Come siamo arrivati a questo

In principio era il Verbo.
Ad un certo punto della Storia, come tutti dovrebbero sapere ma la maggior parte viene storpiata dalla Scuola degli insegnanti Bella Ciao, furono inventate le macchine e i contadini furono trasferiti dalla terra ai falansteri attorno alle fabbriche.

Guardando questo processo, certi benestanti che vivevano di professioni legate alle lettere, avvocati, notai e similia, misero insieme la perversione dei “sensi di colpa” e quella della “desiderio di potere” e inventarono l’idea della “rivoluzione”.

La “rivoluzione” prometteva alla nuova plebe, il “Proletariato”, cioè i contadini inurbati nelle cui vite c’era solo fabbrica e osteria, la stessa inversione dei ruoli che nella antichità si esercitava nelle feste della pazzia, come il Carnevale. Il servo diventava il padrone. Ovviamente era un imbroglio, una truffa, perché in realtà si trattava di sostituire una aristocrazia con un’altra e le fabbriche dovevano continuare a vivere e a macinare vite umane. Però l’idea piaceva, alle menti stravolte dei “proletari” e a quelle perverse dei “borghesi” che si proponevano come loro “capi”, filantropi disinteressati.

Abbiamo citato il caso italiano. Nell’immediato del periodo successivo alla Grande Guerra ci fu pesante depressione economica. I Socialisti pensarono bene di riproporre in Italia la Rivoluzione Russa. Dai Socialisti fuoriuscirono sia i Comunisti che la loro nemesi, i Fascisti. L’affermazione del Fascismo in Italia fu reazione inevitabile alla minaccia rivoluzionaria, ironicamente si proponeva a sua volta come “rivoluzione” ma invece di realizzare il Carnevale, più pragmaticamente vendeva l’idea che l’Italia dovesse essere affidata a chi si era distinto in guerra, vista come grande “livella” che cancella artifici di casta e mette a nudo la natura umana. Altrettanto pragmaticamente, il Re decise di usare il Fascismo per ristabilire l’ordine. Il Fascismo funzionava, tanto che praticamente non incontrò opposizione. Poi ci fu un’altra guerra che mostrò, più di quella precedente, il ritardo dell’Italia ancora prevalentemente rurale.

Nel dopoguerra la situazione era questa: gli Americani occupavano l’Italia e durante l’invasione avevano applicato alcune dottrine che vediamo applicate ancora oggi. Al Sud avevano adoperato la mafia come “milizia territoriale”, sfruttando le connessioni con la mafia americana. Mano a mano che risalivano la Penisola, contrastati da quello che rimaneva delle Forze Armate tedesche, gli Americani si affidarono alla Chiesa che ereditava, come nel primo medioevo, le funzioni dello Stato. Ad un certo punto gli Americani invasero il Nord Italia, dove nel frattempo era stata alimentata la “Resistenza”, cioè formazioni di renitenti alla Leva e disertori delle Forze Armate italiane che sabotavano i Tedeschi nelle retrovie. I Tedeschi cercavano di non sprecare le poche risorse che gli erano rimaste contro la “Resistenza”, che oggi si chiamano “insurgent” e invece affidavano quello che oggi si chiama “counter-insurgency” alle milizie della RSI, cioè un governo fantoccio ricostituito al Nord dopo la liberazione di Mussolini dalla prigione sul Gran Sasso con una operazione di commando. Una delle cose che non sapremo mai è con che minacce e blandizie i Tedeschi convinsero Mussolini a ritardare l’inevitabile. Fatto sta che la contrapposizione tra “Resistenza” indottrinata dai Comunisti e le milizie RSI, cioè i “fascisti”, divenne in seguito il “mito fondativo” dell’Italia repubblicana.

Ci fu un plebiscito che scacciò la Monarchia. Gli Americani trattarono coi Sovietici la spartizione dell’Europa e l’Italia rimase nella “sfera di controllo” degli USA. Quindi Stalin diede l’ordine ai Comunisti italiani di disarmare, mentre questi avevano progettato di prendere il potere e costituire uno Stato comunista nel Nord Italia. Questo divenne in seguito il “mito fondativo” della “estrema sinistra” o “sinistra extra-parlamentare”, cioè l’ennesima “vittoria tradita” o “della Resistenza incompiuta”. I Sovietici saranno sempre “fratelli” e “modello” ma l’Armata Rossa che si ferma al limite della Cortina di Ferro, invece di “liberare” anche l’Italia, sarà sempre una ferita aperta. Come successe anche in Germania, gli Americani ristabilirono l’ordine affidandosi a quello che rimaneva delle “strutture” precedenti la Guerra, quindi mafia, Chiesa e, paradossalmente, le organizzazioni e le personalità che furono fasciste. Il tutto supervisionato opportunamente dalla CIA.

Boom economico, gli Americani finanziano e supervisionano il passaggio dall’Italia rurale all’Italia industriale. La “democrazia” consiste nella dualità DC – PCI che “congela” la guerra civile o più precisamente la trasforma in una guerra di posizione. Ma le Elite Apolidi hanno pronto il Piano. Cominciano dagli USA dove hanno il loro Quartiere Generale, diffondendo la “controcultura” nelle università. La “controcultura” apparentemente si ispira alle idee “rivoluzionarie” dei secoli precedenti ma è una finzione perché questa volta il “Proletariato” viene escluso, viene saltato a piè pari, ci si rivolge direttamente ai figli della “Borghesia”, appellandosi ai loro “sensi di colpa” e “desiderio di potere”. Il “marxismo-leninismo”, che predicava l’annientamento di tutte le società umane per crearne una nuova da zero in cui il Partito gestiva il mondo per conto di una Umanità di “lavoratori”, viene sostituito da tutta una serie di dottrine “intimiste” che invece di aggredire la società nel suo insieme, propongono di ridisegnare il singolo essere umano, svuotandolo di tutte le cose prodotte dalla Storia e riempiendolo con le idee perfezionate dagli esperti di psicologia e sociologia delle Elite Apolidi. Eccoci con quello che adesso si chiamerebbe “liberalesimo” dalla parola americana “liberal”. Prego notare che la parola “liberale” ha due significati antagonisti negli USA e in Europa. Negli USA “liberal” è praticamente sinonimo di “socialismo” mentre in Europa “liberale” significa “economia di mercato, lo Stato non si intromette”. Abbiamo anche detto che l’associazione tra “liberal” e “socialismo” è un falso storico, un espediente delle Elite Apolidi per creare l’idea di “controcultura” e “ribellione” ma non c’è nessuna “rivoluzione” nel “liberalismo”.

Quindi eccoci ai giorni nostri. La “sinistra” italiana si è convertita molto prima che cadesse il Muro, passando dalla idea di servire il Comunismo sovietico a quella di servire il “liberalismo” delle Elite Apolidi anglofone. Però ha pensato bene di imbrogliare la “base” mantenendo la finzione comunista per una ventina d’anni, per cui Berlinguer era già fautore del “Governo Mondiale” e quindi passava dal Comunismo ortodosso allo “eurocomunismo scismatico”, però al suo funerale la folla oceanica si presentava ancora con le bandiere rosse con falci e martelli, perché nessuno l’aveva informata.

La “sinistra italiana” attuale è la copia conforme della “sinistra mondiale”. Non fa che tradurre in italiano gli slogan che gli vengono passati dalle Elite Apolidi e gestisce la applicazione del Piano delle Elite Apolidi in Italia. Gli slogan sono semplici adattamenti di quelli già presenti nella “controcultura” degli Anni Settanta e, come detto, mirano a de-strutturare l’individuo “occidentale”, svuotarlo e riempirlo con pochi semplici concetti che fondamentalmente lo riducono all’adulto-bambino dal funzionamento bio-meccanico, mosso dalle pulsioni, incapace di speculazione astratta, con le competenze strettamente necessarie ad accudire le macchine e a consumare i prodotti delle macchine. Il “franchise” Matrix è una rivelazione profetica, descrive esattamente il Piano delle Elite Apolidi, rappresentandole come un collettivo di computer e meccanismi. Gli esseri umani sono “batterie”, sfruttati per la loro capacità di produrre energia che viene consumata da Matrix e gli viene succhiata via la vita mentre sono tenuti immobili in un brodo nutritivo e gli viene instillata l’illusione di una “realtà” che non esiste.

Tutte le cose del “politicamente corretto” sono evidenti menzogne e paradossi solo quando esci dal bozzolo di Matrix ma fintanto che rimani dentro e ti viene somministrata l’illusione, non sei in grado di accorgertene. Il “mondo del politicamente corretto” sembra “vero” e perfettamente coerente agli sfortunati schiavi. Certo, ci sono gli “agenti del sistema” che in Matrix sono rappresentati dal personaggio replica di Smith e che nel nostro “mondo reale” sono i funzionari della “sinistra” ai vari livelli. Del resto, basterebbe notare come la attuale “sinistra” coincida col “sistema” a cui, con somma ironia, si voleva opporre la “controcultura”. La “controcultura” è diventata la “cultura”, sistema, potere, finanza, “mainstream”, eppure continua a macinare un ridicolo “contro” anche senza niente a cui opporsi. Per cui certi estremi paradossali, che però sono paradossali solo visti da fuori, come la “pseudo-ecologia” di Greta che viaggia sulla barca da regata del principe di Monaco.

Un’altra persona saggia e proba

Nella parte per gli abbonati Repubblica ci propone un editoriale del signor Serra. Si intitola “Il ritorno dell’umanità“. Un po’ come nei film tipo “Il ritorno dello Jedi”, o “Il ritorno del Re”, eccetera. Mi ritrovo a domandarmi chi li paga per scrivere, eppure…

Non lo posso collegare, quindi lo commento per paragrafi.

È da questa esasperante, impotente lentezza, di fronte alla velocità e alla potenza della storia…

Prego notare due caratteristiche tipiche della prosa dello “pseudo-intellettuale di sinistra”. L’uso smodato di aggettivi che “demonizzano” qualcosa o qualcuno e “benedicono” qualcosa o qualcun altro. Qui leggiamo “esasperante, impotente”. Il ricorso a figure retoriche che appartengono ad una sorta di “gergo iniziatico” che, con effetti di assoluta auto-ironia involontaria, è di chiare origini “novecentesche”, in questo caso, ad esempio, eccovi “la potenza della storia”. La storia qui è il famoso “storytelling”, qualcosa che si reinventa di continuo, a seconda della convenienza del momento, non la Storia con la “s” maiuscola, che lo “intellettuale di sinistra” nega perché considerare compiutamente il passato dimostrerebbe la follia del futuro che ci vende come “paradiso del popolo”.

… idee assurde oppure feroci, l’isolazionismo ringhioso, il razzismo esplicito, le teorie paranoiche sulla “sostituzione etnica”, i rigurgiti del vecchio nazionalismo che il maquillage d’epoca ha ribattezzato sovranismo.

Ancora, scarica di aggettivi, “feroci, ringhioso, paranoico, vecchio”. Vi ripeto cosa recita il dizionario Treccani a proposito di “Sovranismo”:
Posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione.
Se la parola “Sovranismo” è un neologismo che viene inserito nel “gergo iniziatico” dello “intellettuale di sinistra”, il significato non ha niente di “feroce, ringhioso, paranoico, vecchio”. E’ semplicemente il risultato della necessità naturale dell’essere umano di determinare liberamente il proprio destino invece di essere servo di qualcun altro e costretto ad eseguire ordini e subire decisioni altrui. Qui veniamo alla solita vexata quaestio, per quale ragione la persona “di sinistra” desidera l’opposto del “Sovranismo”, cioè l’asservimento. La risposta è sempre la stessa, la “base” sente la necessità di scambiare la servitù con la tutela e vertici, che cinicamente disprezzano e temono la “base”, costituiscono una aristocrazia che giura fedeltà come vassallo di livelli di potere superiori e in cambio ottiene la concessione della signoria su un certo contado.

La politica di sedicente “difesa della Patria” del precedente governo… era come fermare il mare della storia con il pettine delle scartoffie. Un sedicente giro di vite “contro le ong”, nei fatti contro la povera gente in fuga o in viaggio verso una vita decente.

Dopo “la potenza della storia” eccoci a “il mare della storia”.
Contraddizione nei due “sedicente”, se il primo è vero, il secondo è falso. Inoltre, l’idea di Serra della “povera gente” è la stessa che avevano le Brigate Rosse nei riguardi della criminalità comune. Ovvero, “povera gente” che tramite furti e rapine si impossessava di quanto gli era sottratto dalla Borghesia nel quadro della “Lotta di Classe”. Quindi, come sostiene la signora Di Cesare nell’articolo che trovate a destra, trattandosi di ribellione alla “ingiustizia sociale”, altra espressione tipica del “gergo iniziatico”, le azioni illegali in realtà diventano lecite. Qui è lo stesso, gli immigrati sono “povera gente” per colpa nostra e quindi se ci aggrediscono violando le nostre leggi, se ci invadono, compiono una azione lecita, che la “sinistra”, in quanto tale, deve sostenere, favorire.

Adesso, con il nuovo Governo che è stato costituito con il fine esplicito di andare contro la “sovranità” del Popolo, avremo:

un Paese che sa farsi carico delle responsabilità, anche sgradevoli, anche soverchianti, che la storia gli scarica addosso.

Qui la prima cosa da obbiettare al signor Serra è la stessa che obbiettavo al signor Franceschini, perché lo “intellettuale di sinistra” ripete a macchinetta sempre gli stessi slogan. Mi dica per favore cosa significa in concreto “farsi carico delle responsabilità”. Inoltre, siamo in presenza della ennesima menzogna, che la immigrazione sia un “fenomeno spontaneo” che ci viene scaricato addosso dalla “storia”. Il “fenomeno” è in realtà un’arma che è stata pensata all’interno del Piano delle Elite Apolidi per la realizzazione del Mondo Nuovo, un piano che risale agli inizi del Novecento ma che ha avuto la sua accelerazione ovvia a partire dalla fine degli Anni Sessanta. Non si può dire perché è una “teoria paranoica”. E’ una “teoria paranoica” quando Scalfari, vedi articolo a destra, afferma che la “sinistra” ha il compito di realizzare il “meticciato”. Sono dei pagliacci, questi personaggi, purtroppo il seguito che hanno in basso e la delega che gli viene data dalle Elite Apolidi, li rende pericolosi.

Il nuovo Governo deve rimediare al disastro di:

un Paese bambino, spaventato e lagnoso, che tratta da infezione un’ordinaria vicenda umana – le migrazioni – che si manifesta, in questi anni, con intensità straordinaria.

Le “migrazioni” sono una “ordinaria vicenda umana”. Perché, come ci insegnano, “Gesu era un profugo”, oppure “Enea era un profugo”, eccetera. A parte l’ennesimo trucco di semplicità patetica di confondere “immigrato” con “profugo” o “rifugiato”, si tratta di vendere la faccenda come qualcosa di “normale”. E’ “normale” che i popoli migrino. Vero, si chiamano “invasioni”. Gli Europei migrarono nelle Americhe e spazzarono via le civiltà autoctone.

Infine, per chi si domanda se l’Unione Europea stia riservando un trattamento più collaborativo e più vantaggioso a questo governo…

Nessuno se lo domanda, signor Serra. Questo Governo nasce dalla famosa “coalizione Ursula” che il signor Prodi vantava come una conquista invece che come un ignobile mercimonio. Qualcuno, pochi, guadagnano a partecipare alla “coalizione Ursula”, la maggior parte scende un altro gradino nella scala del servaggio. Va bene che lei ha il riflesso condizionato per cui pensa di parlare/scrivere alla “base” dei servi idioti ma a tutto c’è un limite. Quando la faccenda le scoppierà in mano, lei farà come i suoi predecessori, quelli che guardavano mentre abbattevano il Muro. Fingerà meraviglia, un esito inaspettato e poi cambierà idea, cercando un altro potere a cui giurare fedeltà in cambio della patente.

Vi raccomando la lettura dei post precedenti.

Confusione creata ad arte sulla immigrazione

Le aspettative per il nuovo Governo.

Leggevo un editoriale insignificante di Lerner su Repubblica. La morale della favola si riassume con “stiamo a vedere questo Governo cosa farà con gli immigrati”. Ovvia minaccia sospesa nell’aria. O promessa, a seconda di quanto uno è pazzo.

L’editoriale, scritto coi piedi, contiene tutta una serie di menzogne e paradossi che hanno due scopi, ingenerare confusione nelle menti deboli della famosa “base” e alimentare il famoso “senso di colpa” che porta i figli della Borghesia a sognare la rivoluzione e gli Europei a sognare la moglie a letto con il nero.

Prima menzogna, gli immigrati “fuggono”. Lerner sostiene che se fuggono, non importa quale sia la ragione, tanto qualunque sia la ragione è colpa nostra e dobbiamo rimediare se non espiare. In realtà, come dovrebbero sapere tutti se solo cercassero di informarsi e ragionare, gli immigrati “illegali” sono relativamente benestanti perché devono raccogliere somme ingenti per pagare il viaggio. Fanno questo investimento perché vengono convinti da una propaganda creata ad arte per il loro reclutamento, che in Europa tutti siano ricchi, che lussi inimmaginabili siano disponibili a chiunque senza fatica.

Seconda menzogna, gli immigrati sono “africani”. Questa menzogna ovviamente serve per alimentare lo “storytelling” sulla tratta degli schiavi e sul colonialismo. Oltre che seguire le linee di tutta la narrativa sulla “integrazione razziale” che è specifica degli USA ma che ci viene imposta da tutta la produzione di film e telefilm come parte della colonizzazione culturale senza che la gente ne sia consapevole. Con esiti veramente ridicoli, infatti si afferma contemporaneamente che l’Italia è stata terra di poveri emigrati e terra di biechi schiavisti e colonizzatori. Gli immigrati vengono da tutto il mondo. Se esco di casa, dall’altra parte della strada trovo il fornaio arabo. A destra il bar dei cinesi con la ragazza scosciata per inspirare una scintilla di vita nelle mummie che vi soggiornano. Se vado in piazza la sera sono tutti stranieri ma di “africani” nel senso di neri, non ne vedo. Sono in maggioranza magrebini e c’è qualche capannello di Slavi. Quelli sono gli stranieri con la famiglia, che sono relativamente “integrati”.

Terza menzogna, la “integrazione”. Nella mia regione gli stranieri immigrati ufficialmente sono quasi il 20% della popolazione. Lo so che sembra una cifra enorme rispetto alla propaganda per cui “non esiste nessuna invasione”. La maggior parte conduce la stessa vita degli autoctoni, lavora, affitta una casa, manda i figli a scuola. Ma gli immigrati non sono tutti uguali. Per questo è incredibilmente stupido mettere insieme gli energumeni ospitati nei “centri di accoglienza” e le badanti ucraine, alla voce “fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare”. Non solo la maggior parte degli stranieri si trova in Italia con tutti i documenti e i permessi, quelli che vengono sapendo cosa aspettarsi, con aspettative realistiche, hanno gli stessi problemi degli Italiani. Quelli che invece vengono come immigrati “illegali”, mossi come dicevo sopra dalla idea che l’Europa sia il Paese dei Balocchi, si trovano senza mezzi di sussistenza che non siano quelli dei “centri” in cui sono stivati e nutriti. Se non parli l’italiano, non sai leggere e scrivere, non sai fare niente di utile, l’unica cosa che puoi fare per non vivere come un emarginato o come un recluso ma procurarti qualcuno di quei lussi che sognavi quando eri nel tuo villaggio, è darti al crimine. Poi ci sono anche quelli che pensano che non sono venuti in Italia per spaccarsi la schiena in una fonderia.

Quarta menzogna, la “bomba immigrazione” da disinnescare. Tutta la commedia delle ONG è organizzata per creare la finta emergenza dei “naufragi”. Quello che ancora Lerner evita di dire è che gli immigrati “illegali” pagano profumatamente e che la maggior parte arriva in Italia senza problemi, passando sotto il radar. Il “naufragio” non avviene per accidente, è predeterminato alla partenza, quando serve, previo accordo con tutto il macchinario del “soccorso”. Semplicemente per ragioni di propaganda e la propaganda serve per giustificare la “politica”.

Legalizzare l’immigrazione.

La soluzione di Lerner, che il nostro sostiene da decenni ormai, di concerto con l’ONU del tristemente famoso “Global Compact”, per capire a che livello si colloca l’intera operazione, è quella di “legalizzare” l’immigrazione africana. Sorvoliamo sulla ovvia considerazione che non puoi discriminare l’immigrato africano dall’immigrato eschimese. Lo scopo della “legalizzazione” non è “salvare delle vite”, tanto meno fa qualsiasi differenza rispetto ai luoghi di origine degli immigrati. Lo scopo di tutta la propaganda sulla “immigrazione” è il famoso “superamento dello Stato Nazionale”.

Scontro tra Stato e migranti.

Non serve scervellarsi, è tutto scritto nero su bianco in questo editoriale della signora Di Cesare, che dice “il gesto discriminatorio che rivendica a sé il luogo in modo esclusivo. Il problema è lo Stato nazionale. Quello che viviamo è uno scontro epocale fra lo Stato e i migranti“.

Il progetto di scardinamento degli Stati segue diverse direttive contemporaneamente. Se in alto, a livello dei Governi, si sottoscrivono i famosi “trattati internazionali” che assurdamente hanno la priorità sulle singole Costituzioni nazionali e tolgono autorità ai Parlamenti, quindi tolgono sovranità ai Popoli, se a livello intermedio si procede con la Di Cesare a svuotare di significato e trasformare in lettera morta la Legge, anche tramite l’azione consapevole dei Magistrati, ancora esautorando il Parlamento e togliendo la sovranità al Popolo, a livello della strada si procede con la semplice demografia.

Il meticciato.

Ancora, non serve scervellarsi, è scritto nero su bianco da questo editoriale del signor Scalfari. Notare, ancora, la confusione e le menzogne, si parte dicendo “è un fenomeno che dobbiamo governare“, si passa attraverso un delirio che associa l’immigrazione alla “deriva dei continenti” al tempo dei dinosauri e si conclude affermando “la vera politica dei Paesi europei è quindi d’essere capofila di questo movimento migratorio … il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha una ricchezza media, una cultura media, un sangue integrato … questo deve essere il compito della sinistra europea e in particolare di quella italiana“.

Perché la “sinistra” deve porsi questo compito? Risposta relativamente banale, perché la “sinistra”, nei suoi vertici di estrazione borghese o alto-borghese, ha sempre temuto e disprezzato il “popolo”. La “sinistra” moderna ha scelto di proposito, attorno agli Anni Settanta, di lasciare il “marxismo-leninismo” alla “base” ignara per farsi agente delle Elite Apolidi e del loro progetto mondialista. Quindi, il compito della sinistra di Scalfari è quello di attuare e portare a compimento il progetto delle Elite Apolidi, adoperando l’arma biologica della immigrazione per creare il “popolo unico”. I riccastri delle Elite e anche i loro funzionari non discriminano certo per etnia, lingua, religione, si dividono tra di loro sulla base dei metri di lunghezza e tonnellaggio dello yacht. Non hanno il problema di mangiare la merda del discount o della consegna a domicilio, vanno a cena dallo “stellato” oppure hanno il cuoco personale. Sono “cittadini del mondo” e non capiscono davvero cosa ci sia da perdere eliminando i concetti di Popolo, Nazione e Stato. La plebe si agita? Dosare carota e bastone.

Un’altra cosa. L’altro giorno alla radio sentivo un tale che esclamava, con voce rotta dall’emozione “combattere la povertà, non i poveri”. Bello slogan. Adesso spiegami come si combatte la povertà. Perché se la soluzione è rendere tutti ugualmente poveri tramite la “collettivizzazione”, che poi è una variante del “meticciato” scalfariano, a me continua a sembrare non solo una scemenza ma un sintomo di malattia mentale, sia nel merito che nella ripetizione infinita. Questa idea di “giustizia” per cui si alleviano le sofferenze degli storpi storpiando tutti allo stesso modo, tranne ovviamente i capoccioni, è veramente demenziale.