Capire meglio Internet oggi

IP address

Ve la faccio semplice. Il vostro dispositivo elettronico quando si collega ad una rete deve avere assegnato un “indirizzo IP” dove “IP” sta per “Internet Protocol”. La situazione più comune è che abbiate un IP “privato” che viene usato dalla “rete locale” o LAN e questo viene assegnato da un “router” che è un dispositivo posto tra la “rete locale” e Internet che serve a inoltrare il traffico tra dispositivi che si trovano in due reti diverse. Il “router” invece ha un IP “pubblico” che gli viene assegnato dall’Internet Provider quando stabilite una connessione tramite un “modem” collegato al “router”. Lo IP “pubblico” può essere “statico”, quando ne comprate uno dal Provider e quindi vi viene assegnato in maniera permanente, oppure “dinamico” quando viene preso più o meno a caso dal gruppo di IP che il Provider ha comprato dalle autorità che gestiscono gli IP a livello mondiale e vi viene assegnato solo per la durata della connessione che avete stabilito.

Aggeggio > IP privato > Rete Locale > router > IP pubblico > Provider > Internet.

Lo IP pubblico serve per consentire ad altri aggeggi collegati ad Internet di stabilire delle connessioni col vostro aggeggio collegato ad Internet. In altre parole, serve per trovarvi. A livello pratico, significa che il Provider associa la connessione stabilita alla tale ora con l’IP assegnato tale alla vostra utenza telefonica. Associare la vostra identità alla connessione Internet è una cosa che in Italia richiede un ordine della Magistratura, non è una cosa che possono fare i privati. Quindi implica grane legali.

Come si rende “anonima” la vostra connessione? Interponendo tra il vostro aggeggio e l’aggeggio con cui si collega uno o più altri aggeggi che fanno da tramite o “nodi”, ognuno col suo proprio IP Address. L’ultimo aggeggio della catena di aggeggi vede l’IP dell’ultimo “nodo” ma non vede il vostro IP, che si trova a monte del primo “nodo”. Oltre ad avere bisogno della collaborazione intenzionale degli aggeggi che si prestano a fungere da “nodi”, c’è anche l’inconveniente che dovendo passare fisicamente attraverso di loro, non andrete ad usare la vostra banda ma quella dei “nodi”, quindi c’è una enorme inefficienza della connessione nel suo insieme. Ragione per cui non può essere un modo per rendere “anonima” la vostra presenza complessiva su Internet ma solo certe applicazioni specifiche che richiedono poca banda.

Altri sistemi di monitoraggio e identificazione.

Purtroppo col tempo Internet si è trasformata in un sistema di monitoraggio e raccolta informazioni a livello planetario. Grandi aziende come Google guadagnano cifre stratosferiche raccogliendo informazioni sulle persone che usano loro “servizi gratuiti” e rivendendo queste informazioni a chiunque le voglia adoperare per manipolare il “pubblico”, per esempio tramite la pubblicità o le campagne elettorali.

Il primo ed ovvio sistema per raccogliere informazioni è tramite il “servizio gratuito” in quanto tale, per esempio una persona si registra dentro Facebook, apre la sua pagina, ci mette dentro post, immagini, collegamenti ad altre pagine, eccetera, il software di Facebook raccoglie e analizza queste informazioni e crea un “profilo” di quella persona, per poi proporgli direttamente certi “suggerimenti”, oppure per passare il “profilo” ad altre piattaforme che a loro volta propongono i “suggerimenti”.

Non essere “social”, cambiare motore di ricerca.

Quindi, la difesa consiste nel non registrarsi dentro questi servizi e non metterci dentro delle informazioni personali. Cambiate il motore di ricerca predefinito, invece di usare Google potete, ad esempio, usare Duckduckgo ma ce ne sono altri.

Un altro sistema meno ovvio consiste nel interrogare il browser, cioè il programma che usiamo per “navigare”. Il browser fornisce delle informazioni sulla configurazione specifica del vostro aggeggio che in origine avevano lo scopo di fornire delle pagine adatte a configurazioni eterogenee. Queste informazioni vengono adoperate per creare un identificativo univoco del vostro aggeggio. Poi, tramite degli script, cioè dei programmini, inseriti nelle pagine che visitate, la grande azienda come Google può seguire il vostro percorso, partendo dalle ricerche che fate, quali siti visitate, vedere quali contenuti guardate.

Ridurre la superficie esposta.

In questo caso la difesa consiste nel confondere le informazioni fornite dal browser in maniera che siano diverse, sia cambiandole all’inizio che cancellando quello che viene memorizzato quando chiudete la sessione del browser, ogni volta ma sopratutto nel bloccare tutti gli script che vengono caricati dai siti Web e che non sono strettamente necessari al loro funzionamento. Ci sono diversi modi per farlo, ne dico due, uno consiste nel frapporre tra il browser ed Internet un “proxy” locale, cioè un software che filtra le connessioni. E’ una cosa complicata, quindi conviene invece usare una o più estensioni, cioè dei programmini che aggiungono certe funzioni al browser o consentono di cambiare certe impostazioni. Ad esempio uBlock Origin oppure uMatrix. Purtroppo per filtrare opportunamente i contenuti delle pagine Web bisogna usare queste estensioni in “paranoia mode” e studiare la documentazione.

Avrete notato che da qualche tempo il vecchio prefisso “HTTP” è stato sostituito da “HTTPS”. Di solito il browser mostra una icona a forma di lucchetto verde. Significa che la connessione che avete stabilito con il server  che vi sta mostrando la pagina è codificata, cioè quando la connessione è stata stabilita il vostro aggeggio e il server si sono accordati per usare una chiave di codifica in modo da “criptare” la connessione e impedire che qualcuno, vedendo passare i dati, possa leggerli.

Dovete sapere però che ogni volta che il browser per collegarsi ad un certo sito Web usando il “nome” di questo sito, per esempio “johnconnorbear.vivaldi.net”, deve passare da un servizio chiamato DNS, Domani Name System, che associa questo “nome” ad un IP address pubblico statico, quello del server su cui risiede il sito in questione. Di solito il servizio DNS viene fornito dal Service Provider a cui ci colleghiamo. Ci sono due problemi. Primo, il Provider può registrare tutte le richieste, quindi vedere quali siti visitiamo, anche se le singole connessioni sono HTTPS. Il secondo è che quando qualcuno vuole “bloccare” un sito in modo che non possiate accedervi, va a modificare il DNS.

Cambiare il DNS.

La prima cosa che potete fare è non usare il DNS del vostro provider ma un altro, un servizio DNS pubblico.  Se usate Duckduckgo come motore di ricerca e inserite “public DNS”, vi verrà mostrato un elenco di DNS che potete adoperare. Io di solito uso quelli di OpenNIC ma in questo momento so provando quelli di Cloudflare, sotto capite perché. A seconda del Sistema Operativo che adoperate l’impostazione del DNS è leggermente diversa ma si troverà sempre nelle opzioni della connessione di rete Internet. Idealmente il server che contattate per il servizio DNS deve essere geograficamente vicino a casa vostra, non in un altro continente, altrimenti le richieste risulteranno più lente.

Un’altra soluzione consiste nell’usare un servizio DNS che sia a sua volta “criptato”. Firefox sta progressivamente introducendo una funzione che si chiama “DNS over HTTPS”. Se andate nelle “opzioni – generale – impostazioni di rete” in fondo trovate il checkbox per attivare questa funzione e per selezionare il servizio DNS da usare. Il servizio predefinito è un DNS di Cloudflare, quindi io ho impostato anche come “DNS convenzionale” il DNS pubblico di Cloudflare. Firefox prova ad usare il DNS via HTTPS e se non va, usa quello convenzionale come backup. Se volete provare questa funzione, potete anche inserire un qualsiasi altro “DoH”, per esempio questo.

Salvini e i sondaggi

Leggevo un articolo di Repubblica in cui si festeggiava l’esito di recenti sondaggi, secondo i quali Salvini avrebbe perso consensi per il cosiddetto “effetto Papeete”, il PD avrebbe mantenuto le posizioni e il M5S avrebbe recuperato.

La cosa che trovo incredibile è che quando Repubblica ci racconta dei sondaggi non dice nulla del fatto che la gente è ovviamente condizionata dalla “informazione” e che una cosa come lo “effetto Papeete” è generata da una campagna mediatica, altrimenti la gente non saprebbe nemmeno che il “Papeete” esiste.

Non è ovvio? Per quanto Salvini e altri politici contemporanei provino a sottrarsi all’abbraccio mortale dei “media” con quella che Renzi chiama “la disintermediazione”, cioè comunicando direttamente col “pubblico” tramite “i social”, Salvini con Facebook e Trump con Twitter, alla fine il successo o l’insuccesso vengono in larga parte determinate dal solito “storytelling”, cioè dal “racconto” che i “media” fanno degli eventi o più precisamente della percezione della “realtà” che il “racconto” determina nelle persone.

Perché ho scritto “abbraccio mortale”? Perché I “media” non sono affatto “neutri”, non riportano i fatti, non fanno “informazione”. Oggi come oggi i “media” producono solo perdite economiche, quindi sono finanziati in perdita da azionisti e inserzionisti ad un solo scopo, condizionare la “opinione pubblica” con il loro “racconto”. Significa che gli articoli di Repubblica hanno sempre e comunque un secondo fine che consiste nel costruire una certa “realtà” nelle menti delle persone e quindi nel determinarne le scelte e i comportamenti. Perché la azienda Repubblica esiste solo allo scopo di servire i “gruppi di interesse” o “lobby” che la finanziano.

Di conseguenza, il “politico”, cosi come lo “imprenditore” o chiunque abbia la necessità di orientare la “pubblica opinione”, è costretto ad abbracciare Repubblica. Per essere divinizzato, come sta succedendo al fenomeno mediatico Conte, eroe costruito da zero come se fosse apparso per miracolo dal cielo, senza che nessuno abbia accennato ai suoi precedenti o per essere demonizzato senza il minimo approfondimento, come è successo al Salvini del “Papeete”.

Ripeto, non perché i dipendenti di Repubblica decidano di testa loro chi divinizzare e chi demonizzare ma perché Repubblica è lo strumento con cui certi “gruppi di interesse” determinano e controllano la “pubblica opinione”, più precisamente il modo in cui la gente percepisce la “realtà”.

Il vero errore di Salvini.

Non sapremo mai quali sono stati gli eventi che hanno determinato la situazione attuale, cioè la “Crisi di Governo” seguita alla “mozione di sfiducia” presentata dalla Lega e il successivo incarico a Conte sostenuto da una coalizione PD e M5S. Cosa si sono detti nei conciliaboli e nelle segrete stanze. In Patria e fuori.

Io osservo gli eventi. L’ho già scritto, secondo me Salvini avrebbe dovuto fare un discorso alla Nazione in cui affermava di non potere più lavorare con Conte e i Ministri del M5S perché, malgrado le buone intenzioni del “Contratto di Governo”, i loro obbiettivi erano incompatibili coi suoi. Quindi avrebbe dovuto presentare immediatamente le sue dimissioni. Magari insieme alle dimissioni di tutti i Ministri in quota Lega.

In altre parole, l’errore di Salvini è stato un errore di comunicazione, non nel merito della “Crisi di Governo”. Coi suoi discorsi confusi, incerti e un po’ infantili sulla linea del “dicono di no a tutto” e “il mio telefono è sempre acceso” e con suo tentennare rimanendo Ministro e offrendo al M5S di formare un altro governo quando è stato chiaro che il M5S si sarebbe rivolto al PD, ha consentito ai “media” di costruire una campagna denigratoria da cui faticherà a riprendersi. Non perché sia cambiato qualcosa in concreto rispetto a quando camminava tra due ali di folla osannante ma perché quello che è stato appena costituito è un “Governo della Restaurazione” e faranno qualsiasi cosa pur di non dare a Salvini la minima opportunità di riproporsi. Oltre la solita prassi della Magistratura che indaga e processa a fini politici, si premuniranno cambiando tutte le leggi necessarie e piazzando le loro persone in tutte le cariche possibili, da Gentiloni alla Commissione Europea al prossimo Presidente della Repubblica.

Le fake news.

Questo ci porta ad uno dei miei soliti ritornelli. Le famose “fake news”. Il problema non sono affatto i post strampalati che trovate su Internet, su questo blog o sui “social”. Il problema è quello che ho scritto sopra, lo “storytelling” che vi viene passato dai “media” e che determina il modo in cui percepite la “realtà”, quindi il vostro modo di pensare e di agire. Non potete nemmeno avere il dubbio che siano delle balle se per voi è “reale” come il sole che sorge ogni mattina. Peccato che, come successe ai tempi di Galileo, guardando meglio potreste scoprire che non è il Sole che “sorge” ma è la Terra che gira. Una idea che, stante lo “effetto Papeete” e le glorie della Scuola italiana, sono abbastanza sicuro che sia ancora ignota alla maggior parte degli Italiani. Quello è un sondaggio che Repubblica non proporrà mai, perché non conviene.

Eccoci quindi alla inevitabile parentesi didascalica. Leggevo di un bimbo morto per una infezione all’orecchio, non curato perché i genitori erano di quelli che pensano di risolvere con i “rimedi naturali”. Anche li, gireranno sicuramente moltissime scemenze sul Web ma il problema è che la gente è ignorante o meglio, come scrive la signora Ronchey in questo articolo, la gente è condizionata dallo “storytelling” in modo da essere convinta della propria “pseudo-cultura”. Non ci vuole una gran scienza per sapere che le infezioni batteriche si curano con gli antibiotici quando l’organismo non ce la fa a sopprimerle con le sue forze. La ragione è che queste infezioni possono avere effetti secondari invalidanti a carico di organi vitali come il cuore, causare cancrene e quindi richiedere amputazioni chirurgiche o anche portare alla morte per setticemia. A parte l’ovvia osservazione che gli antibiotici sono stati inventati come supporto alla chirurgia di guerra, che le frecce uccidevano con l’infezione più che con il buco, il fatto è che nel passato, quando non esistevano, oltre alla mortalità più alta e alla vita media più breve, l’umanità era molto più “varia” di oggi. Ovvero, osservando una folla di persone avreste visto dei giganti, dei nani, storpi, ciechi, gente con ogni sorta di malformazione, piaghe infette o cauterizzate, amputazioni. Questo è l’effetto dei “rimedi naturali”, infatti la “natura” usa lo strumento della “selezione naturale” che viene insieme alla “varietà” degli individui. I “no-vax” non si ricordano che prima del vaccino c’erano le epidemie di vaiolo e che i contadini e le partorienti erano falcidiati dal tetano, un batterio che vive nelle interiora degli animali da stalla e si diffonde con il letame. Eccoci quindi, oltre alla manifestazione di ignoranza del passato e del presente, al solito paradosso contemporaneo di sostenere la “uguaglianza” e di produrre la “diversità” e viceversa.

Vivaldi risponde il giorno dopo

Vivaldi.net risponde il giorno dopo alle segnalazioni. Bravi, adesso vediamo se mantenete anche le promesse. Nella mia lunga esperienza, non capita mai. Comunque, almeno danno un riscontro, che non è scontato.

Hi John,

Thanks for taking the time to write to us.

The blogs are being worked on. The themes are getting an update and there will be some other changes as well. Together with that, bugs will be addressed also. The recent comments widget issue is definitely known. And I’ve forward your feedback to the team as well, so they can check that the other issues you mentioned are on their radar as well.

Greetings from sunny Oslo,
Jane / User support manager @ Vivaldi

Cos’è Vivaldi?

Vivaldi.net è la community fatta di Blog, WebMail e Forum che sostiene il browser Vivaldi. Vivaldi e Vivaldi.net sono stati fondati dal CEO di Opera quando Opera fu ceduta ai Cinesi, il browser abbandonato e la community chiusa. Il signor Jon Stephenson von Tetzchner, inseme al signor Tatsuki Tomita, pensarono che fosse un peccato e decisero di riproporre l’abbinamento di un browser con le stesse possibilità di “customizzazione” di Opera e la sua community.

Il browser Vivaldi utilizza il motore “Blink” che viene sviluppato da Google e distribuito con licenza “open source”, lo stesso di Chrome. Lo scopo di Vivaldi è aggiungere più opzioni per “customizzare” l’interfaccia del browser, aggiungendo sopra Blink una “skin” fatta in Javascript, CSS e HTML. Oltre ad una interfaccia più ricca e “customizzabile”, Vivaldi fornisce anche maggiore “privacy” rispetto a Chrome.

Io preferisco usare Firefox per sostenere l’unico altro motore esistente al momento, Gecko/Quantum ed evitare che ne rimanga solo uno, cosa che sarebbe deleteria per il futuro di Internet. Se voi siete utilizzatori di Chrome, vi suggerisco di sostituirlo con Vivaldi.

La ragione per cui sto usando questa piattaforma è che cosi posso restituire nel mio piccolo qualcosa facendo pubblicità al loro prodotto. Avevo un blog in inglese su MyOpera, quando fu chiusa.

 

Il king maker

Tutto preparato con settimane e mesi di anticipo.

Mentre il pirata Salvini girava come una trottola per l’Italia a fare comizi nelle piazze, credendo di guadagnare la “legittimazione popolare”, illudendosi che il Popolo conti ancora qualcosa, altri si incontravano nelle segrete stanze delle Elite per ottenere la “legittimazione come king maker”, ovvero la patente di “vicerè di Maracaibo” per governare le colonie tropicali.

Il vero errore di Salvini, non sapremo mai se obbligato, è stato quello di agevolare lo “storytelling” degli eventi accidentali, del solito “spontaneismo”per cui “di colpo, lo sfondo è cambiato”. Invece di fare capire agli Italiani che tutto quello che vediamo succedere in queste ore è stato preparato con settimane o mesi di anticipo. Gli accordi erano già presi, le nomine già decise, le azioni repressive giudiziario-poliziesche già disegnate sulla mappa.

Questo è un Governo che nasce con due referenti. La cosiddetta “Europa” per la parte del PD e il Meridione per la parte del M5S. Il Centro-Nord dell’Italia, che è il nemico di tutti, si trova accerchiato, tra l’incudine e il martello. Già ora la famosa logica della “distribuzione” degli immigrati, gestita dai Prefetti, di cui il nuovo Ministro dell’Interno è fautore, “casualmente” ha fatto in modo che in Lombardia ci sia il doppio degli immigrati sulla media della popolazione che nelle altre Regioni. I Presidenti delle Regioni del Nord adesso sanno che tipo di “autonomia” otterranno dallo Stato.

 

Legittimazione di Conte come King Maker.

Finalmente posso muovermi senza avere il freno a mano tirato.

“Le bordate antieuropee che arrivavano quasi quotidianamente dalla Lega, e a intermittenza anche dal M5S, indebolivano il governo e l’Italia, mettendola sempre sull’orlo dell’isolamento.

Poi, di colpo, lo sfondo è cambiato.

Mercoledì notte dalla Commissione è arrivata la voce di un incarico importante per l’Italia dell’esecutivo «giallorosso». La designazione dell’ex premier Paolo Gentiloni a commissario agli Affari economici suona, nell’ottica di Palazzo Chigi, come lo sfondamento dei pregiudizi anti-italiani.

Implica la legittimazione di Conte come king maker di una carica prestigiosa …

L’idea di conciliare rigore e contrasto all’immigrazione clandestina con l’accoglienza e la fine della politica dei «porti chiusi»

 

Veniva sollecitata la discontinuità.

«Legge della Regione Friuli discriminatoria»: il neo ministro Boccia la impugna.

Il primo atto del responsabile degli affari regionali: stop a una legge della giunta guidata dal leghista Fedriga che stanzia fondi per l’espulsione di cittadini extracomunitari.”

«Discontinuità» sul tema dei migranti veniva sollecitata al nuovo governo e discontinuità pare esserci.

A volte mi stupisco di quanto siano noncuranti i “giornalisti” del Corriere. Veniva sollecitata la “discontinuità”? Sollecitata da chi? Di certo non dagli Italiani, stando ai sondaggi. Anzi, la “discontinuità” è ovviamente nel senso opposto alla “volontà popolare”, significa la restaurazione del “regime” precedente, quello dei Governi Letta-Renzi-Gentiloni. Governi PD bocciati alle urne ma rimpianti nelle segrete stanze delle Elite.

Quindi, caro lettore, ti ripeto la domanda. Discontinuità sollecitata da chi?

 

Parentesi faceta.

Investimenti nei mercati emergenti, innovazione tecnologica, ricerca scientifica sono volani importanti per l’internazionalizzazione dell’intero Sistema Paese, per alimentarne le dinamiche di crescita sostenibile e attenta agli equilibri climatici e ambientali, per innescare circoli virtuosi di crescita e sviluppo a beneficio delle generazioni future

Di Maio. Il Ministro degli Esteri.

Antani, come trazione, per due, manco fosse la supercazzola bitumata, ha lo scappellamento a destra…

Chi ben comincia è a metà dell’opera

I quattro tasselli.

L’ennesimo, tragico Governo di “sinistra”, presieduto da un signore la cui popolarità è stata costruita dai “media” e che funge da “vicerè” della cosiddetta “europa”, non si è ancora insediato e già fioccano le buone notizie, a riprova che non c’è niente di improvvisato.

Paolo Gentiloni nuovo commissario europeo

La nomina di Gentiloni, che domani incontrerà la presidente Ursula Von Der Leyen, è uno dei quattro tasselli con cui il Pd (e l’Italia) vuole rinsaldare il proprio rapporto con Bruxelles. Oltre all’ex premier, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il neo ministro dell’Economia, l’europarlamentare Roberto Gualtieri, e il neo ministro per gli affari europei, Enzo Amendola, completano il quadro degli esponenti democratici che hanno il compito di riannodare il filo con l’Unione.

La solerte Magistratura.

Riace, all’ex sindaco Mimmo Lucano revocato il divieto di dimora

Il Tribunale di Locri ha revocato il divieto di dimora a Riace che era stato disposto nei confronti dell’ex sindaco Domenico Lucano, nell’ambito dell’inchiesta «Xenia» sui presunti illeciti nella gestione dell’accoglienza dei migranti.

Migranti, Salvini indagato per diffamazione della capitana Carola Rackete

L’ex ministro dell’interno Matteo Salvini è indagato per diffamazione dopo la denuncia presentata a luglio da Carola Rackete comandante della Sea Watch3. Nelle scorse settimane, in base a quanto si apprende, la Procura di Roma ha proceduto all’iscrizione e ha inviato gli atti a Milano, dove Salvini ha la sua residenza, per competenza territoriale.

Via Crucis per la salvezza di alberi

Oggi leggiamo della ennesima condanna inflitta in sede europea all’Italia. Si tratta della triste vicenda della Xylella, un batterio importato con delle piante esotiche a cui, in omaggio alle virtù del progresso mondialista, non è stata imposta la dovuta quarantena. Nonostante avremmo dovuto imparare da tutti gli esempi precedenti, tra cui la celeberrima Fillossera, un insetto parassita della vite importato con vasi di terra dalle Americhe che distrusse i vigneti europei alla fine dell’Ottocento.

Ora, quando comparve la malattia che affliggeva gli olivi, sarebbe dovuta scattare la procedura d’emergenza per il contenimento, che prevedeva la distruzione delle piante infette e di quelle sane attorno entro una certa distanza. Invece, per una serie di ragioni, dalla “sinistra ecologia” alla inefficienza meridionale, la malattia è stata lasciata progredire fino a diventare endemica. Endemica significa che il batterio, portato dagli insetti, ormai è presente nella flora locale, oltre che negli olivi, quindi non si può più contenere, figurarsi eradicare.

Se fate una ricerca su Internet trovate di tutto e di più. Sproloqui e profezie le più varie. Allora vi collego un video:

Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, a Bruxelles per presiedere il Management Board di NEREUS, una rete di regioni che utilizzano tecnologie spaziali.

Le tecnologie spaziali. La parte più bella è attorno al punto 0:45 quando il signor Emiliano ci racconta che lui ha partecipato ad una “via crucis per la salvezza di alberi”. Poi non può mancare la citazione della “shoa”.

Se siete elettori PD e M5S, non ci troverete niente di strano. Altrimenti, avete un’ulteriore prova di come siamo messi. A me preme che siate anche consapevoli che niente di tutto questo succede per caso.

Tutto quello che sapete è sbagliato, tutto quello che vedete è falso

Lo studioso partigiano lotta insieme a noi.

Cominciamo da un video apparentemente innocuo. Un signore di mezza età suona la chitarra. Guardando meglio, il signore in questione è Roberto Gualtieri, allora “eurodeputato” del PD e attuale Ministro della Economia. Cosa suona? Le “bionde trecce” di Battisti? No, suona Bella Ciao in stile “bossa nova”. Adesso, domandiamoci perché. Vi do il proverbiale e meridionale “aiutino”:

La formazione di Gualtieri non è da economista, ma da studioso di storia contemporanea (è professore associato alla Sapienza di Roma). Come accademico ha pubblicato una ricostruzione della vicenda politica della democrazia post-bellica in Italia, con molta attenzione ai rapporti fra Democrazia cristiana e Partito comunista italiano, del quale prese la tessera giovanissimo negli anni ’80.

… ha fatto parte della commissione di “saggi” nominata da Romano Prodi che ha redatto il “Manifesto” per il Partito democratico.

La carota dello storytelling e il bastone della repressione.

Vi domanderete vabè, cosa c’entra? Eh, se ve lo domandate a questo punto significa che avete la propensione a votare Cinque Stelle. Allora vi do un altro “aiutino”:

La stimolazione cerebrale non invasiva contro pregiudizi e stereotipi sociali.

Per far fronte a questo problema, i ricercatori negli ultimi 20 anni hanno cercato di creare degli interventi che siano in grado di modificare tali stereotipi e pregiudizi. Per esempio, è stato scoperto che è possibile ridurre il pregiudizio etnico/razziale, fornendo delle informazioni che vanno contro lo stesso pregiudizio, come per esempio presentare uno scenario relativo a un’aggressione, in cui un uomo bianco interpreta il ruolo dell’aggressore e un uomo di colore interpreta il ruolo del soccorritore.

Uno “scenario”, un uomo “interpreta”. Se poi non vi basta essere bombardati dalla propaganda attraverso i film e serial televisivi , che vi “forniscono informazioni contro il pregiudizio”, si può ricorrere a misure più efficaci, come:

L’idea che sto portando avanti con la mia ricerca presso l’Istituto Italiano di Tecnologia è che questi stereotipi siano così instillati nella nostra mente che l’unico modo per cambiarli sia modificare i meccanismi biologici del cervello responsabili della generazione e controllo di tali stereotipi. In particolare, i miei studi sono volti all’utilizzo di una procedura, chiamata stimolazione cerebrale non invasiva: tecnica appartenente al campo scientifico delle neuroscienze. … inducendo delle piccole correnti elettriche o magnetiche, di modulare i meccanismi attraverso i quali il cervello regola il nostro comportamento.

Cosa facevano in Unione Sovietica coi dissidenti? Dato che solo un pazzo poteva negare i progressi del “socialismo reale”, li rinchiudevano in certi “istituti psichiatrici”. Ecco, se non vi convincete con gli “scenari” e i personaggi “interpretati” dagli attori, se non vi bastano queste “informazioni”, si può sempre ricorrere ad un TSO, un trattamento sanitario obbligatorio.

La Rete.

Adesso veniamo agli aspetti tecnici. La “Rete”, con cui realizzare la “democrazia diretta” e la “partecipazione” dei cittadini alla politica.

La “Rete”, come ho già detto, nasce in un momento in cui Mario aveva un computer e voleva collegarlo al computer di Luigi. Mario prendeva il telefono, alzava la cornetta, componeva il numero di Luigi. Luigi sentiva suonare il suo telefono, alzava la cornetta per rispondere. A quel punto Mario appoggiava la sua cornetta sopra un aggeggio chiamato “accoppiatore acustico” e il suo computer ci parlava dentro. Dentro la cornetta, come una persona. Lo stesso faceva Mario e a quel punto i due computer si parlavano via telefono. Non a parole, ovviamente, con dei trilli e dei fruscii.

Celebre scena dal film War Games, connessione dial-up.

Oggi la “Rete” è completamente diversa. Per farla semplice, è stata modificata da grandi aziende, gruppi di interesse (lobby) e Governi per funzionare come un sistema di sorveglianza e raccolta di informazioni a livello planetario. La “Internet delle cose”, dove tutto è collegato a tutto e le persone sono “always on”, cioè vivono “connesse”. Anzi, essere “connessi” è un “diritto”, il “diritto alla cittadinanza elettronica”. Queste informazioni vengono poi vendute e comprate per essere usate da aziende, gruppi di interesse (lobby) e Governi nel modo che vi ho illustrato sopra, cioè per manipolare le persone “fornendo informazioni” e, quando serve, per la soppressione del dissenso.

Non ci vuole un genio a capire che Google gestisce la maggior parte della “pubblicità” sulla “Rete” e nello stesso momento fornisce il motore di ricerca più usato, il Sistema Operativo degli “smartphone”, Android e fornisce il browser più usato per accedere ad Internet, Chrome. Controlla anche tutto l’ecosistema delle “app”. Non basta, Google fa in modo che tutti i siti Web contengano degli script che interagiscono col browser e consentono di identificare l’utente, osservare quali contenuti guarda e seguirlo mentre va da un sito ad un altro. Lo stesso “modello di business” sostiene i cosiddetti “social”, voi venite indotti a buttarci dentro la vostra vita e la vita dei vostri parenti, quella dei vostri amici e l’azienda che sta dietro il servizio raccoglie tutte le informazioni, le rivende perché siano usate per “fornire informazioni” a voi e a tutti gli altri. Quando serve, anche per identificarvi e perseguirvi, sia in termini di legge, sia con la “pressione mediatica”.

Si straparla di “fake news”. In inglese significa “notizie false”. Una cosa che ho sempre trovato spassosa e insieme tragica è che chi si lagna delle “fake news” sulla “Rete” in realtà è agente delle Elite Apolidi che costruiscono e usano la “Rete” per gli scopi che ho appena descritto.

Non ci dobbiamo preoccupare delle “notizie false” ma del fatto che l’intera realtà che conosciamo è frutto studiato, pianificato, di una manipolazione. La nostra realtà è un artificio, una costruzione fittizia. Non solo, ci dobbiamo anche preoccupare che la Rete viene usata per identificarci, monitorare le nostre vite e, come ho detto, per sopprimere il dissenso.

Il dissenso rispetto allo “storytelling” circa le fantastiche sorti progressive del Mondo Nuovo, come descritto nell’articolo citato sopra:

Nel corso degli ultimi decenni, la globalizzazione ha portato a un’intensificazione degli scambi internazionali nella nostra società, favorendo su una scala senza precedenti il crescere dell’economia mondiale e la coesistenza di differenti gruppi socioculturali. … aspetti positivi molto rilevanti per l’evoluzione della società moderna come il superamento dei confini spazio-temporali, la velocità e la circolazione delle comunicazioni, e l’arricchimento culturale …

Il dissenso e la devianza rispetto al pensare e comportarsi come automi inconsapevoli. Prendiamo l’esempio della “ecologia”, un intero racconto sulla realtà che è completamente fasullo. Leggo il solito articolo-marchetta su Greta che attraversa l’oceano sulla barca da regata del principe di Monaco. L’articolo si lamenta della polemica scoppiata perché in una fotografia si vede una bottiglia di plastica appesa dietro Greta. Dimostrazione di quanto sia stupida e condizionata la “massa”. Infatti tutto quello che si vede nella fotografia, tranne Greta, cioè la barca, l’arredamento, gli strumenti, i vestiti, sono tutti di plastica. Perché Greta non è andata da dei mastri d’ascia danesi a farsi costruire un drakkar di legno di abete, non è andata dalle donne del villaggio a farsi tessere una vela in fibre vegetali. Non è andata dal pastore a farsi dare la lana e poi dalla filatrice e poi dalla tessitrice per farsi un mantello. Il principe monegasco non naviga orientandosi con sole, luna e stelle. La bottiglia è un automatismo creato dallo “storytelling” della apocalisse. La bottiglia inquina l’oceano. La bottiglia crea le “microplastiche” che sono nell’acqua e nell’aria. La bottiglia non è una bottiglia, è un input a cui segue meccanicamente un output, stimolo e reazione programmata, condizionata.

Cosa fare?

Da un punto di vista tecnico vi posso dire di non adoperare o di adoperare il meno possibile i prodotti e servizi delle grandi aziende come Google. Adottate le misure che riducono la vostra esposizione sulla “Rete” (bloccare gli script non necessari nei siti Web, anonimizzare il vostro IP address quando possibile, non fornire informazioni personali ai “social”). Purtroppo non so come aiutarvi con lo smartphone, perché quello, al contrario dei PC, è uno strumento progettato apposta per il monitoraggio delle persone e per la somministrazione delle “informazioni”.

Ovviamente, siate consapevoli che tutti i film e tutto quello che vedete in TV ad oggi sono solo propaganda, condizionamento, lavaggio del cervello. Sono tutte cose studiate a tavolino e ingegnerizzate per indurre la gente ad una certa percezione della realtà, quindi a determinati pensieri e reazioni.

Confusione creata ad arte sulla immigrazione

Le aspettative per il nuovo Governo.

Leggevo un editoriale insignificante di Lerner su Repubblica. La morale della favola si riassume con “stiamo a vedere questo Governo cosa farà con gli immigrati”. Ovvia minaccia sospesa nell’aria. O promessa, a seconda di quanto uno è pazzo.

L’editoriale, scritto coi piedi, contiene tutta una serie di menzogne e paradossi che hanno due scopi, ingenerare confusione nelle menti deboli della famosa “base” e alimentare il famoso “senso di colpa” che porta i figli della Borghesia a sognare la rivoluzione e gli Europei a sognare la moglie a letto con il nero.

Prima menzogna, gli immigrati “fuggono”. Lerner sostiene che se fuggono, non importa quale sia la ragione, tanto qualunque sia la ragione è colpa nostra e dobbiamo rimediare se non espiare. In realtà, come dovrebbero sapere tutti se solo cercassero di informarsi e ragionare, gli immigrati “illegali” sono relativamente benestanti perché devono raccogliere somme ingenti per pagare il viaggio. Fanno questo investimento perché vengono convinti da una propaganda creata ad arte per il loro reclutamento, che in Europa tutti siano ricchi, che lussi inimmaginabili siano disponibili a chiunque senza fatica.

Seconda menzogna, gli immigrati sono “africani”. Questa menzogna ovviamente serve per alimentare lo “storytelling” sulla tratta degli schiavi e sul colonialismo. Oltre che seguire le linee di tutta la narrativa sulla “integrazione razziale” che è specifica degli USA ma che ci viene imposta da tutta la produzione di film e telefilm come parte della colonizzazione culturale senza che la gente ne sia consapevole. Con esiti veramente ridicoli, infatti si afferma contemporaneamente che l’Italia è stata terra di poveri emigrati e terra di biechi schiavisti e colonizzatori. Gli immigrati vengono da tutto il mondo. Se esco di casa, dall’altra parte della strada trovo il fornaio arabo. A destra il bar dei cinesi con la ragazza scosciata per inspirare una scintilla di vita nelle mummie che vi soggiornano. Se vado in piazza la sera sono tutti stranieri ma di “africani” nel senso di neri, non ne vedo. Sono in maggioranza magrebini e c’è qualche capannello di Slavi. Quelli sono gli stranieri con la famiglia, che sono relativamente “integrati”.

Terza menzogna, la “integrazione”. Nella mia regione gli stranieri immigrati ufficialmente sono quasi il 20% della popolazione. Lo so che sembra una cifra enorme rispetto alla propaganda per cui “non esiste nessuna invasione”. La maggior parte conduce la stessa vita degli autoctoni, lavora, affitta una casa, manda i figli a scuola. Ma gli immigrati non sono tutti uguali. Per questo è incredibilmente stupido mettere insieme gli energumeni ospitati nei “centri di accoglienza” e le badanti ucraine, alla voce “fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare”. Non solo la maggior parte degli stranieri si trova in Italia con tutti i documenti e i permessi, quelli che vengono sapendo cosa aspettarsi, con aspettative realistiche, hanno gli stessi problemi degli Italiani. Quelli che invece vengono come immigrati “illegali”, mossi come dicevo sopra dalla idea che l’Europa sia il Paese dei Balocchi, si trovano senza mezzi di sussistenza che non siano quelli dei “centri” in cui sono stivati e nutriti. Se non parli l’italiano, non sai leggere e scrivere, non sai fare niente di utile, l’unica cosa che puoi fare per non vivere come un emarginato o come un recluso ma procurarti qualcuno di quei lussi che sognavi quando eri nel tuo villaggio, è darti al crimine. Poi ci sono anche quelli che pensano che non sono venuti in Italia per spaccarsi la schiena in una fonderia.

Quarta menzogna, la “bomba immigrazione” da disinnescare. Tutta la commedia delle ONG è organizzata per creare la finta emergenza dei “naufragi”. Quello che ancora Lerner evita di dire è che gli immigrati “illegali” pagano profumatamente e che la maggior parte arriva in Italia senza problemi, passando sotto il radar. Il “naufragio” non avviene per accidente, è predeterminato alla partenza, quando serve, previo accordo con tutto il macchinario del “soccorso”. Semplicemente per ragioni di propaganda e la propaganda serve per giustificare la “politica”.

Legalizzare l’immigrazione.

La soluzione di Lerner, che il nostro sostiene da decenni ormai, di concerto con l’ONU del tristemente famoso “Global Compact”, per capire a che livello si colloca l’intera operazione, è quella di “legalizzare” l’immigrazione africana. Sorvoliamo sulla ovvia considerazione che non puoi discriminare l’immigrato africano dall’immigrato eschimese. Lo scopo della “legalizzazione” non è “salvare delle vite”, tanto meno fa qualsiasi differenza rispetto ai luoghi di origine degli immigrati. Lo scopo di tutta la propaganda sulla “immigrazione” è il famoso “superamento dello Stato Nazionale”.

Scontro tra Stato e migranti.

Non serve scervellarsi, è tutto scritto nero su bianco in questo editoriale della signora Di Cesare, che dice “il gesto discriminatorio che rivendica a sé il luogo in modo esclusivo. Il problema è lo Stato nazionale. Quello che viviamo è uno scontro epocale fra lo Stato e i migranti“.

Il progetto di scardinamento degli Stati segue diverse direttive contemporaneamente. Se in alto, a livello dei Governi, si sottoscrivono i famosi “trattati internazionali” che assurdamente hanno la priorità sulle singole Costituzioni nazionali e tolgono autorità ai Parlamenti, quindi tolgono sovranità ai Popoli, se a livello intermedio si procede con la Di Cesare a svuotare di significato e trasformare in lettera morta la Legge, anche tramite l’azione consapevole dei Magistrati, ancora esautorando il Parlamento e togliendo la sovranità al Popolo, a livello della strada si procede con la semplice demografia.

Il meticciato.

Ancora, non serve scervellarsi, è scritto nero su bianco da questo editoriale del signor Scalfari. Notare, ancora, la confusione e le menzogne, si parte dicendo “è un fenomeno che dobbiamo governare“, si passa attraverso un delirio che associa l’immigrazione alla “deriva dei continenti” al tempo dei dinosauri e si conclude affermando “la vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio … il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato … questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana“.

Perché la “sinistra” deve porsi questo compito? Risposta relativamente banale, perché la “sinistra”, nei suoi vertici di estrazione borghese o alto-borghese, ha sempre temuto e disprezzato il “popolo”. La “sinistra” moderna ha scelto di proposito, attorno agli Anni Settanta, di lasciare il “marxismo-leninismo” alla “base” ignara per farsi agente delle Elite Apolidi e del loro progetto mondialista. Quindi, il compito della sinistra di Scalfari è quello di attuare e portare a compimento il progetto delle Elite Apolidi, adoperando l’arma biologica della immigrazione per creare il “popolo unico”. I riccastri delle Elite e anche i loro funzionari non discriminano certo per etnia, lingua, religione, si dividono tra di loro sulla base dei metri di lunghezza e tonnellaggio dello yacht. Non hanno il problema di mangiare la merda del discount o della consegna a domicilio, vanno a cena dallo “stellato” oppure hanno il cuoco personale. Sono “cittadini del mondo” e non capiscono davvero cosa ci sia da perdere eliminando i concetti di Popolo, Nazione e Stato. La plebe si agita? Dosare carota e bastone.

Un’altra cosa. L’altro giorno alla radio sentivo un tale che esclamava, con voce rotta dall’emozione “combattere la povertà, non i poveri”. Bello slogan. Adesso spiegami come si combatte la povertà. Perché se la soluzione è rendere tutti ugualmente poveri tramite la “collettivizzazione”, che poi è una variante del “meticciato” scalfariano, a me continua a sembrare non solo una scemenza ma un sintomo di malattia mentale, sia nel merito che nella ripetizione infinita. Questa idea di “giustizia” per cui si alleviano le sofferenze degli storpi storpiando tutti allo stesso modo, tranne ovviamente i capoccioni, è veramente demenziale.

Conclusa un’altra farsa

La consultazione della “piattaforma Rousseau”.

Pare che la gente abbia le idee parecchio confuse sull’argomento. Non è un servizio gestito dalla Casaleggio & Associati o di loro proprietà, pare si siano occupati solo dello sviluppo a titolo gratuito per poi donare l’aggeggio ad una fondazione o associazione separata, di cui Casaleggio Jr. è una delle figure apicali. Questa associazione viene finanziata con i contributi degli eletti del Movimento. Non fa nessuna differenza rispetto alla eventuale manipolazione dei risultati se il servizio è di proprietà di una associazione o del Movimento.

Il “valore” della consultazione.

Ha lo stesso valore di un sondaggio tra gli iscritti di una qualsiasi associazione, soci di una cooperativa, abbonati di una squadra di calcio, quello che volete. Gli iscritti o meglio gli utenti registrati del servizio Rousseau non rappresentano “statisticamente” in alcun modo gli elettori italiani e nemmeno, data l’esigua percentuale sul totale, gli elettori del Movimento. L’unica ragione per cui nel Movimento assumono che gli utenti registrati di Rousseau siano un campione significativo degli elettori, quindi dai sondaggi su Rousseau venga un qualche “mandato”, è uno dei “miti fondativi”, leggi delle fanfaluche, del Movimento. Ovvero, la famosa “democrazia diretta” da realizzarsi tramite “la Rete” o più genericamente, “le tecnologie digitali”. Da cui tutta una serie di corollari come la “cittadinanza digitale” come “diritto”.
10milioni/100*x=70mila
x=70mila*100/10milioni
x=0.7%
Nelle stesse parole di Di Maio sulle “promesse ai dieci milioni di Italiani da mantenere”, la consultazione Rousseau ha coinvolto lo 0.7% degli elettori del Movimento.

Il Vincolo di Mandato.

Come forse saprete, la Costituzione stabilisce che i rappresentanti eletti, cioè i Parlamentari, esercitano la loro funzione non in ossequio al mandato ricevuto dai propri elettori ma nell’interesse generale della Nazione, secondo la propria coscienza. Infatti, un Parlamentare può benissimo dimettersi da un partito e uscire da un gruppo, per esempio abbandonare il Movimento Cinque Stelle senza che questo lo faccia decadere dalla sua carica. Semplicemente entra a fare parte di un altro gruppo. Questo significa che i Parlamentari, eletti dagli Italiani, non rispondono a nessuno, tanto meno rispondono agli utenti registrati del servizio Rousseau. Torno a dire, non solo per il dettato costituzionale ma anche per l’ovvia irrilevanza numerica e non rappresentatività degli utenti di Rousseau.

Veniamo al sodo, lo scopo della commedia.

… si è imboccata una strada che era naturale fin dall’inizio. Il primo segnale importante è stato dato votando insieme la presidente della Commissione europea .
… questo vuol dire saper tenere insieme, appunto, l’Europa e la giustizia sociale, un’equa redistribuzione delle risorse e lo sviluppo, la questione ambientale e una globalizzazione più sostenibile.

Massimo D’Alema.

Il Governo che si sta per insediare è stato costruito a tavolino da tutti quei poteri e quegli interessi che vogliono “più Europa” e “meno Stato”. Vedo due possibilità. Salvini, in quanto campione dei movimenti “sovranisti” europei, è caduto in un trappolone preparato subito dopo le elezioni europee, facendosi convincere a presentare la mozione di sfiducia al Governo con la promessa delle elezioni politiche. Il trappolone si componeva di due parti, quella della promessa di elezioni e quella dello “storytelling” con cui si è presentata la faccenda come un capriccio di un Salvini egoista, infido e traditore oppure un incomprensibile passo falso che manifesta la inadeguatezza di Salvini rispetto al ruolo che vorrebbe avere e ai “pieni poteri” che chiedeva agli Italiani. L’altra possibilità è che Salvini sia stato in qualche modo costretto con la classica “offerta che non puoi rifiutare”, qualcosa di inconfessabile. Anche in questo caso, tutto preparato in anticipo. Appare anche evidente che la figura di Conte sia stata ugualmente costruita a tavolino, facendo diventare una persona ignota fino a quel momento, presentata inizialmente come “avvocato degli Italiani” ma zerbino dei suoi due “vicepresidenti”, uno statista europeo e mondiale, a forza di fotografie di Conte che stringe la mano alla Merkel, al Papa, a Trump, a qualunque figura di potere. Il tocco finale è stato Conte come “il nuovo Prodi”.

Il futuro.

Faranno di tutto da qui al 2023, quando giocoforza arriverà la fine della legislatura, per accelerare e rendere ancora più irreversibile l’avvento del Mondo Nuovo, che significa la cancellazione dei Popoli, delle Nazioni e degli Stati europei. Prenderanno anche le loro precauzioni, cambiando legge elettorale, modificando la Costituzione, subordinandola ulteriormente a trattati internazionali. Provvederanno a mettere ancora più “persone fidate” nei posti che contano, partendo dall’incarico del successore di Mattarella.

Il vecchio pifferaio magico

Bertoldo che recita Adolf.

Grillo racconta alle masse del “momento storico”.

C’è da “riprogettare il mondo, rivedere tutti i paradigmi”, c’è il grafene che assottigliando la molecola puoi filtrare l’acqua di mare e renderla potabile senza energia. Il cambiamento antropologico delle “tecnologie morbide” che si porterà dietro il “fotovoltaico, l’eolico, il geotermico”.  Vi rendete conto di come sarà l’idraulica di una casa, l’idraulica del corpo, l’idraulica del mondo. I nuovi materiali, la seta, che la stanno “coltivando” i Cinesi e noi facciamo il titanio. La seta che è molto più resistente di qualsiasi titanio del mondo.

Ci abbiamo da riprogettare il mondo (braccia al cielo). Abbassare il consumo di energia, da sei chilovatt che è la media, arrivare a due chilovatt, con l’efficienza energetica. Abbassare le materie prime, quaranta tonnellate a testa di materie prime potremo abbassarle a venti in dieci anni. Passare da quaranta ore settimanali a venti ore settimanali.

I flussi. Flussi migratori. Flussi di materiali. Flussi di finanza. Dobbiamo controllare questi flussi. Dobbiamo sapere come fa il flusso della tua casa. L’aria, l’acqua, come entra. Il flusso della tua fogna, dove va. Come mai noi abbiamo un ingresso dei solidi e liquidi e abbiamo due uscite, una per i solidi e una per i liquidi. Ci sarà un motivo. Invece l’impianto idraulico di una casa è vecchio di trent’anni.

Ci è o ci fa?

Allora, la migliore delle ipotesi è che lui ci faccia. Cioè che stia recitando una commedia. La peggiore delle ipotesi è che creda alle corbellerie che sbraita, che sono davvero demenziali. Bertoldo che recita Adolf.

In entrambi i casi, la constatazione che un personaggio di questo genere è riuscito a convincere milioni di Italiani a votare non lui ma i suoi “incaricati”, è veramente agghiacciante. Sia che a loro volta lo facciano pensando che nel “cambiamento” troveranno una loro convenienza, tipo le ricadute della “nuova cittadinanza”, sia che lo facciano perché le cose che racconta grillo non suonano come corbellerie paradossali ma risultano convincenti, possibili, realistiche, sensate.

Parentesi didascalica. Hitler era convinto di salvare il mondo. La necessità di salvare il mondo veniva dalla convinzione che solo Popoli di “razza pura” potessero dare vita a Nazioni e Civiltà, mentre il famoso “meticciato” avrebbe portato il mondo al Caos e alla Barbarie. La guerra diventava necessaria sia per conquistare lo “spazio vitale” alla “razza”, sia per contrastare il progetto “mondialista-giudo-pluto-massonico”. Poi però, dei dettagli su come fare, Hitler pittore di acquarelli ne sapeva tanto quanto Grillo di “molecole”, di “energia” e di “flussi”, col suo diploma di ragioneria accantonato per fare l’affabulatore.

Vi propongo un quesito: in cosa consiste la “affinità” tra il Movimento di Grillo e il PD? Qual’è la ragione di questa “affinità”?

Vi sarete accorti, spero, che il “nuovo” che Grillo vi propone è una raccolta di stereotipi che arrivano direttamente dai soliti Anni Settanta. Solo un poco rivisitati. Spero che vi siate accorti che il “cambiamento epocale” è una ruota che gira su se stessa senza spostarsi di un millimetro. Quindi, ancora, il quesito di cui sopra diventa, quale bisogno cercano di soddisfare i seguaci di Grillo? Quale bisogno hanno gli elettori del PD?

La verità, come sempre di questi tempi, è l’esatto contrario di quello che predicano, nel nostro caso il contrario di quello che predica Grillo. Infatti “riprogettare il mondo” significa renderlo tutto uguale, Oslo uguale agli Emirati Arabi. Questo per esempio è la “nuova Milano”: Citylife in timelapse.

Vivaldi