanno riempito le galere di terroristi pluriomicidi, hanno messo a ferro e fuoco le città, le università e sono cent’anni che combattono una guerra civile contro gli altri Italiani. Ma tutto questo non conta, non esiste. Perché il “fine superiore” lava tutti i peccati. Come le ripetute amnistie di Togliatti nel dopoguerra.

Per concludere, il punto è che noi “sovranisti” e quindi poveri sfigati con il basso stipendio e la moglie cessa, non abbiamo ancora capito che ci hanno dichiarato guerra. Che di guerra si tratta e che dall’altra parte assumono che il “fine” giustifica i mezzi. Il Di Stefano si lagna che Facebook, strumento di monitoraggio, profilazione e condizionamento delle masse facente capo ad tale Zuckemberg, lo censura. Come lamentarsi che la corda con cui ti impiccano ti irrita la pelle.

Macron incontra Conte

Se fossimo in un film di fantascienza, penserei che Macron e Conte siano due androidi. Due automi costruiti a perfetta imitazione di una persona per ingannare il pubblico.

Siccome siamo nel “mondo reale”, penso che le loro persone siano distinte dal personaggio che interpretano e questo personaggio è stato costruito dal nulla da qualche team di strateghi del marketing dietro richiesta delle famose Elite Apolidi, per poi essere venduto tramite i “media” asserviti.

Una operazione del genere, cioè creare “lo statista” dal nulla, un giorno prima nessuno lo conosce e il giorno dopo tutti i giornali te lo presentano come il Messia, è possibile solo nella certezza che la memoria e la capacità di giudizio della gente sono nulle, spazzate via dal condizionamento. Altrimenti, non si spiegano assurdità come questa dichiarazione di Macron:

Dobbiamo poter difendere il diritto d’asilo, che fa parte spesso delle nostre Costituzioni, ma garantire anche che coloro che non hanno diritto all’asilo vengano rimpatriati il prima possibile nel loro Paese di origine. La volontà comune è di avere, a livello europeo, una maggiore cooperazione e una politica più efficace nelle riammissioni verso i paresi d’origine

Fa finta di non sapere, l’androide Macron, che lo “asilo” era originariamente pensato per chi era perseguitato da un regime totalitario, segnatamente l’Europa comunista. Non aveva lo scopo di accogliere l’intera popolazione di qualsiasi luogo del mondo dove le condizioni di vita non sono analoghe a quelle europee, come per altro sostiene il signor Grasso di Liberi e Uguali. Inoltre, Macron fa finta di non sapere che sono pochissimi gli immigrati che si qualificano come “rifugiati”. Decine di milioni di immigrati sono venuti e continuano a venire in Europa perché convinti che sia la terra del Bengodi. Dato che sono milioni, nessuno viene rimpatriato e a lui basterebbe farsi un giro per Parigi per constatare che gli immigrati arrivano per restare e sostituiscono gli autoctoni in virtù della demografia. Poi, è veramente schifosa l’idea di richiamare gli immigrati con la promessa della “accoglienza” e poi minacciare il rimpatrio.  Per quanto abbiamo a che fare con gente senza alcuno scrupolo, il fatto è che una delle due cose necessariamente è una menzogna e allo stato attuale mi pare ovvio che sia la possibilità di rimpatriare gli immigrati. Una cosa che si promette sapendo che è una balla, solo per illudere la “opinione pubblica” rincitrullita che l’immigrazione sia in qualche modo “gestita” o “controllata”.

I giornalisti.
Semplicemente si prostituiscono senza ritegno e senza rimorsi. Altrimenti non pubblicherebbero certe apologie ridicole e invece farebbero domande, indagherebbero, scoperchierebbero i Vasi di Pandora. Le grandi inchieste sono quelle del figlio di Salvini che fa il giretto sulla moto d’acqua insieme ad un poliziotto o su come si veste la sua morosa.

Intanto il Corriere scarica un po’ di scemenze:

Migranti, record di arrivi dall’Africa: 300 in 3 giorni sui barchini

L’immigrazione è reclutata tramite la propaganda nei villaggi, è gestita tramite organizzazioni che si occupano della logistica e dei trasporti. Non c’è niente di “spontaneo”. I “barchini” non portano gli immigrati dall’Africa, vengono usati solo per il trasbordo dalla “nave madre” alla costa. Quindi gli immigrati arrivano in vista delle coste italiane su imbarcazioni di una certa dimensione che nessuno vede. E’ il metodo più sicuro per gli immigrati ma più costoso e rischioso per i contrabbandieri. Che lo adoperano ovviamente nella ragionevole certezza che nessuno li fermerà.

Ecco cosa è cambiato col secondo Governo Conte. Nessuno li ferma e nessuno li vede. Il Corriere ci racconta dei “barchini” e morta li.

Voglio passare i prossimi mesi a combattere contro Salvini

Dunque il signor Renzi dice che lascia il PD per fondare un suo partito.

L’area riservata agli abbonati di Repubblica ci propone una intervista in cui il signor Renzi ci spiega l’ambizioso programma del suo partito, che vado a commentare.

Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo non funzionino più

Allora, gli strumenti della “democrazia parlamentare” consistono nel ricatto operato nei confronti dei poveri cristi dei Cinque Stelle che hanno il terrore di lasciare il “palazzo” con tutti i suoi privilegi, per tornare alle loro vite meschine di prima. Pur di conservare l’incarico, hanno fatto l’esatto contrario di quanto proclamavano a gran voce, cioè si sono venduti ai “poteri forti”, interni ed esterni e hanno consentito al PD di ritornare nei consueti luoghi di potere da cui gli Italiani, col loro voto, li avevano estromessi. I “prossimi mesi” del signor Renzi saranno dedicati non a “combattere contro Salvini”, caro il mio partigianino di Rignano ma a ottenere per gli “amici” tutte le poltrone possibili, partendo dal signor Gentiloni che aveva già tutto pronto per la Commissione Europea.

Il Pd nasce come grande intuizione di un partito all’americana capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. Chi ha tentato di interpretare questo ruolo è stato sconfitto dal fuoco amico. Oggi il Pd è un insieme di correnti. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 Stelle

Anche qui, il signor Renzi esclude completamente dal discorso gli Italiani, come se non ci fossero. Tutti i suoi discorsi girano attorno alle manfrine interne ai partiti e a generiche dichiarazioni di intenti pateticamente provinciali, le “grandi intuizioni” come “un partito all’americana capace di riconoscersi in un leader carismatico”. Il “partito all’americana” è quello i cui elettori cantano “bandiera rossa”? E’ “capace di riconoscersi” perché si tratta di poveretti che cercano la tutela o l’attenzione dei genitori? Indoviniamo un po’ chi è il “leader carismatico” accoltellato dagli “amici” alle Idi di Marzo.

Voglio passare i prossimi mesi a combattere il salvinismo nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche. Faremo comitati ovunque.

Nelle piazze dovrà portare i pensionati e i dipendenti pubblici con gli autobus organizzati, altrimenti saranno vuote. Nelle scuole sfonda una porta aperta, ieri leggevo che Di Stefano, il capoccia di Casa Pound, si trova con la figlia alle elementari indottrinata dalle maestre a cantare “Bella Ciao” per andare alla manifestazione pro-Greta. Il problema, signor Renzi, sono le fabbriche, che lei non ha mai visto da vicino e la gente che può incontrare per strada, sull’autobus, al supermercato, insomma quegli Italiani che lei schifa e teme. Io abito in una città che per settant’anni è stata governata dalla “sinistra” e dopo le ultime elezioni, il sindaco è della Lega. Sarà che gli Italiani che lei schifa e teme vivono chiusi in casa e per le strade e nelle piazze incontro solo stranieri. Sarà che le fabbriche sono chiuse. Forse dovrebbe proporre che possano votare, quegli stranieri. Al primo giro magari voterebbero per lei, mentre organizzano il loro partito islamico.

Mentre noi litighiamo sul nulla, sta cambiando il mondo. L’intelligenza artificiale rivoluziona le aziende, la quotidianità, la vita nelle città: il populismo non conosce l’intelligenza artificiale, il populismo è stupidita naturale. Noi possiamo fare dell’Italia un laboratorio di innovazione spaventoso, mantenendo i valori di umanità e di umanesimo che abbiamo nel dna. Ecco perché era fondamentale difendere le povere vite prese in ostaggio da Salvini sui barconi

Il populismo non conosce l’intelligenza artificiale.
Sto ancora ridendo, signor Renzi.

Anche l’idea del “laboratorio” non è affatto nuova, è uno stanco ritornello. I valori di “umanità e di umanesimo che abbiamo nel DNA”. L’esatto contrario, signor Renzi. Ora, lei è un venditore di sciroppo di veleno di serpente, dice qualsiasi cosa senza ritegno e senza la minima idea della auto-ironia involontaria. Ma la “sinistra”, per chiunque non sia un idiota che canta “bandiera rossa”, dagli Anni Settanta si è fatta portatrice della dottrina “Anti-Umanista”, cioè della demolizione sistematica di tutti i presupposti e i cosiddetti “valori” della “civiltà occidentale”. Lo dico sempre, nel quadro della “controcultura”, i Beatles andavano in pellegrinaggio dal sedicente “guru indiano” che gli trombava le mogli e gli fregava i soldi, con la scusa della meditazione trascendentale. Le scuole elementari condizionano i bimbi alla predicazione apocalittica del “ritorno alla natura” e ad un altro stanco ritornello, quello del “buon selvaggio”. Le impiegate vanno al corso di “danza tribale”, gli impiegati si fanno i tatuaggi maori, eccetera. Le “povere vite prese in ostaggio” non si trovavano sui “barconi” ma sulle navi delle ONG che costano un occhio della testa e sono finanziate da “filantropi” palesi ed occulti che scelgono di usare quelle navi come ariete per sfondare certi “muri” e se ne fregano dei bimbi africani che bevono l’acqua putrida dello scarico. Quello che dice, signor Renzi, è demenziale.

In ogni provincia a coordinare saranno un uomo e una donna: la diarchia è fondamentale per incoraggiare la presenza femminile

E quelli che non si riconoscono nel proprio genere? La sua “diarchia” risale alla Genesi, signor Renzi ma lei non è quello dei “diritti”? Se io sono un omosessuale perché devo essere escluso dal suo “paradiso terrestre”? Perché incoraggiare la “presenza femminile” invece della presenza LGBTXYZ? Omofobo! Razzista! Fascista!

Io voglio fare la guerra a chi semina odio. I prossimi anni li voglio passare in contrapposizione frontale contro il populismo di Salvini. Voglio sperare che anche il Pd si preoccupi di lui e non di Matteo Renzi.

Gesù una volta si adirò coi mercanti del Tempio. In generale però non aveva come programma quello di fare la guerra a chi seminava odio. Infatti, predicava di porgere l’altra guancia a chi ti percuote. Attento, signor Renzi, a dichiarare “guerra”. La guerra è sangue e merda, la guerra è l’inferno. Lei continua a ignorare gli Italiani, fa finta che questa manovra di Palazzo che ha portato il PD dove nessuno l’avrebbe voluto si possa ripetere fuori dal Palazzo, disinnescando quel “popolo” che lei schifa e teme e riducendolo all’obbedienza e all’asservimento. Non considera, signor Renzi, che alla guerra si risponde con la guerra. Si è dimenticato certe scene tipo la rivolta della Romania. Non si fidi troppo della sua “securitate”.

Un’altra persona saggia e proba

Nella parte per gli abbonati Repubblica ci propone un editoriale del signor Serra. Si intitola “Il ritorno dell’umanità“. Un po’ come nei film tipo “Il ritorno dello Jedi”, o “Il ritorno del Re”, eccetera. Mi ritrovo a domandarmi chi li paga per scrivere, eppure…

Non lo posso collegare, quindi lo commento per paragrafi.

È da questa esasperante, impotente lentezza, di fronte alla velocità e alla potenza della storia…

Prego notare due caratteristiche tipiche della prosa dello “pseudo-intellettuale di sinistra”. L’uso smodato di aggettivi che “demonizzano” qualcosa o qualcuno e “benedicono” qualcosa o qualcun altro. Qui leggiamo “esasperante, impotente”. Il ricorso a figure retoriche che appartengono ad una sorta di “gergo iniziatico” che, con effetti di assoluta auto-ironia involontaria, è di chiare origini “novecentesche”, in questo caso, ad esempio, eccovi “la potenza della storia”. La storia qui è il famoso “storytelling”, qualcosa che si reinventa di continuo, a seconda della convenienza del momento, non la Storia con la “s” maiuscola, che lo “intellettuale di sinistra” nega perché considerare compiutamente il passato dimostrerebbe la follia del futuro che ci vende come “paradiso del popolo”.

… idee assurde oppure feroci, l’isolazionismo ringhioso, il razzismo esplicito, le teorie paranoiche sulla “sostituzione etnica”, i rigurgiti del vecchio nazionalismo che il maquillage d’epoca ha ribattezzato sovranismo.

Ancora, scarica di aggettivi, “feroci, ringhioso, paranoico, vecchio”. Vi ripeto cosa recita il dizionario Treccani a proposito di “Sovranismo”:
Posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione.
Se la parola “Sovranismo” è un neologismo che viene inserito nel “gergo iniziatico” dello “intellettuale di sinistra”, il significato non ha niente di “feroce, ringhioso, paranoico, vecchio”. E’ semplicemente il risultato della necessità naturale dell’essere umano di determinare liberamente il proprio destino invece di essere servo di qualcun altro e costretto ad eseguire ordini e subire decisioni altrui. Qui veniamo alla solita vexata quaestio, per quale ragione la persona “di sinistra” desidera l’opposto del “Sovranismo”, cioè l’asservimento. La risposta è sempre la stessa, la “base” sente la necessità di scambiare la servitù con la tutela e vertici, che cinicamente disprezzano e temono la “base”, costituiscono una aristocrazia che giura fedeltà come vassallo di livelli di potere superiori e in cambio ottiene la concessione della signoria su un certo contado.

La politica di sedicente “difesa della Patria” del precedente governo… era come fermare il mare della storia con il pettine delle scartoffie. Un sedicente giro di vite “contro le ong”, nei fatti contro la povera gente in fuga o in viaggio verso una vita decente.

Dopo “la potenza della storia” eccoci a “il mare della storia”.
Contraddizione nei due “sedicente”, se il primo è vero, il secondo è falso. Inoltre, l’idea di Serra della “povera gente” è la stessa che avevano le Brigate Rosse nei riguardi della criminalità comune. Ovvero, “povera gente” che tramite furti e rapine si impossessava di quanto gli era sottratto dalla Borghesia nel quadro della “Lotta di Classe”. Quindi, come sostiene la signora Di Cesare nell’articolo che trovate a destra, trattandosi di ribellione alla “ingiustizia sociale”, altra espressione tipica del “gergo iniziatico”, le azioni illegali in realtà diventano lecite. Qui è lo stesso, gli immigrati sono “povera gente” per colpa nostra e quindi se ci aggrediscono violando le nostre leggi, se ci invadono, compiono una azione lecita, che la “sinistra”, in quanto tale, deve sostenere, favorire.

Adesso, con il nuovo Governo che è stato costituito con il fine esplicito di andare contro la “sovranità” del Popolo, avremo:

un Paese che sa farsi carico delle responsabilità, anche sgradevoli, anche soverchianti, che la storia gli scarica addosso.

Qui la prima cosa da obbiettare al signor Serra è la stessa che obbiettavo al signor Franceschini, perché lo “intellettuale di sinistra” ripete a macchinetta sempre gli stessi slogan. Mi dica per favore cosa significa in concreto “farsi carico delle responsabilità”. Inoltre, siamo in presenza della ennesima menzogna, che la immigrazione sia un “fenomeno spontaneo” che ci viene scaricato addosso dalla “storia”. Il “fenomeno” è in realtà un’arma che è stata pensata all’interno del Piano delle Elite Apolidi per la realizzazione del Mondo Nuovo, un piano che risale agli inizi del Novecento ma che ha avuto la sua accelerazione ovvia a partire dalla fine degli Anni Sessanta. Non si può dire perché è una “teoria paranoica”. E’ una “teoria paranoica” quando Scalfari, vedi articolo a destra, afferma che la “sinistra” ha il compito di realizzare il “meticciato”. Sono dei pagliacci, questi personaggi, purtroppo il seguito che hanno in basso e la delega che gli viene data dalle Elite Apolidi, li rende pericolosi.

Il nuovo Governo deve rimediare al disastro di:

un Paese bambino, spaventato e lagnoso, che tratta da infezione un’ordinaria vicenda umana – le migrazioni – che si manifesta, in questi anni, con intensità straordinaria.

Le “migrazioni” sono una “ordinaria vicenda umana”. Perché, come ci insegnano, “Gesu era un profugo”, oppure “Enea era un profugo”, eccetera. A parte l’ennesimo trucco di semplicità patetica di confondere “immigrato” con “profugo” o “rifugiato”, si tratta di vendere la faccenda come qualcosa di “normale”. E’ “normale” che i popoli migrino. Vero, si chiamano “invasioni”. Gli Europei migrarono nelle Americhe e spazzarono via le civiltà autoctone.

Infine, per chi si domanda se l’Unione Europea stia riservando un trattamento più collaborativo e più vantaggioso a questo governo…

Nessuno se lo domanda, signor Serra. Questo Governo nasce dalla famosa “coalizione Ursula” che il signor Prodi vantava come una conquista invece che come un ignobile mercimonio. Qualcuno, pochi, guadagnano a partecipare alla “coalizione Ursula”, la maggior parte scende un altro gradino nella scala del servaggio. Va bene che lei ha il riflesso condizionato per cui pensa di parlare/scrivere alla “base” dei servi idioti ma a tutto c’è un limite. Quando la faccenda le scoppierà in mano, lei farà come i suoi predecessori, quelli che guardavano mentre abbattevano il Muro. Fingerà meraviglia, un esito inaspettato e poi cambierà idea, cercando un altro potere a cui giurare fedeltà in cambio della patente.

Vi raccomando la lettura dei post precedenti.

Bersani e lo Jus Soli

Confessione di Bersani, ve la siete persa?

Se torno al governo, faccio lo Ius Soli anche contro l’80% degli italiani.

Bersani per un po’ di tempo è andato in giro per le televisioni a predicare la necessità dello Jus Soli, fino a che l’hanno azzittito per non peggiorare le cose. Infatti questo video è praticamente sparito da Internet.

Le sue argomentazioni erano due, la prima era “attenzione, non sappiamo cosa può scattare nella mente del giovane davanti a una ingiustizia cosi sferzante”.

Sputare sulla Patria.

A questa argomentazione io farei due obiezioni. La prima è incomprensibile per la persona “di sinistra”, ovvero che la cittadinanza italiana è un privilegio che bisogna meritarsi.

La persona “di sinistra” è condizionata a sputarci sopra, sulla Italia e sulla italianità, perché la retorica sulla Patria è intrinsecamente “fascista” mentre la “fraternità dei popoli”, essere “cittadini del mondo” è, appunto, cosa “di sinistra”. Inoltre la persona “di sinistra” è condizionata alla idea che la “felicità” sia un diritto di nascita, quindi il concetto di doversi meritare qualcosa è privo di senso. Il concetto del “reddito di cittadinanza”, cosi come tanti altri “diritti”, si fonda sulla idea che qualsiasi cosa desideri, la funzione dello Stato sia di garantirtela, perché ti spetta. Se ti manca qualcosa, se non puoi realizzare i tuoi desideri, sei “infelice” e questa è una “ingiustizia” e una colpa dello Stato e di riflesso, degli altri.

La radicalizzazione.

La seconda obiezione alla prima argomentazione di Bersani è che davanti alla minaccia che un giovane figlio di immigrati si dia al terrorismo perché non ha ottenuto la cittadinanza italiana alla nascita, la mia risposta non è di abbassare le braghe e mettermi a novanta davanti agli immigrati ma di espellerli. Gli Israeliani, che sono avvezzi e hanno imparato certi metodi teutonici, quando un giovinotto arabo fa tanto di tirare fuori un’arma lo fanno immediatamente diventare “martire”, poi vanno a cercare la sua famiglia coi bulldozer e gli spianano la casa, lasciandoli in mezzo ad una strada. Non li mandano via perché tutto questo capita nella terra degli Arabi ma qui noi siamo a casa nostra. Quindi al giovane figlio di immigrati adirato per l’ingiustizia io farei educatamente presente che la sua famiglia è ospite in casa d’altri, anzi, ospite non gradito e che al minimo cenno di fastidio, vengono tutti catapultati a casa loro. Incidentalmente, per disinnescare l’ovvia arma di aggressione demografica, cosi come Bersani vuole lo “Jus Soli”, io abolirei il principio per cui chi sposa un italiano diventa italiano. Chi sposa un italiano rimane straniero e se l’italiano vuole, può sempre trasferirsi al Paese del coniuge e prenderne la cittadinanza. Anche Bersani, se gli piacciono tanto, può andarli a trovare a casa loro. Per inciso, è la legge in Giappone, ad esempio. Se sposate un giapponese, non diventate giapponesi.

Le mamme piangono.

Eccoci alla seconda argomentazione di Bersani a sostegno della necessità di approvare lo “Jus Soli”. Questa la dovete proferire con le mani giunte e lo sguardo affranto. “Voi sapete quante mamme ho trovato io per strada, nere eccetera (ah, che ridere il vetero razzismo coloniale della provincia italiana), che piangono? Perché gli arriva a casa un bambino che gli dice le cose”.

L’obiezione a questa argomentazione è ovvia ma ancora incomprensibile alla persona “di sinistra”. In Italia non ci sono “mamme nere” italiane, ne sono state deportate a forza come gli schiavi delle Americhe. Sono tutte immigrate. Qual è la differenza tra la mamma cinese, la mamma moldava e la “mamma nera”? Semplice, se sono tutte straniere immigrate la mamma cinese è arrivata in Italia con tutte le carte a posto, con l’aereo, dopo avere firmato un contratto che la obbliga a lavorare come una schiava per un altro cinese che gli ha pagato i permessi e il viaggio. Scaduto il termine del contratto, la mamma cinese si mette in proprio e replica lo stesso accordo con altri cinesi. La mamma moldava trova in Italia le stesse condizioni che trovano le mamme italiane che si trasferiscono all’estero. Piangono le mamme italiane all’estero? Qualcuno ha mai chiesto lo “Jus Soli” per i figli delle mamme italiane?

Invece, la “mamma nera” è (quasi sempre) una immigrata illegale che è stata “accolta” in violazione delle leggi italiane e internazionali ma in ossequio al Piano delle Elite Apolidi di cui la “sinistra” è entusiasta attuatrice. Leggete l’editoriale di Scalfari . L’Italia non ha alcun bisogno di “mamme nere”, contrariamente alla propaganda. E’ una presenza che ci viene imposta dalla “sinistra” agente di poteri sovranazionali ostili e quindi è una presenza sgradita. Prima la “sinistra” crea il problema, poi si propone come soluzione del problema che ha creato. Lo “Jus Soli” non risolve niente rispetto al fatto che gli Italiani non vogliono essere invasi da milioni di immigrati, non richiesti, non voluti, che sono visti come un fastidio, un problema, una minaccia. Però serve a “regolarizzare” automaticamente e in maniera irreversibile intere famiglie di immigrati nel momento che una donna partorisce in Italia.

La verità.

Veniamo quindi al lampo di verità che ha fatto sparire Bersani dalle televisioni:

“Quindi, io faccio lo “Jus Soli”.
Dice, è contrario l’ottanta per cento degli Italiani.
Non me ne frega assolutamente niente.”

Intanto la signora Palombelli cerca di parlare sopra la chiosa di Bersani perché si rende conto della enormità suicida di questa ammissione, dicendo “… però è coerente”.

Giusto, è coerente. Infatti, la premessa dell’editoriale di Scalfari sulla necessità storica di imporre il “meticciato” è la stessa, si da per scontato che la “sinistra” lo imponga a dispetto degli Italiani, contro gli Italiani. L’intero “fenomeno” della immigrazione è stato ideato, organizzato e gestito come arma contro gli Italiani e gli Europei. Ne sono perfettamente consapevoli e la cosa non li disturba, anzi, gli provoca un certo godimento.

Circa le ragioni per cui la persona “di sinistra” voglia cancellare gli Italiani e gli Europei per sostituirli col “meticciato”, necessariamente è un misto di gretto cinismo di gente che pensa di ricavare un utile dal caos e di perversioni psichiatriche.