Riflessioni varie sulle cose del mondo

Cominciamo da qualcosa di cosi brutto da essere ridicolo. Come i fenomeni, veri e falsi, che giravano per le fiere dei paesi e la gente pagava per vederli e fare “ooh”.

il sovranista – alla fine della fiera è uno sfigato a cui poverino non è andata tanto bene … dategli un buon stipendio o una bella figa e vedete come gli passa.

Ignoriamo l’italiano approssimativo del moderno “laureato”.
Siamo nell’ambito della psichiatria. Chi scrive misura se stesso e gli altri sulla base dello stipendio e della figa. Non solo, è convinto che chi ha un “buon stipendio” e una “bella figa” debba necessariamente essere un “compagno”, perché stipendio e figa fanno l’uomo soddisfatto e nello stesso momento testimoniano la Grazia Divina. Con buona pace di Marx e Engels. In una visione tipicamente impiegatizia, da “Camera Cafè”, la geniale serie TV, prendiamo un operaio sposato con una Filomena grassa e baffuta, questi sarà probabilmente “sovranista”. Viceversa il capoufficio del reparto vendite che se la fa con la segretaria ventenne, sarà necessariamente “compagno” o come si dicono tra di loro, “liberale di sinistra”. Tutto li. Non c’è altro nell’universo che la antropologia lombrosiana connessa alla posizione nell’organigramma fantozziano-aziendale e l’eventuale relazione sessuale (per pietà non andiamo ad esaminare quanto sia effettivametne “figa” la figa). Mi mancano le parole, ci vorrebbe il buon Fusaro.

Adesso esaminiamo una vexata quaestio, la faccenda dei “social” e della censura. La prendo un po’ alla larga. C’è questa fondazione che si chiama Mozilla. Anni fa i direttori di questa fondazione decisero di gettare tutte le energie della loro organizzazione nello sviluppo di un sistema operativo per scemofoni che si proponesse come alternativa ad Android. L’idea era quella di contrastare il monopolio di Google. L’idea finì nel proverbiale “bagno di sangue” per la fondazione perché la tecnologia che scelsero era inadeguata e i venditori degli scemofoni non erano interessati alla loro proposta, cioè a vendere degli scemofoni con un sistema operativo diverso da Android. Basti vedere ai giorni nostri l’uso dello “ecosistema” di Google come arma contro i venditori di scemofoni cinesi, che se dovessero farne a meno sarebbero estromessi dal mercato.

Ora, facciamoci una domanda: qual è lo scopo di Mozilla?
Mettere in mano a tutti gli strumenti per usare Internet, cioè per collegarsi tra di loro e scambiarsi informazioni qualsiasi? No, il primo scopo è pagare il “buon stipendio” e la “figa” la accantoniamo per non essere ironicamente omofobi. Mozilla è una fondazione che sostiene il concetto di “libertà” come in “liberale di sinistra”. Quindi va bene contrastare il monopolio di Google ma nello stesso momento ci devono essere sopra, sotto, dentro Internet, tutti gli strumenti di controllo che consentono agli “illuminati” di decidere cosa è “bene” e cosa è “male” e quindi di orientare l’Umanità in una direzione o l’altra. Nessuno è stato segato in Mozilla per il flop colossale del loro sistema operativo per scemofoni. Nessuno si è posto il problema di cosa sia Internet e a cosa serva. Però se uno prova a esprimere una idea vagamente contraria al “matrimonio gay”, per fare un esempio a caso, viene linciato e costretto a dimettersi.

L’abbiamo visto succedere cento volte, mi viene in mente il caso di tale Barilla, che tornano al mostro sopra, non aveva certo un “cattivo stipendio” e presumo non abbia particolari problemi con le segretarie ventenni, se volesse, il quale incautamente affermava che la sua azienda si rivolgeva alle famiglie “tradizionali”. Si scatenò una campagna mediatica planetaria che, a fronte del danno aziendale, lo costrinse a opportuna retromarcia, scuse e umiliazione (ancora) fantozziane. Viceversa, quando la Gilette fa uno spot in cui descrive i maschi (che si fanno la barba) come trogloditi, ritardati, psicopatici, tornando sopra, poveri sfigati che non hanno un buono stipendio e la moglie cessa, anche se lo spot danneggia l’azienda, chi lo ha programmato va elogiato e citato ad esempio, perché il fine “liberal” giustifica i mezzi.

Prendiamo questo esempio: Mastodon, social networking, back in your hands
Si tratta di un software Open Source che consente di configurare un server che fornisce più o meno le funzioni dei “social” tipo Facebook o Twitter. Ogni server è indipendente e amministrato dai suoi gestori con regole proprie. I server si possono “federare” tra di loro in modo che gli utenti di un server accedano ai contenuti condivisi dagli utenti dei server federati. Rispetto a Facebook, ci sono due vantaggi, non esiste una “proprietà” del servizio e si tratta di un servizio decentrato.

Ora, dov’è l’inghippo?
La prima cosa ovvia è che un Di Stefano, il capoccia di Casa Pound, cerca la gente nei luoghi dove la gente si raccoglie, quindi ha la necessità di andare su Facebook. La seconda cosa ovvia è che Di Stefano e tutta Casa Pound potrebbero non sapere nemmeno che esiste una alternativa a Facebook.

Ma il vero problema secondo me è un altro. Cosi come Mozilla vede la “libertà” come la affermazione e quindi la imposizione della “ideologia liberal”, allo stesso modo chi ha scritto il software di Mastodon e chi lo usa per i server “ufficiali” elencati nel sito, manifestano la necessità di affermare e quindi imporre la medesima “idelogia liberal”. Quando si presenta il software/servizio al “pubblico” la cosa più importante è elencare e descrivere le funzioni che consentono all’utente di proteggersi dai contenuti “offensivi” e agli amministratori di censurarli. Certo, se tu distribuisci un software a tutti, non puoi obbligarli alle stesse regole sulla “moderazione”. Però puoi aggirare l’inconveniente facendo in modo che i server “liberali” escludano dalla federazione i server “offensivi”.

Mettiamo che Di Stefano e Casa Pound aprano il loro server Mastodon. Mettiamo che raccolgano tutti i “sovranisti” poveri sfigati d’Italia. Mettiamo che riescano a fare lo stesso gli altri movimenti dei “sovranisti” poveri sfigati d’Europa. Cosa succederebbe? Primo, tutti i server Mastodon isolerebbero i server “sovranisti” e questo sarebbe il meno. Partirebbero centomila esposti e denunce scritti da legioni di avvocaticchi volontari e/o stipendiati dalle solite conventicole “di sinistra”, in tutte le sedi, nazionali e sovranazionali. Dopodiché le autorità andrebbero a perseguire le persone che gestiscono i server che “incitano all’odio”. Basterebbe un fascetto pubblicato da Tizio o una svastichina pubblicata da Caio, per scatenare la solita tiritera della “apologia”.

Perché? Perché l’altro giorno leggevo su un altro blog mostruoso che ci dobbiamo mobilitare contro la minaccia fascista palesata dagli insulti raccolti da Lerner al Raduno di Pontida.

Le ingiurie e gli insulti lanciati contro Gad Lerner fanno male, un video che davvero si ha difficoltà a vedere, un salto nel passato, una sorta di passerella in mezzo ad una galleria degli orrori. … Un pezzo di Italia che vorremmo disconoscere e con la quale purtroppo dobbiamo fare i conti, perché quello della porta accanto spesso ha scritto il più brutto pezzo di storia del paese.

I peggiori criminali leghisti sono stati quei quattro veneti saliti sul Campanile di San Marco dopo avere parcheggiato sotto un “blindato” fatto con un trattore, oppure gli allevatori che spruzzarono il concime sui poliziotti mandati a manganellarli quando protestavano contro le “quote latte”.

I “giovani esuberanti” della “sinistra”, condizionati e sobillati dagli “intellettuali” e “ideologi”, con tutta la retorica della “resistenza rivoluzionaria”, hanno ammazzato centinaia di persone e ne hanno storpiate centinaia di altre, hanno riempito le galere di terroristi pluriomicidi, hanno messo a ferro e fuoco le città, le università e sono cent’anni che combattono una guerra civile contro gli altri Italiani. Ma tutto questo non conta, non esiste. Perché il “fine superiore” lava tutti i peccati. Come le ripetute amnistie di Togliatti nel dopoguerra.

Per concludere, il punto è che noi “sovranisti” e quindi poveri sfigati con il basso stipendio e la moglie cessa, non abbiamo ancora capito che ci hanno dichiarato guerra. Che di guerra si tratta e che dall’altra parte assumono che il “fine” giustifica i mezzi. Il Di Stefano si lagna che Facebook, strumento di monitoraggio, profilazione e condizionamento delle masse facente capo ad tale Zuckemberg, lo censura. Come lamentarsi che la corda con cui ti impiccano ti irrita la pelle.

Guerra alla pirateria

I “media” hanno fatto i titoloni sulla notiziona che le autorità italiane hanno chiuso un servizio Web “pirata” che rivendeva a prezzi stracciati i contenuti delle TV e Web-TV a pagamento. A corredo della notiziona oggi leggo un approfondimento nella sezione riservata agli abbonati del sito di Repubblica.

Il Comandante generale della Guardia di finanza, Giuseppe Zafarana, è uomo di spirito. Sorride: “Allora, domani questa mia intervista quanti pirati la avranno davanti agli occhi rubando il copyright? Diciamo diverse decine di migliaia, secondo i dati della Fieg che avete pubblicato ieri, giusto? Bene, allora sappiano gli utenti che leggeranno la versione pirata di questa intervista e, soprattutto, chi gliela mette a disposizione in Rete, che il lavoro del nostro Nucleo speciale per la tutela della privacy e delle frodi tecnologiche, così come quello di tutti gli altri reparti del Corpo, non conoscerà sosta.

A stretto rigore di logica, la Finanza dovrebbe chiudere il sito di Repubblica che pubblica gli articoli che io leggo. Ma non è questo andare e venire delle maree sulla “pirateria”, che ci accompagna da quando ho memoria, a dare fastidio. Sono le cavolate che vengono somministrate alla “pubblica opinione” dai “media” che fanno solo propaganda. Quindi, perché mai qualcuno dovrebbe leggere la “versione pirata” della intervista al Comandante della Finanza? Oggi leggevo l’intervista a Prodi, il quale ripeteva all’infinito il ritornello sulla “lotta all’evasione fiscale” come panacea di tutti i mali. Come diceva a proposito dell’Euro, la “lotta all’evasione fiscale” ci renderebbe tutti più ricchi e ci farebbe lavorare meno. Allora, il signor Prodi si dovrebbe incontrare con il Comandante della Finanza. Però mi sa che entrambi non hanno le idee molto chiare sull’argomento, infatti sul Sole 24 Ore troviamo:

Maxi-frode fiscale in Europa da 55 miliardi. Coinvolte banche e fondi d’investimento.

Decine di banche, broker, studi legali e società di revisione sarebbero coinvolti in un’indagine avviata in Germania dalla procura di Colonia insieme ai magistrati di Monaco e di Francoforte. … ora emerge che nel presunto giro di evasione fiscale sia stata colpita anche l’Italia, dove il Fisco avrebbe perso 4,5 miliardi di euro …

Per chi non lo sapesse, uno dei problemi più gravi della storia d’Europa di questi anni sono le banche tedesche e più in generale il rapporto tra banche, finanza e politica. La “politica”, usando i “media” come strumento di controllo delle masse, ha cercato di nascondere il problema spogliando ed eventualmente portando al fallimento i Paesi “deboli” dell’Unione, partendo dalla Grecia.

Senza andare troppo lontano, io scriverei qualche articolo di indagine sui “prodotti finanziari” proposti dalle banche e acquistati dalle amministrazioni pubbliche. Ad esempio:

Deutsche Bank, Depfa Bank, Ubs e Jp Morgan sono state condannate per truffa aggravata ai danni al Comune di Milano in relazione a operazioni su prodotti derivati. Ammonta complessivamente a 87 milioni di euro la confisca per le quattro banche estere.

Nel piccolo e nel grande, per esempio: Derivati di Stato, paghiamo 8 miliardi all’anno (ma nessuno lo dice).

… l’Italia ha sottoscritto, oltre alle formule più tradizionali per tutelarsi dal rialzo dei tassi, anche delle opzioni più speculative che le si sono ritorte contro. Una di queste è una “swaption” collegata all’Interest Rate Swap a 30 anni da 3 miliardi e stipulata nel 2004 con Morgan Stanley.

Invece, Repubblica ci informa che abbiamo il Nucleo Speciale per la “privacy” e le “frodi tecnologiche” che tutela la riproduzione dei suoi importantissimi articoli e il signor Prodi con la “lotta all’evasione fiscale”, che, come sicuramente sapete, si accorda con la proposta di “Confindustria”, rido mentre lo scrivo, di tassare l’uso del contante prelevato al bancomat per obbligare tutti ad usare le carte di credito/debito.

Macron incontra Conte

Se fossimo in un film di fantascienza, penserei che Macron e Conte siano due androidi. Due automi costruiti a perfetta imitazione di una persona per ingannare il pubblico.

Siccome siamo nel “mondo reale”, penso che le loro persone siano distinte dal personaggio che interpretano e questo personaggio è stato costruito dal nulla da qualche team di strateghi del marketing dietro richiesta delle famose Elite Apolidi, per poi essere venduto tramite i “media” asserviti.

Una operazione del genere, cioè creare “lo statista” dal nulla, un giorno prima nessuno lo conosce e il giorno dopo tutti i giornali te lo presentano come il Messia, è possibile solo nella certezza che la memoria e la capacità di giudizio della gente sono nulle, spazzate via dal condizionamento. Altrimenti, non si spiegano assurdità come questa dichiarazione di Macron:

Dobbiamo poter difendere il diritto d’asilo, che fa parte spesso delle nostre Costituzioni, ma garantire anche che coloro che non hanno diritto all’asilo vengano rimpatriati il prima possibile nel loro Paese di origine. La volontà comune è di avere, a livello europeo, una maggiore cooperazione e una politica più efficace nelle riammissioni verso i paresi d’origine

Fa finta di non sapere, l’androide Macron, che lo “asilo” era originariamente pensato per chi era perseguitato da un regime totalitario, segnatamente l’Europa comunista. Non aveva lo scopo di accogliere l’intera popolazione di qualsiasi luogo del mondo dove le condizioni di vita non sono analoghe a quelle europee, come per altro sostiene il signor Grasso di Liberi e Uguali. Inoltre, Macron fa finta di non sapere che sono pochissimi gli immigrati che si qualificano come “rifugiati”. Decine di milioni di immigrati sono venuti e continuano a venire in Europa perché convinti che sia la terra del Bengodi. Dato che sono milioni, nessuno viene rimpatriato e a lui basterebbe farsi un giro per Parigi per constatare che gli immigrati arrivano per restare e sostituiscono gli autoctoni in virtù della demografia. Poi, è veramente schifosa l’idea di richiamare gli immigrati con la promessa della “accoglienza” e poi minacciare il rimpatrio.  Per quanto abbiamo a che fare con gente senza alcuno scrupolo, il fatto è che una delle due cose necessariamente è una menzogna e allo stato attuale mi pare ovvio che sia la possibilità di rimpatriare gli immigrati. Una cosa che si promette sapendo che è una balla, solo per illudere la “opinione pubblica” rincitrullita che l’immigrazione sia in qualche modo “gestita” o “controllata”.

I giornalisti.
Semplicemente si prostituiscono senza ritegno e senza rimorsi. Altrimenti non pubblicherebbero certe apologie ridicole e invece farebbero domande, indagherebbero, scoperchierebbero i Vasi di Pandora. Le grandi inchieste sono quelle del figlio di Salvini che fa il giretto sulla moto d’acqua insieme ad un poliziotto o su come si veste la sua morosa.

Intanto il Corriere scarica un po’ di scemenze:

Migranti, record di arrivi dall’Africa: 300 in 3 giorni sui barchini

L’immigrazione è reclutata tramite la propaganda nei villaggi, è gestita tramite organizzazioni che si occupano della logistica e dei trasporti. Non c’è niente di “spontaneo”. I “barchini” non portano gli immigrati dall’Africa, vengono usati solo per il trasbordo dalla “nave madre” alla costa. Quindi gli immigrati arrivano in vista delle coste italiane su imbarcazioni di una certa dimensione che nessuno vede. E’ il metodo più sicuro per gli immigrati ma più costoso e rischioso per i contrabbandieri. Che lo adoperano ovviamente nella ragionevole certezza che nessuno li fermerà.

Ecco cosa è cambiato col secondo Governo Conte. Nessuno li ferma e nessuno li vede. Il Corriere ci racconta dei “barchini” e morta li.

I fattorini fantasma

Interessante articolo del Corriere.
Portano il cibo nelle nostre case, anche se nessuno sa chi siano.

Se non hai i documenti non ti resta che metterti d’accordo con qualcuno e comprargli l’account. Lo fanno soprattutto gli italiani, si registrano con più facilità, e poi vendono la registrazione dandoti un’opportunità di lavoro.

Glovo […] per ogni ordine paga 2 euro, a cui si aggiungono 0,63 centesimi per ogni chilometro percorso. Il rider racconta che al caporale digitale andrebbe il 20%. Che aumenta se piove poiché la paga cresce del 20% in caso di pioggia.

Milano fa schifo. La “metropoli cosmopolita”. In alto il lusso delle banche e degli emiri, al livello della strada è una fogna. Comunque, portano il cibo nelle “vostre” case, non nella mia.

Deportato dalla Germania in Italia.

Intanto, un povero profugo accoltella un soldato in Stazione Centrale. Già il fatto che ci siano i soldati in stazione dovrebbe suggerire che c’è una guerra in corso ma per i “compagni” la camionetta dell’Esercito fa parte del grazioso arredo urbano della succitata “metropoli cosmopolita”.

Il povero profugo arriva dalla Germania, con un volo Monaco-Milano. Ci è stato rispedito indietro in forza del famoso “trattato di Dublino”, sottoscritto durante i regni del benessere e della gioia di Letta – Renzi – Gentiloni in cambio della “flessibilità” europea sul deficit italiano. In pratica, il PD si è impegnato ad “accogliere” in via definitiva tutti gli immigrati che arrivano in Italia i quali facciano richiesta di asilo, ottimamente istruiti dal sistema “equo e solidale” e la Germania può legittimamente procedere al “rimpatrio” del profugo “richiedente asilo” deportandolo in Italia. Magari sedato.

Non avevo più un soldo, non mangiavo da giorni, per tre notti ho dormito per strada. La mia vita è andata in malora e per questo ho scelto di farla finita con una sorta di riscatto, cercando il paradiso. Volevo raggiungere il paradiso di Allah. Quando ho aggredito il soldato ero sicuro che sarei stato ucciso ed era quello che cercavo, volevo morire.

Come dice il signor Renzi nell’intervista a Repubblica del post precedente?
le povere vite prese in ostaggio da Salvini sui barconi.

Voglio passare i prossimi mesi a combattere contro Salvini

Dunque il signor Renzi dice che lascia il PD per fondare un suo partito.

L’area riservata agli abbonati di Repubblica ci propone una intervista in cui il signor Renzi ci spiega l’ambizioso programma del suo partito, che vado a commentare.

Abbiamo fatto un capolavoro tattico mettendo in minoranza Salvini con gli strumenti della democrazia parlamentare. Ma il populismo cattivo che esprime non è battuto e va sconfitto nella società. E credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo non funzionino più

Allora, gli strumenti della “democrazia parlamentare” consistono nel ricatto operato nei confronti dei poveri cristi dei Cinque Stelle che hanno il terrore di lasciare il “palazzo” con tutti i suoi privilegi, per tornare alle loro vite meschine di prima. Pur di conservare l’incarico, hanno fatto l’esatto contrario di quanto proclamavano a gran voce, cioè si sono venduti ai “poteri forti”, interni ed esterni e hanno consentito al PD di ritornare nei consueti luoghi di potere da cui gli Italiani, col loro voto, li avevano estromessi. I “prossimi mesi” del signor Renzi saranno dedicati non a “combattere contro Salvini”, caro il mio partigianino di Rignano ma a ottenere per gli “amici” tutte le poltrone possibili, partendo dal signor Gentiloni che aveva già tutto pronto per la Commissione Europea.

Il Pd nasce come grande intuizione di un partito all’americana capace di riconoscersi in un leader carismatico e fondato sulle primarie. Chi ha tentato di interpretare questo ruolo è stato sconfitto dal fuoco amico. Oggi il Pd è un insieme di correnti. E temo che non sarà in grado da solo di rispondere alle aggressioni di Salvini e alla difficile convivenza con i 5 Stelle

Anche qui, il signor Renzi esclude completamente dal discorso gli Italiani, come se non ci fossero. Tutti i suoi discorsi girano attorno alle manfrine interne ai partiti e a generiche dichiarazioni di intenti pateticamente provinciali, le “grandi intuizioni” come “un partito all’americana capace di riconoscersi in un leader carismatico”. Il “partito all’americana” è quello i cui elettori cantano “bandiera rossa”? E’ “capace di riconoscersi” perché si tratta di poveretti che cercano la tutela o l’attenzione dei genitori? Indoviniamo un po’ chi è il “leader carismatico” accoltellato dagli “amici” alle Idi di Marzo.

Voglio passare i prossimi mesi a combattere il salvinismo nelle piazze, nelle scuole, nelle fabbriche. Faremo comitati ovunque.

Nelle piazze dovrà portare i pensionati e i dipendenti pubblici con gli autobus organizzati, altrimenti saranno vuote. Nelle scuole sfonda una porta aperta, ieri leggevo che Di Stefano, il capoccia di Casa Pound, si trova con la figlia alle elementari indottrinata dalle maestre a cantare “Bella Ciao” per andare alla manifestazione pro-Greta. Il problema, signor Renzi, sono le fabbriche, che lei non ha mai visto da vicino e la gente che può incontrare per strada, sull’autobus, al supermercato, insomma quegli Italiani che lei schifa e teme. Io abito in una città che per settant’anni è stata governata dalla “sinistra” e dopo le ultime elezioni, il sindaco è della Lega. Sarà che gli Italiani che lei schifa e teme vivono chiusi in casa e per le strade e nelle piazze incontro solo stranieri. Sarà che le fabbriche sono chiuse. Forse dovrebbe proporre che possano votare, quegli stranieri. Al primo giro magari voterebbero per lei, mentre organizzano il loro partito islamico.

Mentre noi litighiamo sul nulla, sta cambiando il mondo. L’intelligenza artificiale rivoluziona le aziende, la quotidianità, la vita nelle città: il populismo non conosce l’intelligenza artificiale, il populismo è stupidita naturale. Noi possiamo fare dell’Italia un laboratorio di innovazione spaventoso, mantenendo i valori di umanità e di umanesimo che abbiamo nel dna. Ecco perché era fondamentale difendere le povere vite prese in ostaggio da Salvini sui barconi

Il populismo non conosce l’intelligenza artificiale.
Sto ancora ridendo, signor Renzi.

Anche l’idea del “laboratorio” non è affatto nuova, è uno stanco ritornello. I valori di “umanità e di umanesimo che abbiamo nel DNA”. L’esatto contrario, signor Renzi. Ora, lei è un venditore di sciroppo di veleno di serpente, dice qualsiasi cosa senza ritegno e senza la minima idea della auto-ironia involontaria. Ma la “sinistra”, per chiunque non sia un idiota che canta “bandiera rossa”, dagli Anni Settanta si è fatta portatrice della dottrina “Anti-Umanista”, cioè della demolizione sistematica di tutti i presupposti e i cosiddetti “valori” della “civiltà occidentale”. Lo dico sempre, nel quadro della “controcultura”, i Beatles andavano in pellegrinaggio dal sedicente “guru indiano” che gli trombava le mogli e gli fregava i soldi, con la scusa della meditazione trascendentale. Le scuole elementari condizionano i bimbi alla predicazione apocalittica del “ritorno alla natura” e ad un altro stanco ritornello, quello del “buon selvaggio”. Le impiegate vanno al corso di “danza tribale”, gli impiegati si fanno i tatuaggi maori, eccetera. Le “povere vite prese in ostaggio” non si trovavano sui “barconi” ma sulle navi delle ONG che costano un occhio della testa e sono finanziate da “filantropi” palesi ed occulti che scelgono di usare quelle navi come ariete per sfondare certi “muri” e se ne fregano dei bimbi africani che bevono l’acqua putrida dello scarico. Quello che dice, signor Renzi, è demenziale.

In ogni provincia a coordinare saranno un uomo e una donna: la diarchia è fondamentale per incoraggiare la presenza femminile

E quelli che non si riconoscono nel proprio genere? La sua “diarchia” risale alla Genesi, signor Renzi ma lei non è quello dei “diritti”? Se io sono un omosessuale perché devo essere escluso dal suo “paradiso terrestre”? Perché incoraggiare la “presenza femminile” invece della presenza LGBTXYZ? Omofobo! Razzista! Fascista!

Io voglio fare la guerra a chi semina odio. I prossimi anni li voglio passare in contrapposizione frontale contro il populismo di Salvini. Voglio sperare che anche il Pd si preoccupi di lui e non di Matteo Renzi.

Gesù una volta si adirò coi mercanti del Tempio. In generale però non aveva come programma quello di fare la guerra a chi seminava odio. Infatti, predicava di porgere l’altra guancia a chi ti percuote. Attento, signor Renzi, a dichiarare “guerra”. La guerra è sangue e merda, la guerra è l’inferno. Lei continua a ignorare gli Italiani, fa finta che questa manovra di Palazzo che ha portato il PD dove nessuno l’avrebbe voluto si possa ripetere fuori dal Palazzo, disinnescando quel “popolo” che lei schifa e teme e riducendolo all’obbedienza e all’asservimento. Non considera, signor Renzi, che alla guerra si risponde con la guerra. Si è dimenticato certe scene tipo la rivolta della Romania. Non si fidi troppo della sua “securitate”.

Masochismo

Antefatto: un immigrato illegale marocchino prende a pugni una donna incontrata per strada, una attrice. Ecco il commento di lei:

odio il chiacchiericcio da bar alla Salvini e sono rimasta molto colpita da alcuni commenti che ho letto online, riferiti alla cronaca di quanto mi è successo.

Penso che sia molto ingiusto quanto è accaduto a me, ma credo che anche questa persona abbia subito delle ingiustizie nella vita, e non abbia ricevuto amore. Mi sono chiesta perché vomitasse questa rabbia addosso alle persone e quali fantasmi avesse dentro. Sicuramente è un uomo che non sta bene e che non sa gestire un disagio.

ho letto che alcune persone sostengono che ora tutti i marocchini debbano tornare al proprio paese. Per me, che lui fosse tunisino o svizzero, non cambia.

Cara signora, in questo caso devo dire che meglio che i pugni li abbia presi lei di qualcun altro. Gli Svizzeri non si introducono illegalmente in Italia perché non ne hanno bisogno. Quando vengono, sono turisti o gente che lavora, con tutte le carte a posto e i soldi in tasca. La Svizzera si prende cura dei propri delinquenti e dei propri malati di mente, non spalanca le celle per scaricarceli addosso. Non ci sono migliaia di Svizzeri nelle carceri italiane, non ci sono migliaia di Svizzeri negli ospedali italiani, non ci sono capannelli di Svizzeri nei giardinetti e negli angoli bui delle piazze italiane.

Sopratutto, non ci sono soldati italiani di guardia per le vie d’Italia con le armi in pugno per rispondere alla minaccia di attacchi terroristici compiuti dagli Svizzeri.

Riguardo le ingiustizie che ha subito il signore che l’ha picchiata e l’amore che gli è stato negato, nessuno le impedisce, cara signora, di trasferirsi in Marocco e accudire amorevolmente tutti i malcapitati che incontra. Potrebbe magari chiedere la cittadinanza del Marocco e non tornare mai più.

Prima però le farei guardare, cara signora, il video in cui quattro signori marocchini, anche loro vittime di ingiustizia e privati dell’amore, decapitano con un coltellaccio due incaute turiste scandinave le quali avevano la stessa visione del mondo che ha lei.

Pace e amore.

Un’altra persona saggia e proba

Nella parte per gli abbonati Repubblica ci propone un editoriale del signor Serra. Si intitola “Il ritorno dell’umanità“. Un po’ come nei film tipo “Il ritorno dello Jedi”, o “Il ritorno del Re”, eccetera. Mi ritrovo a domandarmi chi li paga per scrivere, eppure…

Non lo posso collegare, quindi lo commento per paragrafi.

È da questa esasperante, impotente lentezza, di fronte alla velocità e alla potenza della storia…

Prego notare due caratteristiche tipiche della prosa dello “pseudo-intellettuale di sinistra”. L’uso smodato di aggettivi che “demonizzano” qualcosa o qualcuno e “benedicono” qualcosa o qualcun altro. Qui leggiamo “esasperante, impotente”. Il ricorso a figure retoriche che appartengono ad una sorta di “gergo iniziatico” che, con effetti di assoluta auto-ironia involontaria, è di chiare origini “novecentesche”, in questo caso, ad esempio, eccovi “la potenza della storia”. La storia qui è il famoso “storytelling”, qualcosa che si reinventa di continuo, a seconda della convenienza del momento, non la Storia con la “s” maiuscola, che lo “intellettuale di sinistra” nega perché considerare compiutamente il passato dimostrerebbe la follia del futuro che ci vende come “paradiso del popolo”.

… idee assurde oppure feroci, l’isolazionismo ringhioso, il razzismo esplicito, le teorie paranoiche sulla “sostituzione etnica”, i rigurgiti del vecchio nazionalismo che il maquillage d’epoca ha ribattezzato sovranismo.

Ancora, scarica di aggettivi, “feroci, ringhioso, paranoico, vecchio”. Vi ripeto cosa recita il dizionario Treccani a proposito di “Sovranismo”:
Posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione.
Se la parola “Sovranismo” è un neologismo che viene inserito nel “gergo iniziatico” dello “intellettuale di sinistra”, il significato non ha niente di “feroce, ringhioso, paranoico, vecchio”. E’ semplicemente il risultato della necessità naturale dell’essere umano di determinare liberamente il proprio destino invece di essere servo di qualcun altro e costretto ad eseguire ordini e subire decisioni altrui. Qui veniamo alla solita vexata quaestio, per quale ragione la persona “di sinistra” desidera l’opposto del “Sovranismo”, cioè l’asservimento. La risposta è sempre la stessa, la “base” sente la necessità di scambiare la servitù con la tutela e vertici, che cinicamente disprezzano e temono la “base”, costituiscono una aristocrazia che giura fedeltà come vassallo di livelli di potere superiori e in cambio ottiene la concessione della signoria su un certo contado.

La politica di sedicente “difesa della Patria” del precedente governo… era come fermare il mare della storia con il pettine delle scartoffie. Un sedicente giro di vite “contro le ong”, nei fatti contro la povera gente in fuga o in viaggio verso una vita decente.

Dopo “la potenza della storia” eccoci a “il mare della storia”.
Contraddizione nei due “sedicente”, se il primo è vero, il secondo è falso. Inoltre, l’idea di Serra della “povera gente” è la stessa che avevano le Brigate Rosse nei riguardi della criminalità comune. Ovvero, “povera gente” che tramite furti e rapine si impossessava di quanto gli era sottratto dalla Borghesia nel quadro della “Lotta di Classe”. Quindi, come sostiene la signora Di Cesare nell’articolo che trovate a destra, trattandosi di ribellione alla “ingiustizia sociale”, altra espressione tipica del “gergo iniziatico”, le azioni illegali in realtà diventano lecite. Qui è lo stesso, gli immigrati sono “povera gente” per colpa nostra e quindi se ci aggrediscono violando le nostre leggi, se ci invadono, compiono una azione lecita, che la “sinistra”, in quanto tale, deve sostenere, favorire.

Adesso, con il nuovo Governo che è stato costituito con il fine esplicito di andare contro la “sovranità” del Popolo, avremo:

un Paese che sa farsi carico delle responsabilità, anche sgradevoli, anche soverchianti, che la storia gli scarica addosso.

Qui la prima cosa da obbiettare al signor Serra è la stessa che obbiettavo al signor Franceschini, perché lo “intellettuale di sinistra” ripete a macchinetta sempre gli stessi slogan. Mi dica per favore cosa significa in concreto “farsi carico delle responsabilità”. Inoltre, siamo in presenza della ennesima menzogna, che la immigrazione sia un “fenomeno spontaneo” che ci viene scaricato addosso dalla “storia”. Il “fenomeno” è in realtà un’arma che è stata pensata all’interno del Piano delle Elite Apolidi per la realizzazione del Mondo Nuovo, un piano che risale agli inizi del Novecento ma che ha avuto la sua accelerazione ovvia a partire dalla fine degli Anni Sessanta. Non si può dire perché è una “teoria paranoica”. E’ una “teoria paranoica” quando Scalfari, vedi articolo a destra, afferma che la “sinistra” ha il compito di realizzare il “meticciato”. Sono dei pagliacci, questi personaggi, purtroppo il seguito che hanno in basso e la delega che gli viene data dalle Elite Apolidi, li rende pericolosi.

Il nuovo Governo deve rimediare al disastro di:

un Paese bambino, spaventato e lagnoso, che tratta da infezione un’ordinaria vicenda umana – le migrazioni – che si manifesta, in questi anni, con intensità straordinaria.

Le “migrazioni” sono una “ordinaria vicenda umana”. Perché, come ci insegnano, “Gesu era un profugo”, oppure “Enea era un profugo”, eccetera. A parte l’ennesimo trucco di semplicità patetica di confondere “immigrato” con “profugo” o “rifugiato”, si tratta di vendere la faccenda come qualcosa di “normale”. E’ “normale” che i popoli migrino. Vero, si chiamano “invasioni”. Gli Europei migrarono nelle Americhe e spazzarono via le civiltà autoctone.

Infine, per chi si domanda se l’Unione Europea stia riservando un trattamento più collaborativo e più vantaggioso a questo governo…

Nessuno se lo domanda, signor Serra. Questo Governo nasce dalla famosa “coalizione Ursula” che il signor Prodi vantava come una conquista invece che come un ignobile mercimonio. Qualcuno, pochi, guadagnano a partecipare alla “coalizione Ursula”, la maggior parte scende un altro gradino nella scala del servaggio. Va bene che lei ha il riflesso condizionato per cui pensa di parlare/scrivere alla “base” dei servi idioti ma a tutto c’è un limite. Quando la faccenda le scoppierà in mano, lei farà come i suoi predecessori, quelli che guardavano mentre abbattevano il Muro. Fingerà meraviglia, un esito inaspettato e poi cambierà idea, cercando un altro potere a cui giurare fedeltà in cambio della patente.

Vi raccomando la lettura dei post precedenti.

Bersani e lo Jus Soli

Confessione di Bersani, ve la siete persa?

Se torno al governo, faccio lo Ius Soli anche contro l’80% degli italiani.

Bersani per un po’ di tempo è andato in giro per le televisioni a predicare la necessità dello Jus Soli, fino a che l’hanno azzittito per non peggiorare le cose. Infatti questo video è praticamente sparito da Internet.

Le sue argomentazioni erano due, la prima era “attenzione, non sappiamo cosa può scattare nella mente del giovane davanti a una ingiustizia cosi sferzante”.

Sputare sulla Patria.

A questa argomentazione io farei due obiezioni. La prima è incomprensibile per la persona “di sinistra”, ovvero che la cittadinanza italiana è un privilegio che bisogna meritarsi.

La persona “di sinistra” è condizionata a sputarci sopra, sulla Italia e sulla italianità, perché la retorica sulla Patria è intrinsecamente “fascista” mentre la “fraternità dei popoli”, essere “cittadini del mondo” è, appunto, cosa “di sinistra”. Inoltre la persona “di sinistra” è condizionata alla idea che la “felicità” sia un diritto di nascita, quindi il concetto di doversi meritare qualcosa è privo di senso. Il concetto del “reddito di cittadinanza”, cosi come tanti altri “diritti”, si fonda sulla idea che qualsiasi cosa desideri, la funzione dello Stato sia di garantirtela, perché ti spetta. Se ti manca qualcosa, se non puoi realizzare i tuoi desideri, sei “infelice” e questa è una “ingiustizia” e una colpa dello Stato e di riflesso, degli altri.

La radicalizzazione.

La seconda obiezione alla prima argomentazione di Bersani è che davanti alla minaccia che un giovane figlio di immigrati si dia al terrorismo perché non ha ottenuto la cittadinanza italiana alla nascita, la mia risposta non è di abbassare le braghe e mettermi a novanta davanti agli immigrati ma di espellerli. Gli Israeliani, che sono avvezzi e hanno imparato certi metodi teutonici, quando un giovinotto arabo fa tanto di tirare fuori un’arma lo fanno immediatamente diventare “martire”, poi vanno a cercare la sua famiglia coi bulldozer e gli spianano la casa, lasciandoli in mezzo ad una strada. Non li mandano via perché tutto questo capita nella terra degli Arabi ma qui noi siamo a casa nostra. Quindi al giovane figlio di immigrati adirato per l’ingiustizia io farei educatamente presente che la sua famiglia è ospite in casa d’altri, anzi, ospite non gradito e che al minimo cenno di fastidio, vengono tutti catapultati a casa loro. Incidentalmente, per disinnescare l’ovvia arma di aggressione demografica, cosi come Bersani vuole lo “Jus Soli”, io abolirei il principio per cui chi sposa un italiano diventa italiano. Chi sposa un italiano rimane straniero e se l’italiano vuole, può sempre trasferirsi al Paese del coniuge e prenderne la cittadinanza. Anche Bersani, se gli piacciono tanto, può andarli a trovare a casa loro. Per inciso, è la legge in Giappone, ad esempio. Se sposate un giapponese, non diventate giapponesi.

Le mamme piangono.

Eccoci alla seconda argomentazione di Bersani a sostegno della necessità di approvare lo “Jus Soli”. Questa la dovete proferire con le mani giunte e lo sguardo affranto. “Voi sapete quante mamme ho trovato io per strada, nere eccetera (ah, che ridere il vetero razzismo coloniale della provincia italiana), che piangono? Perché gli arriva a casa un bambino che gli dice le cose”.

L’obiezione a questa argomentazione è ovvia ma ancora incomprensibile alla persona “di sinistra”. In Italia non ci sono “mamme nere” italiane, ne sono state deportate a forza come gli schiavi delle Americhe. Sono tutte immigrate. Qual è la differenza tra la mamma cinese, la mamma moldava e la “mamma nera”? Semplice, se sono tutte straniere immigrate la mamma cinese è arrivata in Italia con tutte le carte a posto, con l’aereo, dopo avere firmato un contratto che la obbliga a lavorare come una schiava per un altro cinese che gli ha pagato i permessi e il viaggio. Scaduto il termine del contratto, la mamma cinese si mette in proprio e replica lo stesso accordo con altri cinesi. La mamma moldava trova in Italia le stesse condizioni che trovano le mamme italiane che si trasferiscono all’estero. Piangono le mamme italiane all’estero? Qualcuno ha mai chiesto lo “Jus Soli” per i figli delle mamme italiane?

Invece, la “mamma nera” è (quasi sempre) una immigrata illegale che è stata “accolta” in violazione delle leggi italiane e internazionali ma in ossequio al Piano delle Elite Apolidi di cui la “sinistra” è entusiasta attuatrice. Leggete l’editoriale di Scalfari . L’Italia non ha alcun bisogno di “mamme nere”, contrariamente alla propaganda. E’ una presenza che ci viene imposta dalla “sinistra” agente di poteri sovranazionali ostili e quindi è una presenza sgradita. Prima la “sinistra” crea il problema, poi si propone come soluzione del problema che ha creato. Lo “Jus Soli” non risolve niente rispetto al fatto che gli Italiani non vogliono essere invasi da milioni di immigrati, non richiesti, non voluti, che sono visti come un fastidio, un problema, una minaccia. Però serve a “regolarizzare” automaticamente e in maniera irreversibile intere famiglie di immigrati nel momento che una donna partorisce in Italia.

La verità.

Veniamo quindi al lampo di verità che ha fatto sparire Bersani dalle televisioni:

“Quindi, io faccio lo “Jus Soli”.
Dice, è contrario l’ottanta per cento degli Italiani.
Non me ne frega assolutamente niente.”

Intanto la signora Palombelli cerca di parlare sopra la chiosa di Bersani perché si rende conto della enormità suicida di questa ammissione, dicendo “… però è coerente”.

Giusto, è coerente. Infatti, la premessa dell’editoriale di Scalfari sulla necessità storica di imporre il “meticciato” è la stessa, si da per scontato che la “sinistra” lo imponga a dispetto degli Italiani, contro gli Italiani. L’intero “fenomeno” della immigrazione è stato ideato, organizzato e gestito come arma contro gli Italiani e gli Europei. Ne sono perfettamente consapevoli e la cosa non li disturba, anzi, gli provoca un certo godimento.

Circa le ragioni per cui la persona “di sinistra” voglia cancellare gli Italiani e gli Europei per sostituirli col “meticciato”, necessariamente è un misto di gretto cinismo di gente che pensa di ricavare un utile dal caos e di perversioni psichiatriche.

Demenza surreale

La svolta – Migranti, la Ocean Viking andrà a Lampedusa.
«I migranti saranno accolti in molti Paesi europei — commenta il ministro della Cultura e capo delegazione del Pd nel governo, Dario Franceschini —, è la fine della propaganda di Salvini sulla pelle di disperati in mare. Tornano la politica e le buone relazioni internazionali per affrontare e risolvere il problema delle migrazioni».

Letture raccomandate:
Confusione creata ad arte sulla immigrazione
Tutto quello che sapete è sbagliato, tutto quello che vedete è falso.

Facili obiezioni.

La prima cosa che una persona ragionevole dovrebbe obbiettare al signor Franceschini, che è uno di quelli che mi fa senso come i ragni a solo vederlo, e la cui voce mi fa l’effetto delle unghie sulla lavagna, è che mi spieghi in concreto come lui o il PD hanno intenzione di affrontare e risolvere il “problema delle migrazioni”. Con le “buone relazioni internazionali”? Ah ecco, allora oltre spiegare come vuole risolvere il “problema delle migrazioni” mi deve spiegare anche cosa intende per “buone relazioni internazionali”.

La seconda cosa che bisognerebbe obbiettare è che per decenni ormai il signor Franceschini e il PD ci raccontano che le “migrazioni” non sono un “problema” ma una “opportunità”. Economica, perché non possiamo vivere senza immigrati, ci servono come il pane e culturale, perché gli immigrati, oltre a mantenerci col sudore della fronte, ci devono anche insegnare a stare al mondo, che loro portano valori positivi mentre noi siamo corrotti. Un po’ come la faccenda per cui arrivano “sani” e si ammalano quando mettono piede in questa fogna di Paese, a dispetto delle statistiche sulle malattie endemiche nei loro luoghi di origine che sono facilmente reperibili su Internet.

La terza cosa, che a pensarci fa veramente ridere, è che bisognerebbe chiedere al signor Franceschini come si materializzano i “disperati in mare”. Quale catena di cause ed effetti li genera. Gli darei un indizio, al signor Franceschini: i “disperati” non si trovano su delle zattere auto-costruite alla Robinson Crusoe e nemmeno sono marinai di una nave che è affondata. Si trovano invece su natanti che gli vengono forniti da una organizzazione che questi “disperati” pagano profumatamente. Tali natanti però non sono scelti per lo scopo di fare la traversata dalle coste dell’Africa a quelle europee. Sono scelti per allontanarsi quel tanto che basta per incontrare le navi che incrociano coordinate prestabilite, navi che procedono all’incontro e al trasbordo previo accordo tramite comunicazione telefonica. Comunicazione telefonica diretta tra gli armatori e i comandanti delle navi e l’organizzazione dei contrabbandieri oppure tramite certi numeri di emergenza predisposti alla bisogna.

Nota a margine: naturalmente il trucco consueto dei contrabbandieri è quello di imbarcare la merce su una nave “insospettabile” che si avvicina alla costa e poi mette in mare delle barchette o dei gommoni per il trasbordo. Questi, che sono la maggioranza e presumibilmente quelli che pagano la tariffa massima, non li vediamo ai telegiornali perché non fa gioco rispetto alla propaganda dei “disperati in mare”.

Ora, il fatto che il signor Franceschini faccia questi proclami dimostra che ci sono milioni di Italiani che non sono persone ragionevoli, dato che non gli vengono automatiche le facili obiezioni che ho appena scritto. L’unico quesito di tutta la faccenda è se il “sinistrismo” sotteso al “cattocomunismo” e più in generale alla “ideologia liberal” con cui le Elite Apolidi stanno smantellando tutto, si appoggi ad una malattia mentale, una disabilità congenita oppure sia un comportamento condizionato, indotto dalla diseducazione ricevuta a scuola, dai “media”, in famiglia, ovunque.

Che incarico ha il signor Franceschini? Ministro della Cultura? Ecco. Come nei racconti di fantascienza dei più dozzinali.

I dialoghi

Dialogo e indifferenza.

Nel dialogo si confrontano due tesi. Si può dare il caso che una delle due sopprima l’altra o che entrambe non sopravvivano. Il dialogo non serve a fare coesistere allegramente le due tesi, non serve alla “tolleranza”, alla “accoglienza” e alla “integrazione”, non serve a creare il “meticciato”, il “popolo unico” con caratteristiche medie. Quello si ottiene con il vuoto, il nulla della indifferenza.

La parola “rispettare” significa letteralmente “riguardare”, “guardare un’altra volta”, “ricontrollare”, cioè considerare che una cosa è di importanza vitale nella vostra vita. Come quando partite per le vacanze e controllate di avere chiuso il gas.

Io rispetto le persone che hanno dimostrato talento e virtù, rispetto le idee che descrivono l’universo meglio delle altre. Non rispetto le persone per il solo fatto che esistono e non rispetto le idee che non funzionano.

Nella colonna di destra trovate l’articolo della signora Ronchey, pubblicato da Repubblica. Se lo leggete, facendo la tara della necessità da parte dell’autrice di trovare qualche scusa per la cosiddetta “sinistra”, trovate descritte le ragioni per cui le persone oggi non hanno idea di cosa sia un “dialogo”.

Fin dall’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, nel nome della cosiddetta democratizzazione della cultura, si assisteva a fenomeni bizzarri.
[…]
un nuovo genere di analfabetismo — condizione che, com’è noto, aiuta ad opprimere e dominare le masse, non certo a promuoverne l’autodeterminazione o la coscienza politica — la cui caratteristica saliente è convincere illusoriamente chi ne è soggetto di essere invece in possesso della cultura.

Nell’articolo la signora Ronchey racconta delle ragioni per cui gli studenti italiani sono semi-analfabeti e cosi i diplomati e i laureati, specie delle regioni del Sud, dove alla tara della “democratizzazione” si aggiunge quella della “arretratezza culturale lamentosa e furbescamente compiaciuta”, parte necessaria del meccanismo della clientela e dell’assistenzialismo.

Rispetto delle opinioni.

Il concetto espresso sopra secondo me va corretto. Non si tratta solo di convincere la gente di essere in possesso di “pseudo-cultura” ma di inculcare quel riflesso condizionato che nella mia vita mi sono sentito ripetere allo sfinimento, il “rispetto delle opinioni”, che presuppone, come detto nei post precedenti, l’idea che non esista “giusto” e “sbagliato” oppure “vero” e “falso”, perché questa è una “logica binaria” inadeguata a rendere conto della “infinita complessità” del “reale”.

Quindi, una scoreggia vale tanto quanto una sinfonia, Kant vale tanto quanto un “tweet”, chiunque può dire e fare qualsiasi cosa e vale tanto quanto chiunque altro che dice e fa qualsiasi altra cosa.

Il risultato è che la gente cerca, pretende la conferma e la rassicurazione. Il fatto di affermare una tesi e contrapporla ad altre tesi è impensabile, è offensivo, è maleducato. Tutte le tesi devono essere contemporaneamente giuste e sbagliate, vere e false, non si devono confrontare cercando di sopprimere una in favore di un’altra, ci si deve sforzare in tutti i modi di farle coesistere.

Allora, l’unica discriminante che consente alla gente di prendere piccole decisioni e condurre le proprie vite è semplicemente il conformismo. Fare quello che fanno tutti. Se è offensivo e maleducato contrapporre una tesi alle altre, è inconcepibile assumere comportamenti difformi, non adeguarsi. Adeguarsi alle “mode” e le “mode” sono direttive che calano dall’alto. Nessuno deve andare a vedere cosa c’è dietro, nessuno deve cercare di togliere il velo che nasconde la verità. Nessuno deve cercare altre informazioni, nessuno deve elaborare con la propria testa.

Ecco un esempio risibile ma illuminante: fotografia della ragazzina Greta all’arrivo in America dopo la traversata compiuta sulla barca da regata del principe di Monaco. Mi informano che c’è una “polemica sui social” perché nella foto si vede una bottiglietta di plastica appesa alla parete dietro Greta. Si tratta di un condizionamento che prevede stimolo e reazione automatica. Non solo nessuno del “pubblico” ragiona sulla faccenda inconsistente della “plastica” che “uccide i mari”, nessuno ragiona sulla figura costruita dai “media” di Greta. La cosa veramente paradossale è che nessuno del “pubblico” guarda la foto e si rende conto che tutto quello che si vede, tranne Greta, è di plastica. Le pareti sono di plastica, tutti gli oggetti, i vestiti e cosi via. Il “pubblico” reagisce come un automa alla bottiglietta perché quello è il “trigger”, lo stimolo a cui è condizionato a reagire. La cosa è insieme fabbricata dal condizionamento dei “media” e amplificata.

Riassumendo, il problema dei giorni nostri è che la gente è obbligata alla ignoranza di proposito. Non basta, è anche condizionata a rifiutare qualsiasi cosa possa mettere in dubbio le proprie “pseudo-convinzioni”, che altro non sono che assoluto e istintivo, automatico, conformismo. Il condizionamento è tale che qualsiasi aggressione ai concetti viene vissuta come una aggressione alla identità personale, quindi scatta una reazione difensiva parossistica, irrazionale.

In cretinetti è convinto di essere un padreterno perché, per definizione, lui e Kant e lui e Mozart sono “uguali”. Cosa ci insegna la “arte” contemporanea? Il Corano e il “trap”. D’altra parte, non gli può capitare di essere messo davanti al fatto che non è uguale a Kant o Mozart perché la verifica è offensiva, maleducata, discriminatoria, “fobica”, patologica, quindi non può accadere. Il cretinetti, fintanto che si uniforma, è “uguale”, quindi è perfetto.

Politica sovranista

Treccani, dizionario:
sovranismo s. m. Posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione.

Editoriale del signor Buccini sul Corriere:
Il (non scontato) declino della politica sovranista

Ogni volta che leggo questi editoriali rimango sorpreso constatando che non valgono niente, perché sono una raccolta di stereotipi, luoghi comuni, menzogne e paradossi, eppure evidentemente c’è gente che viene pagata per scriverli. Poi, ripensandoci, mi rendo conto che la ragione d’essere di questi editoriali non è quella di informare il lettore ma di contribuire al condizionamento, la lavaggio del cervello, che serve a imprimere nella gente la “nuova normalità” del Mondo Nuovo che preme agli azionisti e inserzionisti del Corriere e ai loro referenti delle Elite Apolidi.

La tesi dell’editoriale è:
Le forze «anti-sistema» sono capaci di dare voce ai problemi ma si dimostrano alla fine inadatte a risolverli in società contemporanee complesse.
[…]
I sovranisti, è vero, hanno evidenziato fin qui il paradosso che può annientarli: sono capaci di dare voce ai problemi ma si dimostrano alla prova del nove inadatti a risolverli in società complesse come quelle contemporanee. Le loro risposte binarie non reggono alla prova dei fatti, si schiantano su contrappesi, parlamentarismo, necessaria competenza di chi è chiamato a decidere. Però proprio nella risposta semplice (e comprensibile) sta ancora la chiave emotiva del loro successo.

Ci sono un trucco di prestigio e una menzogna in questa tesi.

Lo spontaneismo.

Il trucco consiste nell’instillare nel lettore il convincimento che i “problemi” esistano nel vuoto, siano delle categorie astratte e che la loro trasposizione nel “mondo reale” sia o un fatto meramente accidentale, come un una grandinata, oppure la applicazione inevitabile delle leggi universali. In realtà i “problemi” per qualcuno sono “opportunità” per qualcun altro e per questa ragione si determinano come conseguenza di strategie disegnate a tavolino e applicate con spietato cinismo. Tutti i “problemi” della contemporaneità sono conseguenza della “globalizzazione” pianificata e realizzata a partire dagli Anni Settanta dalle Elite Apolidi e dai loro accoliti e funzionari.

La infinita complessità.

La menzogna invece è di tipo “culturale”. Consiste nel sostenere la tesi ridicola che la “realtà” sia “infinitamente complessa” quindi qualsiasi ragionamento non può che essere ugualmente “infinitamente complesso”, cosi complesso che può appartenere solo dalla “divinità onnisciente” e ai suoi “profeti”. Guarda caso, i “profeti”, che sono gli unici dotati dalla dote soprannaturale di abbracciare col loro pensiero la “infinita complessità”, sono gli accoliti e i funzionari delle Elite Apolidi. Tutti gli altri devono stare a cuccia ed eseguire gli ordini se vogliono la scodella di pappone. Come i cani.

Su un piano pratico, le “risposte binarie” sono quelle che fanno funzionare tutti gli aggeggi elettronici, anche i più sofisticati, lo 0 e lo 1 del “linguaggio binario” è quello che genera la tanto citata, a sproposito, per inciso, “intelligenza artificiale”. Perché l’editorialista o non comprende o cerca di nascondere una considerazione  semplice, le “risposte binarie” sono potenzialmente infinite, in una sequenza. Possono esistere infinite sequenze parallele di “risposte binarie”.

In realtà qui si dice una cosa ma si intende tutta un’altra. Quello che si vuole sostenere è che non esista “giusto” e “sbagliato”, quindi qualsiasi affermazione sia contemporaneamente “vera” e “falsa”, questo ha due conseguenze pratiche: la anti-morale, che è il principio con cui le Elite Apolidi stanno demolendo lo “occidente” e la paralisi di chi non può decidere e quindi non può agire, che impedisce una qualsiasi autonomia e quindi reazione.

La disumanizzazione.

In un mondo dove «caratteristiche intrinseche degli umani – paura, dolore e risentimento – sembrano avere di nuovo invaso la politica»

Come sopra, i “sovranisti” sono degli psicopatici incapaci di intendere e volere, mossi da “paura, dolore, risentimento”, invece che dalla “scienza” di questi “dottori”, vicini a Dio quindi “illuminati”, semi-divini, al disopra delle umane debolezze. I “sovranisti”, più bestie che uomini, non capiscono la “infinita complessità” quindi reagiscono come il cane idrofobo che morde la mano di chi amorevolmente lo nutre. La cosa veramente ridicola e insieme fastidiosa è che questi scagnozzi poi sono quelli che da cent’anni fanno i grandi discorsi su Spartaco e la rivolta degli schiavi.

Potete fare questi discorsi solo perché siete riusciti a storpiare le menti di milioni di Italiani e di Europei e altri milioni li avete ridotti di proposito all’ignoranza del semi-analfabeta. Proprio perché il vostro gioco è pensato per gente che è impossibilitata a capire e reagire, non funziona con tutti. Di sicuro non funziona con me.

Nel post precedente ho scritto sulle motivazioni e i referenti del nuovo governo. Sulla normale amministrazione, quello che succede fuori dalla porta delle “segrete stanze”, ecco che Il Corriere ci presenta una gustosa scenetta. Penserete che sia un caso, che il Corriere ci spiega la fine della “politica sovranista” e nel mentre ci mostra la zuffa per gli avanzi tra i miserabili. Non è un caso, il signor Conte è stato “nominato” dal M5S ma una volta li ha pensato bene di accreditarsi presso le “cancellerie europee” e contemporaneamente di proporsi come “cavallo di troia” al PD. Adesso si tratta di finire il lavoro con il collasso del M5S per fare tornare la “base” all’ovile cattocomunista da cui si è inopportunamente allontanata. Non è difficile, basta procedere con lo “storytelling” su quanto siano “saggi e illuminati” gli esponenti del PD e quanto siano ben intenzionati ma miserabili, quindi incapaci come i “sovranisti” di afferrare la “infinita complessità” e “risolvere i problemi” quelli del M5S.

Tuona e sta per piovere merda

Il mio impegno sarà massimo affinché questa sia una legislatura costituente.
Giuseppe Conte.

Italiani, si sta per scatenare una tempesta di merda. Il Governo entrante si è costituito contro di voi. Non per via delle elezioni rimandate per l’ovvia ragione che chi ha la maggioranza in Parlamento non vuole metterla a rischio. Piuttosto, il Governo entrante riferisce a Paesi stranieri e a poteri sovranazionali, mosso dalla necessità immediata di garantire potere e soldi ai dirigenti del PD e del M5S e quindi dalla necessità di contrastare il “sovranismo” per conto di altri. Si tratta, come dicevo in precedenza, di un Governo di Restaurazione. Restaurazione di quel Nuovo Ordine Mondiale che ci vede asserviti alle Elite Apolidi e espropriati di tutto, cominciando dalla Patria, la terra dei Padri.

Cosa promette Conte? Come al solito, parte dal presupposto che il Parlamento abbia l’unica funzione di ratificare i decreti governativi e per questo conta sulla “maggioranza” di cinici senza scrupoli del PD e disperati senza futuro del M5S, che lo sostiene. Promette le “riforme”, parola che grazie allo “storytelling” con cui ci martellano i “media” e alla neolingua che adoperano, è diventato sinonimo di “salvezza” e “redenzione”. Promette di cambiare la Costituzione.

Per quei pochi che non si trovano col cervello devastato dal condizionamento continuo, è palese che le riforme costituzionali dovrebbero procedere dalla “unanimità” o dalla sua migliore approssimazione possibile. Invece oggi ci troviamo nella situazione opposta, sono riforme che vengono fatte contro gli Italiani a livello strategico e contro la “opposizione sovranista” a livello tattico. Sono riforme che servono ad azzittirci, immobilizzarci, dividerci, impoverirci e in ultimo, impedirci di reagire.

Vi ricordo un altro passaggio fondamentale. Da decenni ormai si procede a subordinare la Costituzione ai famosi “trattati internazionali”. Non hanno nemmeno provato a nascondere le intenzioni, questi trattati hanno lo scopo dichiarato di smantellare Stato, Nazione e Popolo. Siccome è complicato smantellarli dall’interno come si propone di fare adesso Conte, su mandato della “Europa” e delle Elite Apolidi, si procede dall’esterno, con il vantaggio ulteriore che questi “trattati interazionali” non sono suscettibili di consultazione popolare, cioè non si possono sottoporre a referendum. Inoltre, sono quasi impossibili da disfare, una volta fatti.

La “legislatura costituente” del signor Conte è una promessa per i suoi referenti, quelli che l’hanno costruito dal nulla come “leader carismatico”, quelli che assegnano posti di potere nelle “istituzioni internazionali” ai funzionari del PD. Quelli che mettono a cuccia i poveri arricchiti del M5S con la minaccia di farli tornare alla loro vita di prima. La “legislatura costituente” una minaccia per gli Italiani, è l’applicazione di una politica coloniale. Ci impongono una “classe dominante” che è il classico “puppet government” e che ci sorveglia e ci tiene a bada per conto dei propri referenti.

Abbiamo due strade. Opporci in tutti i modi adesso, oppure aspettare che il progetto del Nuovo Ordine Mondiale sia completato e vedere se avremo la capacità di combattere altre “guerre di indipendenza”. Oppure, se nel frattempo ci saremo abituati alla “nuova normalità” di essere finalmente “meticci”, un “popolo unico”, servi senza nulla, tutti “migranti” in un mondo senza “barriere”.

Vivaldi