Firefox private network

Ecco. L’avevo scritto da qualche parte. Mozilla con parecchi anni di ritardo si accorge che esiste la necessità di cambiare le regole del gioco riguardo la “privacy” di Internet. Il guaio è che il ritardo, oltre vari problemi legati al contesto e alle risorse spese altrove, comporta il fatto che generazioni di “nuovi utenti”, specie quelli che conoscono Internet attraverso lo scemofono, non sanno e non vogliono sapere come funzionano le cose da un punto di vista tecnico.

Comunque, Mozilla sta sperimentando con la collaborazione di Cloudflare un sistema per criptare le richieste che il browser manda al servizio DNS. Ci sono diversi modi per farlo e quello scelto da Mozilla si chiama DoH, DNS over HTTPS. Questa funzione la trovate già presente nelle impostazioni di rete di Firefox. Fate attenzione che per usare questa funzione servono due cose. Serve un servizio DNS che offra DoH e serve che questo servizio abbia un server localizzato il più possibile vicino al luogo da cui vi collegate ad Internet. Significa che potete usare qualsiasi server, non per forza quello di Cloudflare, però dovete trovarne uno vicino casa.

Adesso leggo che Mozilla sta sperimentando, solo per gli utenti USA, una estensione che da quello che posso capire è un servizio VPN, Virtual Private Network. In sostanza con questa estensione Firefox apre una connessione criptata verso un server Cloudflare e questo server funge da proxy, cioè tutto il traffico di rete di Firefox viene inoltrato da questo server, in modo da mascherare l’IP address dell’utente e presentare invece un IP address di Cloudflare. Nella pagina di presentazione c’è scritto “This Private Network beta release is currently free“, cosa che mi fa sospettare che in futuro il servizio possa richiedere la sottoscrizione di un abbonamento. Esistono già sul mercato svariati servizi VPN, per cui boh, non ho ben chiaro il senso dell’iniziativa di Mozilla se non di spartire l’eventuale business con il fornitore del servizio VPN, girandogli tutti o molti dei suoi utenti.

Intanto, come potete leggere in questo blog, esiste l’alternativa di Tor Browser, che in sostanza è una versione leggermente modificata di Firefox nella versione “supporto a lungo termine” con l’aggiunta di un client Tor che viene eseguito in prima istanza quando si clicca sull’icona. La differenza tra Tor e un servizio VPN consiste principalmente nel fatto che Tor si basa sulla partecipazione volontaria di gente che mette a disposizione la propria banda per inoltrare il traffico altrui, offrendosi come “nodo” di Tor. Di conseguenza, oltre ad essere un sistema abbastanza inefficiente, non offre alcuna garanzia riguardo la performance minima. Vi invito a limitare al massimo l’uso della banda quando usate Tor, perché non è la vostra, è di qualcun altro. Viceversa, i servizi VPN si fanno pagare per fornire un certo SLA, service level agreement, cioè garantire una certa performance della connessione che transita per i loro apparati. Oltre al fatto ovvio che vi dovete fidare che la VPN mantenga riservate le informazioni che potrebbe raccogliere su di voi monitorando la vostra connessione.

Staremo a vedere come andrà a finire con Mozilla.