L’anno prossimo addio a Windows

Succederà una piccola cosa che ho rimandato ma, per la natura dell’universo, mi verrà a cercare lei. Dovrò dare l’addio a Microsoft.

Nel Gennaio del 2020 terminerà il supporto a Windows 7. Fino ad oggi ho mantenuto un PC con Windows per ragioni di compatibilità e perché ci sono un paio di programmi che mi fanno comodo per certe operazioni. La fine del supporto di per sé non significa niente altro che Microsoft non rilascerà aggiornamenti. Il guaio vero è che tutti quelli che sviluppano software per Windows prenderanno la palla al balzo per non dovere rilasciare una versione del loro prodotto che è “fuori mercato”, quindi anche tutti i programmi non saranno più aggiornati. Volendo, si potrebbe continuare ad usare lo stesso il macchinario a tempo indefinito, facendo a meno degli aggiornamenti. Vedremo, valuterò la cosa.

In linea generale, ci sono due soluzioni. Microsoft mi raccomanda di comprare un nuovo PC con sopra Windows 10 preinstallato. Faccio di tutto per non comprare aggeggi con il software preinstallato, una cosa che secondo me dovrebbe essere vietata. In ogni caso, Dato che non mi serve per il momento un nuovo PC e sono dell’idea di non buttare una cosa perfettamente funzionante, seguirò l’altra soluzione, cioè sostituirò Windows con una distribuzione Linux.

Lo so, pensano tutti che sia una cosa da “stramboidi” ma la verità, come spesso succede, è l’esatto opposto. Installare ed usare una distribuzione Linux è molto più agevole, è una liberazione. Certo, bisogna fare delle scelte e delle rinunce, che è precisamente quello che rende liberi.

Apro una parentesi: i “luoghi comuni” mi annoiano e più invecchio più mi infastidiscono. Non è vero che Windows sia un sistema operativo pieno di difetti, vulnerabile, eccetera. Di suo funziona perfettamente, anzi, per la maggior parte è di ottima qualità.

Tanto tempo fa Microsoft, per ragioni di marketing, prese due decisioni che da una parte rendono la vita facile a tutti e dall’altra inducono certi problemi.
– l’utente di Windows di solito è anche “amministratore” del PC. Significa che mentre usa il computer ha i permessi per modificare qualsiasi parte del sistema.
– l’utente di Windows installa programmi prendendoli da fonti eterogenee. La “installazione” è un programma separato in se stessa, preparato da qualcuno per apportare qualsiasi modifica al sistema che sia ritenuta utile al funzionamento del programma da installare.
Se mettete insieme le due cose, capite che ogni volta che si installa qualcosa in Windows si apportano modifiche qualsiasi al sistema, modifiche decise da soggetti terzi eterogenei, che l’utente “autorizza” in quanto “amministratore” senza però averne nessuna cognizione.
Windows è stato pensato per “facilitare” l’utente e quindi tende a non chiedere nulla e a nascondere le cose. Anche questi due aspetti inducono dei problemi. Ogni volta che si cambia qualcosa in Windows è difficile prevedere le conseguenze e, non sapendo quali sono le conseguenze una volta che si sono determinate, è difficile correggere l’eventuale problema o tornare indietro allo stato precedente.

Quindi, quello che succede nella pratica è che Windows all’inizio funziona perfettamente, poi l’utente “amministratore” inizia a fare dei cambiamenti, aggiungendo software eterogeneo di terze parti. Questi cambiamenti introducono dei problemi che l’utente non sa o non vuole diagnosticare e correggere, i problemi si accumulano e mano a mano le prestazioni del computer degradano.

La differenza con le distribuzioni Linux sta in questo: usando Linux ti viene tutto sbattuto in faccia. In partenza, che la distribuzione è solo una raccolta di progetti indipendenti ognuno dei quali viene sviluppato per conto suo. Quindi ogni parte del sistema ci può essere o no, può funzionare o no. Chi mette insieme la distribuzione non fa altro che provare la raccolta per verificare che più o meno si possa adoperare come sistema integrato. Usando la distribuzione sei “utente” e hai solo i permessi per cambiare le cose nella tua “home”. Se invece vuoi cambiare qualcosa nel sistema generale, per tutti gli “utenti”, devi mettere la password per diventare “amministratore”. Lo “amministratore” non usa il computer, decide quali componenti ci sono, come devono funzionare, teoricamente li può modificare scrivendo il codice sorgente e ricompilandolo. Windows ti vende una “semplicità” di un automatismo che nasconde la complessità, viceversa le distribuzioni Linux cercano solo di renderti comoda la manovella e i pedali che devi azionare per fare funzionare, più o meno, il macchinario. Il vantaggio è che tutti gli ingranaggi sono esposti, sono li da vedere e li puoi azionare, montare o smontare, prendendoli dal “magazzino”. Usando Linux, ti abitui a diagnosticare problemi, cercare si Internet le soluzioni, correggere i problemi, contro l’idea di Windows si fare finta che non ci siano e di affidarsi sempre e comunque ad altri.

Chiudo dicendovi che Android, il sistema operativo degli scemofoni, in soldoni è una distribuzione Linux curata da Google con una virtual machine Java che fa girare le “app”. Viene reso tutto inaccessibile e, tramite i driver, incompatibile da uno scemofono ad un altro, nel solo interesse dei venditori degli scemofoni. E’ un caso da manuale per cui io sostengo che il software preinstallato andrebbe vietato.