Soros e Zingaretti

adnkronos: I finanziamenti di Soros a movimenti e ong in Italia

Per non dimenticare, per non abituarsi, per non accettare quella “normalità”.

Nota a margine, questi sono finanziamenti messi a bilancio, dichiarati. Solo quelli riconducibili alle fondazioni ufficiali facenti capo al signor Soros.

Ovviamente, come per gli arbitri e la Juve, le cose che vengono decise e fatte in separata sede, al riparo dai proverbiali “occhi indiscreti”, nessuno le sa. Per esempio, per quale ragione “dentino” Renzi viene invitato alla riunione del Gruppo Bilderberg? Per portare il suo contributo di idee, essendo egli un noto scienziato?

A proposito, è notorio che quando uno si dice “di sinistra” può significare solo che è un disabile, un pazzo o un criminale. A riprova, ecco un articolo a firma del signor Zingaretti: È un mezzo miracolo, ma sia solo l’inizio.

Sono tutti pieni di “cultura democratica” e “democratica cultura”. L’articolo comincia con una affermazione perentoria, un imperativo categorico che rimanda a tempi antichi, a quegli aforismi novecenteschi che ancora si leggono sbiaditi sulle facciate delle case. La solita autoironia involontaria e inconsapevole.

L’Italia ha bisogno di fiducia e sostituire la cultura dell’odio con la speranza.

Sono un disabile, un pazzo o un criminale può accettare una comunicazione collosa, viscida ed artefatta che si basa su una “neolingua” e sull’uso meccanico di stereotipi. Cosa sarebbe la “cultura dell’odio”? E la “speranza” cos’è, quella del Cristo che promette la resurrezione o più semplicemente il “redddito di cittadinanza” o, meglio ancora, il “reddito di nascita” come farnetica Grillo al post precedente? L’emancipazione del Proletariato ad opera del Partito Comunista?

Segue la solita scarica di numeri a caso, che potrebbero essere divisi per sette o moltiplicati per pigreco e sarebbe esattamente lo stesso. L’equivalente contemporaneo del “latinorum” dei Promessi Sposi. Poi un’altra frase infarcita di luoghi comuni che nessuno ha mai definito.

Giustizia sociale, svolta green e nuove politiche a favore delle famiglie, con un’attenzione in particolare all’infanzia e ai giovani. … la costruzione di un Paese più forte e più giusto.

Cosa sarebbe la “giustizia sociale”? Robin Hood che ruba ai ricchi per distribuire il bottino ai poveri? Idea innovativa. Oppure la vecchia “rivoluzione” tramite la quale certi borghesi promettevano ai servi che sarebbero diventati padroni se avessero accoppato e derubato certi altri borghesi? L’uso di due parole, “giustizia” e “sociale” implica necessariamente che si parla di “classi”, quindi si allude ad un altro passato novecentesco con il quale la “sinistra” non riesce a fare i conti, distratta, citando un “liberale di sinistra”, dallo stipendio e dalla figa. La “svolta green”. Che poi “green” significa “verde” in inglese. Ancora, cosa significa? Infanzia e giovani, si baciano gli infanti e si inquadrano i giovani nella milizia, da qualche parte devo avere una foto di mio padre attorno agli otto anni con la sua uniformina di balilla.

… investimenti privati sostenibili, come il “Bonus facciate”, un credito fiscale del 90% per chi rifarà le facciate di casa …

Quindi, rifare l’intonaco della casa, che per inciso, considerato il “patrimonio edilizio italiano”, nel 90% dei casi andrebbe abbattuta e ricostruita, aggiungendo sotto uno strato di polistirolo, il consueto “cappotto”, per aumentare l’isolamento, sarebbe un “investimento privato sostenibile”? Lo sa, il signor Zingaretti, che il polistirolo è un polimero dello stirene, diciamo che è la odiata “plastica”? La “sostenibilità” dello “investimento” dipende dal fatto che in teoria, ricoprendo la casa di plastica, si risparmia sul riscaldamento, ottenuto da “energia non-rinnovabile”? Mah. Veniamo al pezzo forte, dove si misura la demenza della “sinistra”:

… radicale e seria lotta senza quartiere all’evasione fiscale e in particolare ai grandi evasori, puntando sui pagamenti digitali, premiando con un superbonus chi ne fa uso, e sulla riduzione drastica dell’uso del contante.

Certo, signor Zingaretti, i “grandi evasori” si perseguono andando a vedere se pagano l’idraulico o il dentista in nero. Secondo me è più facile andare a vedere chi sono gli “amici” del signor Renzi. Ah no, adesso Renzi non è più l’antipapa del PD, pare abbia il suo partitino Avanti Savoia, Super Bang o come si chiama.

Nemmeno una persona senza istruzione come Zingaretti può dire una scemenza del genere in buona fede. E’ una menzogna da bambini, raccontata consapevolmente ad una platea di minorati, mettendogli davanti la carota della “vendetta” contro il “padrone”, cioè il “grande evasore”.

Il “grande evasore” si trova negli elenchi dei debitori delle banche fallite, tra gli editori dei “media” e tra i sostenitori/benefattori del PD, è gente che paga profumatamente rinomati studi legali e fior di commercialisti per eludere il Fisco. Gente che manovra società estere, matriosche di società controllanti e controllate. Gente che non trovi in fila al supermercato.

La balla/carota del “grande evasore” serve solo a nascondere alla plebaglia ottusa il bastone burocratico-fiscale che deve calare sulle schiene del solito “ceto medio”, sostenere l’idea tipica dei regimi di stampigliare un numero di identificazione sulla fronte di tutti i cittadini e imporgli la sorveglianza continua tipo “Occhio di Sauron”.

Senza contare la sempre maggiore collusione della “politica” col sistema finanziario e bancario, con vista panoramica sul solito orizzonte mondialista.

L’articolo di Zingaretti è tipo un remix della “Fattoria degli Animali” di Orwell e di Matrix, con un tocco di Alberto Sordi. Si è verificata la mia fosca profezia, la convergenza tra Movimento Cinque Stelle e PD. Ogni Popolo ha le leggi e i governanti che si merita.